Le telecamere dalle dimensioni di una pillola permettono di esplorare i tratti meno accessibili dell’apparato digerente in modo non invasivo e sicuro. Si tratta di una tecnica utilizzata da oltre 20 anni ma, per renderla ancora più efficace, la Società Europea di Endoscopia Gastrointestinale (ESGE) ha recentemente pubblicato, sulla rivista scientifica Endoscopy, l’aggiornamento delle linee guida relative all’uso della videocapsula.
Cos'è la Videocapsula Endoscopica?
La video capsula endoscopica è una metodica non invasiva che consiste nell’ingestione di una capsula di circa 2 cm di lunghezza per 1 cm di diametro con due videocamere poste alle due estremità. Nell’agosto 1999, fu ingoiata la prima capsula endoscopica (M2A Capsule Endoscopy; Given Imaging, Yogneam, Israel). La metodica fu presentata nella primavera del 2000 con un articolo pubblicato su Nature e nel corso della “Digestive Disease Week” statunitense.
Questo esame, ci permette di studiare la mucosa dell’intestino tenue che per tanti anni è stato considerato il black box dell’apparato digerente, ovvero quella zona di intestino che, per quanto fosse lunga (addirittura fino a 7 metri), era inesplorabile con le metodiche tradizionali.
La videocapsula è un dispositivo medico innovativo utilizzato per eseguire l’endoscopia con capsula. Bisogna chiarire che la videocapsula non sostituisce in alcun modo la gastroscopia e la colonscopia standard. L'ultima evoluzione dell’endoscopia gastrointestinale è rappresentata dalla video capsula (VCE), nota anche con il nome di “wireless endoscopy” o capsula enteroscopica.
Dimensioni e Componenti della Capsula Endoscopica
Le dimensioni della enterocapsula originaria sono di circa di 11 mm x 26 mm, peso 3,7 gr. La capsula, monouso, ha forma e dimensione di una compressa di antibiotico (11×26 mm) e viene ingoiata con un po’di acqua (come una normale medicina).
All'interno è contenuto una cupola ottica, un fermo per la lente, la lente, una illuminazione a LED (Light Emitted Diode), un sistema d’acquisizione immagini a CMOS (Complementary Metal Oxide Semiconductor) in grado di acquisire due immagini ogni secondo per circa otto ore per un totale di oltre 50.000 immagini, due batterie, un trasmettitore miniaturizzato ASIC (Application Specific Integrated Circuit) ed un'antenna.
E’ collegata tramite degli elettrodi posti esternamente sulla cute dell’addome del paziente con un ricevitore esterno che può essere mantenuto all’altezza della cintura o anche in tasca, date le sue ridotte dimensioni. Il registratore è collegato ad una serie di antenne fissate con appositi adesivi alla cute dell’addome.
Come Funziona la Videocapsula?
L’esame prevede che Lei ingoi una capsula in grado di trasmettere delle immagini del piccolo intestino mentre percorre l’apparato digerente. Le immagini sono archiviate in un piccolo registratore e successivamente trasferite in un apposito computer.
La VCE procede nel lume viscerale utilizzando la normale peristalsi intestinale senza dovere ricorrere ad insufflazione d’aria come avviene nelle procedure endoscopiche e radiologiche tradizionali. Il transito duodeno-digiuno-ileale dura circa 5 ore. Giunti a livello dell’ultima ansa ileale, la capsula subisce generalmente un rallentamento dovuto al passaggio nel cieco attraverso la valvola ileocecale.
E’ un computer dedicato all’analisi ed interpretazione e delle immagini acquisite ed alla ricerca di reperti patologici. L'indagine ha carattere ambulatoriale e si svolge analogamente all'esame Holter ECG.
Quando è Necessario Eseguire la Videocapsula?
Le indicazioni principali sono per coloro che hanno un’anemia cronica refrattaria alle terapie, che hanno fatto appunto esami di endoscopia digestiva con delle biopsie completamente negative e nel sospetto che ci sia una perdita intestinale di sangue o un malassorbimento. Altro gruppo di pazienti che devono eseguire la videocapsula sicuramente, sono coloro con sospetto di malattie infiammatorie croniche intestinali e in particolare di Malattia di Crohn.
La videocapsula è particolarmente utile a tutta l’età, non c’è una fascia d’età in cui è più utile o meno. La videocapsula endoscopica nel bambino è molto importante ad esempio perché la malattia di Crohn pediatrica spesso all’esordio può avere un esclusivo interessamento a livello dell’intestino tenue.
- Anemia cronica refrattaria
- Sospetta perdita intestinale di sangue
- Malassorbimento
- Sospetto di malattie infiammatorie croniche intestinali
- Malattia di Crohn
Si calcola che circa il 33-52% dei casi di sanguinamento occulto e il 4-5% dei casi di sanguinamento oscuro non trovino una spiegazione neanche dopo l’esecuzione di gastroscopia e colonscopia.
