Zucchero e Colesterolo Alto: Una Correlazione Importante

Il motivo per cui ognuno di noi punta al mantenimento di valori giusti di colesterolo è legato alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. È noto che abitudini dietetiche come il consumo di quantità eccessive di carboidrati raffinati, zucchero, grassi saturi e grassi trans, unite alla sedentarietà aumentano il rischio di sviluppare dislipidemia e iperglicemia.

Cos'è la Dislipidemia e l'Iperglicemia?

Si ha dislipidemia quando i livelli di colesterolo "cattivo" LDL sono troppo elevati e/o i livelli di colesterolo "buono" HDL sono troppo bassi. Si ha iperglicemia quando le concentrazioni di glucosio nel sangue rimangono superiori alla norma.

Spesso queste condizioni hanno una componente ereditaria, ma attraverso uno stile di vita adeguato è spesso possibile rallentarne l’insorgenza o addirittura evitarle.

Come Gestire Glicemia e Colesterolo con l'Alimentazione

Ma nel gennaio 2021, a confermare ulteriormente questo aspetto, un lavoro effettuato su soggetti diabetici e pubblicato su Biomedicines ha evidenziato che la lesione endoteliale (quella cioè che contribuisce all’infarto o all’occlusione delle coronarie) dipende dalla glicazione delle lipoproteine.

Omega-6 e omega-3 hanno una azione protettiva sull’apparato cardiovascolare, in particolare gli omega-3 e alcuni specifici omega-6 (ce ne sono anche di molto buoni) contenuti ad esempio nell’olio di oliva o nelle noci hanno un effetto positivo sui valori di HDL e sulla riduzione del colesterolo cattivo.

Consigli Pratici

  • L’azione diretta dell’attività fisica sul colesterolo è importante. È abbastanza ovvio trovarsi di fronte valori di colesterolo “buono” molto bassi in soggetti estremamente sedentari.
  • Cenare il prima possibile e senza esagerare. La vecchia regola “colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri” è sicuramente un’alleata importante.
  • E se una sera si arriva tardi a casa? Muoversi!

Valutazione Personalizzata e Approccio Individualizzato

Oggi è disponibile una valutazione personalizzata dello squilibrio zuccherino (con il Test PerMè o con il GlycoTest), che consente poi un’applicazione nutrizionale individualizzata, che permette la utilizzazione di zuccheri o alcol in momenti definiti dai valori presentati dal singolo individuo ma senza mai eliminare del tutto l’assunzione zuccherina.

A tal fine è però importante anche la corretta gestione del quadro infiammatorio: citochine quali il BAFF (B-cell Activating Factor) hanno una forte azione su dislipidemie (alterazioni di colesterolo e trigliceridi) e aterosclerosi e quindi su tutte le patologie che ne derivano.

leggi anche: