Quanto Abbassa la Glicemia 10 Unità di Insulina?

Conoscere il fattore di sensibilità insulinica è utile nel caso in cui sia necessario somministrare una dose supplementare di insulina per correggere un’iperglicemia pre-prandiale (prima del pasto) o imprevista, per esempio un’iperglicemia lontano dai pasti. Per ogni soggetto esiste un diverso fattore di sensibilità all’insulina. In genere, le persone normopeso che svolgono una regolare attività fisica hanno una maggiore sensibilità all’insulina.

Fattore di Correzione Usato (Esempio)

(Fattore di correzione usato pari a 30 mg/dl)

Obiettivo → Glicemia del momento

  • Glicemia 100 mg/dl: Nessuna correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia < 130 mg/dl: Nessuna correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 130-160 mg/dl: + 1 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 160-190 mg/dl: + 2 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 190-220 mg/dl: + 3 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 220-250 mg/dl: + 4 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 250-280 mg/dl: + 5 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia > 280 mg/dl: + 6 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto

Conta dei Carboidrati e Insulina

La conta dei carboidrati nel diabete (CHO counting) è un metodo che nasce per pianificare il pasto del paziente diabetico (in particolare con diabete tipo 1) e determinare la dose d’insulina necessaria per metabolizzare la quantità di carboidrati consumati. Consiste nel calcolare la quantità totale di carboidrati assunti in un pasto e determinare l’esatta dose di insulina da somministrare. Numerosi studi scientifici dimostrano l’efficacia di questo metodo nel raggiungimento degli obiettivi glicemici prefissati (obiettivi target di glicemia, emoglobina glicata) garantendo un’ampia flessibilità nella scelta dei cibi e delle porzioni. Perché l’aumento della glicemia post-prandiale della glicemia, dopo un pasto misto, è determinato - NON SOLO MA PRINCIPALMENTE - dal quantitativo di carboidrati consumati.

Influenza dell’Attività Fisica

Prima di procedere con il calcolo dei CHO è bene ricordare che l’attività fisica condiziona la concentrazione di insulina nel sangue. Nella persona NON diabetica, durante l’esercizio fisico la secrezione di insulina si riduce. Nella persona con diabete trattato con insulina come il diabete tipo 1, il livello dell’ormone nel sangue NON è controllato da meccanismi fisiologici MA dipende unicamente dall’effetto dell’insulina somministrata in precedenza.

È possibile che l’insulina circolante possa essere:

  • eccessivamente alta (il fegato non produce sufficiente glucosio per bilanciare il consumo da parte dei muscoli, la glicemia si abbassa con rischio di ipoglicemia);
  • eccessivamente bassa (il fegato produce abbondante glucosio ma il muscolo NON è in grado di utilizzarlo, così da peggiorare l’iperglicemia.

Tra i fattori che possono influenzare la risposta della glicemia all’esercizio fisico sono da considerare:

  • tipo, quantità e intensità dell’esercizio;
  • tempo intercorso dall’ultimo pasto e tipo di pasto;
  • tempo intercorso dall’ultima somministrazione di insulina e tipo di insulina utilizzata;
  • glicemia all’inizio dell’esercizio;
  • forma fisica e allenamento della persona.

Come Contare i Carboidrati: Metodo Pratico

Imparare correttamente il calcolo dei carboidrati non è difficile ma all’inizio è consigliato farsi seguire da un esperto. Per farlo, occorre calcolare quanti carboidrati si consumano visto che la glicemia è influenzata prevalentemente da questi nutrienti. I carboidrati o zuccheri o glucidi sono il macronutriente maggiormente responsabile del picco glicemico postprandiale e rappresentano la principale fonte di energia per il nostro corpo. Vengono identificati con la sigla CHO. Il razionale è quello di somministrare - a ciascun pasto - l’esatta dose di insulina necessaria a metabolizzare i carboidrati assunti. Altrimenti, dosi di insulina maggiori alle necessità possono causare ipoglicemia mentre dosi insufficienti possono causare una condizione di iperglicemia.

Tabella: Alimenti e Carboidrati

Con la tabella seguente potete imparare quali sono i gruppi di alimenti contenenti i CHO.

