Colesterolo e Alimentazione: I Consigli di Luciano Lozio

Le informazioni fornite in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative ed educative. Si raccomanda di consultare sempre il proprio medico curante o uno specialista per qualsiasi quesito riguardante una condizione medica. BIO-CLOCK SRL declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze derivanti dall'uso delle informazioni contenute in questo articolo. I lettori, in particolare coloro che assumono farmaci prescritti o da banco, dovrebbero consultare il proprio medico prima di intraprendere qualsiasi programma nutrizionale, di integrazione o di stile di vita.

Il Colesterolo: Funzioni e Valori Ottimali

Il colesterolo è un componente essenziale delle membrane cellulari, aumentandone la stabilità. Inoltre, è un importante precursore ormonale, essenziale per la sintesi di ormoni come aldosterone, cortisone, testosterone, estradiolo e vitamina D3.

Secondo le linee guida, il valore ideale di colesterolo totale dovrebbe essere al di sotto dei 200 mg/dL. Ancora più importante è il rapporto LDL/HDL, che si ottiene dividendo il valore del colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") per quello del colesterolo HDL ("colesterolo buono"). Più questo rapporto è basso, meglio è, perché significa che il colesterolo buono prevale su quello cattivo.

Luciano Lozio e il Ruolo dei Carboidrati

Il dottor Luciano Lozio, farmacologo specializzato in medicina funzionale, immunologia e patologia medica, spiega che il vero responsabile dell’impennata del colesterolo è un ormone che produciamo in gran quantità quando mangiamo tanti carboidrati. E ciò è ancor più vero se questo viene prodotto nelle ore serali/notturne. Quindi, la prima cosa da fare per ridurre il colesterolo in eccesso, è sistemare la propria alimentazione.

Iniziamo subito con lo sfatare un falso mito: è necessario ridurre il consumo dei grassi?

Alternative Naturali per Abbassare il Colesterolo

Il riso rosso fermentato esplica la sua azione inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi (3-idrossi-3-metilglutaril coenzima A reduttasi), similmente alle statine. Seppur funziona meravigliosamente bene, non è un rimedio naturale che consiglio ed il motivo è molto semplice. Anche se si tratta di un rimedio naturale, ha lo stesso principio di azione delle statine. Per fortuna ci sono delle alternative altrettanto valide, ma prive di effetti collaterali.

1. Ganoderma Lucidum (Reishi)

Il Ganoderma lucidum, conosciuto anche come Reishi, è il fungo più importante della Medicina Tradizionale Cinese ed è considerato un potente rimedio adattogeno. Relativamente al colesterolo, è stato dimostrato che il Reishi, a differenza della maggior parte degli estratti vegetali, agisce sulla produzione endogena del colesterolo, ovvero quella autoprodotta dal nostro fegato.

In alcuni studi clinici effettuati in Cina, è stato somministrato quotidianamente un estratto di Ganoderma Lucidum a un gruppo di pazienti che soffriva di colesterolo alto: i valori del colesterolo di più della metà degli esaminati sono ritornati nella norma, persino tra coloro la cui dieta era tutt’altro che equilibrata. Nel corso del trattamento è aumentato persino il livello del colesterolo buono HDL e si è ridotto considerevolmente il colesterolo cattivo LDL. Degno di menzione è il fatto che i miglioramenti più evidenti sono stati riscontrati tra i pazienti che, all’inizio della cura presentavano valori di colesterolo molto elevati.

2. Fieno Greco

Il fieno greco, nome botanico Trigonella foenum-graecum, è una pianta tipica del Mediterraneo appartenente alla famiglia delle leguminose. Del fieno greco si utilizzano soprattutto i semi interi, o polverizzati. Svolge inoltre un ruolo importante nella lotta all’ipercolesterolemia. Va però detto che l’azione sembra essere nettamente più marcata nel giovane, piuttosto che nella persona anziana.

In caso di allergia ai funghi, il fieno greco rappresenta una valida alternativa. Tuttavia anche nel mondo delle piante ci sono dei rimedi altrettanto validi. In tal caso i rimedi di cui abbiamo parlato per te saranno controindicati.

Il Ruolo dei Probiotici

Lo sapevi che i diversi ceppi batterici hanno una missione precisa? Alcuni probiotici abbassano il colesterolo, certi contrastano le cistiti, altri ancora ti aiutano persino a dimagrire.

Probiotici contro l'obesità

Un interessante campo di ricerca è quello del rapporto fra probiotici e obesità. Alcuni ceppi, infatti, svolgono un ruolo-chiave nel modulare il metabolismo energetico, attraverso segnali chimici che viaggiano lungo l’asse intestino-cervello.

