La glicemia indica i livelli di glucosio nel sangue, un parametro che può variare sensibilmente nell'arco di una giornata in base a ciò che mangiamo o allo stato di salute. I livelli di glicemia sono espressi in milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dl).
La misurazione della glicemia è fondamentale per monitorare l'efficacia della terapia nei pazienti diabetici. Prima di tutto, è importante fissare un punto di riferimento: per rilevare i valori di glicemia a digiuno, è necessario effettuare un prelievo venoso al mattino prima di fare colazione.
Un'alterata glicemia a digiuno rappresenta un campanello d'allarme e suggerisce ulteriori indagini, come il test da carico orale di glucosio (OGTT). La glicemia postprandiale, invece, indica i livelli di glucosio nel sangue registrati circa due ore dopo un pasto, fase in cui la glicemia raggiunge i livelli più alti.
Valori Normali e Quando Preoccuparsi
Negli individui sani, che non presentano problemi di diabete, i livelli di glicemia rientrano nella norma a distanza di qualche ora (circa 4) dopo la fine dei pasti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come normale tolleranza al glucosio valori glicemici inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol/l) due ore dopo l'ingestione di un carico di glucosio da 75 g, nel contesto di un test orale di tolleranza al glucosio.
È in queste fasi della giornata che la glicemia raggiunge i livelli più alti.
Nelle persone con diabete manifesto o in uno stato di ridotta tolleranza al glucosio, il meccanismo di regolazione della glicemia non funziona correttamente.
Glicemia in Gravidanza
Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia, poiché i valori sono tendenzialmente più contenuti. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl, mentre al tempo 60 minuti non devono superare i 180 mg/dl. Tale test è eseguito anche nelle donne in gravidanza, per verificare la presenza di diabete gestazionale.
Test per la Rilevazione dell'Iperglicemia Postprandiale
Le analisi per la rilevazione dell’iperglicemia postprandiale sono rappresentate dall’automonitoraggio della glicemia e dal test da carico orale di glucosio (OGTT), che prevede generalmente l’assunzione di una soluzione contenente 75 g di glucosio disciolti in acqua. La glicemia postprandiale viene generalmente misurata durante il cosiddetto test da carico orale di glucosio (OGTT).
Questo tipo di esame permette di comprendere in che modo l’organismo reagisce al glucosio. Il test della curva glicemica è utilizzato anche nelle donne in gravidanza per lo screening del diabete gestazionale, una forma di diabete che si sviluppa nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza in donne che non hanno mai sviluppato questa condizione.
Meccanismi di Regolazione della Glicemia Postprandiale
I meccanismi coinvolti nella regolazione del tasso di glicemia postprandiale sono numerosi, piuttosto complessi e connessi tra loro (la secrezione di insulina, la soppressione del glucagone e anche l’intervento di alcuni ormoni intestinali). Durante un pasto, l’insulina viene rilasciata in 2 fasi: nella prima c’è il rilascio di una piccola quantità, in un periodo di circa 10 minuti, che anticipa e attenua le variazioni glicemiche postprandiali. Con l’aumento dei livelli di glucosio nel sangue, si verifica una seconda fase di rilascio di insulina più sostenuta, che è proporzionale al carico glicemico del pasto. Il fattore chiave nel determinare l’abbassamento del picco iperglicemico postprandiale è la prima fase della secrezione di insulina.
Rischi dell'Iperglicemia Postprandiale
Di recente, è stata posta molta attenzione allo stato postprandiale in quanto più di uno studio ha evidenziato che l’iperglicemia postprandiale isolata, come quella che si verifica nelle persone con ridotta tolleranza al glucosio, raddoppia il rischio di morte per malattie cardiovascolari. Lo stato di iperglicemia postprandiale porta anche ad avere livelli di grassi nel sangue aumentati, soprattutto trigliceridi.
Si è visto anche che l’iperglicemia postprandiale potrebbe rendere più difficile il raggiungimento di un controllo glicemico ottimale nei pazienti con diabete di tipo 2. Col passare del tempo, il ripetersi di fenomeni iperglicemici postprandiali finisce col danneggiare occhi, reni, nervi e vasi sanguigni. In particolare, un'elevata glicemia postprandiale è messa in relazione con lo sviluppo delle complicanze del diabete, sia di tipo uno che di secondo tipo.
Strategie per Ridurre la Glicemia Postprandiale
Per ridurre la glicemia postprandiale alta si può ricorrere sia a terapie farmacologiche sia a interventi sullo stile di vita. In particolare si raccomanda di modificare abitudini dannose e mettere in atto alcuni accorgimenti, tra cui praticare una regolare attività fisica e mantenere un peso corporeo nella norma. Oltre a condurre uno stile di vita sano e a praticare sport, anche un corretto regime alimentare ci aiuta a prevenire un eccessivo innalzamento della glicemia.
Le diete a basso indice glicemico (IG) portano beneficio nel controllo del glucosio plasmatico post-prandiale. Queste strategie alimentari si basano sul consumo prevalente di alimenti ricchi di fibra (verdura, legumi e frutta non zuccherina), contrapposto alla moderazione dei cibi ricchi di carboidrati complessi (pasta al dente, riso, pane integrale, prodotti da forno e cereali in genere, patate, tuberi, castagne) e all'evitamento degli zuccheri semplici (saccarosio, pane bianco, miele, dolciumi, snack, bevande zuccherate ecc.).
È importante consumare con parsimonia anche quella frutta troppo zuccherina (ad esempio i cachi, i fichi, la frutta sciroppata). Via libera invece a quegli alimenti a basso indice glicemico.
Nell’applicazione pratica dell’indice glicemico non va però dimenticato il concetto di “carico glicemico” dato dal prodotto tra la quantità di carboidrati della dieta e il suo indice glicemico medio.
Terapie Farmacologiche
Vari agenti farmacologici riducono in modo preferenziale il glucosio plasmatico post-prandiale. A questa categoria appartengono gli Inibitori dell’alfa-Glucosidasi (Acarbosio), le Glinidi (secretagoghi ad azione rapida dell’insulina) e naturalmente gli Analoghi dell’insulina ad azione rapida. Anche i nuovi farmaci antidiabetici come gli Agonisti del Glucagon-Like Peptide-1 [GLP-1] e gli Inibitori della Dipeptidil Peptidasi-4 [DPP-4] hanno mostrato di portare benefici significativi nel ridurre le escursioni glicemiche dopo i pasti.
Inoltre, nuove classi terapeutiche per il trattamento del glucosio plasmatico postprandiale in pazienti diabetici - tra le quali ricordiamo gli analoghi dell'amilina, i derivati del glucagon-like peptide-1 [GLP-1] e gli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 [DPP-4] - hanno mostrato di portare benefici significativi nel ridurre le escursioni glicemiche dopo i pasti.
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