Il controllo della glicemia è importante in tutta la popolazione ma specialmente nelle persone che soffrono di diabete. Tra le sostanze naturali studiate per il controllo della glicemia troviamo anche la cannella e l'aceto di mele.
L'Insulina e l'Insulino-Resistenza
L’insulina è un ormone estremamente importante prodotto dal pancreas. L’insulino-resistenza è una condizione in cui le cellule dell’organismo diventano meno sensibili all’insulina, il che porta a una mancata utilizzazione del glucosio e al suo accumulo nel circolo sanguigno. Di conseguenza, il pancreas aumenta la produzione di insulina (iperinsulinemia) per cercare di superare la mancata risposta delle cellule. È importante notare che l’insulino-resistenza può colpire anche le persone normopeso e sottopeso.
Nell’insulino-resistenza entrano in gioco vari fattori oltre al sovrappeso tra cui:
- Alti livelli di fruttosio (attenzione a succhi di frutta, centrifugati, senza fibre protettive)
- Infiammazione cronica silente
- Vita sedentaria
- Disbiosi intestinale
- Fattori genetici
L’accumulo di grasso viscerale influisce negativamente sulla risposta all’insulina, poiché rilascia acidi grassi e molecole infiammatorie nel sangue, aggravando l’insulino-resistenza.
Il Ruolo delle Fibre
Le fibre, prevalentemente contenute nelle verdure, sono fondamentali nella gestione della glicemia e dell’insulina. L’ampio utilizzo di cibi confezionati, la scarsità di tempo e la mancata organizzazione nella preparazione dei pasti portano a un aumento del consumo di piatti pronti o parzialmente pronti, che richiedono solo riscaldamento, reidratazione, cottura, apertura e consumo, ma sono poverissimi di fibre.
Queste svolgono un ruolo fondamentale per la diversificazione e il mantenimento dello stato di salute del nostro microbiota intestinale, il transito intestinale, la sensazione di sazietà e il controllo della glicemia e dell’insulina. Formando una maglia viscosa nell’apparato digerente, contribuiscono a rendere l’assorbimento del glucosio e del fruttosio più lento e ridotto, consentendo un accesso più graduale degli alimenti alla parete intestinale.
Esistono due tipi di fibre:
- Solubili, che si dissolvono in soluzione acquosa assumendo una consistenza gelatinosa (come pectine, mucillagini e galattomannani)
- Insolubili, presenti nei vegetali come cellulosa, emicellulosa e lignine
Aceto di Mele: Produzione e Proprietà
Da diverso tempo si è diffuso su internet il consiglio di utilizzare l’aceto di mele per dimagrire e controllare la glicemia, consumandolo a digiuno o come condimento. L’aceto è un liquido acido ottenuto dalla fermentazione dell’alcol grazie all’azione di batteri che lo trasformano in acido acetico. Ne esistono vari tipi e tutti (a eccezione del balsamico che può contenere additivi come zucchero e melassa) sono validi.
L'aceto di mele ha un colore ambrato medio o pallido. Quello non pastorizzato o crudo contiene la così detta “madre di aceto”, ovvero un sedimento filamentoso costituito da una vera e propria colonia batterica. La madre di aceto ha un aspetto simile ad una ragnatela o a una pellicola opalescente e può conferire all'aceto una maggior densità, oltre che una minor trasparenza.
L'aceto di mele è molto usato nei condimenti per le insalate di verdura cruda, nelle marinate, nelle vinaigrette, come conservante alimentare e nei chutney (condimenti tipici del Sud Est Asiatico). L'aceto di mele viene prodotto fermentando il succo di mele schiacciate e spremute. Al liquido vengono poi aggiunti dei lieviti per avviare il processo di fermentazione alcolica, così che gli zuccheri possano essere trasformati in alcol.
