La tendinopatia calcifica è una patologia molto comune, presente in circa il 7% della popolazione generale e nel 20-25% delle spalle dolorose. È più frequente nelle donne in età pre-menopausale e si pensa sia dovuta all’insufficiente apporto di ossigeno ai tendini della spalla, unito all’attività lavorativa e ad alterazioni ormonali.
Diagnosi Differenziale: Tendinopatia Calcifica vs. Entesopatia Calcifica
È importante distinguere tra tendinopatia calcifica ed entesopatia calcifica. La tendinopatia calcifica è caratterizzata da calcificazioni grandi, una modificazione strutturale del tendine che genera depositi di materiale (agglomerati di sostanze diverse, tra cui il calcio). L'entesopatia calcifica, invece, è dovuta a una degenerazione del tendine con piccole calcificazioni, un epifenomeno legato al tendine rovinato. La procedura di aspirazione ecoguidata è adatta solo per la tendinopatia calcifica, quando le calcificazioni hanno un aspetto nodulare, una certa dimensione e sono dolorose per il paziente.
Quando Intervenire sulla Tendinopatia Calcifica
È bene ricordare che la tendinopatia calcifica della spalla è una malattia ben definita, che si caratterizza per la presenza di calcificazioni grandi. Capita infatti che, a seguito di una radiografia del torace, si scopra una calcificazione della spalla che è assolutamente asintomatica: in genere noi non trattiamo questo tipo di calcificazioni.
Ci sono poi pazienti che, pur in presenza di calcificazioni, hanno dolore generato da un’altra patologia di spalla, magari un conflitto o una lesione tendinea: ovviamente in questi casi il trattamento ecoguidato non ha senso perché non risolverebbe il problema. Infine, non trattiamo le tendinopatie con calcificazioni che sono già andate incontro a rottura per due motivi: il primo è che non riusciamo a raccogliere con l’ago tutti i piccoli frammenti in cui la calcificazione si è disgregata, il secondo è che quando la calcificazione si è frammentata, significa che sta andando incontro a guarigione spontanea.
Trattamenti della Calcificazione di Spalla
Dato che la patologia è auto-limitante, il trattamento è preferibilmente non chirurgico e si basa sulla fisioterapia e sull’uso di farmaci antinfiammatori. Molti trattamenti sono stati suggeriti come efficaci tra cui infiltrazioni con cortisonici, terapia con onde d’urto, perforazione e lavaggio, ionoforesi con acido acetico, trattamenti chirurgici.
- Infiltrazioni: Facile da eseguire, con basso rischio di complicazioni e costo ridotto, ma non cambia la storia clinica della patologia e potrebbe rallentarne la risoluzione.
- Lavaggio Eco-Guidato: Consiste nell’inserimento di uno o due aghi all’interno della calcificazione mediante guida ecografica, seguito da lavaggio con acqua calda per sciogliere le calcificazioni.
Il Lavaggio Eco-Guidato: Cos’è e Quali Sono i Vantaggi?
Il lavaggio eco-guidato è un trattamento più invasivo dell’infiltrazione. Comporta inoltre un dispendio di tempo maggiore. Tale procedura consiste nell’inserimento di uno o due aghi all’interno della calcificazione mediante la guida ecografica. Una volta centrata la calcificazione, si cominicia un lavaggio con acqua calda (fisiologica sterile) in grado di sciogliere la maggior parte delle calcificazioni. In un solo trattamento (contro tre trattamenti minimo di onde d’urto) con una procedura ambulatoriale e in anestesia locale di circa mezz’ora, il problema della calcificazione può essere stabilmente risolto.
In pochi giorni permette un recupero completo dal punto di vista del dolore. E’ di pari efficacia rispetto a tecniche dolorose (onde d’urto) o più invasive (rimozione in artroscopia).
Quando il Lavaggio Ecoguidato Non è Possibile
Ci sono due casi specifici in cui non sono consigliate le procedure di lavaggio ecoguidate: quando ci sono calcificazioni multiple e molto piccole oppure quando c’è una calcificazione molto grande e dura.
- Microcalcificazioni: Esprimono principalmente un processo degenerativo del tendine. Si usano sostanze per la rigenerazione tendinea, infiltrazioni di acido jaluronico e terapia con onde d’urto.
- Calcificazioni di Grosse Dimensioni: La rimozione diretta avviene in artroscopia, asportando meccanicamente tutto il contenuto calcifico.
Artroscopia della Spalla: Un Approccio Chirurgico
L’artroscopia della spalla è una tecnica chirurgica mininvasiva utilizzata per diagnosticare e trattare patologie articolari. Il termine deriva dal greco arthro (articolazione) e skopein (guardare), indicando la capacità di esplorare direttamente l’interno di un’articolazione senza doverla aprire completamente.
La procedura prevede l’inserimento di un artroscopio, uno strumento sottile dotato di una telecamera e una sorgente luminosa, attraverso piccole incisioni nella pelle. Le immagini ad alta definizione vengono trasmesse su un monitor, consentendo al chirurgo di visualizzare in dettaglio le strutture articolari come cartilagine, legamenti, menischi e membrane sinoviali.
Vantaggi dell'Artroscopia
Tra i principali vantaggi dell’artroscopia ci sono un minore trauma chirurgico, riduzione del dolore post-operatorio, tempi di recupero più rapidi e minori rischi di complicanze rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto.
