Biopsia delle Ghiandole Salivari: Procedura, Rischi e Diagnosi

La biopsia delle ghiandole salivari è una procedura diagnostica che prevede il prelievo di un campione di tessuto dalle ghiandole salivari o dai loro dotti per un esame istopatologico. Questa tecnica è essenziale per diagnosticare diverse patologie, dai tumori alle malattie autoimmuni.

Anatomia delle Ghiandole Salivari

Le ghiandole salivari principali sono tre paia:

  • Parotidi: la più grande delle ghiandole salivari, situata davanti e sotto l'orecchio.
  • Sottomandibolari: situata sotto il pavimento della bocca.
  • Sottolinguali: (non menzionata esplicitamente nel testo, ma parte delle ghiandole salivari principali).

Quando è Necessaria una Biopsia?

La biopsia delle ghiandole salivari è raccomandata in diverse situazioni:

  • Diagnosi di tumori: Uno dei principali utilizzi della biopsia delle ghiandole o dei dotti salivari è la diagnosi di tumori, siano essi benigni o maligni.
  • Malattie autoimmuni: Malattie autoimmuni come la sindrome di Sjögren possono colpire le ghiandole salivari, causando infiammazioni croniche.
  • Ostruzioni e Cisti: A volte le ghiandole salivari possono sviluppare cisti o calcoli che bloccano i dotti salivari.
  • Gonfiore o dolore: La biopsia alla parotide è consigliata per i pazienti che presentano sintomi come gonfiore o dolore alla ghiandola parotide, o se un nodulo viene rilevato durante un esame fisico o una scansione.
  • Valutazione della risposta al trattamento: Inoltre, la biopsia della parotide può essere eseguita per confermare la presenza di un tumore già diagnosticato, per valutare la risposta al trattamento o per monitorare la progressione della malattia.

Preparazione alla Biopsia

Prima della biopsia, il medico potrebbe richiedere alcuni esami preliminari per valutare lo stato delle ghiandole salivari. Questi esami possono includere:

  • Esami del sangue
  • Ecografie
  • Risonanze magnetiche

Procedura di Biopsia

La procedura di biopsia può variare a seconda della localizzazione e delle dimensioni della ghiandola interessata. In generale:

  • L'intervento può essere eseguito in anestesia locale o generale, a seconda della complessità e della localizzazione della ghiandola interessata.
  • La procedura può essere eseguita in ambulatorio o in ospedale e generalmente dura tra 15 e 60 minuti.
  • Durante l’intervento, un ago viene inserito nella ghiandola parotide per prelevare un campione di tessuto.
  • In alcuni casi, può essere necessario eseguire una biopsia a cielo aperto, che comporta l’apertura della ghiandola per prelevare il tessuto.
  • Dopo la procedura, l'incisione viene chiusa con punti di sutura riassorbibili o, in alcuni casi, lasciata aperta per permettere un drenaggio.

Biopsia delle Ghiandole Salivari Minori

La biopsia della ghiandola salivare minore è una tecnica assai poco invasiva, non dolorosa e di breve durata che permette di diagnosticare due malattie importanti: la sindrome di Sjogren e l’Amiloidosi. Con una semplice anestesia da contatto si asporta, dal labbro inferiore una ghiandola salivare minore che viene inviata per l’esame all’anatomo patologo.

Rischi e Complicanze

La biopsia della parotide è un esame sicuro e poco invasivo, ma può comportare alcuni rischi, seppur rari:

  • Sanguinamento
  • Infezione
  • Danni ai nervi facciali

Il paziente può avvertire una certa quantità di dolore e gonfiore che viene gestito con analgesici e impacchi freddi.

Follow-up e Recupero

Il recupero dipende dalla complessità della procedura. Il follow-up include visite periodiche per assicurarsi che non vi siano complicazioni come infezioni secondarie o recidive.

Interventi Chirurgici Correlati

In alcuni casi, la biopsia può portare alla necessità di interventi più ampi:

  • Parotidectomia: è l’intervento chirurgico per la rimozione dei tumori (benigni o maligni) e delle infezioni croniche della ghiandola parotide. Il chirurgo applica una incisione a livello della loggia parotidea rimuovendo o il lobo profondo e il lobo superficiale della parotide (parotidectomia totale), solamente il lobo superficiale (parotidectomia superficiale o laterale) o asportando esclusivamente il tumore (enucleoresezione).
  • Scialoadenectomia sottomandibolare: è l’intervento chirurgico a cui è necessario ricorrere in caso di tumori (benigni o maligni) ed infezioni croniche della ghiandola sottomandibolare, sulla quale scorre il Marginalis Mandibulae, un ramo del nervo facciale che è responsabile della motilità della metà del labbro corrispondente al nervo. L’intervento è spesso associato allo svuotamento linfonodale del collo e viene realizzato con una incisione al di sotto dell’arco della mandibola con successiva asportazione della ghiandola.
  • Svuotamento linfonodale del collo: riguarda la rimozione dei linfonodi e del tessuto adiposo circostante.

La rimozione delle ghiandole viene spesso eseguita a regime ambulatoriale e laddove richiesto può essere necessario riposare una notte in ospedale. Nei casi di ghiandole di piccola entità l’operazione può richiedere meno di un’ora, nelle situazioni più complesse può durare anche fino a 4/5 ore. Quando si tratta di rimuovere ghiandole più piccole, il medico suggerisce l’anestesia locale.

Cura Post-Operatoria

Quando il paziente torna a casa deve avere cura di mantenere l’incisione pulita (si consiglia l’applicazione di perossido diidrogeno con un tampone di cotone due volte al giorno, per cancellare l’area intorno alla ferita), pulire con acqua e sapone e curare con pomata antibiotica la zona dell’operazione.

Tumori delle Ghiandole Salivari

Il cancro delle ghiandole salivari (SGC) è un gruppo distinto ma eterogeneo di tumori maligni che comprende circa il 6,5% dei casi all’interno del cancro della testa e del collo. La più recente classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dei tumori della testa e del collo distingue 22 sottotipi istopatologici di SGC, il che rende ogni sottotipo ancora più raro.

Per la malattia localizzata e resecabile, la resezione chirurgica con o senza radioterapia postoperatoria è l’indicazione terapeutica per eccellenza. In caso di malattia locale ricorrente o metastatica (R/M), il trattamento sistemico è impegnativo, ma urgente data la prognosi di questo stadio della malattia.

La diversità clinico-patologica della malattia giustifica una terapia adeguata allo specifico sottotipo di SGC, evidenziando l’importanza di un adeguato esame patologico (es. sottotipo, stadio, pattern di crescita), preferibilmente eseguito da un patologo esperto di ghiandole salivari.

Data la rarità di SGC e la sua ampia eterogeneità ostacola l’accumulazione di pazienti su larga scala nelle analisi retrospettive e prospettiche e le difficoltà nella corretta sottotipizzazione istopatologica di SGC mettono in pericolo l’omogeneità delle carotidi.

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