Aghi per Penna Insulina e Glicemia: Importanza e Caratteristiche

Gli aghi per le penne da insulina sono strumenti indispensabili per una corretta somministrazione dell’insulina e di altri farmaci anti-diabete iniettivi, come gli agonisti del recettore del GLP-1.

L'Importanza della Qualità degli Aghi

Troppo spesso nelle gare regionali è prioritario il solo aspetto economico, e non vengono prese nella giusta considerazione le specifiche tecniche che dovrebbero avere gli aghi di qualità. Nel contempo il mercato si apre sempre più ad aghi low-cost (ma spesso anche low-quality) provenienti dall’estero.

“Anche un ago low-cost e di scarsa qualità, che si piega o si storta più facilmente, può rendere più difficile raggiungere un buon controllo del diabete” sottolineano gli Esperti della SID, Società Italiana di Diabetologia, che proprio per questo hanno di recente pubblicato un Position Paper che sia di riferimento sia per la qualità degli aghi da utilizzare sia per il loro uso adeguato.

Oggi disponiamo di insuline sempre più efficaci, ma è importante ricordare che anche il farmaco più innovativo può non risultare efficace se somministrato nel modo scorretto o con un dispositivo, in questo caso l’ago, non idoneo. Anche un ago storto può insomma mettere i bastoni tra le ruote ad un buon compenso del diabete.

Autori: Daniela Bruttomesso, Antonio C. Olbia, 23 luglio 2024 - Anche l’ago riveste un ruolo fondamentale nella corretta somministrazione dell’insulina ed è uno strumento indispensabile per ridurre il rischio di patologie tempo-dipendenti.

Caratteristiche degli Aghi di Qualità

Gli aghi migliori sono quelli più corti (4 mm) e sottili, ma con un buon diametro interno per non far resistenza al passaggio del farmaco (tecnologia a ‘pareti sottili’), ben lubrificati e con la punta ben affilata. Devono essere adeguatamente sterilizzati e sicuri da usare, sia per il paziente che per il personale sanitario.

E’ fondamentale per permettere, nonostante la forte riduzione del calibro esterno, di mantenere un calibro interno che consenta un flusso ottimale della insulina che passi velocemente dalla penna al sottocute. In questo senso si può pensare ai bisogni di persone anziane con tremori, per cui fare l’iniezione in condizioni diverse da queste esporrebbe ad una iniezione di insulina inefficace.

Ecco alcune delle caratteristiche dell’ago che favoriscono una penetrazione facile e pressoché indolore e l’assenza di dolore al momento dell’estrazione:

  • la lunghezza dell’ago: la miglior scelta è un ago corto e sottile (4 mm x 32G);
  • una buona affilatura dell’ago: migliora il comfort dell’iniezione e quindi l’accettazione del paziente.

Per coniugare le caratteristiche ‘diametro esterno piccolo, diametro interno maggiore’, alcuni aghi da penna vengono prodotti con la tecnologia ‘a pareti sottili’; sono quelli da preferire e risultano appropriati per tutti i pazienti, in quanto garantiscono vantaggi in termini di flusso e di facilità d’uso.

Sulla base di queste considerazioni, requisito di qualità è il maggior diametro interno a parità di diametro esterno (G dichiarati). Requisito di qualità è inoltre la disponibilità di certificazioni relative al diametro interno e al flusso.

Va ricordato in premessa che l’ago da penna è composto in realtà di due aghi, un ago interno, che si avvita sulla penna da insulina e un ago esterno che è quello attraverso il quale si somministra il farmaco sottocute.

Position Paper della SID

Il recente Position Paper della Società Italiana di Diabetologia mira a fare chiarezza sulle caratteristiche tecniche che connotano gli aghi di qualità per le penne.

“La scelta dell’ago giusto per l’iniezione dell’insulina sembra un problema marginale - afferma il prof. Giorgio Sesti, presidente della SID - in realtà ha grande importanza non solo per la corretta somministrazione dell’insulina ma anche per la sicurezza del paziente e dell’operatore sanitario. Troppe volte le scelte degli aghi per penna -considerati un dispositivo di bassa tecnologia - sono basate unicamente sul prezzo più basso non tenendo nella giusta considerazione una serie di caratteristiche che hanno un impatto sulla funzionalità della penna da insulina, la prevenzione di infezioni e di punture accidentali”.

Scopo del documento della SID è dunque quello di fornire una guida per i processi di acquisto (diretto o indiretto) e attribuire il giusto valore tecnico-qualitativo all’ago per penna, per raggiungere sì l’obiettivo del risparmio economico, ma senza sacrificare la qualità.

In questo documento sono elencate tutte le caratteristiche (non solo tecniche) misurabili e oggettive per scegliere l’ago più adeguato per il paziente e per l’operatore sanitario (nel caso in cui la somministrazione del farmaco avvenga in reparto ospedaliero).

Benefici dell'Uso di Aghi Adeguati

L’approccio è stato messo nero su bianco in uno studio della Simdo pubblicato sulla rivista internazionale Diabetology con il contribuito del dottor Giancarlo Tonolo, Direttore dell’Unità Operativa di Diabetologia della Asl Gallura.

«In Gallura abbiamo circa 10500 pazienti diabetici, dei quali 1150 di tipo 1 e 1350 del tipo 2 che fanno terapia insulinica intensiva. Ai pazienti presi in carico dalla Asl Gallura prescriviamo questo tipo di ago per diversi motivi. Dobbiamo considerare - sottolinea Tonolo - che non si tratta di una terapia limitata nel tempo ma per tutta la vita. Stiamo parlando di circa 1450 iniezioni in un anno che per un diabetico di tipo 1 sono più di 100mila in tutta la vita. Con aghi più lunghi si usa la tecnica del “pizzicotto” ma si perde la possibilità di iniettare insulina nelle braccia. Con gli aghi 32G x 4 millimetri si possono ruotare i siti di iniezione, evitando la comparsa di lipodistrofie cutanee che possono rendere erratico l’assorbimento dell’insulina».

Dalla pubblicazione emerge come l’ago per la penna di insulina non sia semplicemente un ago, ma vada considerato come un elemento fondamentale per la terapia anche in chiave di prevenzione cardiovascolare.

Un cattivo compenso metabolico porta allo sviluppo di placche aterosclerotiche nel tempo e aumenta la cardiopatia ischemica. Non solo: chi soffre di neuropatia legata al diabete rischia di avere una cardiopatia ischemica silente, cioè di poter avere un infarto senza sintomatologia e quindi non accorgersene.

E’ auspicabile che un determinato tipo di ago abbia dimostrato effetti favorevoli su: riduzione dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c), riduzione di unità di insulina somministrate, riduzione dei casi di lipodistrofia.

Le linee guida italiane del diabete (Standard di cura AMD-SID, 2018), il documento di consenso AMD- OSDI-SID e le raccomandazioni internazionali del 2016 indicano l’ago 4 mm x 32G l’ago di scelta per il paziente, in quanto garantisce l’assorbimento ottimale dell’insulina, causa minore ansia, dolore e disagio nel paziente e comporta una migliore accettazione e aderenza alla terapia. La disponibilità della gamma di aghi di diversa lunghezza non dovrebbe essere considerato un elemento di maggior qualità.

Sterilizzazione e Sicurezza

La maggior parte dei presidi e dei dispositivi per iniezione viene sterilizzata con metodiche chimiche, basate sull’uso di sostanze gassose. L’utilizzo di metodi fisici, come i raggi γ, non comporta rischi di residui sui materiali sterilizzati.

