Ferritina Alta e Vitamina D Bassa: Cause, Sintomi e Cosa Fare

La ferritina è una proteina fondamentale per l'organismo, responsabile dell'immagazzinamento del ferro nelle cellule. La sua concentrazione nel sangue è un chiaro indizio delle riserve presenti nell’organismo di questo minerale. La misurazione può mettere in luce il sospetto di eccesso di ferro, dovuto ad esempio a malattie ereditarie, a un regime alimentare errato o a un eccessivo accumulo, oppure evidenziare un basso valore ematocrito e di emoglobina.

La vitamina D, chiamata anche vitamina del sole, è presente nel corpo umano in due forme: la vitamina D2 (ergocalciferolo), assunta attraverso l’alimentazione, e la vitamina D3 (colecalciferolo), ormone sintetizzato dall’organismo a livello cutaneo grazie all’esposizione ai raggi ultravioletti B (UVB). La vitamina D è nota soprattutto per la sua azione nell’assorbimento di calcio e fosforo, ma ha un ruolo importante anche in altri processi metabolici. Infatti, la vitamina D, oltre che per rinforzare le ossa, è importante anche per mantenere la salute cardiovascolare, per ridurre la crescita delle cellule tumorali, per aiutare a controllare le infezioni e ridurre le infiammazioni, per il funzionamento della tiroide.

Ferritina Alta: Cosa Significa?

Quando i suoi livelli nel sangue superano i valori normali (15-150 ng/mL nelle donne e 30-400 ng/mL negli uomini), si parla di ferritina alta o iperferritinemia. Il ruolo della ferritina nell’organismo è quello di gestire e garantire le riserve di ferro presenti nell’organismo.

Il Ruolo della Ferritina

La ferritina svolge un ruolo cruciale nel metabolismo del ferro, proteggendo le cellule dal suo effetto ossidante e mantenendolo disponibile per le necessità dell'organismo. La ritroviamo in tutti i tessuti, con una maggiore concentrazione nel fegato, nella milza, nei muscoli scheletrici, nel midollo osseo e nel plasma. Quando l’organismo ha bisogno di minerali può attingere alla ferritina per soddisfare le sue richieste. Valori anomali di ferritina nel sangue, sia troppo bassi che troppo alti, possono rappresentare un campanello d’allarme per condizioni sottostanti che richiedono attenzione medica.

Cause della Ferritina Alta

L'aumento della ferritina può essere dovuto a diverse condizioni. Quando i suoi livelli aumentano, può essere il segnale di un accumulo eccessivo di ferro nei tessuti, una condizione nota come emocromatosi, oppure di uno stato infiammatorio in corso. In presenza di iperferritinemia, alti livelli di ferritina, significa avere un sovraccarico di ferro nel sangue. Le cause possono essere:

  • Accumulo di ferro: emocromatosi o emosiderosi;
  • Leucemia;
  • Infezioni croniche;
  • Trasfusioni;
  • Alcolismo;
  • Eccessiva introduzione alimentare, tramite dieta e integratori, o iatrogena, per mezzo di farmaci specifici;
  • Epatite acuta o cronica;
  • Emopatie;
  • Neoplasie maligne.

L'emocromatosi ereditaria è una delle cause principali della ferritina alta, caratterizzata da un eccessivo assorbimento intestinale del ferro che porta al suo accumulo progressivo negli organi. Le malattie infiammatorie croniche, come l'artrite reumatoide e le malattie autoimmuni, possono causare un aumento della ferritina come parte della risposta infiammatoria. Lo stress ossidativo, l'obesità e la sindrome metabolica sono altre condizioni che possono influenzare i livelli di ferritina.

Sintomi della Ferritina Alta

I sintomi legati all'aumento della ferritina sono spesso correlati alla causa sottostante e all'eventuale accumulo di ferro negli organi. Nelle fasi iniziali, l'iperferritinemia può essere asintomatica e venire scoperta solo attraverso esami del sangue di routine.

Cosa Fare in Caso di Ferritina Alta

Se i valori della ferritina superano quelli normali, tra i 15 e i 300 nanogrammi/ml, significa che qualcosa non va ed è necessario intervenire con una terapia specifica. Il trattamento della ferritina alta dipende dalla causa sottostante e può richiedere diversi approcci. Per questo motivo è sempre necessario rivolgersi al proprio medico prima di intraprendere qualsiasi terapia fai da te, rischiando di aggravare ulteriormente il quadro clinico.

Nei casi di emocromatosi o sovraccarico di ferro, la terapia principale consiste in salassi periodici per ridurre le riserve di ferro nell'organismo. In altre situazioni, come nelle malattie infiammatorie, il trattamento si concentra sulla gestione della patologia di base.

