Vino Rosso e Glicemia: Effetti e Considerazioni per i Diabetici

Deliziarsi con un calice di vino rosso o bianco in buona compagnia è per tanti un piacere irrinunciabile. Ma il vino alza la glicemia? Sicuramente chi ha problemi di iperglicemia, diabete oppure chi vuole tenere semplicemente bassi i livelli di glucosio si sarà chiesto spesso se bere del vino possa influenzare i valori glicemici, favorendone un aumento. Per fare chiarezza abbiamo girato la domanda alla dottoressa Valentina Spuntarelli, biologa nutrizionista presso il San Pier Damiano Hospital di Faenza.

Il Vino e il Diabete: Una Relazione Complessa

Il diabete è una condizione patologica di metabolismo insulinico alterato. Il diabete può essere dovuto ad una ridotta produzione dell'ormone, ad un'alterazione della sua azione (difetto molecolare dell'insulina, difetto molecolare del recettore, insulino resistenza indotta dalla dieta e dall'obesità) oppure da uno o più di questi fattori.

Nel diabete tipo 2, che spesso si associa ad obesità e ad altre complicanze dismetaboliche come le alterazioni della lipidemia, mantenere bassi livelli di insulina circolante è assolutamente fondamentale.

Ad oggi, numerosi studi hanno portato alla luce un ulteriore interazione tra alcool etilico e regolazione glicemica. E' noto che l'omeostasi glicemica sia il frutto dell'equilibrio ormonale per il quale se la glicemia sale aumenta l'insulina (che ha funzione iIPOglicemizzante) e se la glicemia scende aumentano il glucagone, le catecolamine e il cortisolo (che hanno funzione IPERglicemizzante), i quali intervengono sui recettori del fegato (riserva di glicogeno) determinando la liberazione di glucosio nel sangue per glicogenolisi. Questo significa che l'assunzione dell'alcol etilico contenuto nel vino incide significativamente sul bilancio glicemico e che, a seconda dei livelli di glicogeno epatico, a distanza di qualche ora può indurre il coma ipoglicemico.

Secondo i Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti (LARN), a prescindere dalle interazioni tra vino e diabete, consigliano di assumere massimo 5-6 bicchieri di vino a settimana (corrispondenti appunto a 1,5 misure sulle 14 settimanali consigliate). Il consumo di vino andrebbe limitato nei casi di diabete, danni epatici, stato di gravidanza e allattamento, minori di 18 anni e guidatori (questo, più generalmente, per tutti gli alcolici).

Vino e Diabete di Tipo 1

Considerando che il diabete tipo 1 è una patologia ad esordio giovanile che, come anticipato, si manifesta con una super-produzione insulinica (ipoglicemizzante), l'eventuale assunzione di vino a potrebbe peggiorare significativamente l'omeostasi glicemica aumentando il rischio di coma.

Vino e Diabete di Tipo 2

Nel diabete di tipo 2, invece, potrebbe esserci anche una paradossale presenza dell’insulina, che però non viene captata correttamente dall’organismo.

Sembra infatti che la somministrazione di alcol etilico determini una serie di reazioni epatiche che spingono il fegato alla produzione di glucosio nel sangue. Come sappiamo, l’aumento del glucosio aumenta anche la risposta insulinica. Così, se da un lato l’alcol favorirebbe l’innalzamento della riposta insulinica danneggiando ulteriormente i diabetici di tipo 1; dall’altro lato, l’inibizione dell’adrenalina e altri ormoni iperglicemizzanti porterebbe ad un grave pericolo di coma ipoglicemico, nel caso di eccesso di insulina e dunque carenza di glucosio. La correlazione tra vino e diabete quindi esiste, poiché inevitabilmente l’alcool altera i metabolismi glicemici.

Gli Effetti del Vino Rosso sulla Glicemia

«Il vino non alza direttamente la glicemia, ma un suo consumo è associato un maggiore rischio per la salute in generale» spiega la nutrizionista Valentina Spuntarelli. «Dal 1988 le bevande alcoliche sono state classificate dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) nel gruppo 1, pertanto rientrano tra le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo. Più di recente anche l’etanolo che è il loro principale costituente, e il suo metabolita, l’acetaldeide, sono stati classificati dalla IARC nel gruppo 1, quindi anch’essi sono sicuramente cancerogeni per l’uomo. Secondo le stime circa il 4% dei tumori in tutto il mondo sono causati dal consumo di alcol che aumenta il rischio di insorgenza di diversi tipi di neoplasie che possono colpire per esempio il tratto aero-digestivo superiore, il fegato, il colon-retto e il seno».

