Riguardo ai metodi di dosaggio dell’insulina, è possibile avvalersi della conta dei carboidrati. Questo metodo ci permette di adeguare la dose di insulina da iniettare tenendo in considerazione la quantità circa dei carboidrati che saranno assimilati dal pasto. Per fare ciò, è però necessario fare alcune precisazioni.
Calcolo del rapporto insulina/carboidrati
Il rapporto insulina/carboidrati stabilisce i grammi di carboidrati metabolizzati da 1 unità di insulina, ed è calcolato dividendo 500 (o 450 se si utilizza insulina regolare) per il totale di insulina giornaliera assunta in media. È possibile impostare diverse fasce temporali perché questi valori, specie nei bambini piccoli, possono variare nell’arco della giornata.
Se usi insulina analogo rapido o ultrarapido (Apidra, Fiasp, Humalog, Novorapid) dividi 500 per il totale giornaliero di insulina (TDD) fatta (basale + boli, oppure lenta + rapida), meglio se considerando la media di 7 o 10 giorni.
Esempio pratico
Se il pasto che sto per mangiare comprende 80 gr di pasta al sugo di pomodoro (63 CHO, il sugo di pomodoro ha 7 CHO per 100 gr, quindi il suo apporto nella porzione di pasta è pressoche nullo), 150 gr di petto di pollo (0 CHO), 150 gr di insalata (CHO trascurabili), 40 gr di pane integrale (16 CHO) e 1 mela (pesa circa 200 gr, quindi 28 CHO), in totale sono 107 CHO.
Se conoscete i CHO per 100 gr, per la porzione basta fare una proporzione. 100 gr di pasta contengono 79 CHO, quanti CHO per 80 gr?
Fattore di sensibilità insulinica
Un altro parametro importante per calcolare la quantità di insulina necessaria è il cosiddetto fattore di correzione (chiamato anche impropriamente fattore di sensibilità insulinica). Conoscere il fattore di sensibilità insulinica è utile nel caso in cui sia necessario somministrare una dose supplementare di insulina per correggere un’iperglicemia pre-prandiale (prima del pasto) o imprevista, per esempio un’iperglicemia lontano dai pasti.
Per ogni soggetto esiste un diverso fattore di sensibilità all’insulina. In genere, le persone normopeso che svolgono una regolare attività fisica hanno una maggiore sensibilità all’insulina.
Un esempio, sfruttando il totale dell’esempio precedente, 1800 diviso 43.6, fa 41.3, che arrotondato per difetto fa 41.
Tabella di correzione della glicemia
La condizione ideale prevede che la glicemia sia nel range di normalità (possiamo considerare un intervallo che va da 80 mg/dl a 140/160 mg/dl).
Tutte le volte, invece, che la glicemia preprandiale si trova in un range diverso (ipoglicemia o iperglicemia) è importante prima correggere la situazione glicemica e solo in seguito procedere alla somministrazione del bolo e consumare il pasto. In particolare, se il valore è basso si deve correggere l’ipoglicemia, che va ricontrollata dopo 30 minuti e solo allora si può procedere a somministrare il bolo.
Prima è necessario effettuare la correzione e solo dopo 20-30 minuti va eseguito il bolo per il pasto.
| Obiettivo → Glicemia del momento | Glicemia 100 mg/dl |
|---|---|
| Glicemia < 130 mg/dl | Nessuna correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto |
| Glicemia 130-160 mg/dl | + 1 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto |
| Glicemia 160-190 mg/dl | + 2 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto |
| Glicemia 190-220 mg/dl | + 3 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto |
| Glicemia 220-250 mg/dl | + 4 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto |
| Glicemia 250-280 mg/dl | + 5 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto |
| Glicemia > 280 mg/dl | + 6 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto |
Il calcolatore di boli
Il calcolatore di boli è una delle funzioni avanzate dei microinfusori di ultima generazione, che permette di calcolare la dose ideale di insulina necessaria per mantenere un profilo glicemico nella norma (80-160 mg/dl) nelle ore successive al pasto/spuntino. Tale funzione risulta essere molto comoda, in quanto permette di ottenere in modo rapido e accurato la dose insulinica migliore, semplificando così i complicati calcoli altrimenti necessari per la stima dei boli. Anche le ipoglicemie si riducono, limitando la necessità di assumere carboidrati extra per le correzioni.
La prima differenza è che i microinfusori sono dotati di un software, chiamato calcolatore di bolo, che in funzione di alcuni parametri personalizzabili per ciascun paziente, lo aiutano a calcolare la dose più corretta.
Considerazioni aggiuntive
Dopo l’introduzione degli analoghi, pensando che avessero un tempo di assorbimento estremamente rapido, la ‘buona pratica’ di aspettare alcuni minuti fra la somministrazione dell’insulina e l’inizio del pasto è andata scomparendo. Come già detto, ora invece sappiamo che fare il bolo alcuni minuti prima del pasto, non è solo importante ma fondamentale. Ovviamente, nel soggetto con diabete che deve fare insulina, questa fase della secrezione viene a mancare.
In caso di bolo effettuato quindi nelle ultime tre ore sarà necessario stabilirne le unità e SOTTRARLE al calcolo finale.
Ultimo calcolo è dato dall’attività fisica: rappresenta il calcolo più difficile e di difficile applicazione ma non per questo non applicabile a priori.
È buona norma leggere sempre l’inserto di prodotto. In genere il flacone può essere tenuto a temperatura ambiente (purché non superiore a 25°-30° C), lontano da fonti di calore e conservato nel suo astuccio al riparo dalla luce.
L’insulina ‘attiva’ rappresenta la quota di insulina erogata come bolo dal microinfusore in precedenti occasioni ed ancora in grado di esercitare i suoi effetti sulla glicemia.
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