Mantenere stabili i livelli di zuccheri nel sangue è una strategia vincente per mantenersi in salute e contrastare malattie come quelle metaboliche, il diabete di tipo 2, il sovrappeso e tante altre.
Gli agrumi sono un concentrato di benessere e sono tra i protagonisti dei cibi tipicamente invernali.
Gli agrumi sono ricchi di acidi organici, vitamine, antiossidanti e fibre. Tutte sostanze molto utili per il mantenimento della salute, la prevenzione di molte patologie e la gestione di queste dove presenti. Come tutta la frutta anche gli agrumi contengono zuccheri semplici anche se il loro sapore a volte potrebbe portare a pensare il contrario.
Arance e Glicemia: Un Approfondimento
Normale chiedersi: chi ha la glicemia alta può mangiare arance? Dal punto di vista nutrizionale anche le arance contengono zuccheri facilmente assimilabili dall’organismo. Un frutto di medie dimensioni da 100 grammi ne apporta almeno 9,3 grammi (Fonte SmartFood.ieo). Per questo il dubbio è più che lecito: chi ha la glicemia alta può mangiare le arance oppure no? Per fare chiarezza abbiamo rivolto alcune domande alla biologa nutrizionista Sonia Croci.
Le arance fanno alzare la glicemia?
«Le arance, pur apportando zuccheri hanno un indice glicemico basso» spiega la nutrizionista Sonia Croci. «Gli zuccheri che contengono, consumati senza esagerare, non fanno innalzare rapidamente i livelli di zucchero nel sangue e quindi la glicemia. Il merito è anche della presenza di fibre all’interno del frutto, in particolare di quelle solubili come la pectina che ne rallentano l’assorbimento».
Quali arance scegliere e come mangiarle?
Chi ha la glicemia alta può quindi mangiare le arance. Ma quali sono le accortezze da seguire a tavola? «La prima è di evitare di esagerare con la quantità. Una o due arance al giorno sono più che sufficienti. Per quanto riguarda la scelta delle diverse tipologie occorre tenere presente alcune differenze: il tipo “sanguinello” per esempio fornisce un quantitativo di zuccheri leggermente superiore (15.9 g) rispetto al “tarocco” (15 g)».
Anche il giusto abbinamento può aiutare a ridurre l’assorbimento degli zuccheri e quindi gli effetti sulla glicemia. «Anziché consumare le arance da sole a metà giornata, meglio consumarle all’interno di un pasto associandole alle verdure, come per esempio a un’insalata di foglie di spinacino ricche di fibre che aumentano la viscosità del bolo del pasto, che a sua volta ritarda l'assorbimento degli zuccheri e aumenta la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), che facilita la produzione e la secrezione del peptide YY (PYY) e del glucagone come peptide-1 (GLP-1), due fattori endocrini in grado di mediare la secrezione e la sensibilità dell'insulina. In alternativa si possono consumare le arance insieme a della frutta secca ricca in grassi buoni. E, infine, meglio preferire il frutto fresco al posto della classica spremuta, che è povera di fibre e ha zuccheri più facilmente assimilabili».
Benefici delle arance
«Le arance sono un frutto ricchissimo di sali minerali, quali il calcio, il fosforo e il ferro e di vitamine in particolare di vitamina C che svolge un’azione antinfiammatoria, antitumorale e rafforza il sistema immunitario e di vitamina A che è invece particolarmente nota per svolgere un ruolo fondamentale soprattutto nella salute della vista» spiega la nutrizionista Sonia Croci. «Le arance contengono anche la beta-criptoxantina, un carotenoide che partecipa alla colorazione del frutto e svolge diverse funzioni per l’organismo tra cui quella antiossidante».
Consigli Generali sull'Assunzione di Frutta e Glicemia
Quando si parla di frutta e diabete c’è spesso confusione. Come sappiamo la frutta contiene zuccheri (carboidrati), fattore di cui deve tenere conto chi ha la glicemia alta. Mangiare frutta fresca di stagione è molto importante, in quanto contiene nutrienti utili al benessere di tutto il nostro organismo.
Chi soffre di diabete (di tipo 1 o 2) è bene che eviti i picchi glicemici postprandiali (ossia a 2 ore dal pasto).
Diversi fattori influenzano l'impatto della frutta sulla glicemia:
- Indice glicemico: Misura la velocità con cui un alimento aumenta la glicemia.
- Carico glicemico: È legato sia alla quantità che alla qualità di carboidrati che un determinato alimento contiene.
- Fibre contenute nella frutta: Rallentano l'assorbimento degli zuccheri.
- Forma sotto cui viene consumata: È preferibile il frutto intero rispetto a spremute e succhi.