CARBOIDRATI O ZUCCHERI (CHO) PROTEINE GRASSI DI ORIGINE ANIMALE GRASSI DI ORIGINE VEGETALE
PANE E PASTA Si, in maniera prevalente SI NO in quantità minime
CEREALI E DERIVATI IN GENERE Si, in maniera prevalente SI NO in quantità minime
LATTE E LATTICINI Si, contengono uno zucchero, il lattosio SI SI NO
CARNE, PESCE, UOVA In misura nulla o molto bassa SI SI SI
LEGUMI SI SI NO SI
FRUTTA Si, contengono uno zucchero, il fruttosio In misura trascurabile NO In misura trascurabile
VERDURA Si, in misura trascurabile ad eccezione delle patate In misura trascurabile NO In misura trascurabile
CONDIMENTI NO NO Burro, margarina, strutto, lardo, panna. Olio d’oliva e di semi

Determinare la Quantità di Carboidrati negli Alimenti

In questa fase occorre utilizzare delle tabelle o delle app che aiutino a determinare il contenuto di carboidrati negli alimenti. Possono essere utilizzati anche atlanti fotografici, etichette nutrizionali, libri o siti con tabelle nutrizionali. Quelle di maggiore riferimento anche per noi nutrizionisti sono le tabelle nutrizionali di composizione degli alimenti del CREA (in italiano).

Contare i Carboidrati del Pasto in Base alle Porzioni

Per poter contare in maniera attendibile i carboidrati occorre partire dalla giusta quantità/porzione di alimento.

Cose da Ricordare Riguardanti i CHO

  1. I CHO si misurano in grammi (g).
  2. Non confondere il peso dell’alimento con i grammi di carboidrati (un alimento può pesare 200 grammi ma contenere solo 15 g di CHO).
  3. Controllare se i CHO sono segnalati in base al peso crudo, cotto, presenza/assenza di scarto (NB. Il peso cotto di un alimento non corrisponde praticamente mai o quasi mai al peso a crudo e quindi vanno utilizzate degli atlanti cartacei o delle app o delle tabelle che ci facciano risalire dal peso cotto al peso crudo, utili soprattutto quando siamo fuori casa.

Stabilita la quantità di alimento che si intende mangiare occorre fare il seguente calcolo: Sommando i risultati di tutte le pietanze di un pasto si ha una stima attendibile della quantità totale di carboidrati di un pasto.

Facciamo un esempio:

  • Pasta al pomodoro 80 g -> 80 x 74 : 100 = 59 g
  • Petto di pollo alla piastra 100 g -> 100 x 1 : 100 = 1 g
  • Olio d’oliva 1 cucchiaino
  • Pane 30 g -> 30 x 56 : 100 = 17 g
  • Finocchi crudi in insalata 150 g -> 1 x 150 : 100 = 1,5 g
  • Una mela 150 g -> 150 x 12 :100 = 18 g
  • TOTALE CARBOIDRATI = 96,5

Calcolare la Quantità di Insulina

Nel passo successivo occorre calcolare quante unità di insulina sono necessarie per metabolizzare la quantità di carboidrati consumata e riportare la glicemia in un range di valori accettabili. Per fare questo calcolo è necessario conoscere il proprio rapporto insulina/carboidrati (Rapporto I:CHO), ovvero bisogna sapere quanti grammi di carboidrati sono metabolizzati da un’unità di insulina, per ogni pasto. Questo dato è individuale, dipende dalla sensibilità all’insulina di ciascun soggetto e deve essere impostato insieme al proprio diabetologo in maniera empirica dal momento della diagnosi e della presa in carico.

Il proprio rapporto I:CHO per ogni pasto si calcola dividendo i CHO totali del pasto per le unità di insulina. Solitamente è un valore compreso tra 8 e 15. Varia a ogni pasto della giornata, compresi gli spuntini.

Prendendo ad esempio un rapporto insulina/carboidrati di 10 e il pasto ipotizzato in precedenza, il calcolo da fare è il seguente: La dose totale di insulina giornaliera corrisponde alla somma di tutte le unità di insulina, inclusa l’insulina lenta, somministrate nell’arco della giornata.