Oggi sappiamo che il paziente obeso presenta una composizione del microbiota sfavorevole, che agevola l’assorbimento di tutti i nutrienti, anche a causa della maggiore permeabilità intestinale e dell’infiammazione a essa associata. Recentemente sono stati isolati alcuni ceppi probiotici che possono aiutare chi è in eterna lotta con la bilancia.

Uno studio dell’APC Microbiome Ireland (prestigioso ente di ricerca dell’Università di Cork), pubblicato nel 2021, dimostra che il Bifidobacterium longum 1472 agisce su tre fronti:

  • Modula la grelina, l’ormone dell’appetito secreto dallo stomaco, riducendo lo stimolo della fame e aumentando il dispendio energetico.
  • Incrementa i livelli di leptina, l’ormone prodotto dal tessuto adiposo che dà il senso di sazietà.
  • Incrementa i peptidi intestinali che comunicano all’ipotalamo (un’area del cervello) la sensazione di “pancia piena”, in particolare il GLP-1 (glucagon-like peptide 1).

Lo studio irlandese, condotto su 150 pazienti, ha dimostrato che assumere per 12 settimane il B. longum 1472 riduce indice di massa corporea, peso (almeno 3 chili in meno rispetto al gruppo di controllo) e rapporto vita-fianchi. Inoltre, migliorano i biomarcatori dell’obesità rilevabili con un esame del sangue, quali insulina, glicemia, emoglobina glicata e cortisolo.

Probiotici: il duo salva-arterie

Il Bacillus coagulans è uno dei più studiati perché apporta tanti benefici, ha una buona resistenza al pH gastrico e biliare e un’ottima capacità di adesione alla mucosa intestinale. È un Gram-positivo definito sporigeno perché produce in breve tempo milioni di spore per colonizzare l’intestino. Riduce, infatti, l’assimilazione dei grassi animali, racchiusi negli alimenti, a livello della parete intestinale, contribuendo così ad abbassare la frazione LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”), la più pericolosa per la salute delle arterie.

Un altro probiotico prezioso per chi soffre di ipercolesterolemia è il Lactobacillus reuteri: produce esopolisaccaridi (fibre importanti nella regolazione del metabolismo del colesterolo), che lo “catturano” e ne impediscono l’assorbimento.

Se vuoi apprezzare i risultati, è bene assumere entrambi i probiotici per almeno tre mesi, tempo necessario per colonizzare tutto l’intestino e consentire loro di espletare l’azione benefica.

Probiotici anti-acne ed eczema

Acne, rosacea e dermatite atopica possono aggravarsi perché cute e intestino sono connessi e comunicano tra loro attraverso una rete di ormoni, neurotrasmettitori e peptidi. Quando, per esempio, un batterio intestinale come l’Escherichia coli prende il sopravvento, partono reazioni immunitarie e infiammatorie che possono portare alla fioritura di eczemi e brufoletti.

Acne e rosacea risentono del Propionibacterium acnes e dello Staphylococcus epidermidis, presenti in modo eccessivo nel microbiota cutaneo. Nella dermatite atopica di bambini e adolescenti, invece, predomina lo Staphylococcus aureus, batterio associato alla comparsa di eczema. La soluzione passa attraverso l’intestino, assumendo per 5 mesi un mix di lattobacilli selezionati: L. acidophilus, L. paracasei, L. rhamnosus, L. reuteri e L. plantarum.

Probiotici se soffri di colon irritabile

Pancia gonfia, tensione e dolore addominale, con evacuazioni irregolari caratterizzate dall’alternanza di stipsi e diarrea. Chi non ha mai sofferto di questi disturbi, acuiti da stress e una dieta ricca di grassi, fritti e zuccheri? Prima o poi il colon irritabile colpisce tutti.

Quando predomina la stitichezza, il microbiota registra un grande aumento di Bacilli, mentre se prevale la componente diarroica la colpa è della crescita smisurata di Enterobatteri e Coliformi. In entrambi i casi, occorre prendere delle misure per fare “piazza pulita” e azzerare la loro crescita incontrollata. A tal proposito, consiglio 10 giorni di Saccharomyces boulardii, un lievito ricavato dal Saccharomyces cerevisiae, usato per fare la birra. Dopo la bonifica, si prendono probiotici diversi contro stipsi o diarrea. Nel primo caso, punta sui Bifidobatteri (B. longum BB536, B. infantis, B. breve e B. bifidum) mentre per ridurre la peristalsi affidati a un mix di Lattobacilli, quali L. paracasei, L. acidophilus NCFM, L. plantarum 299, L. bulgaricus e L. reuteri DSM 17938.

