Viscosità Aumentata nello Spermiogramma: Cause, Conseguenze e Rimedi

Lo spermiogramma è un esame fondamentale per valutare la fertilità maschile. Uno dei parametri analizzati è la viscosità del liquido seminale, la quale può influenzare significativamente la capacità degli spermatozoi di raggiungere e fecondare l'ovulo.

Cosa si Intende per Viscosità?

In fisica, la viscosità è la proprietà della materia per cui il moto delle molecole rispetto a quelle circostanti incontra, a causa delle forze intermolecolari, una forza resistente: è massima nei solidi e minore, nell'ordine, nei liquidi e nei gas; conseguenze della viscosità sono la resistenza che incontra un corpo in moto in un fluido.

Nel contesto dello sperma, la viscosità si riferisce alla resistenza del liquido seminale al flusso. Dato che lo spermatozoo è, per quanto piccolo, un corpo in moto in un fluido, è per forza sottoposto a questa legge fisica, ovvero incontra una resistenza. Minore la viscosità, minore sarà la resistenza che lo spermatozoo incontra nel liquido seminale.

Viscosità Seminale e Infertilità

La viscosità è uno dei parametri dello spermiogramma riportato nella parte che riguarda le caratteristiche chimico-fisiche. Per semplicità si esprime in centimetri, considerando 2 cm il limite entro il quale è normale. Alterazioni della viscosità si trovano, con varia gravità, nel 20% dei liquidi seminali analizzati dai laboratori e, in misura maggiore, nelle coppie infertili.

Il dato viscosità aumentata viene ampiamente sottovalutato pur essendo spesso la causa dell’infertilità della coppia. Un campione che presenta una viscosità superiore ai 5 cm si associa quasi immancabilmente all’assenza di motilità progressiva che è una delle condizioni che, in vivo, non predicono nulla di buono. Spesso, separando gli spermatozoi dal plasma seminale e rimettendoli in un liquido a viscosità inferiore, ricompare la motilità progressiva. Qualora ciò non accada è un segnale negativo ulteriore.

L’iperviscosità aumenta anche il dispendio di energia dello spermatozoo che finisce le pile ben prima di riuscire a percorrere quella decina di cm che lo separano dall’ovocita che aspetta in tuba. Il muco cervicale ovulatorio, qualora manchi o sia alterato, complica ulteriormente le cose. Va ricordato che la penetrazione dello spermatozoo nell’ovocita femminile abbisogna di circa una decina di picoNewton per cui se lo sventurato spermatozoo finisce la benzina non penetra un bel niente e tornano le mestruazioni.

Cause dell'Iperviscosità

Le cause dell’iperviscosità risiedono nella Hypo-function, ossia il malfunzionamento di prostata e vescicole seminali conseguenza, nella maggioranza dei casi, di una infiammazione che coinvolge i due organi, quasi sempre cronica e asintomatica. A sua volta l’infiammazione può avere svariate cause che vanno dalle infezioni batteriche e virali ad alcuni stili di vita passando anche per l’inquinamento ambientale.

Vescicolite e Prostatite

Questa condizione è spesso associata ad altri processi flogistici a carico di organi genito-urinari maschili (tra cui uretriti e prostatiti), nonostante possa verificarsi in modo del tutto indipendente.

Come anticipato, l'infiammazione delle vescicole seminali può essere concomitante ad un processo flogistico a carico della prostata (prostatite), dell'uretra o delle vie spermatiche. La vescicolite può dipendere da cause infettive: nella maggior parte dei casi, l'infiammazione è sostenuta da gonococco, colibacilli, streptococchi, stafilococchi e batteri fecali (come E. Coli).

Favoriti da scarsa igiene, difese immunitarie inadeguate e fattori comportamentali (come stress, fumo, alcol, squilibri dietetici e sedentarietà), questi batteri possono risalire l'uretra e raggiungere le vescicole seminali. Altre volte, la risalita dei patogeni risulta dai problemi di reflusso di urine o dalla diffusione diretta di batteri dall'apparato urinario o genitale all'uretra. La vescicolite può insorgere anche per cause non infettive.

Sintomi Associati

Le manifestazioni di questa patologia comprendono eiaculazione dolorosa, ematospermia, difficoltà nell'atto di urinare (disuria), aumento delle minzioni diurne (pollachiuria) e disfunzioni sessuali (impotenza o problemi nel mantenere l'erezione). Nella vescicolite, le urine sono spesso torbide o presentano piccole quantità di sangue (ematuria).

In ogni caso, si tratta spesso di sintomi poco specifici e simili a quelli causati da altre malattie, come problemi vescicali, infezioni del tratto urinario o prostatiti (infiammazioni della prostata). Questi disturbi possono anche essere il segnale di patologie ben più gravi, come il cancro della prostata. Se protratta nel tempo, la vescicolite può essere causa di infertilità. All'infiammazione, possono seguire fenomeni di sclerosi della parete delle vescicole seminali e aderenze alle formazioni anatomiche vicine.

