La vitamina D è tra le molecole più conosciute a causa della diffusissima carenza tra la popolazione, ma il suo legame con il colesterolo è spesso sottovalutato. Questo articolo esplora in dettaglio la relazione tra la vitamina D, il colesterolo e il ruolo cruciale del 7-deidrocolesterolo (7-DHC) in questo processo.
Il Ruolo del 7-Deidrocolesterolo (7-DHC)
Il 7-deidrocolesterolo, anche noto come 7-DHC, è un intermedio chiave nel processo biosintetico del colesterolo e della vitamina D. È un tipo di sterolo presente nella pelle umana e svolge un ruolo critico nella sintesi della vitamina D3, conosciuta anche come colecalciferolo.
Uno degli aspetti più importanti del 7-DHC è la sua conversione a vitamina D3 sotto l'azione dei raggi UVB. Il 7-DHC è anche un precursore nel percorso biosintetico del colesterolo.
Dosaggio del 7-DHC e Importanza Diagnostica
Il dosaggio del 7-DHC può essere eseguito utilizzando campioni di sangue tramite spettrometria di massa, uno dei metodi più precisi per misurare i livelli di 7-DHC. I livelli normali di 7-DHC nel sangue sono generalmente molto bassi, ma un livello elevato è un indicatore critico nella diagnosi della sindrome di Smith-Lemli-Opitz (SLOS). Nei neonati e nei bambini, il dosaggio del 7-DHC è particolarmente utile nella diagnosi precoce di disordini metabolici come la SLOS.
Sintesi della Vitamina D e Fonti
La vitamina D è indicata anche come “vitamina del sole” visto che l’uomo è capace di sintetizzarla a livello cutaneo grazie all’azione fotolitica dei raggi UV sul 7-deidrocolesterolo (molecola sintetizzata a livello delle ghiandole sebacee a partire dal colesterolo). La sintesi cutanea garantisce circa l'80% del fabbisogno di vitamina D.
L'uomo è in grado di sintetizzare il colecalciferolo a partire da un precursore, con funzione di provitamina: il deidrocolesterolo (derivato dal colesterolo per riduzione). Questa provitamina si trova nella pelle, in modo da assorbire l'energia radiante solare (soprattutto le radiazioni UVB) che la trasformano in un composto intermedio e instabile chiamato previtamina D3.
La vitamina D3 sintetizzata a livello cutaneo, similmente a quella di origine alimentare, deve essere attivata, prima a livello epatico e poi a livello renale, in 1,25-(OH)2-colecalciferolo.
Pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D: pesci grassi come anguille, aringhe, sardine, salmone selvaggio, le uova e il latte in minima parte.
La vitamina D3 in particolare, viene sintetizzata dalla cute a partire dal 7- deidrocolesterolo tramite i raggi solari, oppure può essere assunta attraverso diverse fonti alimentari di origine animale. Per poter beneficiare dei sui effetti, è però necessario convertirla nella sua forma attiva attraverso due reazioni chimiche che avvengono a livello del fegato e dei reni.
Consigli per Massimizzare la Sintesi Cutanea
Una parte della vitamina D viene prodotta a livello cutaneo per mezzo dei raggi solari. I raggi solari più efficaci sono emessi nelle ore centrali della giornata (verso mezzogiorno) e l’efficacia aumento salendo di altitudine. Chi ha una carnagione più scura tende a produrre meno vitamina D rispetto a chi ha la pelle più chiara poiché la melanina contrasta l’effetto dei raggi solari.
Alle nostre latitudini, la quantità di luce solare richiesta per la sintesi di vitamina D è relativamente poca, ma nei mesi estivi è comunque molto importante esporre il volto e le braccia al sole almeno per qualche minuto al giorno in modo da garantire un'adeguata sintesi cutanea di vitamina D e mettere da parte riserve per l'inverno.
Vitamina D e Colesterolo: Quale Rapporto?
Ricercatori e medici scientifici hanno effettuato una analisi trasversale e longitudinale per valutare il rapporto tra 25 (OH) D e i lipidi nel sangue. A partire da 4.06 milioni di cartelle cliniche registrate che hanno incluso test per il 25(OH)D e il quadro lipidico tra il 2009 e il 2011. 107. 811 pazienti registrati avevano contemporaneamente due o più test per 25(OH)D, il quadro lipidico e test del glucosio da quattro e 26 settimane di distanza.
Pazienti con concentrazioni <20 ng/mL di 25(OH)D sono stati considerati vitamina D carente mentre quelli con livelli >30 ng / mL sono stati considerati avere livelli ottimali.
Inoltre, i livelli di colesterolo LDL e i livelli di trigliceridi erano 4,5 mg/dL e 7,5 mg/dL più bassi tra i pazienti con livelli ottimali di vitamina D, mentre i livelli di colesterolo HDL era più alto di 4,8 mg/dL.