La presenza di un sigillo protettivo, oltre a proteggere ciascun ago, garantisce la sterilità del dispositivo fino al momento dell’utilizzo. “E’ per questo che è importante la robustezza e l’impermeabilità del materiale di cui è costituito, a garanzia della sterilità (minor permeabilità del sigillo verso agenti esterni) sottolineano gli Esperti.

Per l’utilizzo dell’ago in ambiente protetto (ospedali, case di cura, servizi di assistenza domiciliare, aree di emergenza, ambulatori, ambulanze…) oltre alle caratteristiche affrontate in precedenza, è necessario garantire la sicurezza dell’operatore sanitario dalle punture accidentali (PA).

Un dispositivo medico “protetto” ben progettato riduce al minimo il rischio di puntura accidentale perché incorpora un meccanismo di sicurezza (MDS) che dovrebbe proteggere sia durante sia dopo l’uso, e anche nella fase di l’eliminazione del dispositivo stesso.

Tecniche di Iniezione e Consigli Utili

È fondamentale scegliere un punto adeguato del corpo dove iniettare l'insulina. Si raccomanda di iniettare l'insulina nella stessa zona affinché la terapia offra i migliori risultati, ma la rotazione dei punti di iniezione è importante per evitare effetti collaterali. È il medico o l'operatore sanitario che deve consigliare il punto di iniezione più appropriato.

Ad esempio:

  • Per gli analoghi ad azione rapida e per le insuline normali ad azione breve il luogo migliore è l'addome;
  • Per gli analoghi ad azione protratta e per le insuline normali NPH il luogo migliore sono le cosce;
  • Per gli analoghi premiscelati e per le insuline miste umane i luoghi migliori sono l'addome e il braccio.

Gli obesi dovrebbero usare aghi più lunghi rispetto alle persone più magre. Se una persona magra utilizza un ago lungo c'è il rischio che colpisca il tessuto muscolare. In generale, se una persona pesante utilizza un ago corto l'insulina può tendere a disperdersi intorno al punto di iniezione, causando così un dosaggio errato. Afferrare la pelle a pizzicotto prima di iniettare l'insulina aiuta ad evitare questi problemi, e può essere fatto da chiunque.

Per quanto riguarda il dolore, un ago spesso può provocare più dolore di uno sottile, ma la percezione del dolore varia largamente da persona a persona. Nel caso di dosi elevate di insulina è meglio usare un ago più spesso. È importante anche usare una tecnica di iniezione appropriata.

L’ago penna è un dispositivo sterile monouso, quindi va cambiato ad ogni iniezione, perché si rischia di:

  • non avere un dosaggio accurato. Se si lascia l’ago montato sulla penna, tra un iniezione e l’altra, si può alterare la composizione dell’insulina;
  • far entrare aria nella cartuccia attraverso l’ago. Le bolle d’aria riducono il regolare flusso di insulina durante l’iniezione, con il conseguente rischio di una somministrazione ridotta del farmaco;
  • far cristallizzare l’insulina. Se si lascia l’ago montato, l’insulina rimasta all’interno della penna può trasformarsi in cristalli e otturare totalmente o parzialmente l’ago, provocando difficoltà o impossibilità nell’effettuare l’iniezione;
  • contrarre delle infezioni. Una volta usato, infatti, l’ago penna ha perso la propria sterilità;
  • avere un’iniezione più dolorosa.

Istruzioni per l'Uso

  1. Togliere il sigillo dall'ago.
  2. Posizionare l'ago diritto sulla penna e avvitarlo finché non sarà ben fermo. Togliere il cappuccio protettivo esterno e riporlo da parte. Servirà più tardi per togliere l'ago dalla penna. Tirar via il cappuccio protettivo interno.
  3. Impostare la dose di insulina.
  4. Controllare il flusso eseguendo una puntura in aria per far uscire una minima quantità di liquido. Sulla punta dell'ago dovrebbe comparire una piccola goccia.
  5. Eseguire l'iniezione.
  6. Riposizionare il cappuccio protettivo esterno e rimuovere l'ago dalla penna.

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