La glicemia indica i livelli di glucosio nel sangue e questo parametro può variare sensibilmente nell’arco di una giornata, in base ad esempio a ciò che mangiamo o allo stato di salute. I livelli di glicemia sono indicati in milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dl). Prima di qualsiasi altra cosa, è bene fissare un punto: per rilevare i valori di glicemia a digiuno, è necessario effettuare un prelievo venoso al mattino prima di fare colazione.
La misurazione della glicemia è stata per molti anni l’unico criterio per porre diagnosi di diabete. La strategia è indiretta in quanto l’iperglicemia riflette la conseguenza dello squilibrio metabolico e non la causa, ma rappresenta ancora oggi una modalità diagnostica e di gestione della malattia essenziale. Un'alterata glicemia a digiuno costituisce un campanello d'allarme. In tali casi è suggerito effettuare ulteriori indagini, come il test da carico orale di glucosio o OGTT. La glicemia post prandiale indica i livelli di glucosio nel sangue fatti registrare dopo circa due ore un pasto. È in queste fasi della giornata che la glicemia raggiunge i livelli più alti. Negli individui sani, che non presentano problemi di diabete, i livelli di glicemia rientrano nella norma a distanza di qualche ora (circa 4) dopo la fine dei pasti.
Glicemia a Digiuno: Cosa Significa?
La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è la principale fonte energetica per l’organismo, in particolare per il cervello. Questo parametro può variare in maniera sensibile nell'arco di una giornata, in base ad esempio a ciò che mangiamo o allo stato di salute.
Valori Normali di Glicemia a Digiuno
La soglia per considerare “normale” un valore di glicemia a digiuno è stata abbassata dall’ADA nel 2003, portando il valore di FPG da < 6,1 mmol/L (< 110 mg/dL) a <5,6 mmol/L (< 100 mg/dL), ma la modifica rimane controversa. Il razionale dell’abbassamento della soglia di normalità si basa sui dati secondo cui soggetti con valori FPG compresi tra 5,6 mmol/L (100 mg/dL) e 6,05 mmol/L (109 mg/dL) presentano un rischio maggiore di sviluppare il DMT2 (7), ma prove successive indicano che anche le concentrazioni di FPG < a 5,6 mmol/L (100 mg/dL) sono associate a un rischio graduale di DMT2 (8). Uomini con FPG compreso tra 4,83 e 5,05 mmol/L (da 87 a 91 mg/dL) hanno un rischio significativamente maggiore di DMT2 rispetto a quelli con FPG < 4,5 mmol/L (81 mg/dL).
Glicemia Alta al Mattino: Cause e Fenomeni
Una condizione ricorrente è l’iperglicemia a digiuno (glicemia elevata al risveglio), anche in persone che hanno valori normali durante il giorno.
- Effetto Alba (Dawn Phenomenon): È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
- Resistenza insulinica: Un valore di glicemia normale può nascondere un’insulinemia elevata, segno precoce di resistenza insulinica. Mentre la glicemia misura quanto glucosio c’è nel sangue, l’insulinemia misura quanta insulina viene prodotta dal pancreas per tenere sotto controllo quel glucosio.
Glicemia a Digiuno e Diabete: Quando Preoccuparsi?
Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito. La glicemia a digiuno elevata può essere asintomatica nelle fasi iniziali. La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico.
Linee Guida per la Diagnosi e lo Screening del Diabete
Le linee guida 2023 dell’American Association for Clinical Chemistry (AACC) e l’American Diabetes Association (ADA) hanno pubblicato un documento congiunto in cui sono state aggiornate le raccomandazioni per le analisi di laboratorio nella diagnosi e gestione del diabete (1). Di seguito sono evidenziati gli aspetti relativi ai criteri di metodo, modalità d’impiego e interpretazione della glicemia (1).
Criteri Diagnostici
Nel 1997 vennero rivisti i criteri per la diagnosi e comprendevano: (a) glicemia a digiuno (FPG) ≥ 7,0 mmol/L (126 mg/dL), (b) glicemia a 2 ore post-carico > 11,1 mmol/L (200 mg/dL) durante un test di tolleranza al glucosio orale (OGTT), o (c) sintomi di diabete e glicemia casuale (cioè, indipendentemente dall'ora del pasto precedente) ≥ 11,1 mmol/L (200 mg/dL) (3). Nel 2009 un comitato internazionale di esperti ha raccomandato che il diabete potesse essere diagnosticato anche mediante un quarto criterio, la misurazione dell'emoglobina glicata (HbA1c) che riflette le concentrazioni di glucosio nel sangue a lungo termine (4).
Se uno di questi criteri è soddisfatto, è necessaria la conferma della diagnosi con una delle seguenti procedure:
- Ripetendo lo stesso test (glicemia o HbA1c) su un campione di sangue diverso prelevato il giorno successivo.
- In alternativa, con il test di conferma diverso dal test iniziale (misurazione iniziale - glicemia, test di conferma HbA1c nel campione successivo o viceversa).
- La terza opzione consiste nel misurare glicemia e HbA1c nello stesso giorno.
Il test di conferma non serve nei soggetti sintomatici che presentano un'iperglicemia inequivocabile, ovvero > 11,1 mmol/L (200 mg/dL).
Screening
Lo screening mediante FPG, o OGTT a 2 ore, o HbA1c è raccomandato per i soggetti ad alto rischio di diabete. Se l'FPG è < 5,6 mmol/L (< 100 mg/dL) e/o la glicemia a 2 ore è < 7,8 mmol/L (<140 mg/dL ), o l'HbA1c è < 5,7% (< 39 mmol/mol), i test devono essere ripetuti a intervalli di 3 anni. La glicemia deve essere misurata nel plasma venoso quando il dato viene utilizzato per lo screening di soggetti ad alto rischio. L’American Diabetes Association (ADA) propone lo screening per tutte le persone di età >35 anni e suggerisce che venga preso in considerazione in giovane età o effettuato più frequentemente nei soggetti in sovrappeso o obesi (BMI ≥ 25 kg/m 2) e che presentano uno o più altri fattori di rischio per il diabete (5). I soggetti con prediabete (cioè con concentrazioni glicemiche che non soddisfano i criteri per il diabete, ma sono superiori alla norma) dovrebbero testare la glicemia ogni anno.
Il Ruolo dell'1-h OGTT
Negli ultimi 40 anni numerosi studi hanno dimostrato la maggior efficacia della glicemia a 1 ora dopo curva da carico di glucosio (1-h OGTT) nel predire lo sviluppo di diabete tipo 2 (DT2) e delle sue complicanze rispetto ai valori di glicemia a digiuno, HbA1c e glicemia a 2-h OGTT, anche in soggetti con normale tolleranza glucidica (HbA1c <39 mmol/mol o 5,7%, glicemia a digiuno <5,5 mmol/l o 100 mg/dl, glicemia a 2-h OGTT <7,8 mmol/l o 140 mg/dl). Tuttavia, tali evidenze non sono state tradotte in un aggiornamento dei criteri diagnostici.
L’IH precede lo sviluppo di IGT e di DT2, dunque il test a 1 ora consente l’individuazione precoce di soggetti ad alto rischio di sviluppare DT2, permettendo così l’avvio di programmi di prevenzione in soggetti che attualmente sfuggono ai criteri diagnostici di DT2 e prediabete. L’IH ha dimostrato una correlazione con il rischio di sviluppare complicanze micro- e macrovascolari. In tale contesto, nonostante le sfide inerenti all’implementazione dell’1-h OGTT, tale strumento presenta notevole potenziale per la diagnosi precoce e lo screening.
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