Elettrocardiogramma e Differenze di Genere: Un Approfondimento sulle Specificità Femminili

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nelle donne, con una mortalità del 48% rispetto al 38% negli uomini in Italia. Tuttavia, la percezione del rischio e la presentazione clinica di queste patologie differiscono significativamente tra i sessi, portando spesso a sottovalutazione e diagnosi tardive nelle donne.

Infarto miocardico: una malattia sottovalutata nelle donne

L'infarto del miocardio è stato tradizionalmente considerato una malattia maschile. Di conseguenza, è stato sottovalutato, sottodiagnosticato e sottotrattato nelle donne, le quali possono attribuire i sintomi allo stress o all’ansia. Per le donne la probabilità che i sintomi dell’infarto miocardico vengano male interpretati dai medici del Pronto Soccorso è maggiore rispetto agli uomini. È quanto emerge dai risultati di uno studio spagnolo presentato oggi al meeting online Acute CardioVascular Care 2021 dell’European Society of Cardiology, i quali suggeriscono un rischio maggiore di diagnosi tardive o errate nelle pazienti con dolore toracico di sesso femminile.

I ricercatori hanno analizzato le differenze di genere - in termini di presentazione, diagnosi e assistenza - relative a 41.828 pazienti (donne nel 42% dei casi) giunti in Pronto Soccorso per un dolore toracico. In particolare, si sono concentrati sulla diagnosi iniziale ricevuta dai pazienti dopo una prima valutazione basata su storia clinica, esame obiettivo ed elettrocardiogramma.

Dai risultati è emersa una differenza significativa tra donne e uomini in termini di probabilità di arrivare in ospedale dopo 12 o più ore dall’inizio dei sintomi dell’infarto (41% vs. 37%). Analizzando i casi in cui l’elettrocardiogramma non è stato sufficiente per effettuare una diagnosi definitiva, poi, è emerso che i medici avevano indicato meno frequentemente una “probabile sindrome coronarica acuta” nelle pazienti di sesso femminile rispetto a quelli di sesso maschile (39% vs. 44,5%; p < 0,001), a prescindere dal numero di fattori di rischio per l’infarto e dal tipo di dolore toracico. Una differenza, questa, che trova riscontro anche nel numero di diagnosi di infarto inizialmente sbagliate, pari al 5% nelle donne e al 3% negli uomini (p < 0,001).

Sintomi atipici e differenze elettrocardiografiche

Nell’infarto del miocardio, ad esempio, il dolore retro-sternale è meno frequente nel sesso femminile. Altri sintomi, che compaiono più raramente nel sesso maschile, come: dolore alla schiena e al collo, nausea, vomito, sudore freddo, vertigini, sono più frequenti se ad avere l’infarto è una donna. I sintomi e le alterazioni rilevate all’ECG (elettrocardiografiche) sono diversi e tendenzialmente più insidiosamente aspecifici e sfumati nel genere femminile. Per questo spesso sono sottovalutati.

Dall’analisi di un elettrocardiogramma è molto semplice intuire il sesso del soggetto esaminato: le donne hanno una frequenza cardiaca a riposo più elevata, complessi QRS più brevi e intervalli QT corretti più lunghi.

Anche il “classico” infarto da trombosi coronarica ( STEMI) presenta delle differenze nella donna. Prima di tutto una sintomatologia atipica, con dolore alle costole, al giugulo ed alla mandibola o alla schiena, a differenza del tipico dolore retrosternale irradiato al braccio più frequente nel sesso maschile.

Il ruolo degli ormoni e le peculiarità femminili

Le donne ad esempio subiscono fluttuazioni ormonali che soprattutto dopo la menopausa le espongono a un elevato rischio cardiovascolare; sviluppano l’ipertensione arteriosa prima e più velocemente degli uomini. Se fumatrici, il rischio di infarto aumenta rispetto a quello dei fumatori maschi. Sono fondamentali le differenze ormonali legate a una semeiologia e anatomia diversa, allo sviluppo diverso dell'aterosclerosi e al grado di esposizione ai fattori di rischio.

Una delle peculiarità più caratterizzanti è il ruolo degli ormoni sessuali nel funzionamento del sistema cardiovascolare. Gli estrogeni hanno un importante effetto protettivo nei confronti dell’aterosclerosi vascolare e favoriscono la vasodilatazione mediante l’induzione al rilascio di fattori vasodilatanti. Questo nella donna è il principale meccanismo di dilatazione coronarica. Non sono solo gli estrogeni a influenzare la salute cardiovascolare femminile e svolgere una funzione protettiva, fino alla menopausa. Altri ormoni sessuali come il progesterone e gli ormoni androgeni creano un equilibrio molto complesso che differenzia di molto il funzionamento del cuore e dei vasi sanguigni della donna rispetto a quello maschile.

Depressione e rischio cardiovascolare

Le donne tendono a sviluppare anche alcune patologie psichiatriche come la depressione maggiore più frequentemente degli uomini, e ciò peggiora ancora il rischio cardiovascolare. Circa il 20-25% delle donne soffre di forme di depressione nel corso della vita: una percentuale doppia rispetto agli uomini. Questa inclinazione è legata proprio all’attività del sistema nervoso e del sistema neuroendocrino.

Sindrome di Brugada: un'eccezione maschile

La Sindrome di Brugada (BrS) è una patologia caratterizzata da un aumentato rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD). Tale patologia è 8-10 volte più frequente negli uomini rispetto alle donne e generalmente il sesso maschile presenta una prognosi peggiore.

La medicina di genere come chiave per una migliore prevenzione e cura

È bene, per tali motivi, che le donne integrino la consueta prevenzione in ambito oncologico con un programma di screening cardiovascolare, in particolar modo dopo la menopausa. Particolare attenzione al colesterolo che tende ad impennarsi dopo i 50 anni, al controllo della glicemia e dei valori pressori e ad un regime dietetico associato a regolare attività fisica per contrastare l’aumento di massa corporea.

Altro aspetto pratico da tener presente è l'appropriatezza delle indagini. Gli esami strumentali, da soli, sono insidiosamente scarsamente predittivi (bassa specificità e sensibilità) nella donna. L’ECG ovvero l’elettrocardiogramma, ad esempio, spesso può essere fortemente dubbio. Da questa consapevolezza nasce la Medicina di Genere di cui, fortunatamente, si sente parlare sempre più spesso.

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