«Per quanto riguarda l’influenza del consumo di vino sulla glicemia i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition suggeriscono che il consumo moderato di bevande alcoliche riduca la glicemia post-prandiale del 16-37 per cento per via della capacità dell’etanolo di inibire il processo della gluconeogenesi e la produzione epatica di glucosio. Inoltre, tra tutte le bevande alcoliche, quella che ha determinato la maggiore riduzione della glicemia post-prandiale è proprio il vino. Questo è dovuto al fatto che l’acidità di questa bevanda può rallentare lo svuotamento gastrico e dei componenti specifici in esso contenuti possono inibire l’attività delle alfa-amilasi o alfa-glucosidasi e, quindi, possono rallentare la velocità di digestione dell’amido».

«Facendo riferimento alle tabelle di composizione degli alimenti del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria sia nel vino bianco sia nel vino rosso gli zuccheri sono presenti in traccia» dice l’esperta. «La differenza sostanziale tra queste due tipologie di vini non risiede tanto nel quantitativo di zuccheri in essi contenuti ma nella presenza nel vino rosso di polifenoli, in particolare troviamo il resveratrolo, noto per avere numerosi effetti positivi sulla salute. Attraverso uno studio condotto su modelli animali e su soggetti diabetici è stato visto che questo composto migliora l’omeostasi del glucosio, diminuisce la resistenza all’insulina, protegge le cellule beta pancreatiche, migliora la secrezione di insulina e migliora i disturbi metabolici.

Il Vino Rosso e la Salute Cardiovascolare nei Diabetici

Un bicchiere di vino rosso al giorno può migliorare l’attività del cuore e aiutare a gestire il colesterolo nei pazienti con diabete di tipo 2. Le persone con diabete hanno un rischio maggiore di sviluppare malattie cardiovascolari, così come bassi livelli di colesterolo “buono” o HDL. Insieme ad una dieta sana, un bicchiere di vino al giorno sembra ridurre il rischio di problemi al cuore e al metabolismo, soprattutto grazie alla presenza dell’alcol etilico.

Uno studio israeliano ha analizzato i dati oltre 200 persone con diabete di tipo 2. I ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da 224 persone con diabete di tipo 2 che normalmente non bevevano alcoolici, ma alle quali è stato chiesto di seguire una dieta mediterranea e di bere circa un bicchiere da 150 ml di vino rosso, bianco o acqua tutti i giorni a cena. La maggior parte dei partecipanti, inoltre, era in sovrappeso o obesa. Il 65-70% di questi diabetici, infine, assumeva farmaci per abbassare i livelli di colesterolo o altri grassi nel sangue e la maggior parte assumeva anche antidiabetici.

Risultati dello Studio Israeliano

A due anni dall’inizio dello studio, i ricercatori non hanno evidenziato differenze per quel che riguardava l’aumento delle placche aterosclerotiche, indipendentemente dal fatto che i partecipanti bevessero o meno. Una limitazione dello studio sarebbe dovuta al fatto che l’effetto potrebbe essere stato causato dalla dieta mediterranea, piuttosto che dal vino. Inoltre, i ricercatori avevano solo immagini ecografiche di accumulo di placca per una piccola percentuale di pazienti e il periodo d follow-up di due anni potrebbe non essere lungo abbastanza da consentire di rilevare differenze significative nell’accumulo di placca.

“L’alcool potrebbe aiutare ma non è privo di rischi”, commenta Gregory Marcus, dell’Università della California di San Francisco, non coinvolto nello studio. “Potrebbe infatti aumentare il rischio di problemi al ritmo cardiaco, che a loro volta possono causare ictus.

Consumo Moderato e Benefici Potenziali

Chi, come gli italiani, conoscono i principi cardine della dieta mediterranea sa che un consumo moderato di vino non può che fare bene. Un gruppo di ricercatori italiani ha lavorato a una pubblicazione che riassume lo stato dell’arte sul consumo moderato di vino, dal titolo ‘Moderate Wine Consumption and Health: A Narrative Review’ e pubblicata sulla rivista internazionale Nutrients. Lo studio conferma che il vino, se consumato moderatamente, non solo non aumenta il rischio di malattie cronico-degenerative, ma è anche associato a possibili benefici per la salute, soprattutto se inserito in un modello di dieta mediterranea.

«Chi beve vino, rosso in particolare e nella misura massima di due bicchieri al giorno, ha il 51% in meno di rischi cardiovascolari e un calo del 30% dei rischi di declino intellettuale.