Diagnosi

All'anamnesi segue una visita completa, comprendente l'esplorazione digito-rettale, per palpare le vescicole seminali e valutarne la consistenza attraverso la parete anteriore del retto. Un ruolo importante nella diagnosi della vescicolite è ricoperto dall'analisi delle urine.

Dopo aver completato un ciclo di antibiotici, verrà eseguito un altro esame delle urine per accertare l'avvenuta eradicazione del patogeno. Per quanto riguarda la gestione della vescicolite non sostenuta da un'infezione, può essere indicato dal medico il ricorso ad anti-infiammatori e, per mantenere sotto controllo la sintomatologia dolorosa, analgesici.

Prevenzione

La prevenzione della vescicolite consiste fondamentalmente nella diagnosi precoce. La prevenzione della fertilità nell’uomo inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza.

Bisogna cercare di mantenere uno stile di vita sano: il fumo di tabacco o cannabis danneggia l’integrità del Dna degli spermatozoi e ne riduce numero e motilità. L’utilizzo di pantaloni in poliestere troppo stretti può aumentare la temperatura nell’area dei genitali e ridurre la fertilità.

Trattamenti e Rimedi

Non sperate negli integratori, non ce la possono fare. Meglio un medico esperto.

Il trattamento dell’infertilità maschile dipende dalle cause dell’infertilità stessa. Per questo motivo, è necessario che la fase diagnostica sia eseguita nel modo più preciso e completo possibile.

Infatti il trattamento di questa patologia molto spesso si basa sull’uso di antibiotici specifici se alla base di tutto viene diagnosticata infezione e/o infiammazione. Ultimamente è stato messo in commercio un prodotto molto interessante per la terapia delle patologie seminali caratterizzate da iperviscosità dello sperma, che tra i suoi componenti contiene acetilcisteina che fluidifica molto bene le secrezioni, oltre ad avere un’azione antiossidante.

Se poi il soggetto ha l’abitudine di bere poca acqua durante il giorno, bisogna sollecitarlo a farlo.

Interventi Chirurgici e Tecniche di Riproduzione Assistita

In presenza di varicocele la correzione chirurgica consente concepimenti naturali entro 9 mesi nel 25-35% delle coppie (in base all’età femminile).

Quando gli spermatozoi non sono presenti nel liquido seminale si può cercare di recuperarli mediante un ago bioptico o un intervento chirurgico dal parenchima testicolare o dall’epididimo. Le cellule seminali recuperate con successo potranno poi essere utilizzati con la tecnica ICSI.

  • ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo): è la microiniezione di un singolo spermatozoo direttamente all’interno della cellula uovo. È riservata ai casi in cui si teme che, con la semplice inseminazione dell’ovocita, ci possano essere problemi nell’ottenere la fecondazione.

Esame del Liquido Seminale (WHO, 2010)

Di Alessia Arado, Biologa SeminologaL’esame standard del liquido seminale, detto spermiogramma, è l’esame di base nella valutazione clinica della coppia infertile e rappresenta il punto di partenza per un’eventuale trattamento con tecniche di PMA. I parametri che determinano la qualità del seme forniscono informazioni sulla produzione di spermatozoi da parte dei testicoli, sulla pervietà e sulla funzionalità dell’apparato riproduttore maschile, sull’attività delle ghiandole accessorie e sulla capacità di eiaculare.

Benchè l’analisi dello sperma non permetta una distinzione clinica tra pazienti fertili ed infertili, tuttavia, quando diminuisce la qualità del liquido seminale, diminuiscono in senso statistico le probabilità di concepimento. Per una corretta esecuzione laboratoristica dell’esame è fondamentale la standardizzazione dell’analisi: da alcuni anni viene considerato come linea guida il manual WHO (WHO laboratory manul for the Examination and processing of human semen, 2010).

Tab. 1 Esame del liquido seminale (WHO, 2010)

PARAMETRI SEMINALI STANDARD VALORI DI RIFERIMENTO
Volume seminale ≥ 1.5 ml
pH ≥ 7.2
Concentrazione spermatozoi (milioni/ml) ≥ 15×106
Numero totale spermatozoi/eiaculato (milioni) ≥ 39x106
Motilità (%) ≥ 32% motilità progressiva (PR)
Morfologia (%) ≥ 4%
Vitalità (%) ≥ 58%
Leucociti < 1×106/ml
Immunobead test o MAR test < 50% spermatozoi con particelle adese

RACCOLTA CAMPIONE
Rispettare il periodo di astinenza sessuale permette di paragonare i dati seminali a valori standard di normalità. Inoltre, un’astinenza troppo prolungata provoca accumulo di spermatozoi con possibile riduzione della motilità e alterazione della morfologia, mentre un’astinenza troppo breve o eiaculazioni frequenti nel periodo precedente la raccolta possono causare la riduzione del volume dell’eiaculato e del numero degli spermatozoi.

