Troponina: Valori Normali e Cause dell'Aumento

La troponina è una proteina fondamentale per la contrazione muscolare e si trova in due forme principali nel cuore: troponina I e troponina T. In condizioni normali, i livelli di troponina nel sangue sono molto bassi o assenti. Quando le cellule del muscolo cardiaco subiscono un danno, come nel caso di un infarto, rilasciano questa proteina nel circolo sanguigno. Si parla quindi di troponina alta quando le concentrazioni ematiche superano i valori di riferimento.

A cosa serve l’esame della troponina?

La troponina è una proteina che nel nostro organismo è presente nei muscoli scheletrici e in quello cardiaco. La contrazione muscolare è possibile nel momento in cui aumentano i livelli di calcio e grazie al legame di quest’ultimo con la troponina C.

Valori Normali di Troponina

I valori normali di troponina sono:

  • Troponina I: 0,1 mg/l
  • Troponina T: 0,2 mg/l

Valori di troponina inferiori al range cut-off del laboratorio di analisi sono considerati fisiologici. In pazienti sani, senza particolari patologie, i livelli di troponina nel sangue dovrebbero essere così bassi da non poter essere misurati.

Quando e perché viene prescritto l'esame?

L’analisi della troponina viene spesso utilizzata nei pronto soccorso per diagnosticare o escludere un infarto miocardico. Essendo un test ad alta specificità per l’infarto del miocardio, le analisi della troponina è il primo esame che viene effettuato in pronto soccorso ad un paziente con sospetto di infarto.

Il dosaggio viene effettuato più volte, nell'immediato (come primo esame al pronto soccorso) e nelle ore successive dall'insorgenza delle manifestazioni. Il parametro viene misurato 2-3 volte in un lasso di tempo che va dalle 12 alle 16 ore dall'insorgenza del dolore toracico o degli altri sintomi associati a un attacco cardiaco.

Il test della troponina permette, inoltre, di valutare un eventuale peggioramento dell'angina pectoris (sindrome clinica dovuta a episodi di ischemia miocardica transitoria e caratterizzata da dolore toracico accessuale).

Il dosaggio della troponina viene effettuato su un campione di sangue, prelevato da una vena del braccio. Generalmente, non è richiesta alcuna preparazione da parte del paziente.

Valori normali di troponina in una serie di misurazioni successive, distanziate da qualche ora, sono indicative dell'improbabilità di una sofferenza cardiaca. Ciò permette di escludere che i disturbi manifestati dal paziente possano essere attribuiti a eventi patologici correlati al cuore.

Troponina Alta: Cause e Significato

L’innalzamento dei suoi livelli può avvenire già poche ore dopo l’inizio del danno cardiaco e può restare elevato per giorni. Se le concentrazioni del parametro sono significativamente elevate e l'incremento si riscontra in una serie di test fatti in ore diverse, allora è probabile che il paziente abbia avuto un infarto o altri danni cardiaci.

Tuttavia, non è solo l’infarto a determinare un aumento: anche altre condizioni possono causare una troponina alta, come l’insufficienza cardiaca, l’embolia polmonare o lo sforzo fisico estremo. Le evidenze scientifiche dimostrano che, a prescindere dalla patologia principale di cui soffrono, i pazienti con valori elevati di troponina sono maggiormente a rischio di eventi cardiaci maggiori ed altri possibili esiti sia nel breve che nel lungo termine.

Livelli ematici alti di troponina sono, generalmente, il principale indicatore di un danno a carico del miocardio. L’incremento dei livelli di troponina avviene nelle prime tre o quattro ore di distanza dal danno.

Cause Ischemiche

La causa più comune e clinicamente significativa dell'aumento della troponina è l'infarto miocardico acuto, che si verifica quando una o più arterie coronarie si occludono, impedendo l'apporto di sangue e ossigeno a una porzione del muscolo cardiaco. In questa condizione, le cellule cardiache muoiono per mancanza di ossigenazione, rilasciando massicce quantità di troponina nel sangue.

Quando il paziente ha subìto un infarto, le concentrazioni di TnI e TnT (troponine cardio-specifiche) aumentano entro 3-4 ore dal danno e possono rimanere alte per 10-14 giorni. In caso di infarto miocardico, la Troponina T (una delle tre subunità che compongono la troponina) inizia ad aumentare nel siero dopo poche ore, raggiunge valori massimi verso la diciottesima ora dall'insorgenza del dolore e rimane elevata fino a circa 14 giorni.

Durante un infarto miocardico i valori delle troponine tendono ad alzarsi nel giro di qualche ora dall’evento, raggiungendo il picco entro 24-48 ore e mantenendosi ad un livello elevato per oltre 10 giorni.

