Artroscopia del Menisco Interno: Informazioni Dettagliate

Nell'articolazione del ginocchio sono presenti due menischi: il menisco mediale (interno) e il menisco laterale (esterno). Il menisco, da un punto di vista anatomico, è una fibrocartilagine, un tessuto composto da tessuto fibroso e cartilagineo, di consistenza duro-elastica. Questa struttura consente di assorbire e ammortizzare il peso corporeo e le forze di torsione.

Anatomia e Funzione del Menisco

I menischi hanno una forma triangolare e sono interposti tra la tibia e il femore. Grazie alla loro forma, offrono stabilità all'articolazione e creano una perfetta congruenza tra femore e tibia, paragonabile al cuneo posizionato sotto una ruota per evitarne lo scivolamento. Questa posizione rende i menischi vulnerabili al "pizzicamento" durante i movimenti combinati di flessione e rotazione, tipici delle distorsioni traumatiche.

Cause della Rottura del Menisco

La rottura del menisco può verificarsi a qualsiasi età. Generalmente, la lesione è causata da un trauma distorsivo con il ginocchio flesso a circa 20° e il piede bloccato a terra, una situazione tipica della distorsione del ginocchio nei calciatori. Un altro meccanismo, più comune nei pazienti anziani, è rappresentato da un'iperflessione, tipica di lavori che richiedono una posizione prolungata con il ginocchio flesso. In questo caso, il menisco mediale, schiacciato dal condilo femorale mediale, si rompe quando il ginocchio passa dalla flessione all’estensione.

Se la rottura interessa tutto il menisco, questo potrebbe migrare all’interno dell’articolazione, causando un vero e proprio "blocco meniscale" con impossibilità ad estendere completamente il ginocchio. Questa condizione è nota come rottura "a manico di secchio" del menisco, spesso accompagnata da un "crack" percepito dal paziente e da un dolore intenso.

Sintomi della Lesione Meniscale

I sintomi causati da una lesione o rottura meniscale possono variare notevolmente, rendendo difficile la diagnosi. I sintomi possono variare in funzione del tipo di rottura, che può avvenire su tutti i piani dello spazio. Le lesioni del menisco possono essere longitudinali, radiali od orizzontali e possono associarsi tra loro, dando luogo a rotture complesse. Si possono distinguere due tipi di sintomi: acuti e cronici.

Sindrome Meniscale Acuta

I sintomi acuti si manifestano in seguito a un movimento distorsivo del ginocchio associato a una brusca rotazione. Il paziente avverte un dolore acuto e ben localizzabile, accompagnato da una sensazione di "qualcosa che si è spostato all’interno dell’articolazione e poi è tornato improvvisamente a posto". In alcuni casi, l’articolazione si "blocca" e non è più in grado di estendere completamente il ginocchio. Dopo alcune ore, almeno 12, il ginocchio inizia a gonfiarsi a causa della presenza di liquido sinoviale causato dall’irritazione della membrana che riveste il ginocchio.

Sindrome Meniscale Cronica

Nei pazienti over 40, il menisco subisce modificazioni strutturali dovute al normale processo di invecchiamento, diventando meno resistente e più suscettibile a piccoli traumi (microtraumi). La sintomatologia è caratterizzata da dolore che compare durante alcuni movimenti specifici, come flettersi sulle gambe, salire e scendere dalla macchina. Il dolore si accompagna a una tumefazione, meno spiccata rispetto agli episodi acuti. In alcuni casi, può essere percepibile uno scatto durante i movimenti dell’articolazione.

Diagnosi della Lesione Meniscale

La diagnosi si basa su un accurato esame clinico da parte dello specialista ortopedico. Si ricerca la presenza di un deficit d'estensione, associato a un idrartro o versamento articolare. All'esame clinico si ricerca inoltre la presenza di un dolore a livello dell'emirima meniscale, mediale o laterale, ed altri segni specifici di una sofferenza meniscale con opportune manovre, (test Mc Murray, Grinding Test). L'artrocentesi (rimozione del liquido-versamento articolare grazie ad una siringa) è raramente necessaria e può evidenziare la presenza di un liquido giallo-citrino.