La raccolta tramite coito interrotto non è una modalità idonea in quanto si può verificare la perdita della prima frazione dell’eiaculato, che di solito contiene la più alta concentrazione di spermatozoi e può comportare una contaminazione del liquido seminale con secrezioni vaginali che possono interferire sulla motilità degli spermatozoi.

Essendo il campione molto sensibile a sbalzi di temperatura, è importante una volta compiuta la raccolta evitare escursioni termiche durante il trasporto del campione in laboratorio.

Condizioni febbrili di origine virale o batterica, terapie con farmaci, l’assunzione di anabolizzanti per uso “sportivo” e molti altri eventi patologici o terapeutici, possono interferire sulla qualità del campione seminale.

Valutazione della Qualità dell'Eiaculato

La valutazione della qualità dell’eiaculato prevede l’analisi di diversi parametri, alcuni valutabili macroscopicamente e altri valutabili al microscopio. L’esame macroscopico prevede l’analisi di cinque parametri: aspetto, fluidificazione, viscosità, volume e pH; mentre all’esame microscopico vengono valutati: la concentrazione nemaspermatica, la motilità, la morfologia, eventuale presenza di agglutinazioni, la vitalità e la presenza di cellule non spermatiche.

Esame Macroscopico

ASPETTO: Il liquido seminale presenta visivamente un aspetto opaco e di colore bianco-grigiastro. Un’eventuale trasparenza del campione indica generalmente riduzione della componente nemaspermica, mentre un aspetto di colore giallastro o rossastro indicano, rispettivamente, un’elevata concentrazione di leucociti o emazie spesso entrambi segno di flogosi o infezione delle vie seminali. Un campione seminale lattescente indica la presenza di una forte componente prostatica, tale aspetto è tipico nel caso di ostruzione delle vie genitali.

FLUIDIFICAZIONE: La fluidificazione del liquido seminale segue l’iniziale coagulazione. Se dopo 60 minuti la fluidificazione non è completa, si parla di fluidificazione ritardata, quadro compatibile con disturbi prostatici. La misurazione viene effettuata facendo percolare il liquido lungo le pareti della provetta osservando la qualità del liquido contro una sorgente luminosa.

VISCOSITA’: La misurazione della viscosità avviene facendo gocciolare il liquido da una pipetta, osservando come le gocce dovrebbero susseguirsi in maniera ritmica una dopo l’altra. Una diminuzione della viscosità può associarsi a scarsa componente cellulare spermatica e non; mentre l’aumento della viscosità visibile con la formazione di filamenti può derivare da uno stato di flogosi o da una patologia prostatica o delle vescichette seminali e può causare difficoltà al movimento degli spermatozoi, tanto da non consentire il raggiungimento del canale cervicale.

VOLUME: L’analisi del volume permette la valutazione della funzionalità delle ghiandole accessorie e della pervietà delle vie genitali. E’ considerato normale nell’intervallo compreso tra 2 e 5 ml; le alterazioni del volume del liquido seminale possono essere caratterizzate dalla completa assenza di liquido seminale o dalla riduzione o aumento della sua quantità. La condizione di completa assenza di fluido seminale si indica con il termine di “aspermia”; questo fenomeno può essere conseguente ad eiaculazione retrograda o a mancata fase di emissione del liquido seminale in uretra.

Con il termine di “ipoposia” si intende la condizione in cui si ha un volume inferiore ai 2 ml; tale alterazione può essere dovuta ad una ridotta astensione dai rapporti sessuali o eiaculazioni, ad una raccolta seminale incompleta o a flogosi prostato-vescicolari. Infine, nel caso in cui si abbia un aumento di volume (sopra ai 6 ml) si parla di “iperposia” e tale condizione può essere dovuta ad astinenza prolungata o alla presenza di flogosi prostato-vescicolari.

PH: Il pH seminale è alcalino, con valori di normalità compresi tra 7,2 e 7,8. Valori superiori a 8 indicano generalmente patologie flogistiche mentre, variazioni nel senso opposto, con valori inferiori a 7, possono associarsi a patologie ostruttive dei dotti eiaculatori, a ipotrofie congenite o acquisite delle vescicole seminali.

Esame Microscopico

CONCENTRAZIONE NEMASPERMICA: La determinazione della concentrazione spermatica, espressa in milioni di spermatozoi per millilitro di seme, e il conteggio spermatico totale, espresso in milioni di spermatozoi per eiaculato, sono parametri importanti per valutare gli aspetti quantitativi della spermatogenesi.