Per la valutazione del consumo moderato del vino e gli effetti sulla salute, il pool di ricercatori ha selezionato 24 studi scientifici, tramite ricerche su banche dati di letteratura scientifica (PubMed, Scopus e Google Scholar), pubblicati tra il 2010 e il 2022. In particolare, 8 studi riguardavano le malattie cardiovascolari, 3 il diabete di tipo 2, 4 le malattie neurodegenerative, 5 il cancro e 4 la longevità.

Alcuni studi suggeriscono che il consumo da basso a moderato di vino rosso ai pasti, in associazione all’olio extravergine d’oliva, contribuisce alla prevenzione delle malattie cardiometaboliche, tra cui diabete mellito, sindrome metabolica e obesità. Al contrario, un consumo di alcol più elevato è associato ad un aumento del rischio di sviluppare tali patologie.

Tra le varie bevande alcoliche, il vino rosso, probabilmente grazie alla sua gamma unica di composti fenolici, è generalmente associato ai risultati positivi di alcuni studi su larga scala. In particolare, i polifenoli del vino rosso possono influenzare positivamente la resistenza all'insulina e le concentrazioni plasmatiche delle lipoproteine. Si è visto che il resveratrolo, in particolar modo, presente nel vino, ha ridotto la resistenza all'insulina nei pazienti con diabete di tipo 2, negli uomini obesi, negli uomini con sindrome metabolica e negli anziani con insulinoresistenza.

Nel complesso, ci sono poche prove per quanto riguarda l'effetto dei polifenoli del vino sul metabolismo del glucosio e dell'insulina. Sono necessari ulteriori studi per comprendere appieno quali siano le proprietà antidiabetiche del resveratrolo, per poter stabilire il potenziale terapeutico di altri polifenoli nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 (DMT2).

Linee Guida per il Consumo di Vino nei Diabetici

Secondo molti studi non vi è una controindicazione assoluta all’assunzione di alcol per i soggetti diabetici. È opportuno tuttavia prestare attenzione alle quantità, e soprattutto alla frequenza di consumo. Le indicazioni relative alle quantità e alle modalità di assunzione sono ormai consolidate: il consumo di alcol deve essere accompagnato al consumo di cibo, soprattutto la sera, per evitare il rischio di incorrere in ipoglicemie notturne. Le dosi devono in ogni caso rimanere modeste: generalmente non bisogna superare i 13 g al giorno per le donne (si tratta all’incirca di un drink) e non più di 25 g al giorno per gli uomini (due drink). Questo in ambito generale.

Nel diabetico i rischi correlati al consumo di bevande alcoliche (che sia birra, vino rosso, vino bianco o prosecco) diventa maggiore quando l’alcol viene ingerito in tarda serata, a digiuno o con una inadeguata assunzione di carboidrati. Nel diabetico si potrebbero scatenare o aggravare crisi ipoglicemiche, già possibili in corso di trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali.

Precauzioni e Rischi

Bere tutti i giorni vino richiede riserve ottimali di microelementi da parte delle cellule. Pertanto, quando ci chiediamo se si può bere il vino con il diabete, occorre individuare quale sia la quantità giusta da consumare, la modalità di assunzione e di accompagnamento o meno con i pasti senza che possa interferire con il margine di sicurezza per la salute. In generale si consiglia un consumo di alcol pari a 1-15 grammi al giorno, facendo attenzione a non cadere nella trappola della sistematicità, fino ad un massimo di 100 grammi alla settimana. Questo secondo alcuni studi.

Il glutatione svolge dunque una funzione di disintossicazione dell’alcol e si esaurisce rapidamente in seguito ad una assunzione acuta o cronica di questa sostanza. Entrambe le vie portano alla formazione di acetaldeide, una sostanza tossica per il nostro organismo (questa sostanza è responsabile dello stato di malessere avvertito nel post sbornia). Nei soggetti con insulinoresistenti smaltire l’etanolo risulta un processo ancora più complesso perché la biosintesi endogena di glutatione (GSH) è rallentata per effetto dell’insulina.

Tabella: Confronto tra Vino Rosso e Vino Bianco

Caratteristica Vino Rosso Vino Bianco
Zuccheri Presenti in tracce Presenti in tracce
Polifenoli Ricco, in particolare resveratrolo Meno ricco
Effetti sulla salute Migliora l'omeostasi del glucosio, diminuisce la resistenza all'insulina Minori effetti specifici

leggi anche: