A volte all'interno del fegato può formarsi un groviglio di vasi sanguigni che prende il nome di angioma (o emangioma) epatico. L’angioma al fegato è il più comune tumore benigno epatico. Non si tratta di un cancro, ma di una massa benigna che nella maggior parte dei casi non causa disturbi e che viene individuata durante controlli prescritti per indagare altre problematiche. Nella grande maggioranza di casi l’angioma epatico non determina nessun sintomo.
Prevalenza e Fattori di Rischio
La prevalenza degli angiomi al fegato nella popolazione generale varia dall’1-2% al 20%; il rapporto femmine/maschi varia da 2:1 a 5:1. La probabilità di avere a che fare con questo disturbo è maggiore fra i 30 e i 50 anni e la maggior parte delle diagnosi riguarda donne. In particolare, a essere più soggette all'angioma epatico sono le donne che hanno affrontato una gravidanza e quelle che hanno alleviato i sintomi della menopausa affidandosi alla terapia ormonale sostitutiva. In questi ultimi due casi a giocare un ruolo fondamentale sarebbero gli ormoni.
Cause e Sintomi
Le cause della formazione dell'angioma epatico non sono state del tutto chiarite. Non vi sono fattori noti che causino la comparsa di un angioma al fegato. La malattia può essere presente dalla nascita e non avere mai avuto nessuna occasione per essere rilevata. Nel caso il paziente presenti comunque un qualche fastidio deve sempre essere indagata la presenza di altre malattie che possano causare i sintomi lamentati (in particolare deve essere ricercata la presenza di ulcere gastriche o duodenali per i disturbi dolorosi addominali e quella di malattie della colonna vertebrale nel caso i dolori vengano riferiti posteriormente).
Qualche angioma può però effettivamente causare sintomi: in particolare quelli di dimensioni più grandi e quelli situati nelle parti più periferiche del fegato. I sintomi causati possono essere assai vari e sfumati: senso di pesantezza addominale, tensione, dolore, disturbi digestivi. Al pari degli altri tumori benigni del fegato, generalmente l’angioma non presenta alcun sintomo evidente. Quando questa neoplasia diventa tutta grande, tuttavia, può causare fastidio e dolore, sensazione di pesantezza addominale e disturbi digestivi.
Diagnosi
La grande diffusione dell’ecografia addominale, avvenuta negli ultimi 40 anni, ne ha portato alla scoperta sempre più frequente. Infatti, l’angioma viene spesso rilevato come reperto occasionale durante indagini eseguite per altri motivi. Dato che nella maggior parte dei casi non determina alcuna sintomatologia, l'angioma è spesso riscontrato casualmente nel corso di un'ecografia addome, di una Tac o di una risonanza magnetica dell’addome eseguita per altro motivo.
Esami Diagnostici
- Ecografia: All’ecografia l’angioma ha un aspetto tipico. Appare come un nodulo od una massa iperecogena a margini netti nel contesto del parenchima epatico: questo aspetto è assai specifico. In pochi altri casi, e spesso quando l’angioma è di grandi dimensioni, l’aspetto può essere diverso, apparendo ipoecogeno o anche ad ecogenicità mista, con zone iperecogene alternate a zone ipoecogene.
- TC (Tomografia Assiale Computerizzata): La TC (tomografia assiale computerizzata) deve essere eseguita con il mezzo di contrasto. Proprio l’iniezione di mezzo di contrasto provoca il fenomeno tipico degli angiomi chiamato “contrast enhancement”: il contrasto viene assunto dall’angioma progressivamente dalla periferia al centro a causa delle presenza delle lacune.
- Risonanza Magnetica (RM): La risonanza magnetica (RM) ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre maggiore nella diagnosi dei tumori benigni del fegato. Nel caso degli angiomi le immagini ottenute nelle sequenze T2 sono assai caratteristiche: il sangue contenuto nelle lacune si comporta come acqua libera, dando esito a zone marcatamente iperintense.
