Yogurt e Glicemia Alta: Cosa Sapere

La glicemia elevata, sia in forma di prediabete che di diabete conclamato, impone un’attenta gestione dell’alimentazione, con particolare attenzione agli alimenti contenenti zuccheri semplici e carboidrati a rapido assorbimento. Lo yogurt è spesso considerato un alimento salutare, ma contiene naturalmente lattosio, uno zucchero.

Prima di approfondire, lo sapevi che il consumo regolare di yogurt è associato a un ridotto rischio di sviluppare diabete di tipo 2?

Indice Glicemico e Tipologie di Yogurt

Lo yogurt naturale ha un indice glicemico quasi sempre basso-moderato.

Intero vs zero grassi

Paradossalmente lo yogurt intero è spesso una scelta migliore per la glicemia, perché i grassi rallentano l’assorbimento degli zuccheri e aumentano la sazietà. Lo yogurt magro, oltre ad avere spesso più zuccheri aggiunti per compensare il sapore, ha un impatto glicemico leggermente più rapido. Inoltre, le vitamine liposolubili (A, D, K) sono meglio assorbite con i grassi.

Yogurt, Vitamina D e Calcio: Un'Alleanza Contro l'Infiammazione

Vitamina D e calcio, se assunti quotidianamente con una bevanda a base di yogurt, possono agire sul processo infiammatorio alla base dell’insorgenza del diabete di tipo 2 e delle sue complicanze. I processi infiammatori, come confermano precedenti studi, svolgono un ruolo centrale nello sviluppo del diabete di tipo 1 e nella manifestazione di complicanze quali infarto e disturbi coronarici. In aggiunta, la vitamina D è conosciuta come sostanza antinfiammatoria e sono molte le conferme dal mondo scientifico.

Uno studio ha misurato i livelli di vitamina D, l’insulino-resistenza e la presenza di marcatori specifici per le razioni infiammatorie come il fibrinogeno, la proteina C reattiva e l’adiponectina in 90 pazienti con diabete di tipo 2. I volontari sono stati divisi in tre gruppi a cui è stato chiesto di assumere quotidianamente, per 12 settimane, una bottiglia da 250 ml di doogh rispettivamente senza aggiunte o ‘rafforzato’, cioè con aggiunta di sola vitamina D o aggiunta di vitamina D e calcio.

I ricercatori hanno commentato, “Il nostro studio mostra per la prima volta come i livelli di adiponectina, una sostanza con proprietà antinfiammatorie secreta dal tessuto adiposo, aumentano con il consumo quotidiano di questa bevanda allo yogurt ‘rafforzata’. Studi precedenti avevano dimostrato come una maggiore integrazione di vitamina D possa diminuire i livelli di glucosio nel sangue nei diabetici.

Yogurt nell'Alimentazione per Diabetici

Nell’alimentazione di chi ha il diabete lo yogurt, meglio se magro, è un cibo che si può consumare con serenità, perché, nella grande famiglia dei latticini, è uno degli alimenti a minor contenuto di grassi.

Una ricerca britannica ha rilevato che l’uso di prodotti caseari fermentati a basso contenuto di grassi, e fra questi in particolare lo yogurt magro, è associato a una riduzione del 24% della incidenza di diabete di tipo 2 rispetto a chi non fa uso di questi prodotti. Viceversa, secondo questa analisi, l’uso di prodotti caseari ad alto contenuto di grassi, latte e formaggio, non possiede questa proprietà.

La Colazione e il Picco Glicemico: Attenzione agli Zuccheri Nascosti

La colazione è il pasto più importante della giornata, ma anche quello in cui il rischio del picco glicemico è maggiore. Nonostante nella prima parte della giornata il metabolismo sia più attivo e l’organismo riesca a bruciare di più, appena svegli si consumano spesso cibi ad alto indice glicemico, ricchi di zuccheri raffinati facilmente assimilabili dall’organismo e a volte anche in modo inconsapevole.

«Tra i cibi che possono contenere un’elevata quantità di zuccheri nascosti ci sono alcuni tipi di cereali per la colazione, le bevande vegetali e alcuni tipi yogurt, compreso quello bianco o alla frutta» dice la nutrizionista Maria Rosaria Baldi, che qui suggerisce la colazione ideale contro il picco glicemico.

Che cos’è il picco glicemico

«Il picco glicemico è rappresentato dalle variazioni repentine dei livelli di zuccheri nel sangue che si verificano in seguito all’assunzione di carboidrati che vengono convertiti rapidamente in glucosio e che stimolano una produzione eccessiva dell’ormone insulina da parte del pancreas, che con il tempo favorisce l’insorgenza di sovrappeso, diabete di tipo 2, insulino-resistenza, sindrome metabolica e di tanti altri disturbi».

Gli alimenti da ridurre

«La colazione ideale per evitare il picco glicemico è un pasto ricco in fibre e a base di cibi a basso o moderato indice glicemico, ossia di cibi che vengono assorbiti lentamente a livello intestinale senza avere effetti importanti sulla glicemia e sull’insulina. Quindi il primo passo da compiere è evitare tutti quei prodotti a rischio. Vanno consumati con parsimonia i succhi di frutta confezionati, i dolciumi, specialmente quelli lievitati come le brioche o i cornetti, che hanno un indice glicemico molto elevato e che liberano subito glucosio, facilitandone un rapido assorbimento. E, ancora, i biscotti, le fette biscottate e tutti i prodotti a base di farine raffinate», suggerisce la nutrizionista Maria Rosaria Baldi. Attenzione anche all’uso di alcuni dolcificanti.

