Angioma Epatico Atipico: Caratteristiche Ecografiche e Gestione

La diagnosi di Angioma Atipico del fegato può essere un problema e quando un paziente riceve una diagnosi di “angioma atipico” deve sempre chiedere un approfondimento, meglio se in un centro di riferimento per la chirurgia del fegato.

Cosa sono gli angiomi atipici?

La diagnosi di “angioma atipico” è molto spesso una espressione radiologica che indica la presenza, all’interno del fegato, di una massa, di un nodulo più o meno grande, il cui aspetto non è fortemente tipico per nessuna delle forme di tumori benigni o di tumori maligni che più frequentemente vengono rilevati all’interno di un fegato, ma che per il loro aspetto “potrebbero” essere degli angiomi.

Solitamente questa diagnosi viene formulata durante l’esame radiologico fatto con l’ecografia, di solito in pazienti che non hanno una storia di tumore alle spalle e che sono in buone condizioni generali di salute.

Gli angiomi atipici esistono veramente?

In realtà gli “angiomi atipici” esistono veramente.

Come si presenta un angioma epatico tipico all'ecografia?

All’ecografia l’angioma ha un aspetto tipico. Appare come un nodulo od una massa iperecogena a margini netti nel contesto del parenchima epatico: questo aspetto è assai specifico.

In pochi altri casi, e spesso quando l’angioma è di grandi dimensioni, l’aspetto può essere diverso, apparendo ipoecogeno o anche ad ecogenicità mista, con zone iperecogene alternate a zone ipoecogene.

Diagnosi e approfondimenti

Se l’ecografia mostra nel fegato una lesione di piccole-medie dimensioni con le caratteristiche tipiche dell’angioma, allora non è giustificato procedere con ulteriori indagine diagnostiche per verificarne la natura. Questi se il paziente non ha sofferto, nella sua storia clinica passata, di altre malattie importanti, in particolare tumorali.

La TC (tomografia assiale computerizzata) deve essere eseguita con il mezzo di contrasto. Proprio l’iniezione di mezzo di contrasto provoca il fenomeno tipico degli angiomi chiamato “contrast enhancement”: il contrasto viene assunto dall’angioma progressivamente dalla periferia al centro a causa delle presenza delle lacune.

La risonanza magnetica (RM) ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre maggiore nella diagnosi dei tumori benigni del fegato. Nel caso degli angiomi le immagini ottenute nelle sequenze T2 sono assai caratteristiche: il sangue contenuto nelle lacune si comporta come acqua libera, dando esito a zone marcatamente iperintense.

L’angiografia non viene sostanzialmente più eseguita nel percorso di diagnosi dell’angioma del fegato.

L’aspetto radiologico degli angiomi atipici viene discusso a parte.

Quando è necessario un trattamento?

L’angioma epatico più comune (quello asintomatico, rilevato occasionalmente durante un ecografia addominale) non ha bisogno di alcuna terapia. Infatti gli angiomi tendono a essere lesionistabili nel tempo, asintomatiche, con scarsa o nulla tendenza all’aumento di volume ed ancora più remota possibilità di rottura spontanea.

Quindi, l’unico provvedimento da intraprendere, in particolare nel caso di angiomi di dimensioni medio-piccole, è la sorveglianza periodica, con esami radiologici (ecografia) ripetuti annualmente o ad altri intervalli comunque regolari.

A questo proposito bisogna ricordare che un’importante revisione dei lavori scientifici apparsi nell’ultimo decennio non ha rilevato alcun beneficio a lungo termine per i pazienti che erano stati operati per la rimozione di un angioma dal fegato.

Solo in pochi casi gli angiomi necessitano oggi di terapia. Questi casi sono:

  • la presenza di sintomi sicuramente causati dall’angioma
  • l’accertata e documentata tendenza all’accrescimento volumetrico
  • una particolare posizione o conformazione dell’angioma (ad. es.: lesioni peduncolate)
  • la rarissima eventualità che l’angioma si rompa
  • quando esiste un dubbio diagnostico.

Opzioni di trattamento chirurgico

La terapia degli angiomi che lo richiedano è chirurgica e consiste nell’asportazione. La rimozione di un angioma dal fegato può essere eseguita mediante:

  • l’enucleazione: l’angioma viene rimosso dal fegato seguendo la capsula fibrosa esterna che è a diretto contatto con il parenchima epatico. Questo intervento non comporta la rimozione di nessuna porzione di tessuto epatico sano;
  • una resezione epatica: in altri casi, in particolare per quegli angiomi che arrivano ad occupare anche un intero emifegato, può risultare più agevole e sicuro per il paziente l’esecuzione di una vera e propria resezione epatica anatomica. L’estensione di questa resezione viene stabilita in base alla localizzazione dell’angioma nel fegato ed in base ai rapporti con le strutture vascolari epatiche.

L’esecuzione di tali interventi in centri specializzati nella chirurgia epatica è sicura, comportando un rischio operatorio del tutto minimo. In una grande percentuale di casi è possibile eseguire l’intervento senza ricorrere a trasfusioni di sangue.

Trapianto di fegato: in rarissimi casi l’angioma si può sviluppare sino a sostituire l’intero fegato e dare sintomi da insufficienza epatica. In questi casi non è più possibile asportare l’angioma con enucleazioni o resezioni, ma è necessario asportare l’intero organo. Si tratta di casi veramente eccezionali.

Dieta e angiomi al fegato

Gli angiomi al fegato sono malformazioni vascolari. Non risentono quindi di nessun tipo di dieta particolare che ne possa impedire o fermare la crescita (per quei pochi angiomi che aumentano di volume).

Inoltre, non esiste nessuno studio scientifico pubblicato che abbia dimostrato che mangiare o evitare un qualche tipo di alimento abbia una qualche influenza sugli angiomi che possano essere presenti nel fegato di una persona.

L’unico consiglio che si può dare è quindi quello di seguire una dieta varia e senza eccessi, a meno che non si soffra di altre malattie che invece impongano di seguire indicazioni specifiche nella propria alimentazione.

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