Biopsia Prostatica Fusion in Campania: Costi e Strutture Convenzionate

La Biopsia Fusion rappresenta l’ultima frontiera nella diagnosi del tumore della prostata. È una metodica clinica che permette di eseguire prelievi bioptici seguendo le indicazioni fornite dalla Risonanza Magnetica multiparametrica (RMmp) precedentemente eseguita.

Cos'è la Biopsia Fusion?

Praticamente consiste nella sovrapposizione dell’immagine ecografica con quella della risonanza magnetica. Tale operazione permette la chiara identificazione dell’area ritenuta sospetta consentendo così l’esecuzione di prelievi mirati evitando biopsie casuali e inutili.

Come si svolge la procedura?

La procedura si compie generalmente in anestesia locale e la durata è inferiore ai 40 minuti. Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo, solitamente fino a minzione spontanea.

Quando è indicata?

È indicata per tutti coloro che hanno una RMmp che identifica almeno una zona bersaglio positiva con una alterazione (definita come PI-Rads 3, 4 o 5) e una precedente biopsia prostatica negativa.

Risonanza Magnetica Prostatica Multiparametrica (RMmp)

Si ricorre alla risonanza magnetica alla prostata per determinare se procedere o meno con la biopsia, che resta per sua natura una procedura diagnostica invasiva. La risonanza magnetica prostatica multiparametrica è un esame diagnostico radiologico non invasivo, in quanto si basa sul principio della radiofrequenza e non contempla l’utilizzo di radiazioni ionizzanti.

Se quindi in un paziente si manifesta un livello alterato di PSA, si può prima di tutto eseguire una RM mp e poi eventualmente procedere con la biopsia. Questo permette di ridurre l’eccesso di diagnosi e di conseguenza anche delle cure, che possono incidere negativamente sulla qualità della vita.

Ma non solo: anche in seguito a una biopsia negativa dopo la quale persista però il sospetto diagnostico a causa di un livello elevato di PSA, si può rivalutare il paziente tramite risonanza magnetica prostatica multiparametrica, che, nel caso rilevi la presenza di un tumore, permette di valutarne l’estensione e di conseguenza studiare la forma di trattamento più opportuna.

Infine, la RM multiparametrica si rivela estremamente utile anche dopo l’eventuale intervento chirurgico, radioterapico o farmacologico: nel caso in cui il livello di PSA si alzasse di nuovo, questo esame potrebbe contribuire all’individuazione di eventuali recidive.

Come si svolge l'esame RMmp?

Si tratta di un esame multiplanare: la prostata viene quindi esaminata nei tre piani dello spazio, ciò consente il più accurato studio della sua morfologia. Il paziente deve soltanto restare disteso e immobile sul lettino in posizione supina e respirare regolarmente. I tessuti tumorali sono infatti caratterizzati da composizioni differenti rispetto a tessuti in buone condizioni.

La durata della procedura, che è assolutamente indolore, è di circa 30 minuti. Il risultato è una vera e propria mappatura della prostata, che consente di ottenere perfino le immagini di tumori di dimensioni inferiori a 1 centimetro e di conseguenza il più completo quadro della situazione.

Subito dopo il termine dell’esame è possibile cibarsi e svolgere le proprie attività, senza particolari tempi di attesa. È anche possibile sottoporvisi con una sedazione completa, che va richiesta esplicitamente in precedenza.

Controindicazioni alla RMmp

Si sconsiglia di procedere con la risonanza magnetica se il paziente è affetto da insufficienza renale oppure è portatore di pace-maker, clip vascolari metalliche, pompe per il rilascio di chemioterapici, protesi del cristallino o dell’orecchio interno.

Percorso One Solution Prostata

Il percorso One Solution Prostata è un iter diagnostico completo, dedicato alla prevenzione e allo screening delle patologie più comuni che interessano le funzionalità dell’apparato genitale maschile. La sua esecuzione è volta all'identificazione di possibili fattori di rischio nel contrarre malattie o individuare patologie allo stadio iniziale. La ripetizione a scadenze certe può, quindi, evitare l’evolvere della malattia oltre parametri che ne complicherebbero la terapia.

Carcinoma della Prostata: Importanza della Prevenzione

Il carcinoma della prostata è in Italia il cancro più comune che colpisce l’uomo, con un’incidenza del 12% e nalle maggior parte dei casi è asintomatico.Più del 30% dei tumori è diagnosticato in fase avanzata. L’importanza e l’efficacia della prevenzione del carcinoma prostatico è accertata da anni in cui lo screening della popolazione generale con età >50 anni, tramite il dosaggio del PSA, ha dato risultati soddisfacenti in termini di diagnosi precoci e di migliore prognosi del tumore.

Urologia dell’Ospedale Cardarelli di Napoli

L’Urologia dell’Ospedale Cardarelli di Napoli ha ormai quasi 70 anni di vita essendo stata aperta nel lontano 1953. Il reparto è dotato di un Complesso Operatorio autonomo (2 sale) più una terza sala (Servizi) per procedure chirurgiche minori. Al di là di questo, l’Urologia afferisce al complesso operatorio Robotico con quattro sedute settimanali. L’attività assistenziale viene realizzata su 28 posti-letto. Sono disponibili: un ambulatorio di Urologia generale tutti i giorni, un ambulatorio di Andrologia che fa capo all’U.O.D.

