Artroscopia dell'Anca: Una Guida Completa

Tutte le volte che si cammina, si corre, si va in bicicletta o si sta seduti davanti al pc, vengono usate le anche.

Cos'è l'Artroscopia dell'Anca?

L'artroscopia dell'anca è una procedura mini-invasiva che permette di valutare e trattare diverse patologie dell'anca. In Italia l’artroscopia dell’anca sta prendendo sempre più piede, come si è verificato nel passato prima per il ginocchio e poi per la spalla, grazie all’innovazione tecnologia delle tecniche mini-invasive artroscopiche che permettono oggi di trattare e risolvere precocemente patologie degenerative articolari che nel passato recente venivano trattate in modo non risolutivo con metodi conservativi. Tale procedura viene eseguita in regime di ricovero ordinario (una o due notti in ospedale) o in regime di Day surgery.

Come Funziona?

Tramite una piccola incisione cutanea, viene introdotta una telecamera artroscopica che, collegata ad un monitor esterno, permette di valutare la situazione intra e/o extra-articolare dell’anca senza andare a tagliare alcuna struttura muscolare.

Prima della procedura, ti verrà somministrata l’anestesia per prevenire la sensazione di dolore. Potresti subire l’anestesia generale, in cui un gas ti fa addormentare, o l’anestesia regionale, in cui un’iniezione o un piccolo tubo (catetere) eroga farmaci per la colonna vertebrale, intorpidendoti dalla vita in giù. Molto spesso, sarai posizionato con la gamba tirata in trazione, il che crea spazio nell’articolazione dell’anca e consente agli strumenti di accedere all’articolazione senza ferire la cartilagine circostante.

L’accesso allo spazio ristretto nell’articolazione dell’anca è complicato dall’orientamento dei nervi e dei vasi sanguigni circostanti. Due o tre piccole incisioni lunghe da un 1-3 cm, chiamate portali, saranno fatte lungo siti pre-segnati. Innanzitutto, verrà inserito un ago nello spazio articolare e, quando il posizionamento viene confermato con il fluoroscopio, si inietta una soluzione sterile a base d’acqua, creando una pressione del fluido per aiutare a mantenere aperta l’articolazione. Viene praticata un’incisione e un filo guida viene fatto passare attraverso l’ago, che viene ritirato. Successivamente, un tubo sottile, chiamato cannula, viene inserito sopra il filo guida nello spazio articolare. Il filo viene ritirato e un artroscopio viene inserito attraverso la cannula per visualizzare l’articolazione.

Tipicamente, l’Ortopedico esaminerà le condizioni della cartilagine articolare che copre la testa della cavità dell’anca (testa del femore) e all’interno della presa (acetabolo). Questa cartilagine consente alle superfici ossee di scivolare l’una contro l’altra senza intoppi. Le condizioni dei legamenti che legano le ossa l’una all’altra e il solido anello di cartilagine che circonda l’incavo, chiamato labbro, saranno esaminate per eventuali lesioni. Lo spazio all’interno dell’articolazione verrà esaminato alla ricerca di corpi liberi di materiale cartilagineo e segni di infiammazione o condizioni degenerative.

A seconda dei risultati e del trattamento, l’artroscopia dell’anca può richiedere da trenta minuti a due ore. Una volta completato, l’artroscopio e l’altra strumentazione vengono ritirati.

Indicazioni per l'Artroscopia dell'Anca

Le cause sono costituzionali, morfologiche, legate al tipo di attività che un individuo svolge nella quotidianità oppure traumatiche.

I sintomi principali che presentano le persone affette da queste patologie articolari e periaricolari dell’anca sono: limitazione della motilità articolare, soprattutto della rotazione interna ed esterna e dolore alla stazione eretta prolungata o quando si eseguono attività particolari come quando si sale in bicicletta o su di uno scooter. Spesso inizialmente i dolori irradiati in regione inguinale possono essere confusi per una pubalgia o per un’ernia inguinale. Questa difficoltà diagnostica iniziale può comportare la cronicizzazione di un’alterata fisiologia e motilità articolare con lo sviluppo di lesioni precoci della cartilagine.

  • Trattamento chirurgico (artroscopico) del conflitto femoro-acetabolare.

Conflitto Femoro-Acetabolare (FAI)

Il conflitto femoro-acetabolare (o FAI, femoro-acetabular impingement) è una patologia dall’anca nella quale la conformazione della testa femorale e/o dell'acetabolo, è tale che durante il normale arco di movimento i due capi articolari non scorrano liberamente ma entrino in conflitto fra loro.