In un secondo momento si avvia un altro processo di fermentazione, per il quale l'alcol viene convertito in aceto dai batteri acidificanti (Genere Acetobacter); così facendo, l'aceto di mele acquisisce il giusto contenuto di acido acetico ed acido malico. L'aceto di mele è da sempre considerato un prodotto salutistico e i relativi campi di applicazione (molti dei quali solo teorici, per non dire fantasiosi) sono diversi: anti influenzale, anti verruca, disinfettante del cavo orale e della pelle (ad uso topico), digestivo, rinforzo delle difese immunitarie, stimolo della circolazione sanguigna, preventivo sui calcoli, mucolitico (nei vapori), blandamente antitumorale ecc.
Come Assumerlo?
L'aceto di mele può essere utilizzato come integratore alimentare, sia in forma naturale, godendo delle sue caratteristiche probiotiche, sia in forma disidratata. L'aceto di mele naturale non dev'essere bevuto direttamente; è talmente acido che potrebbe danneggiare lo smalto dei denti e, più raramente, l'esofago. E' anche indispensabile non usarne troppo. Si consiglia di diluirne 1-2 cucchiai in un bicchiere d'acqua da sorseggiare ai pasti una o due volte al giorno. In commercio sono disponibili vari integratori a base di aceto di mele; la maggior parte sono in capsule, compresse e polveri solubili.
Tuttavia, non esiste una regolamentazione che stabilisca il livello minimo o massimo di questi prodotti, ragion per cui esiste una notevole eterogeneità tra i prodotti; anche per questo motivo, si raccomanda di attenersi strettamente alle indicazioni citate in etichetta.
Gli Integratori all'Aceto di Mele Fanno Dimagrire?
L'aceto di mele (così come molti altri tipi di aceto ed alimenti acidi) è stato lungamente proposto come prodotto dimagrante. Tuttavia, non è chiaro se il meccanismo ipoteticamente responsabile di questa proprietà possa essere di natura chimica, metabolica o nervosa. I ricercatori suggeriscono che l'aceto di mele possa attivare alcuni geni coinvolti nella scomposizione dei grassi. E' anche presumibile che l'aceto di mele sia in grado di prolungare il senso di sazietà limitando di conseguenza l'introito alimentare, con un effetto di riduzione dell'intake energetico totale.
"L'aceto di mele potrebbe conferire alcuni vantaggi in termini di gestione e perdita di peso, ma non è sicuramente una soluzione rapida e indipendente dalla dieta complessiva". L'unico studio che ha cercato di identificare gli eventuali effetti dimagranti dell'aceto di mele è stato svolto in Giappone. Nella sperimentale, 175 persone obese e in buona salute sono state divise in due gruppi; uno ha assunto dell'aceto di mele, l'altro dell'acqua ogni giorno per 12 settimane. Le diete erano simili ed hanno compilato tutti un diario alimentare. Alla fine dello studio, chi ha usato l'aceto ha perso leggermente più peso rispetto a chi ha consumato solo acqua.
In media, il gruppo che consumava l'aceto di mele ha perso 450-900g nei 3 mesi di sperimentazione; tuttavia, l'oggetto del dimagrimento è stato ripristinato quasi subito dopo l'interruzione, il che lascia ipotizzare che si possa essere manifestato un effetto placebo nel corso dell'esperimento.
Gli Integratori all'Aceto di Mele Abbassano la Glicemia?
L'aceto di mele contiene il cromo, che può alterare i livelli di insulina nel sangue. Per questo motivo, si raccomanda che le persone affette da diabete mellito tipo 1 consultino il medico prima di fare un uso significativo e sistematico di aceto di mele nella dieta. D'altro canto, l'effetto è auspicabile in chi soffre di iperglicemia o di diabete mellito tipo 2.