- Grado di maturazione: Influisce sul contenuto di zuccheri.
- Quantità consumata: Moderare le porzioni è fondamentale.
- Abbinamenti alimentari: Associare la frutta ad altri alimenti può modulare l'impatto sulla glicemia.
Nonostante le spremute e i succhi di sola frutta (che si tratti di arance, mele o uva!) non abbiano zuccheri aggiunti, è sempre bene evitarli in caso di iperglicemia.
È importante stare attenti alla quantità totale di carboidrati di un pasto. Se a pranzo o cena mangiamo pasta/pizza/pane/patate, ossia un pasto alquanto ricco di carboidrati, dovremo fare maggiormente attenzione alla quantità di frutta da consumare. È il carico glicemico dell’intero pasto (e non della sola frutta!) il responsabile di un eventuale innalzamento glicemico.
Frutta e Diabete: Cosa Evitare e Cosa Preferire
In realtà, quando si parla di frutta e diabete, non esistono divieti assoluti. E' vero, infatti, che alcuni frutti contengono una maggiore percentuale di zuccheri, ma ciò non giustifica un loro completo allontanamento dalla tavola di chi soffre di diabete.
Per chi soffre di diabete, una porzione di frutta non dovrebbe mai contenere più di 15 grammi di carboidrati. La grandezza di tale porzione varia semplicemente in base al contenuto di carboidrati presenti nel frutto. Sarà dunque ovviamente maggiore per quelli a basso indice glicemico e minore per la frutta che contiene più zuccheri. Rispettando questa fondamentale indicazione, l'impatto dei due alimenti sui livelli di glucosio nel sangue sarà molto simile, anche se non identico.
Frutti come cachi, fichi, banane, uva, frutta secca, canditi e frutta sciroppata sono quelli che generalmente vengono sconsigliati alle persone che soffrono di diabete. Attenzione anche ai succhi di frutta industriali.
Alimenti come avocado, mango, maracuja e papaya possono essere consumati con moderazione.
Altri Alimenti Utili per la Glicemia
Tra i cibi in grado di mantenere stabile il livello di zucchero nel sangue, ci sono senza dubbio i cavolini di Bruxelles. Ricchi di sali minerali, tra cui fosforo e ferro; vitamine, soprattutto C, A, K e del gruppo B, sono anche una buona fonte di fibre e proteine, combinazione che consente di esercitare una funzione ipoglicemica.
Le patate dolci, ad esempio, il superfood che i nutrizionisti consigliano di utilizzare per le tante proprietà e virtù, vengono indicate come cibo antidiabetico. Chiamata anche batata, la patata dolce ha un indice glicemico molto più basso rispetto a pasta gialla o bianca, e contiene molti più nutrienti come il beta-carotene fitochimico, che possono aiutare le persone diabetiche a mantenere sotto controllo il peso e anche la glicemia.
Gli spinaci, e tutti gli ortaggi a foglia verde di stagione come biete, cavolo nero, cicoria, sono un super alimento eccellente per le persone che soffrono di diabete.
Le carote sono un altro alimento con un valore di indice glicemico medio ma ricche di fibre, elementi nutritivi che le rendono ideali per i diabetici, senza esagerare con le porzioni e la frequenza (meglio se consumate crude).
Le noci sono ricche di fibre e povere di carboidrati. Il consumo regolare di noci riduce l'infiammazione e i livelli di zucchero nel sangue. Mangiare noci (5 al giorno) può garantire una protezione per i pazienti diabetici, contrastando in parte il rischio cardiovascolare e di andare incontro ad eventi come infarto e ictus. Aiuta le difese immunitarie, a contrastare il colesterolo cattivo e a proteggere le arterie da placche arteriosclerotiche.
Mangiare pesce aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue delle persone diabetiche. Contiene grassi sani, come gli omega 3, che prevengono malattie cardiache e ictus.
Nuove Ricerche e Formulazioni Nutraceutiche
Nuove formulazioni nutraceutiche a base di estratti di arancia, limone e vite rossa per abbassare la glicemia alta. I risultati preliminari mostrano che il trattamento delle cellule epatiche con alcune molecole bioattive di agrumi e vite rossa è in grado di stimolare la loro capacità di rispondere ai livelli di glucosio circolante.
L’insulino-resistenza è uno stato patologico in cui le cellule bersaglio, in particolare fegato, muscolo e tessuto adiposo, non rispondono ai normali livelli di insulina circolante, con conseguente alterazione dell’equilibrio (omeostasi) glucidico e lipidico. Barbara Benassi, ENEA - Responsabile Laboratorio Salute e ambiente.
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