Cause Non Ischemiche

Inoltre, esistono numerose cause non ischemiche che possono determinare un aumento della troponina, spesso creando sfide diagnostiche per i medici. Tra queste si includono miocarditi (infiammazioni del muscolo cardiaco) causate da infezioni virali, batteriche o fungine, malattie autoimmuni, reazioni a farmaci o tossine. Altre cause possono essere:

  • Tachicardia severa
  • Interventi di cardiochirurgia
  • Traumi

Va detto comunque che molte di queste condizioni hanno ripercussioni importanti anche a livello cardiaco, il che giustifica il rialzo di markers così sensibili e specifici.

Anche uno sforzo fisico particolarmente intenso, come quello a cui si sottopongono i maratoneti o i triatleti, può accompagnarsi a un rialzo significativo delle troponine cardiache nel siero. Poiché le due troponine sono markers molto sensibili, il loro rialzo è suscettibile anche a sforzi fisici intensi soprattutto in soggetti molto muscolosi.

Un qualsiasi insulto a carico del miocardio determina un rilascio in circolo della troponina, a prescindere dalla causa specifica che lo ha causato.

Troponine cardiache

Le troponine cardiache sono particolari isoforme presenti esclusivamente nei miociti cardiaci. Le troponine cardiache sono isoforme specifiche del cuore e, normalmente, sono presenti nel sangue in quantità molto piccole. Di queste, solo la TnI e la TnT sono isoforme specifiche per i cardiomiociti e vengono rilasciate nel sangue solo in seguito a determinati danni (es. infarto del miocardio).

Le troponine sono classificate in tre subunità molecolari: TnC (Troponina C), TnT (Troponina T) e TnI (Troponina I). La troponina C si lega agli ioni calcio. La troponina T si lega alla tropomiosina. Mentre la troponina TnC è espressa sia dal muscolo cardiaco che da quello scheletrico, la TnI e la TnT sono troponine cardiache specifiche del cuore.

Sia il muscolo cardiaco che quello scheletrico esprimono troponina C, mentre la troponina T e I sono generalmente ritenute specifiche per il cuore (anche se alcuni Autori hanno recentemente messo in dubbio l’assunto).

Sintomi e Trattamento

La troponina alta non produce sintomi diretti, poiché rappresenta un marcatore laboratoristico del danno cardiaco. I sintomi che una persona avverte quando ha la troponina elevata sono causati dalla condizione sottostante che ha determinato il rilascio di questa proteina nel sangue.

Poiché la troponina elevata è un marcatore di danno miocardico, l’unico modo per ridurne i livelli è agire sulla causa sottostante. In caso di infarto acuto, è necessario intervenire rapidamente con terapia farmacologica (antiaggreganti, anticoagulanti, nitrati), angioplastica o altri interventi di rivascolarizzazione. Nei casi di miocardite, embolia polmonare o insufficienza cardiaca, il trattamento sarà mirato alla gestione della patologia primaria.

In pazienti sani, senza particolari patologie, i livelli di troponina nel sangue dovrebbero essere così bassi da non poter essere misurati.

Altri Enzimi Cardiaci

Alcuni di questi enzimi vengono misurati nel sangue dei pazienti per individuare un danno cardiaco. Quando le cellule del cuore subiscono una lesione, o soffrono per una grave mancanza di ossigeno, rilasciano maggiori quantità di questi enzimi. Oltre all’utilità come marcatore diagnostico per l’infarto del miocardio e altre condizioni, i livelli di enzimi cardiaci hanno anche un significato prognostico.

In caso di infarto miocardico, i loro livelli nel sangue aumentano precocemente (da 3 a 9 ore dopo l’infarto), raggiungono il picco a distanza di 24-48 ore e rimangono elevati per diversi giorni. Esistono diverse forme di questo enzima. Tra queste, la più specifica per il miocardio, quindi la più utile per diagnosticare un infarto, è la creatina chinasi-MB (CK-MB). Tuttavia, i suoi livelli ritornano rapidamente alla normalità, normalizzandosi entro un paio di giorni.

In particolare, la mioglobina viene rilasciata entro 1 ora e aumenta più rapidamente rispetto alla troponina e a CK-MB, raggiunge il picco in circa 8-10 ore e ritorna alla normalità entro 24 ore. L’AST è stato il primo biomarcatore utilizzato per aiutare i medici nella diagnosi di infarto del miocardio. Questo enzima si trova principalmente nel fegato e in altri muscoli e organi, incluso il cuore. Questo test è oggi più comunemente usato per verificare la presenza di malattie del fegato.

Interpretazione dei risultati

I risultati dei test degli enzimi cardiaci variano a seconda dello specifico enzima cardiaco e della tipologia di test adottata dal laboratorio. Ad esempio, il cuore rilascia elevate quantità di queste proteine dopo un infarto.

La diagnosi di infarto miocardico richiede che i livelli di troponina cardiaca siano superiori al limite di riferimento del 99° percentile per il test in uso, e che vi sia evidenza clinica di ischemia miocardica (p. es., anomalie all'ECG o dolore toracico).

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