Carol Johnston, PhD, dirigente del programma di nutrizione della “Arizona State University”, ha studiato l'aceto di mele per più di 10 anni e ritiene che i suoi effetti sulla glicemia possano essere molto simili a quelli di alcuni farmaci. “L'effetto anti-glicemico dell'aceto di mele (dal sidro) è molto ben documentato”, dice Johnston, e spiega che questo prodotto è in grado di ostacolare certi passaggi della digestione dell'amido. Infine, Johnston sottolinea che “In caso di cura per il diabete, non si deve assolutamente interrompere l'assunzione farmacologica per sostituirla con l'aceto di mele. Chiunque voglia utilizzarlo per abbassare i livelli di glucosio nel sangue deve prima consultare il medico”.
“Non blocca l'assorbimento dell'amido al 100%, ma ne riduce significativamente l'ingresso nel sangue moderando la glicemia”. Tuttavia, non tutti gli esperti di nutrizione sono convinti di questa proprietà. “Cercare di curare il diabete con l'aceto di mele è come tentare di svuotare una cantina allagata con un cucchiaino”, spiega Michael Dansinger, MD, direttore del programma “Diabetes Lifestyle Coaching” di Tufts University. Inoltre, dice: “Ai pazienti si consiglia di concentrarsi sulle loro diete complessive, poiché si tratta di una strategia sostenuta da molte più ricerche”.
Aceto di Mele e Digestione
Secondo Carol Johnston, bere aceto di mele in un pasto ricco di amidi ne impedisce la digestione e l'assorbimento nell'intestino tenue. Così facendo, i carboidrati raggiungono l'intestino crasso e nutrono la flora batterica fungendo da agenti prebiotici.
Debbie Davis consiglia di utilizzare l'aceto di mele non filtrato, "il tipo di aceto torbido, dove si può vedere una specie di blob nella bottiglia". Quella specie di “alga” è conosciuta come “la madre” ed è satura di agenti probiotici. "Grazie alla presenza di probiotici, questo tipo di aceto è in grado di supportare la funzione immunitaria e, per alcune persone, anche di aiutare a contrastare la stipsi", dice Davis.
Controindicazioni
L'aceto di mele, pur essendo più delicato di quello di vino, è considerato un alimento molto acido. E' stato documentato il caso di una donna che ha lamentato forti bruciori da irritazione esofagea, poi confermata dalla diagnosi ospedaliera, in seguito all'assunzione di una capsula di aceto di mele.
La gastroparesi, un problema spesso determinato da neuropatia autonomica, a sua volta comunemente associata a diabete mellito tipo 1 e 2, consiste nel rallentamento patologico dello svuotamento gastrico. In tal caso, assumere aceto di mele può rappresentare un'abitudine tutt'altro che salutare. Infatti, alcune ricerche hanno dimostrato che l'alimento in questione è in grado di peggiorare sensibilmente la gastroparesi.
Cannella e Glicemia
Tra le sostanze naturali studiate per il controllo della glicemia troviamo anche la cannella. Secondo alcune ricerche, la cannella potrebbe avere azione ipoglicemizzante grazie a un composto attivo noto come cinnamaldeide. I benefici della cannella in caso di la glicemia alta hanno riguardato studi su animali ma, successivamente, sono state condotte diverse ricerche anche sull'uomo. I risultati però sono contrastanti.
Gli studi che hanno indagato sul potenziale della cannella per abbassare la glicemia hanno utilizzato estratti di cannella a dosaggi differenti. È importante notare che non esiste una dose raccomandata di cannella, e non tutti gli studi hanno scoperto che questa spezia aiuta a ridurre i livelli di insulina.
Altri Elementi Utili per la Glicemia
GDA (Glucose Disposal Agent)
Si tratta di sostanze in grado di migliorare il profilo glicemico e insulinico. In particolare, sono efficaci in risposta a un carico glicemico importante nel flusso ematico e un migliore utilizzo del glucosio da parte di organi e cellule.