Probiotici per cervello giovane e umore al top

Per combattere la depressione, ma anche prevenire le malattie neurodegenerative tipiche della terza età come Morbo di Alzheimer e il Parkinson: sono tanti i campi di applicazione degli psicobiotici, ceppi batterici vivi che influenzano positivamente il sistema nervoso centrale.

Se moduliamo in modo adeguato la composizione del microbiota intestinale, vengono prodotte delle molecole protettive sul funzionamento del cervello, come gli acidi grassi a catena corta (tra cui spicca l’acido butirrico) e i ligandi del sistema endocannabinoide, fondamentali per mantenere alto il tono dell’umore.

Recenti studi dimostrano che alcuni Bifidobatteri, come il B. longum e il B. bifidum stimolano il BDNF (brainderived neutrophic factor), il fattore neurotrofico cerebrale che fa parte delle neurotrofine, proteine secrete dal sistema nervoso che regolano la crescita e la sopravvivenza dei neuroni, assicurando la plasticità cerebrale. Riguardo alla depressione, i probiotici più studiati sono il L. Plantarum PS128 e 299v, il Bacillus coagulans e il L. Casei.

Probiotici per cistiti e vaginiti ricorrenti

Il crollo degli estrogeni porta a un assottigliamento delle mucose, a un innalzamento del pH vaginale verso valori basici e, soprattutto, a una diminuzione dei lattobacilli presenti nella flora del tratto urogenitale, che proteggono attivamente dalle infezioni. Di conseguenza, la donna è più soggetta a vaginosi batteriche e a cistiti, perché il microbioma vaginale è identico a quello della vescica urinaria e dell’uretere.

La soluzione? Assumere per 90 giorni un integratore alimentare a base di L. crispatus, il lattobacillo più “performante” in termini di protezione dalle infezioni batteriche, virali e micotiche. E per chi ha il tormentone della Candida albicans? Meglio le capsule di L. rhamnosus TOM 22.8, probiotico che forma un biofilm protettivo e antinfiammatorio sulle mucose vaginali.

Baby diarrea & co.

Diarrea da rotavirus, coliche, gonfiore addominale, allergie ed eczemi, sono i problemi più comuni nei bambini piccoli. Tra i probiotici più utili nella prima infanzia c’è un trio formato da B. breve M16-V, B. lactis HN019 e L. rhamnosus HN001.

Eubiosi e Disbiosi: L'Importanza dell'Equilibrio Intestinale

La flora batterica intestinale comprende un numero di cellule estremamente superiore rispetto a tutte quelle del nostro organismo, con circa 400 specie di microrganismi concentrati in tratti diversi dell’intestino. Data l’ampia azione esercitata dalla flora batterica, un corretto equilibrio e funzionamento (definito eubiosi) è fondamentale. Al contrario, uno sbilanciamento della microflora, disbiosi, è responsabile di diversi disturbi e può essere alla base di diverse patologie.

L'Asse Intestino-Cervello

Esiste una comunicazione funzionale tra il microbiota intestinale e il sistema nervoso centrale (SNC). Questa comunicazione è bidirezionale e coinvolge connessioni anatomiche come il nervo vago, il sistema immunitario, e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). Un cambiamento della flora batterica intestinale potrebbe portare a modifiche nella funzione del sistema nervoso centrale.

Per permettere un corretto funzionamento intestinale, viene suggerita l’assunzione di probiotici e prebiotici.

Probiotici e Prebiotici: Cosa Sono?

Secondo il Ministero della Salute, i probiotici sono "l’insieme dei microrganismi che, introdotti con gli alimenti, siano in grado di raggiungere l’intestino in condizioni di vitalità ed esercitare una azione salutista". Quindi tra i probiotici sono compresi tutti quegli alimenti che contengono batteri e sono quindi benefici per la salute. I probiotici sono presenti in alimenti fermentati come lo yogurt, il kefir, i crauti, il miso, il tempeh, il kombucha, i formaggi fermentati e il latticello, ma anche la pasta madre.

A differenza dei probiotici, i prebiotici non sono organismi vivi ma sostanze non digeribili che promuovono la crescita o l’attività selettiva di batteri nel tratto intestinale (fibra, inulina, il lattulosio). Assumere prebiotici ovvero sostanze non digeribili (fibre idrosolubili, FOS, inuline, polisaccaridi non amidacei) che promuovono la crescita di diverse specie batteriche.

I Bifidobatteri promuovono la produzione di vitamine del gruppo B coinvolte nel rafforzamento del sistema immunitario. Aiutarci con l’integrazione di probiotici: Bifidobatteri e Lattobacilli aiutano a mantenere in salute l’intestino.

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