Se l’ecografia mostra nel fegato una lesione di piccole-medie dimensioni con le caratteristiche tipiche dell’angioma, allora non è giustificato procedere con ulteriori indagine diagnostiche per verificarne la natura. Questi se il paziente non ha sofferto, nella sua storia clinica passata, di altre malattie importanti, in particolare tumorali. L’angiografia non viene sostanzialmente più eseguita nel percorso di diagnosi dell’angioma del fegato.
Angiomi Atipici
Quando un paziente riceve una diagnosi di “angioma atipico” deve sempre chiedere un approfondimento, meglio se in un centro di riferimento per la chirurgia del fegato. Solitamente questa diagnosi viene formulata durante l’esame radiologico fatto con l’ecografia, di solito in pazienti che non hanno una storia di tumore alle spalle e che sono in buone condizioni generali di salute.
Trattamento
Nella maggior parte dei casi la presenza di un angioma epatico non richiede alcun trattamento. Infatti gli angiomi tendono a essere lesioni stabili nel tempo, asintomatiche, con scarsa o nulla tendenza all’aumento di volume ed ancora più remota possibilità di rottura spontanea. Anche se l'idea di convivere con una massa, seppur benigna, all'interno del fegato potrebbe generare qualche paura, l'esperienza dei medici tranquillizza i pazienti: non c'è nessuna prova che un emangioma al fegato non trattato possa portare allo sviluppo di un cancro.
Quindi, l’unico provvedimento da intraprendere, in particolare nel caso di angiomi di dimensioni medio-piccole, è la sorveglianza periodica, con esami radiologici (ecografia) ripetuti annualmente o ad altri intervalli comunque regolari. A questo proposito bisogna ricordare che un’importante revisione dei lavori scientifici apparsi nell’ultimo decennio non ha rilevato alcun beneficio a lungo termine per i pazienti che erano stati operati per la rimozione di un angioma dal fegato.
Intervento Chirurgico
Solo in pochi casi gli angiomi necessitano oggi di terapia. Questi casi sono:
- La presenza di sintomi sicuramente causati dall’angioma
- L’accertata e documentata tendenza all’accrescimento volumetrico
- Una particolare posizione o conformazione dell’angioma (ad. es.: lesioni peduncolate)
- La rarissima eventualità che l’angioma si rompa
- Quando esiste un dubbio diagnostico
La terapia degli angiomi che lo richiedano è chirurgica e consiste nell’asportazione. La rimozione di un angioma dal fegato può essere eseguita mediante:
- Enucleazione: L’angioma viene rimosso dal fegato seguendo la capsula fibrosa esterna che è a diretto contatto con il parenchima epatico. Questo intervento non comporta la rimozione di nessuna porzione di tessuto epatico sano.
- Resezione epatica: In altri casi, in particolare per quegli angiomi che arrivano ad occupare anche un intero emifegato, può risultare più agevole e sicuro per il paziente l’esecuzione di una vera e propria resezione epatica anatomica. L’estensione di questa resezione viene stabilita in base alla localizzazione dell’angioma nel fegato ed in base ai rapporti con le strutture vascolari epatiche.
- Trapianto di fegato: In rarissimi casi l’angioma si può sviluppare sino a sostituire l’intero fegato e dare sintomi da insufficienza epatica. In questi casi non è più possibile asportare l’angioma con enucleazioni o resezioni, ma è necessario asportare l’intero organo. Si tratta di casi veramente eccezionali.
Dieta e Angiomi Epatici
Gli angiomi al fegato sono malformazioni vascolari. Non risentono quindi di nessun tipo di dieta particolare che ne possa impedire o fermare la crescita (per quei pochi angiomi che aumentano di volume). Inoltre, non esiste nessuno studio scientifico pubblicato che abbia dimostrato che mangiare o evitare un qualche tipo di alimento abbia una qualche influenza sugli angiomi che possano essere presenti nel fegato di una persona.
L’unico consiglio che si può dare è quindi quello di seguire una dieta varia e senza eccessi, a meno che non si soffra di altre malattie che invece impongano di seguire indicazioni specifiche nella propria alimentazione.
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