«Lo sciroppo d’acero, per esempio, oggi tanto di moda, può contribuire agli sbalzi glicemici perché spesso viene consumato in quantità eccessive», precisa l’esperta. «Occorre poi consumare con moderazione i frutti più zuccherini come per esempio le banane, l’uva o i fichi; e fra la frutta essiccata occorre moderazione con i datteri; non esagerare neppure con alimenti come il miele, le confetture, le creme e le marmellate. Tutti questi cibi contengono carboidrati semplici, che si assorbono velocemente».

Cosa mangiare per evitare il picco glicemico

«Per evitare il picco glicemico si può iniziare il pasto innanzitutto con le fibre, quindi con i cereali integrali, per esempio i fiocchi di avena o di farro dando precedenza a quelli senza zuccheri aggiunti; e poi meglio la frutta fresca intera anziché sotto forma di succo, estratto o frullato, dando priorità a varietà con un indice glicemico basso. Quindi semaforo verde per arance, frutti di bosco, fragole, mele e pere», dice la nutrizionista Maria Rosaria Baldi.

«La particolarità delle fibre solubili di cui sono fonte, tra cui le pectine, è che rallentano lo svuotamento gastrico e l’assorbimento del glucosio, evitando il rischio di picchi glicemici», dice l’esperta. «Bene anche le proteine di yogurt o latte o, per chi preferisce, la colazione salata con uova oppure ricotta.

Latticini e Rischio di Diabete di Tipo 2: Cosa Dice la Ricerca

Il consumo di latticini, in particolare latte e yogurt, è associato a un minor rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. A mostrarlo è una nuova ricerca presentata a Stoccolma al meeting annuale dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete.

Le linee guida dietetiche esistenti per la prevenzione del diabete di tipo 2 raccomandano di consumare alimenti specifici a base vegetale, come cereali integrali, verdura, frutta, legumi e olio d'oliva. Consigliano, invece, di limitare il consumo della maggior parte dei prodotti animali. Non tutte le fonti di proteine animali, però, sono uguali dal punto di vista nutrizionale.

Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di diabete che si verifica quando il pancreas non riesce a produrre abbastanza insulina, l'ormone che favorisce l'assorbimento del glucosio dal sangue alle cellule dell'organismo, mantenendo i normali livelli ematici di zucchero. Oppure, l'insulina che viene prodotta non funziona correttamente. Il sovrappeso e l'obesità sono i principali fattori di rischio e, per questo motivo, l'incidenza di diabete di tipo 2 è destinata ad aumentare.

Sapere in che modo i diversi prodotti animali sono associati al rischio di diabete consentirebbe di aggiornare le linee guida, permettendo alle persone di scegliere gli alimenti migliori. Per questo motivo risulta di particolare importanza la revisione, recentemente condotta da ricercatori dell'Università Federico II di Napoli, di 13 meta-analisi esistenti sul legame tra sviluppo del diabete e consumo di dodici diversi prodotti di origine animale.

Carni Rosse, Lavorate e il Rischio Aumentato

Le carni rosse e lavorate sono collegate a un rischio più elevato di diabete di tipo 2 e, al loro posto, sarebbe preferibile consumare quantità moderate di pesce e uova che, invece, non sembrano influenzare il rischio di diabete. È stato riscontrato un aumento del 20% del rischio di diabete di tipo 2 con il consumo di 100 grammi di carne totale al giorno e del 22% con il consumo di 100 grammi di carne rossa assunta quotidianamente.

Il rischio è ancora maggiore, si parla del 30% in più, se si consumano 50 grammi al giorno di carni lavorate. Le carni rosse, ovvero carne di manzo, agnello e maiale, e le carni lavorate come pancetta, salsicce e salumi sono fonte di acidi grassi saturi, colesterolo e ferro ematico. Tutti questi componenti sono noti per promuovere l'infiammazione cronica e lo stress ossidativo, in grado di ridurre la sensibilità delle cellule all'insulina. Le carni lavorate contengono anche nitrati, nitriti e sodio che, tra gli altri effetti negativi, possono danneggiare le cellule del pancreas che producono insulina.

Latticini: Un Ruolo Protettivo?

I latticini in quantità moderate, invece, sembravano correlati a un rischio più basso di diabete di tipo 2 o, in ogni caso, avere un rapporto neutro con lo sviluppo della patologia. Il consumo di 200 grammi di latte al giorno è stato associato con una riduzione del rischio del 10%. I latticini totali, invece, sempre nella quantità di 200 g al giorno, riducono il rischio del 5%. Minore è invece la riduzione del rischio data dal consumo di latticini a basso contenuto di grassi, pari al 3%. Il consumo di 100 grammi di yogurt al giorno è stato associato a una riduzione del rischio del 6%.

I prodotti lattiero-caseari sono ricchi di sostanze nutritive, vitamine e altri composti bioattivi che possono influenzare favorevolmente il metabolismo del glucosio. Le proteine del siero del latte, ad esempio, sono note per modulare l'aumento dei livelli di zucchero nel sangue dopo il pasto.

Sebbene i risultati suggeriscano che i prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi siano più benefici di quelli a pieno contenuto di grassi nel ridurre il rischio di diabete di tipo 2, saranno necessarie ulteriori ricerche per raggiungere prove certe, necessarie a fornire raccomandazioni preventive solide.

Effetto del Consumo di Alimenti di Origine Animale sul Rischio di Diabete di Tipo 2
Alimento Quantità Effetto sul Rischio
Carne Totale 100g al giorno Aumento del 20% del rischio
Carne Rossa 100g al giorno Aumento del 22% del rischio
Carni Lavorate 50g al giorno Aumento del 30% del rischio
Latte 200g al giorno Riduzione del 10% del rischio
Latticini Totali 200g al giorno Riduzione del 5% del rischio
Yogurt 100g al giorno Riduzione del 6% del rischio

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