Berberina
È un alcaloide principalmente usato dalla medicina tradizionale cinese per ridurre l’emoglobina glicata e la glicemia a digiuno. Da una meta-analisi di 14 studi è stato scoperto che l’assunzione di questa sostanza per 12 settimane, abbinata ad un corretto stile di vita, è associata a miglioramenti della glicemia a digiuno, postprandiale, dell’emoglobina glicata, e la riduzione dei livelli di insulina a digiuno. Anche altri studi hanno confermato ciò, oltre che dimostrare un’azione ipoglicemizzante in acuto.
Zafferano
Viene comunemente utilizzato in cucina come spezia ma contiene numerosi principi attivi che ne determinano un effetto salutare importante: ad esempio risulta utile per il trattamento dei disturbi legati alla glicemia. Il miglioramento del profilo glicemico da parte dello zafferano all’interno di questo integratore per l’iperglicemia può prevenire le complicanze del diabete attraverso l’inibizione di percorsi molecolari dell’iperglicemia.
Lo zafferano abbassa significativamente i livelli plasmatici di glucosio e insulina e migliora il profilo glicemico nel siero attraverso diverse vie metaboliche: in primo luogo nelle cellule muscolari e negli adipociti agisce promuovendo l’attività del trasportatore di glucosio GLUT4 (glucotrasportatore 4), facilitando la riduzione dei livelli plasmatici di glucosio, che viene trasferito dal torrente circolatorio all’interno della cellula. Qui può essere utilizzato come fonte energetica o trasformato in grasso.
Curcuma
È una pianta della famiglia delle Zingiberacee, da secoli è utilizzata come rimedio contro il diabete nella medicina ayurvedica e nella medicina tradizionale cinese. La molecola che costituisce il principio attivo della pianta è la curcumina.
Consigli Generali per Abbassare la Glicemia
- Mangiare molte fibre: La fibra, infatti, rallenta la digestione dei carboidrati e l’assorbimento degli zuccheri. Esistono due tipi di fibra: insolubile e solubile. L’assunzione giornaliera raccomandata di fibre è di circa 25 grammi per le donne e 38 grammi per gli uomini.
- Mangiare verdure prima dei carboidrati: Mangiare verdure prima dei carboidrati può aiutare a gestire i livelli di glucosio e insulina nel sangue, in particolare dopo i pasti.
- Seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati: Molti studi hanno dimostrato che seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati può aiutare a prevenire picchi di zucchero nel sangue.
- Preferire alimenti con indice glicemico basso e medio-basso: Come regola generale, è bene preferire il consumo di alimenti con indice glicemico basso e medio-basso.
- Attività fisica regolare: Praticare regolarmente attività fisica e mantenere uno stile di vita attivo, si sa, è uno dei principi base su cui si fondano le regole della buona salute.
- Controllo delle porzioni: Il controllo delle porzioni aiuta a regolare l’apporto calorico e può portare alla perdita di peso.
Altre Sostanze e Alimenti Utili
- Cromo: Il cromo è coinvolto nel metabolismo dei carboidrati e dei grassi.
- Magnesio: In uno studio, le persone con la più alta assunzione di magnesio avevano un rischio inferiore del 47% di diventare diabetiche.
- Frutta intera: Un ampio studio del 2013 ha rilevato che le persone che consumavano frutta intera, in particolare mirtilli, uva e mele, avevano rischi significativamente più bassi di sviluppare il diabete di tipo 2.
- Fieno greco: Uno studio ha esaminato 116 persone con diabete di tipo 2 che hanno ricevuto berberina o placebo per tre mesi.
- Gymnema sylvestre: In uno studio, le persone con diabete di tipo 2 che hanno assunto 400 mg di estratto di foglie di gymnema al giorno per 18-20 mesi hanno registrato una diminuzione del 29% della glicemia a digiuno.
- Acido lipoico: Nei pazienti con diabete di tipo 2, l’acido lipoico riduce la glicemia e migliora la sensibilità all’insulina.
- Zinco: Secondo una revisione generaledi 10 meta-analisi di studi clinici randomizzati, l’integrazione di zinco aiuta a migliorare il controllo glicemico nei partecipanti sani e diabetici.
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