Verranno valutati parametri quali l’ampiezza del movimento, il gonfiore, la presenza di eventuali concomitanti lassità, la sede esatta del dolore. Gli esami che permettono di confermare il sospetto diagnostico sono la RMN o la TAC grazie alla loro capacità di studiare sia le componenti scheletriche che le parti molli.

Diagnostica per Immagini

L’esame radiografico standard del ginocchio è necessario per escludere lesioni ossee o osteocondrali. In presenza di una rottura microtraumatica, l’esame radiografico è importante per escludere un’iniziale degenerazione artrosica del compartimento femoro-tibiale. L'artrografia permette di visualizzare il contorno dei menischi e del resto dell'articolazione, ma oggi è sostituita da indagini meno invasive. La TAC, effettuata anche con iniezione di un prodotto di contrasto, può essere utilizzata per individuare lesioni del menisco, ma comporta un’esposizione del paziente ai raggi.

Trattamento della Lesione Meniscale

Il menisco è scarsamente vascolarizzato, quindi non è in grado di cicatrizzare la sua lesione. Solo una piccola porzione del menisco è vascolarizzata: la parte aderente alla capsula. Le porzioni più lontane dalla capsula ricevono nutrimento dal liquido sinoviale. Questo giustifica il motivo per cui l’indicazione elettiva di una rottura del menisco è necessariamente chirurgica non potendo il menisco cicatrizzare e riparare la sua rottura! Solo in casi particolari (tipo di rottura, età del paziente, ecc) è possibile eseguire una sutura del menisco.

Tuttavia, l’indicazione ad un trattamento chirurgico non è sempre obbligatoria.

Trattamento Non Chirurgico o Conservativo

Se il paziente pratica raramente sport o conduce una vita sedentaria, un adeguato programma riabilitativo potrebbe essere sufficiente. L’intervento chirurgico può essere proposto per una lesione particolarmente grave o dopo il fallimento delle normali misure terapeutiche. Nei casi non chirurgici, un lavoro riabilitativo deve mirare inizialmente alla risoluzione dell’infiammazione, del gonfiore e del dolore. In questa fase si consiglia l’utilizzo delle stampelle, soprattutto in caso di lesione del menisco laterale. In seguito, è importante recuperare l’articolarità e la forza, per giungere alla deambulazione corretta e ad un buon grado di autonomia nell’arco di uno o due mesi. La convivenza con una lesione meniscale diventa particolarmente difficile negli sportivi. I pazienti che possono essere trattati non chirurgicamente con maggior successo sono pazienti anziani o comunque meno attivi oppure disposti a ridurre le richieste funzionali del loro ginocchio.

È fondamentale che il programma riabilitativo sia specifico ed individuale per ogni paziente.

Trattamento Chirurgico - Meniscectomia Artroscopica

La procedura artroscopica permette di operare all’interno del ginocchio attraverso incisioni molto piccole. Se le dimensioni e la sede della lesione lo consentissero, il chirurgo eseguirà una riparazione del menisco mediante una sutura, altrimenti dovrà asportare il frammento staccato regolarizzando il profilo meniscale. Le tecniche chirurgiche utilizzate per regolarizzare o suturare i menischi sono eseguite in artroscopia, con due o tre piccolissime incisioni a lato della rotula per permettere all'ottica (collegata ad un video) di vedere all'interno dell'articolazione. All’interno del ginocchio sono introdotti poi gli opportuni strumenti chirurgici, grandi 3-5mm che permettono il trattamento chirurgico delle lesioni.