Accorgimenti Alimentari e Integratori

Alcuni accorgimenti alimentari e integratori potrebbero supportare la gestione dei livelli di ferritina. Tra gli alimenti a basso contenuto di ferro e dunque permessi in caso di ferritina alta possiamo invece trovare: la mela, il mirtillo, il pompelmo, il melone, l’arancia. Limitare il consumo di alimenti ricchi di ferro e di alcol può essere utile. Evitare/limitare frattaglie (fegato, cervello, cuore), carne (in particolare quella rossa), molluschi (ostriche, cozze, vongole), pesce (scorfano, spigola, baccalà, acciuga, merluzzo), uovo (soprattutto il tuorlo).

Integratori a base di curcuma, tè verde o estratti di cardo mariano potrebbero aiutare a proteggere il fegato. La vitamina C, se non controindicata, dovrebbe essere assunta lontano dai pasti per non aumentare l'assorbimento del ferro. Un follow-up periodico con esami del sangue permette di valutare l'efficacia del trattamento e prevenire eventuali complicanze.

Vitamina D Bassa: Cause, Sintomi e Rimedi

Si parla di deficit di vitamina D, o ipovitaminosi D, quando nell’organismo i suoi livelli ematici sono minori di 30 ng/L. È nota soprattutto per la sua azione nell’assorbimento di calcio e fosforo, ma ha un ruolo importante anche in altri processi metabolici.

Sintomi del Deficit di Vitamina D

La carenza di vitamina D è asintomatica e si manifesta soltanto quando il deficit è molto grave. I sintomi sono:

  • Dolore alle ossa;
  • Dolore alle articolazioni;
  • Dolori muscolari;
  • Debolezza muscolare;
  • Ossa fragili.

Inoltre, può manifestarsi anche con sintomi neurologici, come per esempio contrazioni muscolari involontarie (disturbi da fascicolazione muscolare), stati confusionali, difficoltà a pensare in modo chiaro, stanchezza ricorrente, ansia e disturbi del sonno.

Conseguenze della Carenza di Vitamina D

Visto il suo ruolo nel mantenere la salute ossea, tra le conseguenze dell’ipovitaminosi D vi sono patologie legate al metabolismo osseo, come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi. Il deficit di vitamina D sembra connesso anche con molte altre condizioni mediche, tra cui diabete, ipertensione, cancro, patologie neurologiche (come la sclerosi multipla) e reumatiche (come la fibromialgia).

Diagnosi del Deficit di Vitamina D

La diagnosi di carenza di vitamina D si ottiene con il test di dosaggio del 25-OH-D (25-idrossicalciferolo o calcidiolo), la forma in cui la vitamina D circola nel sangue. Questo test si effettua su un campione ematico.

Cause dell'Ipovitaminosi D

Il deficit di vitamina D può essere dovuto a diverse cause:

  • Insufficiente apporto alimentare o aumento del fabbisogno
  • Alterato assorbimento intestinale
  • Inadeguata esposizione al sole (in particolare ai raggi UVB) o uso eccessivo di creme solari
  • Ridotta attività fisica all'aria aperta
  • Pelle scura
  • Vivere in zone molto distanti dall'equatore

Inoltre, la carenza di vitamina D può dipendere da fattori che impediscono la sua conversione nella forma attiva nell’organismo, come nel caso di malattie renali ed epatiche o assunzione di farmaci quali ipocolesterolemizzanti, antiepilettici, glucocorticoidi (ormoni steroidei), antimicotici e farmaci per l’HIV.

Fattori di Rischio

I fattori di rischio più comuni di carenza di vitamina D sono:

  • Fumo di sigaretta
  • Età avanzata
  • Obesità
  • Allattamento al seno (il latte materno è una scarsa fonte di vitamina D)
  • Morbo di Crohn
  • Celiachia
  • Bypass gastrico
  • Insufficienza renale ed epatica

Rimedi per la Carenza di Vitamina D

I rimedi per la carenza di vitamina D variano in base alle cause che l’hanno provocata e alla gravità del deficit. Gli alimenti ricchi di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo e gli oli di pesce in generale, latte e burro, tuorlo d’uovo, pesce (in particolare salmone, trota, aringa, pesce spada, anguilla, sgombro, tonno, carpa) e funghi porcini.

Spesso è consigliata l’assunzione di vitamina D attraverso specifici integratori alimentari o farmaci. È importante seguire le indicazioni del medico perché l’assunzione in eccesso di vitamina D può essere pericolosa e ha effetti collaterali dannosi soprattutto a carico di reni e cuore.

Prevenzione dell'Ipovitaminosi D

Normalmente l’esposizione ai raggi del sole senza creme solari per almeno 15 minuti al giorno (evitando le ore centrali della giornata per salvaguardare la salute della pelle) garantisce una produzione di vitamina D tra l’80-90% del fabbisogno giornaliero.

Se per un periodo prolungato non si ricevono abbastanza raggi ultravioletti, UVB in particolare, e c’è un insufficiente apporto di vitamina D attraverso l’alimentazione può essere utile ricorrere a specifici integratori alimentari o ad alimenti arricchiti.

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