Come Effettuare le Correzioni

Arrivati a questo punto occorre capire se è necessaria una correzione del bolo di insulina pre-prandiale. Può capitare di dover adeguare la dose di insulina se si riscontra una glicemia troppo alta prima di un pasto. Per calcolare la quantità supplementare di insulina a quella già prevista occorre calcolare il cosiddetto fattore di sensibilità all’insulina. Esso si ottiene dividendo un numero fisso (1500 per chi usa l’insulina rapida o 1800 per chi usa l’analogo) per il numero totale di unità giornaliere (la media). Il valore ottenuto rappresenterà la quantità di calo glicemico espresso in mg/dl ottenibile aggiungendo un’unità di insulina.

Ipotizzando una quantità totale di insulina rapida giornaliera di 60, il calcolo sarebbe il seguente: A questo punto è sufficiente dividere l’eccedenza di glicemia misurata rispetto al valore ottimale per il fattore di sensibilità per ottenere le unità di insulina da aggiungere a quanto già calcolato per correggere la glicemia.

Ipotizzando un’eccedenza di glicemia pari a 93 mg/dl il calcolo sarebbe il seguente: N.B. Questo tipo di correzione è valida solo qualora venga effettuata prima del pasto.

Calcolatori di Bolo

In commercio esistono alcuni glucometri in grado di fare anche da calcolatori di bolo di insulina, inserendo comunque la quota di carboidrati che si intende consumare a ogni pasto; quindi i sistemi fanno il conto ma la stima dei carboidrati, la loro grammatura, va sempre fatta dal paziente. Nel Free-Style Libre, esiste la funzione di calcolatore di bolo che però è attivabile solo con un codice rilasciato dal proprio diabetologo.

Il “consiglio bolo” è una funzione tipica di tutti i microinfusori con sistema integrato che suggerisce il bolo di insulina più appropriato sulla base di alcuni parametri che devono essere inseriti dal paziente e concordati con il team diabetologico: periodi temporali, intervallo obiettivo, rapporto insulina/CHO, fattore di sensibilità insulinica, tempo di azione insulina (insulina residua). Il calcolo di quest’ultimo parametro da parte del microinfusore è importante soprattutto nel caso in cui ci si somministrano molti boli in poco tempo e quindi si realizza una sovrapposizione di azione di diversi boli iniettati (e quindi un rischio di picchi ipoglicemici) che deve essere tenuta presente: in questi casi, è necessario sapere quanto insulina del bolo precedente è ancora attiva (insulina residua o insulina on board).

Nei calcolatori di bolo dei microinfusori si ha modo di identificare una sorta di tempo di azione dell’insulina che avverte di quanta insulina si ha ancora in circolo. In chi usa le penne, occorre stimare che la quota di insulina rapida che si sta facendo indicativamente durerà quattro ore, quindi si può ipotizzare: 25% (1^ ora), 25% (2^ ora), 25% (3^ ora), 25% (4^ ora) di insulina metabolizzata ogni ora.

Bolo di Correzione Post-Prandiale

Quando voglio andare a fare un bolo di correzione post-prandiale, dovrò calcolare la quantità di insulina necessaria per correggere l’iperglicemia entro 4 ore dall’ultima iniezione di insulina (per evitare una successiva ipoglicemia data da troppa insulina nel sangue), applicando la seguente formula:

Esempio Riassuntivo

  • Il tuo valore di glicemia pre-prandiale è 220 mg/dl
  • L’obiettivo da raggiungere (glicemia target) è 100 mg/dl
  • Di solito, fai un supplemento di 1 U di insulina ogni 40 mg/dl come correzione
  • Con il pasto, hai pianificato di consumare 85 g di carboidrati
  • Il tuo rapporto carboidrati / insulina è 1:12 (1 U ogni 12 grammi di CHO)

Quante Unità di Insulina rapida saranno necessarie per coprire l’effetto iperglicemizzante del pasto e correggere l’iperglicemia?

  • INSULINA PASTO-CENTRICA → 85/12 = 7 Unità di insulina
  • INSULINA GLUCO-CENTRICA → (220-100)/40 = 3 Unità di insulina

La quantità di insulina rapida totale da somministrarmi prima di questo pasto sono 10 Unità di insulina.

NOTA BENE: è opportuno prima di applicare i consigli inseriti in questa pagina confrontarsi con il proprio medico.

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