Il cancro della mammella è la forma di tumore più frequente nella popolazione femminile e la prevenzione tramite la mammografia gioca un ruolo cruciale.
La diagnosi precoce di un tumore al seno aumenta significativamente la probabilità di individuare un trattamento efficace nonché la sopravvivenza.
Gli esami di screening, in particolare la mammografia, consentono di riscontrare anche piccole alterazioni nel tessuto mammario, prima che si sviluppi un tumore evidente.
Eppure, da una ricerca italiana promossa da Fondazione Veronesi e condotta da AstraRicerche, che ha coinvolto 1.000 donne tra i 18 e i 65 anni, è emerso che il 19% delle 45-54enni e l’11% delle 55-65enni, non si è sottoposta all’esame di mammografia negli ultimi 5 anni.
La Paura e la Diffidenza verso gli Screening Oncologici
Il pensiero di sottoporsi a un esame di screening può suscitare emozioni forti, spesso vicine alla paura e all’ansia.
Questo tipo di controllo fa paura a tutte le donne. È un tumore subdolo, non dà sintomi nella maggior parte dei casi.
Le donne sono forti, sono capaci di cose incredibili, devono capire che sottoporsi a controlli periodici è la sola “arma” a nostra disposizione per vincere questa patologia.
Nascondersi, ignorare il problema, non serve a niente!
La paura è uno dei più forti determinanti del modo in cui ci rapportiamo alla nostra salute.
Il timore di ammalarci può essere la molla che ci spinge ad andare dal medico e fare i controlli.
Al contrario, la paura può essere il freno che ci impedisce di prendere in mano il telefono, di fissare quell’appuntamento tanto rimandato.
Soprattutto nel caso degli screening per il tumore della cervice uterina o quelli per il tumore della mammella, ad esempio, si è visto che una delle motivazioni principali per cui le donne aderiscono al programma di controlli è proprio il timore della malattia e la percezione dello screening come esame di routine.
Contemporaneamente, non si sottopongono ai test le donne che temono esami medici, operatori sanitari, test e procedure e che hanno la percezione di stare in buona salute.
Come Affrontare la Paura
Quali risorse psicologiche o di supporto possono essere offerte alle donne per aiutarle ad affrontare le loro paure nei confronti degli screening oncologici?
Nel caso degli screening oncologici il modo migliore per combattere la paura è comprendere quel che ci attende.
Informarsi sullo scopo dei test, a cosa servono, come si svolgono.
Sapere che in genere si tratta di esami poco o per nulla invasivi e i risultati sono nella gran parte dei casi negativi.
Ecco alcuni consigli utili:
- Informarsi: Comprendere lo scopo e la procedura dello screening.
- Razionalizzare: Distinguere tra paura (emozione) e pericolo (realtà).
- Chiedere Aiuto: Non esitare a cercare supporto psicologico o parlare con il proprio medico.
- Consapevolezza: Riconoscere le proprie emozioni e il loro impatto.
Dopo una mammografia occorre aspettare gli esiti, a volte per settimane. Un tempo lungo che può diventare lunghissimo, se compaiono ansia, paura, preoccupazione, a volte persino angoscia e tristezza.
Allora, può aiutare capire che non c’è niente di strano, né di morboso, nel porsi domande come “rischio di morire?”, “sarò ancora in grado di lavorare?”, “come lo dico a mio marito?”, “come farò con i miei figli piccoli?”, ancor più quando ci si confronta con una possibilità come il cancro.
Pertanto è utile mettere in atto strategie che aiutino a sospendere il giudizio e a evitare di fissarsi con la mente sull’ipotesi peggiore, in modo da attendere con la maggiore serenità possibile l’esito dell’esame.
Il valore dello screening, inteso come esecuzione di controlli strumentali periodici, è fondamentale e determinante per sconfiggere questa patologia, che ricordiamo essere sempre più frequente.
Supporto Psicologico e Comunicazione Efficace
Ammalarsi di cancro è un avvenimento traumatico che investe anche la dimensione psicologica di una persona.
Per questo motivo esiste la psiconcologia, una branca importante della psicologia dedicata al supporto delle persone alle prese con una malattia oncologica. I pazienti e le pazienti, dunque, ma anche i loro familiari.
«Rivolgersi a un professionista psicologo può essere molto utile per aiutare le persone a conoscere le proprie paure, la loro origine e trovare il miglior modo per poterle gestire - risponde Ilaria Durosini -.
Il tumore è una malattia che può infatti accendere le nostre paure più profonde e generare diversi comportamenti. Non seguire accuratamente le raccomandazioni sulla prevenzione e vivere con forti paure può impattare considerevolmente sul benessere fisico e psicologico della persona.
Nonostante gli screening oncologici godano di una larga diffusione nella popolazione italiana, molte donne esprimono la necessità di avere maggiori risposte o informazioni più dettagliate sugli esami consigliati.
Una comunicazione efficace gioca quindi un ruolo centrale per evitare di far nascere dubbi e preoccupazioni.
«La mancanza di informazioni - spiega Ilaria Durosini - può generare nelle persone paura e ansia. Spesso è proprio la paura di qualcosa di sconosciuto che può far nascere forti preoccupazioni, portando anche alla creazione nella mente del peggiore scenario possibile.
È molto importante, quindi, che le persone siano consapevoli e adeguatamente informate sulle procedure di screening e sui benefici ad esse associati per riuscire ad agire nel modo più opportuno, nel rispetto delle tempistiche consigliate».
Emerge dunque l’importanza di una corretta comunicazione da parte dei professionisti sanitari, che deve sicuramente iniziare dai medici di fiducia per le donne, ovvero il medico di medicina generale ("di base") e il ginecologo.
Una buona comunicazione passa attraverso la disseminazione dei risultati delle ricerche scientifiche e degli studi condotti nei programmi di prevenzione oncologica.
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