Vitamina D Bassa: Cause, Sintomi e Rimedi

La vitamina D è un micronutriente dalle caratteristiche del tutto peculiari: infatti, la copertura dei suoi fabbisogni metabolici può essere indipendente dalla dieta. La fonte principale di vitamina D per l’uomo è l'esposizione ai raggi del sole. Di fatto, alle latitudini temperate e per una normale esposizione al sole in media l’80% della vitamina D resa disponibile all’organismo proviene dalla sua sintesi cutanea e solo il 20% dagli alimenti.

Storia e Sintesi della Vitamina D

La storia della vitamina D ha inizio nel 1919 quando venne evidenziato da Huldschinsky che bambini affetti da rachitismo guarivano se esposti alla luce del sole; più tardi un risultato simile fu ottenuto da Hess e Gutman con la luce solare. Quindi, la sintesi endogena della vitamina D è legata all’esposizione della cute alle radiazioni ultraviolette B (ultraviolet B, UVB), con lunghezza d’onda 290-315 nm, che convertono il 7-DHC, presente nelle cellule dell’epidermide, in previtamina D3. La sintesi della forma vitaminica attiva richiede ulteriori modifi.

Importanza della Vitamina D

La Vitamina D è una vitamina molto importante per tutti gli organismi e svolge importanti ruoli nel nostro corpo. È nota soprattutto per la sua azione nell’assorbimento di calcio e fosforo, ma ha un ruolo importante anche in altri processi metabolici. Infatti, la vitamina D, oltre che per rinforzare le ossa, è importante anche per mantenere la salute cardiovascolare, per ridurre la crescita delle cellule tumorali, per aiutare a controllare le infezioni e ridurre le infiammazioni, per il funzionamento della tiroide.

Livelli Normali di Vitamina D

Il livello di vitamina D si misura mediante un esame del sangue (dosaggio nella forma 25(OH)D). Come riportato dall'Istituto Superiore di Sanità l'Associazione Italiana Endocrinologi, considera il livello di Vitamina D sufficiente per valori uguali tra 20 ng/ml (50 nmol/L) , ma si raccomandano livelli uguali o superiori a 30 ng/mL (75 nmol/L) in caso di malattie legate alla carenza di vitamina D.

Si parla di deficit di vitamina D, o ipovitaminosi D, quando nell’organismo i suoi livelli ematici sono minori di 30 ng/L.

Cause della Carenza di Vitamina D

Il deficit di vitamina D può essere dovuto a diverse cause: insufficiente apporto alimentare o aumento del fabbisogno, alterato assorbimento intestinale, inadeguata esposizione al sole (in particolare ai raggi UVB) o uso eccessivo di creme solari, ridotta attività fisica all'aria aperta, pelle scura, vivere in zone molto distanti dall'equatore.

Inoltre, la carenza di vitamina D può dipendere da fattori che impediscono la sua conversione nella forma attiva nell’organismo, come nel caso di malattie renali ed epatiche o assunzione di farmaci quali ipocolesterolemizzanti, antiepilettici, glucocorticoidi (ormoni steroidei), antimicotici e farmaci per l’HIV.

  • Scarsa esposizione alla luce solare
  • Pigmento della pelle più scuro
  • Malnutrizione
  • Insufficienza renale o epatica
  • Alcuni farmaci
  • Alcuni tipi di cancro, come il linfoma
  • Storia familiare di carenza di vitamina D o di rachitismo infantile

Fattori di Rischio

I fattori di rischio più comuni di carenza di vitamina D sono: fumo di sigaretta, età avanzata, obesità, allattamento al seno (il latte materno è una scarsa fonte di vitamina D), morbo di Crohn, celiachia, bypass gastrico, insufficienza renale ed epatica.

Inoltre, è più esposto ai deficit di vitamina D chi soffre di osteoporosi, iperparatiroidismo (patologia causata da un eccesso di ormone paratiroideo) e linfomi, come anche i pazienti affetti da malattie granulomatose (ovvero caratterizzate dalla comparsa a livello di diversi organi di granulomi, formazioni di natura infiammatoria), come la sarcoidosi, la tubercolosi e l’istoplasmosi.

Sintomi della Carenza di Vitamina D

La carenza di vitamina D non è molto evidente: i suoi sintomi sono poco comuni e non facilmente evidenziabili. La carenza di vitamina D è spesso “silenziosa” e quindi difficile da rilevare senza un esame specifico. Spesso la carenza non dà sintomi evidenti all’inizio, ma con il tempo possono comparire debolezza muscolare, dolori diffusi, sbalzi d’umore e infezioni ricorrenti.