Partendo dalla sintesi endogena di Colesterolo insieme all’integrazione di Vitamina D3 e Vitamina A il nostro corpo produce ormoni importanti come Testosterone, Dhea, Progesterone, Serotonina ecc. La Vitamina D3 svolge un importante ruolo nella formazione e nel rafforzamento delle ossa e del sistema immunitario.
Riuscire a sfruttare il legame virtuoso tra colesterolo e vitamina D3 costituisce un utile rimedio all’accumulo di LDL in eccesso: l’esposizione al sole e la conseguente produzione di vitamina D rappresentano un modo per tenere il colesterolo sotto controllo e prevenire malattie cardiovascolari.
Impatto sulla Salute Cardiovascolare
Il colesterolo alto è un fattore di rischio determinante per le malattie che interessano cuore e arterie, specialmente le coronarie. La carenza di vitamina D3, infatti, potrebbe ostacolare il buon funzionamento del sistema immunitario portando alla comparsa di malattie legate ad esso. Inoltre, chi ha livelli bassi di vitamina D ha un rischio maggiore di sviluppare coronaropatie e Alzheimer.
Nell’organismo maschile gli estrogeni possono rappresentare un importante fattore di rischio cardiovascolare. Sia gli estrogeni che il testosterone vengono infatti prodotti a partire dal colesterolo. Mantenere quest’ultimo entro i livelli considerati normali, e non va assolutamente inibito con farmaci anticolesterolo, perché’ è importante per garantire all’organismo la possibilità di produrre quantità di ormoni sessuali tali da garantite la buona salute degli organi riproduttivi maschili, il cui funzionamento è regolato sia dal testosterone che degli estrogeni.
Tabella: Livelli di Vitamina D e Colesterolo
| Livelli di Vitamina D | Colesterolo LDL | Colesterolo HDL | Trigliceridi |
|---|---|---|---|
| Ottimali (>30 ng/mL) | Bassi (4,5 mg/dL inferiore) | Alti (4,8 mg/dL superiore) | Bassi (7,5 mg/dL inferiore) |
| Carenti (<20 ng/mL) | - | - | - |
Carenza di Vitamina D: Sintomi e Conseguenze
Per verificare che non ci siano deficit, si può effettuare un dosaggio sierico di vitamina D3 attraverso un semplice prelievo di sangue. Attraverso un’analisi del sangue è possibile valutare eventuali carenze di vitamina D: il range ottimale per la salute è tra 30 e 50 ng/ml. Una quantità di vitamina D tra 80 e 100 ng/ml è importante anche per patologie cardiache fino alla prevenzione tumorale.
Interessante anche la correlazione tra livelli di vitamina D3 bassi e stati depressivi. La vitamina D, infatti, stimola la produzione di serotonina, e dopamina, gli ormoni della felicità e benessere psicofisico.
Integrazione e Dosaggio
Oltre a sicuramente riequilibrare lo stile di vita, l’attività fisica e la nostra alimentazione, è opportuno dosare i livelli di vitamina D3 del sangue e valutare, insieme al proprio medico, se esistono le condizioni di sufficienza o insufficienza di vitamina D3.
Il dosaggio di vitamina D giornaliero varia quindi da persona a persona e dipende anche dall’esposizione ai raggi solari, che ne incrementa la sintesi e l’assorbimento attraverso il colesterolo. Se una persona segue già di per sé una dieta ricca di vitamina D ed espone la pelle a minimo un quarto d’ora di raggi solari al giorno, circa 1000 / 2000 UI quotidiani sono sufficienti. In altri casi, ovvero patologie, carenze, impossibilità di esporsi al sole, la dose di vitamina D da assumere potrebbe anche essere maggiore, superiore ai 2.000 UI. Fino a 10000UI.
Vitamina D e Sistema Immunitario
Diversi studi hanno dimostrato la correlazione fra malattie autoimmuni e carenza di vitamina D. Uno dei ruoli fisiologici che la vitamina D svolge nell’organismo è quello di modulare la risposta immunitaria ed avere una spiccata attività antiinfiammatoria. Da recenti ricerche è emerso che questa vitamina è in grado di interferire con l’attività di un particolare tipo di linfociti coinvolti nelle malattie autoimmuni noti come linfociti Th17.
Vitamina D e Prevenzione del Cancro
Studi di laboratorio hanno evidenziato che la vitamina D è coinvolta nei processi alla base dello sviluppo dei tumori, come l’infiammazione, la crescita cellulare, il metabolismo del glucosio e il funzionamento del sistema immunitario. È doveroso ricordare che un articolo recentemente pubblicato su Seminars in Cancer Biology riporta che in generale bassi livelli di vitamina D sono legati a una maggiore incidenza di cancro e i dati più convincenti sono quelli che riguardano il tumore del colon-retto. Ancora più recentemente, sono stati pubblicati su JAMA Network Open i risultati dello studio VITAL, dai quali emerge che assumere supplementi a base di vitamina D riduce l’incidenza di tumori in stadio avanzato.
Oltre all’assunzione di vitamina D attraverso gli integratori, rimane comunque indispensabile un’assunzione costante attraverso l’alimentazione e l’esposizione al sole.
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