L'angioma epatico, noto anche come emangioma epatico, è il tumore benigno più comune del fegato. La sua prevalenza nella popolazione generale varia dall'1-2% al 20%, con un rapporto femmine/maschi che varia da 2:1 a 5:1.
La grande diffusione dell'ecografia addominale negli ultimi decenni ha portato alla scoperta sempre più frequente di questi angiomi, spesso rilevati incidentalmente durante esami eseguiti per altri motivi. Gli angiomi sono del tutto benigni, non degenerano mai in neoplasie maligne e, generalmente, non rappresentano un'indicazione all'intervento chirurgico.
Le cause della formazione dell'angioma epatico non sono state del tutto chiarite. La malattia può essere presente dalla nascita e non avere mai avuto nessuna occasione per essere rilevata.
Sintomi dell'Angioma Epatico
Nella maggior parte dei casi, la presenza di un angioma epatico non causa alcun sintomo. Tuttavia, se il paziente presenta comunque un qualche fastidio, deve sempre essere indagata la presenza di altre malattie che possano causare i sintomi lamentati. Alcuni angiomi, in particolare quelli di dimensioni più grandi e quelli situati nelle parti più periferiche del fegato, possono effettivamente causare sintomi come:
- Senso di pesantezza addominale
- Tensione
- Dolore
- Disturbi digestivi
Come è Fatto un Angioma al Fegato?
L'angioma può essere singolo o multiplo. Le dimensioni possono variare da pochi millimetri a diversi centimetri, fino anche ad occupare gran parte del fegato. Quando il fegato è completamente disseminato di angiomi si può parlare di angiomatosi.
L'angioma è costituito da malformazioni vascolari che formano lacune dove il sangue stagna. Tale conformazione giustifica l'aspetto di questa lesione agli esami radiologici. In alcuni casi, per la verità molto poco comuni, gli angiomi possono assumere anche altri aspetti radiologici, pur mantenendo le caratteristiche di benignità. Questi angiomi vengono chiamati “atipici” e rappresentano comunque un capitolo a parte nella gestione del paziente che ne è portatore.
Diagnosi dell'Angioma Epatico
Nella maggior parte dei casi, la presenza di un angioma epatico viene oggi rilevata casualmente durante un'ecografia eseguita per un qualunque motivo. La TAC e la risonanza magnetica vengono usate per una migliore definizione diagnostica.
Ecografia
All'ecografia l'angioma ha un aspetto tipico. Appare come un nodulo od una massa iperecogena a margini netti nel contesto del parenchima epatico: questo aspetto è assai specifico. In pochi altri casi, e spesso quando l’angioma è di grandi dimensioni, l’aspetto può essere diverso, apparendo ipoecogeno o anche ad ecogenicità mista, con zone iperecogene alternate a zone ipoecogene.
Se l’ecografia mostra nel fegato una lesione di piccole-medie dimensioni con le caratteristiche tipiche dell’angioma, allora non è giustificato procedere con ulteriori indagine diagnostiche per verificarne la natura. Questo se il paziente non ha sofferto, nella sua storia clinica passata, di altre malattie importanti, in particolare tumorali.
Tomografia Computerizzata (TC)
La TC (tomografia assiale computerizzata) deve essere eseguita con il mezzo di contrasto. Proprio l’iniezione di mezzo di contrasto provoca il fenomeno tipico degli angiomi chiamato “contrast enhancement”: il contrasto viene assunto dall’angioma progressivamente dalla periferia al centro a causa delle presenza delle lacune.
Risonanza Magnetica (RM)
La risonanza magnetica (RM) ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre maggiore nella diagnosi dei tumori benigni del fegato. Nel caso degli angiomi le immagini ottenute nelle sequenze T2 sono assai caratteristiche: il sangue contenuto nelle lacune si comporta come acqua libera, dando esito a zone marcatamente iperintense.
L’angiografia non viene sostanzialmente più eseguita nel percorso di diagnosi dell’angioma del fegato.
Angiomi Atipici
L’aspetto radiologico degli angiomi atipici viene discusso a parte.
Angioma Epatico Atipico
La diagnosi di Angioma Atipico del fegato può essere un problema. Quando un paziente riceve una diagnosi di “angioma atipico” deve sempre chiedere un approfondimento, meglio se in un centro di riferimento per la chirurgia del fegato.
La diagnosi di “angioma atipico” è molto spesso una espressione radiologica che indica la presenza, all’interno del fegato, di una massa, di un nodulo più o meno grande, il cui aspetto non è fortemente tipico per nessuna delle forme di tumori benigni o di tumori maligni che più frequentemente vengono rilevati all’interno di un fegato, ma che per il loro aspetto “potrebbero” essere degli angiomi.
Solitamente questa diagnosi viene formulata durante l’esame radiologico fatto con l’ecografia, di solito in pazienti che non hanno una storia di tumore alle spalle e che sono in buone condizioni generali di salute.
In realtà gli “angiomi atipici” esistono veramente.
Diagnosi Differenziale: Angioma Epatico vs Metastasi
Immagine TC di un angioma atipico. La TC è stata eseguita nello studio radiologico in un paziente portatore di un tumore del colon. L’immagine è stata interpretata come “metastasi da tumore del colon”. Tutti i pazienti con una storia di malattia epatica o nota o sospetta neoplasia extraepatica dovrebbero sottoporsi ad un esame di conferma, come una ecografia con m.d.c. o TC con mdc o la risonanza magnetica.
