Biopsia Endometriale: Esito e Interpretazione

La biopsia endometriale è una procedura diagnostica che serve per analizzare al microscopio la mucosa che riveste internamente l’utero, l’endometrio, allo scopo di valutarne la composizione, lo stato e gli effetti che gli ormoni hanno sulla fisiologia dei suoi tessuti.

La Procedura di Biopsia Endometriale

La biopsia endometriale è una procedura diagnostica volta a prelevare un frammento della mucosa che tappezza internamente la cavità uterina - chiamata endometrio nel gergo medico - e a consentirne una valutazione al microscopio. La biopsia endometriale è generalmente eseguita come procedura ambulatoriale e può durare pochi minuti.

La paziente viene invitata a collocarsi sul lettino in posizione ginecologica (quindi, con gli arti inferiori sollevati, separati e appoggiati su un supporto). Il ginecologo introduce uno strumento, chiamato speculum, per dilatare il canale vaginale e consentire l’osservazione della cervice uterina (ovvero, il collo dell’utero). L’intera procedura avviene sotto l’occhio vigile di un ecografista e dura pochi minuti.

Dopo la Procedura

Dopo l'esame, è normale che la paziente avverta crampi simili a quelli mestruali e un leggero sanguinamento per alcuni giorni. Tra le complicanze si può avere perdita ematica (solitamente contenuta), dolore al prelievo e sindrome vagale (formicolio agli arti, senzazione di nausea e sudorazione fino, in casi rari, allo svenimento) che solitamente si risolve in pochi minuti.

Talvolta, per motivi indipendenti dall’operatore è possibile che il materiale raccolto non sia sufficiente all’analisi, pertanto è necessario ripetere il prelievo il mese successivo.

Importanza Diagnostica della Biopsia Endometriale

La biopsia endometriale è uno strumento diagnostico fondamentale per valutare e monitorare la salute dell'endometrio. Sebbene la procedura possa essere associata a qualche disagio, l'informazione ottenuta è vitale per diagnosticare correttamente e trattare condizioni potenzialmente gravi come l'iperplasia endometriale e il cancro endometriale. La Society of Radiologists in Ultrasound ha rilasciato un parere consensuale, affermando che sia la biopsia endometriale, sia l’ecografia transvaginale sono efficaci come primo passo diagnostico nella valutazione di un sanguinamento nella post menopausa.

Iperplasia Endometriale

Va sottolineato che la diagnosi di iperplasia endometriale viene effettuata mediante analisi istopatologica dell’endometrio. Di conseguenza, è necessaria una biopsia endometriale. Pertanto, questa biopsia endometriale può essere eseguita “ad occhio” o mirata. Pertanto, la procedura ad occhio viene eseguita introducendo una cannula attraverso la cervice e ottenendo un campione endometriale attraverso di essa.

Tuttavia, l’iperplasia endometriale con atipie suppone un rischio per la paziente trattandosi di una lesione precancerosa. Il trattamento ideale in questo caso sarebbe l’isterectomia ma per pazienti giovani che vogliono preservare la loro fertilità e non accettano di sottoporsi a un intervento chirurgico (giovani, cicli mestruali regolari, nessuna necessità di terapia con estrogeni per la gravidanza, assenza di altri rischi clinici e genetici di cancro all’endometrio) si può applicare una terapia conservatrice a base di progestinici per sei mesi, eseguendo biopsie endometriali ogni tre mesi e se dopo 12 mesi non si riscontra alcun miglioramento bisogna riconsiderare l’intervento chirurgico.

Sebbene l’iperplasia endometriale non sia una patologia completamente evitabile, è stata strettamente associata all’obesità. Appare frequentemente nei pazienti con anovulazione cronica, con sindrome dell’ovaio policistico o con problemi di obesità, entrambi costituiscono fattori di rischio. Avere una condizione genetica (come la sindrome di Lynch) che aumenta il rischio di cancro dell’endometrio rappresenta anch’esso un fattore di rischio. Il sintomo più frquente è il sanguinamento uterino disfunzionale, anche se può anche essere asintomatico. È difficile riscontrare questo problema in pazienti giovani ma quando ciò accade causa infertilità legata ad un endometrio che non funziona.

Endometrio e Fertilità

Fondamentale è la fase secretiva dell’endometrio, il periodo precedente alla mestruazione durante il quale l’endometrio si prepara all’annidamento dell’ovulo fecondato. E’ quindi chiaro come questo sia fondamentale per l’attecchimento e lo sviluppo della gravidanza. L’unico modo che abbiamo per valutare l’endometrio è quello ecografico.

Endometrio Proliferativo

Nella fase PROLIFERATIVA, cioè la fase nella quale si sviluppano i follicoli oppure quando vengono assunti estrogeni l’endometrio deve avere due caratteristiche:

  • Endometrio trilaminare
  • Endometrio di spessore maggiore o uguale a 7 millimetri

Quando l’endometrio ha queste caratteristiche può essere sotto posto all’influenza del progesterone che lo trasforma da proliferativo a secretivo.

Endometrio Secretivo

Nella fase SECRETIVA vanno valutati due elementi:

  • Aspetto dell’endometrio secretivo (deve essere un aspetto “compatto” , ecograficamente “bianco”)
  • Spessore dell’endometrio secretivo

Lo spessore dell’endometrio secretivo non ha particolare importanza. Il dato veramente importante è quello dello spessore dell’endometrio proliferativo. E’ normale se avviene una riduzione del 20-30% dello spessore rispetto allo spessore massimo raggiunto dall’endometrio proliferativo. Quindi non vi è nessuna certa associazione tra lo spessore dell’endometrio secretivo e la gravidanza.

Altre Considerazioni sull'Endometrio

Sono importanti altre informazioni quali: L’endometrio prima del pickup o prima dell’inizio del progesterone deve essere trilaminare. Non deve essere in fase proliferativa iniziale né, tanto meno, in fase proliferativa avanzata. Questo indicherebbe uno sfasamento (una “età” diversa) dell’endometrio rispetto all’embrione che vi andremo a trasferire. Non avendo la stessa “età” endometrio ed embrione potrebbero avere problemi nel “riconoscersi” e nell’impianto dell’embrione.

Può essere utile dosare il progesterone nel sangue per capire il livello di assorbimento. I valori del Progesterone devono essere superiori a 9.2 ng/mL (29 nmol/L) quando si usa il progesterone vaginale e superiori a 20 ng/mL (63 nmol/L) per il progesterone sottocutaneo.

Natural Killer (NK) e Sistema Immunitario

Nel sistema immunitario esistono infatti diversi tipi di cellule, ciascuno con un ruolo molto specifico nella difesa dell’organismo da infezioni e tumori. Fra le cellule più importanti ci sono le Natural Killer (NK), linfociti deputati a contrastare batteri, virus e cancro nelle fasi iniziali.

Le cause di una sovrapproduzione delle NK posso essere ricercate nella presenza di infiammazioni su diversi distretti (tube di Falloppio, endometriosi, sindrome ovarica policistica) o di una malattia autoimmune, o ancora per disfunzioni del sistema immunitario, spesso dovute a squilibri della tiroide.

Endometrite

L’endometrite è una infezione cronica, spesso asintomatica, dell’endometrio che POTREBBE influenzare l’impianto. Per questa ragione in questi ultimi anni facciamo moltissimi controlli isteroscopici pre transfer, soprattutto nei mancati impianti di blastocisti o nelle pazienti che hanno avuto in passato chirurgia endouterina.

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