Tipi di Conflitto

  • Tipo Pincer: l’acetabolo sporge anteriormente più del dovuto e ha una conformazione tale da stringere come una tenaglia la testa femorale, riducendone quindi l’escursione e intrappolando il labbro acetabolare.
  • Tipo Cam: la testa femorale non è perfettamente sferica così che durante il movimento la parte eccentrica confligge con il bordo acetabolare alterando le strutture che incontra (labbro acetabolare e cartilagine).

Lesione del Labbro Acetabolare

Il conflitto femoro-acetabolare comporta una lesione del labbro acetabolare che è una sorta di guarnizione dell’articolazione che riveste il bordo dell’acetabolo e che garantisce un effetto vacuum (seal effect), limitando così l’attrito articolare. In seguito alla lesione del labbro, si ha dolore e alterazione dell’omeostasi dei carichi articolari.

Sintomi del FAI

Il dolore nel FAI si manifesta solitamente in maniera subdola all’inguine ma talvolta possono essere riferiti dolori laterali, posteriori (al gluteo) o irradiazioni complesse, di solito dopo uno sforzo fisico (attività sportive, passeggiata in montagna, molte ore in piedi). Inizialmente è presente solo in seguito ad alcuni movimenti dall’anca (calzando scarpe o calze, salendo scendendo dall'automobile, accavallando le gambe), in seguito si fa sempre più frequente, limitando prima le attività sportive e poi le normali funzioni quotidiane. Caratteristico è un fastidio che il paziente avverte in posizione seduta, più o meno prolungata, o nell’alzarsi da seduto o eseguendo movimenti che prevedano la flessione dell’anca. Inoltre è possibile avvertire in alcuni casi dei rumori (scatti o scrosci) o dei blocchi articolari.

Opzioni di Trattamento in Base al Danno Articolare

Dipende dal danno dell’articolazione al momento della diagnosi.

  • Danno moderato con alterazione irreparabile del labbro:
    • Artroscopia dell’anca con shaving selettivo del labbro
    • Trapianto segmentale del Labbro

Candidati Ideali per l'Artroscopia dell'Anca

I pazienti che rispondono meglio all’artroscopia dell'anca sono individui giovani (18-35 anni), attivi, con dolore all'anca, dove la cartilagine articolare è ancora sana al momento della diagnosi.

Risultati Attesi

Studi scientifici hanno dimostrato che l’80% dei pazienti che si sottopongono ad artroscopia dell'anca ritorna allo sport e alle altre attività fisiche ai livelli di prima dell’insorgenza dei dolori all'anca (da conflitto femoro-acetabolare). La maggioranza dei pazienti sta nettamente meglio, ma non è ancora chiaro in quale misura la procedura arresti il decorso dell’artrosi.

Rischi e Complicazioni

Come per tutte le procedure chirurgiche, c’è una probabilità (1%-3%) di complicazioni associate con l’artroscopia dell'anca. Alcuni dei rischi sono connessi all'uso della trazione.

Articoli Scientifici Rilevanti

  • Hip Labral Morphological Changes in Patients with Femoroacetabular Impingement Speed Up the Onset of Early Osteoarthritis. Battistelli M, Tassinari E, Trisolino G, Govoni M, Ruspaggiari G, De Franceschi L, Dallari D, Burini D, Ramonda R, Favero M, Traina F, Grigolo B, Olivotto E. Calcif Tissue Int. 2023 Mar 22.
  • Isolated arthroscopic treatment of intra-articular pathologies in mild hip dysplasia: a short-term case control study. Tassinari E, Mariotti F, Castagnini F, Lucchini S, Perdisa F, Bracci G, Cosentino M, Bordini B, Traina F.J Exp Orthop. 2021 Dec 3;8(1):112.
  • Labral calcification plays a key role in hip pain and symptoms in femoroacetabular impingement. Trisolino G, Favero M, Dallari D, Tassinari E, Traina F, Otero M, Goldring SR, Goldring MB, Carubbi C, Ramonda R, Stilli S, Grigolo B, Olivotto E. J Orthop Surg Res. 2020 Feb 28;15(1):86.
  • Arthroscopic tendon release for iliopsoas impingement after primary total hip arthroplasty: a retrospective, consecutive series. Tassinari E, Castagnini F, Mariotti F, Biondi F, Montalti M, Bordini B, Traina F. Hip Int. 2021 Jan;31(1):125-132.

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