La carenza di vitamina D è misurabile da semplici analisi del sangue. Se ci si sente spesso stanchi, deboli e depressi è probabile che si abbia una carenza di vitamina D. La serotonina, l’ormone associato al buon umore, aumenta con l’esposizione alla luce e regredisce quando l’esposizione al sole diminuisce.

Sintomi Comuni

  • Debolezza e predisposizione ad infezioni
  • Stanchezza cronica
  • Dolore alle ossa e mal di schiena
  • Depressione e sbalzi di umore
  • Guarigione delle ferite compromessa
  • Osteoporosi
  • Perdita capelli
  • Dolore muscolare

Altri Sintomi Possibili

Alcuni sintomi neurologici legati alla carenza di vitamina D possono includere stanchezza e debolezza muscolare, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, depressione e irritabilità.

La carenza di vitamina D può influenzare anche la salute degli occhi, sebbene i sintomi oculari non siano tra i più noti. Inoltre, la carenza di vitamina D è stata correlata a un aumento del rischio di malattie oculari come la degenerazione maculare e la retinopatia diabetica.

La carenza di vitamina D può manifestarsi anche con sintomi cutanei.

Sintomi in Menopausa

Durante la menopausa, la carenza di vitamina D può amplificare alcuni sintomi tipici di questa fase della vita e avere conseguenze significative sulla salute.

Conseguenze della Carenza di Vitamina D

Una carenza di vitamina D espone al rischio di osteoporosi - specialmente in menopausa - e di altre malattie (rachitismo, osteomalacia). Da una carenza di vitamina D consegue un anomalo assorbimento del calcio. Il deficit di vitamina D porta a rachitismo nei bambini durante la crescita e provoca una ossificazione incompleta.

Tra le conseguenze dell’ipovitaminosi D vi sono patologie legate al metabolismo osseo, come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi. La carenza di vitamina D può favorire anche la parodontite, patologia dentale detta anche piorrea, causata dell’indebolimento delle ossa mascellari.

Il deficit di vitamina D sembra connesso anche con molte altre condizioni mediche, tra cui diabete, ipertensione, cancro, patologie neurologiche (come la sclerosi multipla) e reumatiche (come la fibromialgia). Alcuni studi, inoltre, hanno messo in evidenza un rapporto tra carenza di vitamina D e disturbi cutanei come prurito, orticaria e allergie alimentari.

Infine, se si verifica una carenza di vitamina D in gravidanza, anche il feto avrà livelli ridotti di questa vitamina.

Possibili Complicazioni a Lungo Termine

  • Osteoporosi negli adulti, con conseguente aumento del rischio di fratture
  • Rachitismo nei bambini, che causa deformità ossee e ritardi nella crescita
  • Osteomalacia, caratterizzata da ossa deboli e dolenti
  • Aumento del rischio di malattie cardiovascolari
  • Possibile sviluppo di ipertensione
  • Maggiore suscettibilità alle infezioni
  • Aumento del rischio di malattie autoimmuni
  • Aumento del 30-50% del rischio di cancro al colon, alla prostata e al seno
  • Maggiore mortalità per questi tipi di tumori
  • Aumento del rischio di diabete di tipo 2
  • Possibile sviluppo di depressione
  • Maggiore probabilità di sviluppare sclerosi multipla

Diagnosi della Carenza di Vitamina D

La diagnosi di carenza di vitamina D si ottiene con il test di dosaggio del 25-OH-D (25-idrossicalciferolo o calcidiolo), la forma in cui la vitamina D circola nel sangue. Questo test si effettua su un campione ematico.

In genere, i medici ordinano questo test se un paziente riferisce sintomi come dolori ossei o muscolari, o se presenta altre condizioni di salute che possono indicare un rischio di carenza di vitamina D.

La 25-idrossivitamina D (25(OH)D) è la forma di vitamina D che circola nel sangue ed è un precursore attivato a livello epatico prima di essere convertito nella sua forma attiva nei reni.

È importante misurare i livelli di 25(OH)D perché questa è la principale forma di riserva della vitamina D ed è indicativa della quantità di vitamina D disponibile per essere utilizzata dal corpo.