A circa dieci giorni di distanza si procede alla rimozione dei punti di sutura, se presenti. La meniscectomia totale (rimozione chirurgica di tutto il menisco) conduce inevitabilmente ad una artrosi di ginocchio, in particolare nel caso in cui si associ ad una rottura del legamento crociato anteriore. Bisogna cercare di conservare la maggior parte del menisco e rimuovere in artroscopia unicamente solo la porzione meniscale rotta. La regolarizzazione di un menisco riduce le sue caratteristiche biomeccaniche di ammortizzatore del ginocchio che dovranno essere compensate da un perfetto recupero del tono muscolare e della coordinazione motoria.

Recupero Post-Operatorio

La prima fase di riabilitazione dopo l’intervento inizia con sedute quotidiane in palestra e si deve sottolineare che la riabilitazione post-chirurgica è parte integrante del suo processo di guarigione. Nell’immediato periodo postoperatorio è consigliabile la crioterapia (applicazione di ghiaccio per 15-20 minuti, due tre volte al giorno) allo scopo di ottenere la riduzione del gonfiore e del dolore eventualmente presente. È consigliabile alternare il lavoro in palestra con sedute di ginnastica in acqua da svolgere in una piscina riabilitativa. Nei casi di intervento sul menisco laterale, può essere necessario un trattamento riabilitativo più prudente per cui è bene camminare per qualche giorno in più con le stampelle ed enfatizzare l'attività di riabilitazione in acqua.

In una seconda fase è necessario un lavoro specifico per raggiungere l’ampiezza completa del movimento sia in flessione che in estensione. Soprattutto è necessario raggiungere la completa estensione poichè un ginocchio perfettamente esteso è indispensabile per una corretta deambulazione e per il ritorno alla vita lavorativa, che avviene generalmente entro il primo mese dopo l’intervento. Il successivo recupero della forza muscolare e di una buona coordinazione neuro-motoria rappresenta la fase finale per il ritorno all’attività sportiva.

Il gesto chirurgico mini invasivo, realizzato in artroscopia, semplifica enormemente la riabilitazione post-operatoria.

Domande Frequenti

  1. Il mio ginocchio si "blocca": ho il menisco rotto?

    In generale il paziente dice che il suo ginocchio si blocca quando non riesce a flettere completamente questa articolazione: si tratta per lo più in questo caso di un problema di origine rotulea o per riflesso antalgico. Quando il menisco è rotto si ha un blocco in estensione (rottura a manico di secchio del menisco), cioè il ginocchio non può estendersi completamente.

  2. Se mi tolgono il menisco in artroscopia, avrò un'artrosi tra 20 anni?

    Il menisco ha un'importanza fondamentale nella articolazione del ginocchio. Numerosi studi hanno dimostrato che se in presenza di un’articolazione stabile con legamento crociato anteriore intatto, una meniscectomia (cioè la rimozione artroscopica del menisco rotto) non necessariamente conduce ad un'artrosi dopo 20 anni. Molto dipende dal tipo di rottura e da quanto menisco deve essere rimosso. Al contrario se il ginocchio presentasse una rottura del legamento crociato anteriore la meniscectomia, aggravando l’instabilità articolare, è causa inevitabile di un'artrosi.

  3. Quanto tempo ci vuole per ritornare a praticare sport dopo un'artroscopia?

    I tempi di recupero variano da individuo a individuo: un giovane sportivo professionista potrà riprendere sicuramente molto in fretta: in due o tre settimane il paziente può ritornare sul campo. Bisogna sapere che la riabilitazione e il recupero dopo un intervento sul menisco laterale è più lento e più difficile rispetto al menisco mediale. Tuttavia, in generale, uno sportivo non professionista può ritornare a correre dopo circa tre settimane e a giocare a calcio o a praticare uno sport di contatto mediamente 20-30 giorni dopo l'artroscopia.

  4. Quanto tempo devo rimanere senza poter andare al lavoro?

    Per un lavoro sedentario la ripresa può essere molto veloce, (uno o due giorni) mentre se il lavoro fosse impegnativo da un punto di vista motorio, il ritorno al lavoro può essere preventivato in 7-10 giorni.

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