Patologie Trattate con Artroscopia
La chirurgia alla spalla va considerata sempre come un distretto anatomico unico, visto che tutte le sue parti sono strettamente collegate e che il buon funzionamento dell’articolazione dipende dall’interazione fra tutti i suoi elementi:
- Ossa
- Cartilagini
- Tendini
- Legamenti
- Muscoli
Le patologie che più comunemente si trattano con artroscopia sono:
- Sindrome da Impingement: Schiacciamento del tendine sovraspinato.
- Tendinite Calcifica: Calcificazioni che danneggiano i tendini.
- Lesione della Cuffia dei Rotatori: Rottura a causa di traumi o patologie trascurate.
- Instabilità di Spalla: Degenerazione dei tessuti che rende instabile l'articolazione.
- Spalla Congelata: Capsulite adesiva che limita i movimenti.
La Procedura Artroscopica
La tecnica si basa sull’inserimento di un particolare strumento, l’artroscopio, attraverso un’incisione operatoria del diametro di pochi millimetri. Per permettere il passaggio di tutti gli strumenti operatori necessari si procederà poi ad effettuare altre incisioni delle stesse dimensioni in altri punti della spalla. L’artroscopio è ovviamente collegato ad un monitor che permette al chirurgo una visione dettagliata ed ingrandita della situazione.
Tempi di Recupero
La durata di un intervento in artroscopia della spalla è variabile, ma risulta minore rispetto alle tecniche tradizionali, se eseguita da un chirurgo esperto. In media, l’atto chirurgico è di circa 25 minuti. I tempi e gli sforzi necessari per il recupero funzionale dell’articolazione si riducono notevolmente, il risultato estetico è migliore, meno punti di sutura e cicatrici molto più piccole, e, dal momento che le ferite sono più piccole, vi sono minori possibilità che si infettino.
Riabilitazione Post-Operatoria
La riabilitazione post-operatoria è fondamentale per il pieno recupero della funzionalità articolare, spesso includendo fisioterapia mirata e un graduale ritorno all’attività fisica. Per quanto si possano abbreviare, la guarigione dei tessuti che sono stati riparati o ricostruiti richiede comunque dei tempi “tecnici”, di cui l’organismo del paziente ha bisogno per rimarginare completamente le ferite e riacquisire la robustezza necessaria a compiere tutti i movimenti cui i muscoli della spalla devono provvedere.
Nel corso dei primi giorni dopo l’intervento, sono i punti di sutura a garantire solidità. La loro robustezza non è però sufficiente per sostenere tutto il peso del braccio. È per questo che nella grande maggioranza dei casi si utilizza un tutore, che aiuta il paziente ad evitare di compiere movimenti che potrebbero pregiudicare l’esito dell’intervento stesso.
Tempi di Recupero della Chirurgia della Spalla
Trascorsi circa 60 giorni dall’operazione chirurgica, il paziente dovrebbe aver recuperato la maggioranza dell’elasticità articolare che aveva in origine (in termini di ampiezza dei movimenti, dovrebbe essere pari all’85-90%). Arrivati a questo punto, è possibile cominciare a lavorare sul potenziamento muscolare oltre che sul recupero della flessibilità. La cicatrizzazione dei tessuti che sono stati suturati dovrebbe essere completata entro questa data, permettendo al paziente un’ampiezza di movimenti vicina al 100% rispetto alle sue possibilità prima dell’infortunio.
Dopo 4 mesi il normale percorso di riabilitazione dovrebbe essere stato completato e il paziente dovrebbe essere in grado di svolgere tutte le attività della normale routine quotidiana senza difficoltà e senza percepire alcun dolore.
Procedura con Uno o Due Aghi nel Trattamento Ecoguidato
Per supportare i radiologi interventisti nella scelta se utilizzare uno o due aghi per il trattamento ecoguidato mininvasivo della tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori, da valutare in base alla densità del deposito calcifico intratendineo, un team di clinici ha impostato uno studio multicentrico e successivamente pubblicato i risultati sulla rivista Radiology.
«I tempi di procedura sono stati più brevi e la dissoluzione del calcio è stata più agevole utilizzando due aghi per le calcificazioni dure e un ago per le calcificazioni fluide - riassume il professor Sconfienza -. In termini di risultati clinici dopo un anno di follow-up non c’era alcuna differenza significativa tra trattamento ecoguidato con singolo e doppio ago. Inoltre, a distanza di 12 mesi, con entrambi i trattamenti non sono state rilevate calcificazioni residue o nuove, né lesioni del tendine ove erano presenti gli iniziali depositi di calcio»
Efficacia del Trattamento Ecoguidato
Sia l’esperienza clinica personale di oltre 2.000 casi trattati, che i dati che abbiamo pubblicato, ci suggeriscono che il paziente risolve il suo problema in circa l’80% dei casi. C’è poi un 15% in cui il trattamento non è risolutivo, ma si ottiene comunque un sollievo dei sintomi, e un altro 5% in cui non ci sono miglioramenti.
Tabella Comparativa dei Trattamenti
| Trattamento | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Infiltrazioni | Facile esecuzione, basso costo | Non risolve la patologia, possibili effetti collaterali |
| Lavaggio Eco-Guidato | Efficace, meno invasivo dell'artroscopia | Richiede esperienza, non adatto a tutte le calcificazioni |
| Artroscopia | Rimozione completa dellacalcificazione, trattamento di lesioni associate | Invasivo, tempi di recupero più lunghi |
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