Valori Normali

I livelli di 25-idrossivitamina D vengono solitamente misurati in nanogrammi per millilitro (ng/mL). Le linee guida possono variare leggermente, ma in generale:

  • < 20 ng/mL indica carenza di vitamina D
  • 20-29 ng/mL indica insufficienza
  • 30-50 ng/mL sono considerati valori ottimali
  • > 100 ng/mL può indicare un eccesso, potenzialmente tossico

Alimenti Ricchi di Vitamina D

Oltre ad essere prodotta dal nostro organismo la Vitamina D è anche introdotta con l'alimentazione. Gli alimenti ricchi di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo e gli oli di pesce in generale, latte e burro, tuorlo d’uovo, pesce (in particolare salmone, trota, aringa, pesce spada, anguilla, sgombro, tonno, carpa) e funghi porcini.

Tra gli alimenti ricchi di vitamina D ci sono anche le uova, soprattutto il tuorlo, il latte, il fegato e i grassi animali, i cereali tipo corn flakes, i funghi secchi, il latte di soia e di riso.

Sono disponibili in commercio anche alimenti arricchiti con vitamina D, come latte e yogurt, margarina, latte di soia, cereali per la prima colazione.

Anche se limitate, ci sono anche fonti alimentari di vitamina D. Tra queste:

  • Pesce grasso come salmone, sardine e tonno
  • Tuorlo d’uovo
  • Alcuni funghi esposti alla luce solare
  • Latte e cereali arricchiti

Rimedi per la Carenza di Vitamina D

I rimedi per la carenza di vitamina D variano in base alle cause che l’hanno provocata e alla gravità del deficit. Per esempio, se la causa è un apporto insufficiente attraverso l’alimentazione viene prescritto un regime dietetico appropriato.

Normalmente l’esposizione ai raggi del sole senza creme solari per almeno 15 minuti al giorno (evitando le ore centrali della giornata per salvaguardare la salute della pelle) garantisce una produzione di vitamina D tra l’80-90% del fabbisogno giornaliero.

Se per un periodo prolungato non si ricevono abbastanza raggi ultravioletti, UVB in particolare, e c’è un insufficiente apporto di vitamina D attraverso l’alimentazione può essere utile ricorrere a specifici integratori alimentari o ad alimenti arricchiti.

Integrazione e Farmaci

Spesso è consigliata l’assunzione di vitamina D attraverso specifici integratori alimentari o farmaci. È importante seguire le indicazioni del medico perché l’assunzione in eccesso di vitamina D può essere pericolosa e ha effetti collaterali dannosi soprattutto a carico di reni e cuore. Vomito, diarrea, stipsi e confusione mentale possono essere i sintomi di un’intossicazione da vitamina D.

Gli integratori a base di Vitamina D devono essere somministrati quotidianamente contemporaneamente ai pasti.

Esistono tanti Farmaci che vengono prescritti dal proprio medico che possono essere utilizzati per il controllo dei livelli di Vitamina D. Solitamente questi farmaci sono a base di Vitamina D3 di estrazione sintetica che prende il nome di Colecalciferolo. Esistono in vari dosaggi e formulazioni.

Esempi di Farmaci

  • Dibase Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
  • Dibase Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
  • Dibase Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml
  • Annister Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
  • Annister Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
  • Annister Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml
  • Xarenel Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
  • Xarenel Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
  • Xarenel Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml

Come riportato da Wikipedia, l'UI (ovvero unità internazionale) in farmacologia è un'unità di misura della quantità di una sostanza, basata sul suo effetto ovvero sulla sua attività biologica. Nela caso della Vitamina D: 1 UI è l'equivalente biologico di 0,025 µg di colecalciferolo/ergocalciferolo.

Tipi di Integrazione

I tipi di integrazione di vitamina D comprendono:

  • Integratori di vitamina D₂ (ergocalciferolo), derivati da una fonte vegetale;
  • Integratori di vitamina D₃ (colecalciferolo), che derivano da una fonte animale;
  • Il calcidiolo, una forma di vitamina D₃ prescritto in presenza di condizioni di salute che portano al malassorbimento, come la fibrosi cistica o la celiachia.

Vitamina D e Condizioni Specifiche

Vitamina D e COVID-19

Si è parlato molto del ruolo che può svolgere la vitamina D nel contrastare e prevenire il COVID-19. Come detto precedentemente la vitamina D è di grande supporto al sistema immunitario, aiutando il regolare svolgimento delle sue attività ed ha grandi proprietà antivirali, tuttavia al momento non ci sono prove scientifiche chiare ed evidenti che mostrino i benefici nel combattere il coronavirus.

Vitamina D e Caduta dei Capelli

Gli studiosi hanno evidenziato una netta correlazione trai livelli di Vitamina D e la Caduta di Capelli. Infatti è stato dimostrato che bassi livelli di Vitamina D sono presenti in soggetti che soffrono di Alopecia o comunque di caduta stagionale e cronica dei capelli.

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