La determinazione della concentrazione spermatica può essere effettuata mediante l’utilizzo della camera di Neubauer e della camera di conta Makler, che è quella utilizzata nel nostro laboratorio. Per effettuare il conteggio si dispone una goccia di liquido seminale sul portaoggetti della camera e lo si copre con il vetrino coprioggetto. Si utilizza un microscopio a contrasto di fase e si determina il numero degli spermatozoi presenti in 10 quadrati del reticolo; questo numero rappresenta la concentrazione degli spermatozoi in milioni per millilitro.

Oggi la normospermia si ottiene con un numero di spermatozoi > 15×106 ml e un numero di spermatozoi totali > 39×106. Si definiscono le seguenti condizioni patologiche: “oligozospermia” quando il numero degli spermatozoi è < 15×106/ml; “azoospermia” quando si ha totale assenza di spermatozoi nell’eiaculato; “criptozoospermia” per campioni con una concentrazione < 1×106/ml; “polizoospermia” quando il numero degli spermatozoi è >250×106/ml.

MORFOLOGIA: La morfologia è un altro interessante aspetto dello spermiogramma in quanto è uno dei parametri che meglio riflette la maturità e la capacità funzionale degli spermatozoi. Lo spermatozoo maturo è costituito da una parte anteriore ovoidale detta “testa”, seguita da un sottile flagello detto “coda” diviso in un tratto intermedio, principale e finale. Ad unione delle due porzioni vi è una struttura detta “collo”. La testa è principalmente occupata dal nucleo che nella sua parte anteriore presenta una vescicola detta “acrosoma”, la quale contiene gli enzimi necessari alla penetrazione della zona pellucida dell’ovocita.

Sebbene sia possibile effettuare una prima grossolana valutazione della morfologia, per un’analisi più accurata delle possibili anomalie è necessario compiere una colorazione del campione opportunamente preparato su vetrino.

Viene valutata entro 1 ora dall’eiaculazione, preferibilmente dopo mezzora dalla raccolta. Si valuta generalmente a fresco, generalmente su un vetrino con coprioggetto da 22×22. Il preparato così ottenuto viene esaminato con ottica in contrasto di fase a 200x o 400x ingrandimenti e si contano 200 spermatozoi intatti (non contare code mobili senza la testa).

Le classi di motilità sono:

  • PROGRESSIVA (PR): spermatozoi che si muovono rapidamente sia con moto rettilineo che in grossi cerchi senza tener conto della velocità, ma valutando la loro progressione.
  • NON PROGRESSIVA (NP): spermatozoi che si muovono senza progressione, movimento in situ.
  • ASSENTE (IM): spermatozoi immobili.

Una motilità normale è definita da una percentuale di spermatozoi con motilità progressiva (PR) superiore al 32%. Per valori inferiori si parla di astenozoospermia.

I difetti che lo spermatozoo può presentare vengono così classificati:

  • difetti della testa: larga, piccola, assottigliata, piriforme, rotonda, amorfa, acrosoma ridotto;
  • difetti del collo e del tratto intermedio: assente, angolato (il collo e la coda formano un angolo di novanta gradi), inserzione asimmetrica del tratto intermedio sulla coda, tratto intermedio spesso o irregolare, tratto intermedio sottile;
  • difetti della coda: corta, multipla, a forcina, rotta, angolata, arrotondata.

ZONE DI AGGLUTINAZIONE: Si definiscono agglutinazioni specifiche quelle in cui gli spermatozoi mobili aderiscono tra di loro, testa-testa, coda-coda o in forma mista. La presenza di agglutinazioni non è sufficiente per dedurre una causa immunologica di infertilità, ma è suggestiva della presenza di anticorpi antispermatozoo.

Il test utilizzato è il MAR test o Immunobead che risulta patologico quando più del 50% degli spermatozoi presenta particelle adese alla testa, al collo, o alla coda.

VITALITÀ: La vitalità degli spermatozoi è definita dalla percentuale di cellule vive, valutata in laboratorio con un colorazione specifica. La percentuale di spermatozoi vitali viene valutata identificando quelli con membrana cellulare intatta, e cioè si valuta la loro capacità di non accettare sostanze dall’esterno.

La valutazione va effettuata preferibilmente entro 30 minuti. La sostanza usata è l’eosina che va mescolata con uguale volume di liquido seminale; si distinguono le forme vive da quelle morte, osservando, in un campo, quanti spermatozoi risultano colorati di rosso (spermatozoi morti) e quanti di bianco (spermatozoi vivi).

Le linee guida del WHO ritengono opportuno effettuare la valutazione della vitalità per campioni con meno del 40% di motilità progressiva. La presenza di un’ampia percentuale di spermatozoi vitali ma immobili può essere indicativadi alterazioni strutturali del flagello.

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