Nei pazienti con diagnosi nota di malattia celiaca, la VCE è indicata nei casi in cui si presenti una recidiva sintomatica nonostante l'osservanza di una dieta senza glutine.
Preparazione all'Esame
A questo proposito, è opportuno ricordare che è necessaria una preparazione all’esame, al fine di svuotare completamente l’intestino, e particolarmente il tenue, da residui fecali massimizzando così la capacità diagnostica. Utile inoltre sospendere farmaci che agiscano sulla motilità gastrointestinale, particolarmente quelli che possano ridurre le tempistiche di svuotamento gastrico, che rischierebbero di far permanere la capsula nello stomaco troppo a lungo.
Gli integratori orali di ferro, così come gli antiacidi o il latte, non vanno assunti il giorno dell’esame perché inducono una colorazione del liquido che normalmente si trova nel tratto gastrointestinale che ostacolerebbe la visione della mucosa, rendendo così inutile l’esame.
Il paziente può bere ed assumere eventuale terapia orale dopo circa 2 ore dall’ingestione della videocapsula, può mangiare uno snack dopo circa 4 ore, un panino dopo circa 6 ore.
Controindicazioni e Limiti
La capsula deve essere usata con cautela in pazienti con nota o sospetta ostruzione gastrointestinale, fistole, e disturbi della deglutizione. L'unica precauzione da attuare è quella di evitare di eseguirla nei pazienti con sospetti restringimenti dell'intestino, che potrebbero causarne la mancata espulsione. E’ un esame che è assolutamente controindicato in caso di stenosi del tubo digerente, perché potrebbero impedire l’espulsione della capsula (che generalmente avviene dopo circa 12 ore dall’ingestione).
Il principale limite di questo esame è invece l’assoluta impossibilità di raccogliere campioni istologici con delle biopsie, ed in generale di procedere ad una metodica operativa. Va quindi inteso come un esame diagnostico con finalità descrittive.
Anche gli aspetti economici non sono trascurabili. L’impossibilità di telecomandare la video capsula dall’esterno, di eseguire biopsie, di utilizzare questo strumento, a causa delle sue dimensioni, nei pazienti con stenosi intestinali, non ci permettono attualmente di applicare in maniera estesa questa metodica.
In casi rari, la capsula può rimanere incarcerata nell’intestino, a livello di un restringimento non noto, rendendo necessari provvedimenti che possono, in alcuni casi, giungere fino all’intervento chirurgico.
La "Patency Capsule"
La " patency capsule” è una capsula che ha la stessa dimensione della capsula video. Viene utilizzata preliminarmente all’esame con VCE. Quando si ha il sospetto di una stenosi intestinale per la presenza di una malattia infiammatoria o per pregresso intervento chirurgico, si può far ingoiare prima al paziente la così detta “Patency o capsula fantasma”.
Contiene un identificatore a radiofrequenza (RFID) che permette di essere rilevata da un sistema di scansione. Quando il passaggio è ostruito da una stenosi, la capsula patency subisce un'alterazione del proprio profilo che ne facilita il passaggio nel lume in 40-80 ore dopo l'ingestione.
Videocapsula per il Colon
Più recenti sono le videocapsule coliche che dispongono di un dispositivo di spegnimento dall'esterno che quindi può consentire un più lungo tempo di utilizzo nei segmenti voluti. I ricercatori riportano che la sensibilità e specificità della videocapsula nella diagnosi di polipi e cancri avanzati è più bassa, comparata con la colonscopia tradizionale. La sensibilittà è strettamente influenzata dal livello di preparazione intestinale.
Evoluzione Tecnologica
Con il tempo abbiamo assistito a una notevole evoluzione tecnologica, che ha reso la videocapsula disponibile in diversi modelli: ciascuno è ottimizzato per un preciso segmento e in base alla patologia gastrointestinale che potrebbe interessare quella porzione di intestino. I recenti miglioramenti tecnici includono l’incremento di acquisizione d’immagini (frame per secondo) una maggiore risoluzione e un più ampio angolo di visione.
Dal 2010 è prodotta una capsula con una campo di ripresa a 360° e una regolazione dinamica dei fotogrammi al secondo, a seconda della velocità in cui si muove nel tratto intestinale.
Tabella Riassuntiva delle Caratteristiche della Videocapsula Endoscopica
| Caratteristica | Dettagli |
|---|---|
| Dimensioni | Circa 11 mm x 26 mm |
| Peso | 3,7 gr |
| Frame Rate | Circa 2 immagini al secondo |
| Durata Batteria | Circa 8 ore |
| Componenti Principali | Cupola ottica, LED, Sistema di acquisizione immagini CMOS, Trasmettitore ASIC, Antenna |
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