Gestione e Trattamento dell'Angioma Epatico
L'angioma epatico più comune (quello asintomatico, rilevato occasionalmente durante un'ecografia addominale) non ha bisogno di alcuna terapia. Infatti gli angiomi tendono a essere lesioni stabili nel tempo, asintomatiche, con scarsa o nulla tendenza all'aumento di volume ed ancora più remota possibilità di rottura spontanea.
Quindi, l’unico provvedimento da intraprendere, in particolare nel caso di angiomi di dimensioni medio-piccole, è la sorveglianza periodica, con esami radiologici (ecografia) ripetuti annualmente o ad altri intervalli comunque regolari.
Un'importante revisione dei lavori scientifici apparsi nell'ultimo decennio non ha rilevato alcun beneficio a lungo termine per i pazienti che erano stati operati per la rimozione di un angioma dal fegato.
Solo in pochi casi gli angiomi necessitano oggi di terapia. Questi casi sono:
- La presenza di sintomi sicuramente causati dall'angioma
- L'accertata e documentata tendenza all'accrescimento volumetrico
- Una particolare posizione o conformazione dell'angioma (ad es.: lesioni peduncolate)
- La rarissima eventualità che l'angioma si rompa
- Quando esiste un dubbio diagnostico
La terapia degli angiomi che lo richiedano è chirurgica e consiste nell'asportazione. La rimozione di un angioma dal fegato può essere eseguita mediante:
- Enucleazione: l’angioma viene rimosso dal fegato seguendo la capsula fibrosa esterna che è a diretto contatto con il parenchima epatico. Questo intervento non comporta la rimozione di nessuna porzione di tessuto epatico sano.
- Resezione epatica: in altri casi, in particolare per quegli angiomi che arrivano ad occupare anche un intero emifegato, può risultare più agevole e sicuro per il paziente l’esecuzione di una vera e propria resezione epatica anatomica. L’estensione di questa resezione viene stabilita in base alla localizzazione dell’angioma nel fegato ed in base ai rapporti con le strutture vascolari epatiche.
L’esecuzione di tali interventi in centri specializzati nella chirurgia epatica è sicura, comportando un rischio operatorio del tutto minimo. In una grande percentuale di casi è possibile eseguire l’intervento senza ricorrere a trasfusioni di sangue.
- Trapianto di fegato: in rarissimi casi l’angioma si può sviluppare sino a sostituire l’intero fegato e dare sintomi da insufficienza epatica. In questi casi non è più possibile asportare l’angioma con enucleazioni o resezioni, ma è necessario asportare l’intero organo. Si tratta di casi veramente eccezionali.
Nei pazienti asintomatici, in particolare quelli con lesioni < 1,5 cm, possono essere rassicurati e osservati. Nei pazienti con nessuna evidenza di malattia epatica o tumore maligno extraepatico e l’aspetto "tipico" di angioma all’ecografia, un'alternativa accettabile è quello di ripetere l'ecografia a distanza per documentare la stabilità.
D'altra parte, in pazienti con lesioni > 5 cm, in particolare quelli in una posizione sub-capsulare, è stata evidenziata una possibile rapida crescita, giustificando un follow-up radiologico. Il nostro approccio è quello di ripetere l'imaging a 6 e 12 mesi, utilizzando la modalità di imaging che meglio ha mostrato l'angioma in precedenza. Se non vi è alcun cambiamento nella dimensione della lesione, non effettuare ulteriori imaging.
Nei pazienti che hanno dolore o sintomi suggestivi di compressione estrinseca delle strutture adiacenti dovrebbe essere considerata la resezione chirurgica. Tuttavia, è importante che tutte le altre cause di dolore siano state valutate ed escluse prima dell'intervento. Le indicazioni per l'intervento chirurgico comprendono anche lo sviluppo di complicanze quali la rottura e il sanguinamento intraperitoneale, che ha un tasso di mortalità del 20%, sintomi invalidanti dovuti a grandi angiomi, o l'impossibilità di escludere un tumore maligno attraverso studi radiologici.
Tabella: Gestione dell'Angioma Epatico
| Condizione | Gestione |
|---|---|
| Asintomatico, lesioni < 1.5 cm | Rassicurazione e osservazione |
| Asintomatico, aspetto tipico all'ecografia | Ecografia di controllo a distanza per documentare stabilità |
| Lesioni > 5 cm, posizione sub-capsulare | Follow-up radiologico (imaging a 6 e 12 mesi) |
| Dolore o sintomi da compressione | Resezione chirurgica (dopo esclusione altre cause) |
| Complicanze (rottura, sanguinamento) | Intervento chirurgico |
| Dubbio diagnostico | Intervento chirurgico |
Dieta per gli Angiomi al Fegato
Gli angiomi al fegato sono malformazioni vascolari. Non risentono quindi di nessun tipo di dieta particolare che ne possa impedire o fermare la crescita (per quei pochi angiomi che aumentano di volume). Inoltre, non esiste nessuno studio scientifico pubblicato che abbia dimostrato che mangiare o evitare un qualche tipo di alimento abbia una qualche influenza sugli angiomi che possano essere presenti nel fegato di una persona.
L’unico consiglio che si può dare è quindi quello di seguire una dieta varia e senza eccessi, a meno che non si soffra di altre malattie che invece impongano di seguire indicazioni specifiche nella propria alimentazione.
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