Attività Chirurgica all'Avanguardia

Nell’ambito della Chirurgia Oncologica nell’ultimo decennio ha avuto uno spazio sempre maggiore la chirurgia dei Tumori del rene dove l’intervento conservativo (con risparmio del rene) è diventato il più comune, e viene effettuato quasi sempre con tecniche mininvasive laparoscopiche e/o robotiche. All’Urologia del Cardarelli la tecnica di enucleazione o enucleoresezione dei tumori del rene viene praticata senza il clampaggio del peduncolo renale, il che comporta il “sicuro” risparmio del parenchima renale sano.

La chirurgia radicale del Tumore Prostatico ormai viene realizzata sempre con l’uso del Robot Da Vinci, benché al Cardarelli sia stata utilizzata la tecnica laparoscopica tradizionale fin dal suo svilupparsi circa 20 anni fa. La chirurgia robotica è entrata a far parte dei “momenti educazionali” offerti dall’Ospedale, anche in relazione alla possibilità di accedere al Centro di Biotecnologie dove la “Intuitive” azienda americana produttrice del Robot da Vinci ha realizzato l’unico centro europeo che certifica la possibilità di accedere alla chirurgia robotica.

La chirurgia del Tumore uroteliale vescicale o dell’alta via escretrice viene praticata in via endoscopica per le forme non infiltranti e con asportazione radicale (cistoprostatovesciculectomia) che viene praticata con tecnica open, laparoscopica o robotica a seconda dei casi clinici. Laddove è indicato con le stesse tecniche viene praticata la ricostruzione vescicale con l’uso dell’intestino (neo-vescica ortotopica).

L’attività Uro-Oncologica ha portato alla stesura di PDTA sui quattro tumori urologici ed alla costituzione di una Unità Uro-Oncologica accreditata Iso 9001 2015 ormai da molti anni. Numerosi sono stati negli ultimi anni i corsi di aggiornamento tecnico in sala operatoria, gli inviti in corsi di live surgery, i lavori anche su riviste internazionali, nonché una monografia sulla Pieloplastica mininvasiva pubblicato nel 2019.

Quotidianamente due urologi sono “dedicati” alla risoluzione di questi problemi, potendosi avvalere di un DEA con una diagnostica “in tempo reale” e di servizi attivi ed efficaci (radiologia interventistica, emodialisi), nonché di sale operatorie radiologicamente assistite sempre disponibili (grave traumatologia uro-genitale, anuria ostruttiva, gravi infezioni urinarie da ostruzione, torsione del funicolo spermatico, fratture del pene, ematurie gravi post-chirurgiche, spesso provenienti da altri presidi).

Il trattamento della calcolosi reno-ureterale con tecniche mininvasive è da oltre 20 anni praticato al Cardarelli con “numeri” elevatissimi anche in confronto con i maggiori centri nazionali. Dalla chirurgia della calcolosi ureterale praticata per via retrograda, alla chirurgia percutanea, ed in casi eccezionali alla chirurgia laparoscopica ormai nessun caso più viene affrontato con tecnica “open”. Ogni anno al Cardarelli vengono effettuati da oltre 20 anni uno o due corsi di tecnica operatoria endourologica con ospiti docenti e discenti provenienti da tutta la nazione.

Attività Andrologica e Trattamento dell'Iperplasia Prostatica Benigna (IPB)

Un accenno particolare merita l’attività andrologica: al Cardarelli vengono trattate tutte le patologie andrologiche mediche e chirurgiche, anche quelle che richiedono impianti protesici, spesso non disponibili in altri posti a causa dei costi elevati.

Ultima considerazione sulle nostre attività va fatta sull’introduzione dei laser nel trattamento dell’Iperplasia prostatica benigna. Benché si effettui ancora regolarmente la TURP considerata il “gold standard” del trattamento dell’IPB, ormai sono introdotte, con le indicazioni previste dalle linee guida europee, la tecnica con laser ad olmio (HOLEP) e la vaporizzazione con il laser verde. Del tutto recentemente il Cardarelli ha ospitato il VI Meeting Nazionale sul laser ad Olmio, un evento di notevole valore tecnico-scientifico riservato fino ad oggi ai centri urologici del Nord Italia.

Possibili Complicanze Post-Biopsia

Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo, solitamente fino a minzione spontanea. Le emorragie sono generalmente lievi e transitorie e incidono per un 20% circa: si manifestano con presenza di sangue nello sperma e/o nelle urine e/o sanguinamento rettale. In alcuni casi possono manifestarsi complicanze infettive: prostatite, orchiepididimite, cistite, cistopielite, sepsi. Sospendere per tempo un’eventuale terapia in atto con antiaggreganti (aspirina, ecc.) o anticoagulanti, per ridurre al minimo la possibilità di sanguinamento dopo o durante l’esame.

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