Valori Normali della Glicemia negli Uomini di 50 Anni

La glicemia misura quanto glucosio è presente nel sangue. Misurare i livelli di glicemia, quindi, è fondamentale per identificare e diagnosticare i casi di prediabete e diabete, nelle varie forme che può assumere questa patologia (come il diabete mellito o quello gestazionale).

Inoltre, nei pazienti che hanno già una diagnosi di diabete, la misurazione della glicemia è un fondamentale strumento di monitoraggio, per comprendere se la terapia a cui sono sottoposti sta funzionando o se ha bisogno di correttivi (ad esempio, nel dosaggio dell’insulina). Ma quali sono i valori normali della glicemia da utilizzare come riferimento? Quando si parla di iperglicemia e quando di ipoglicemia?

Come e Quando Misurare la Glicemia

Prima di rispondere a queste due cruciali domande, è utile fare una rapida premessa su quando e come misurare correttamente la glicemia. Il test più comune è quello della glicemia a digiuno, che può essere eseguito:

  • con prelievo endovenoso, come qualsiasi tipologia di analisi del sangue;
  • con glucometro (in auto misurazione), utilizzando il sangue capillare.

Il test della glicemia con l’apposita macchinetta è piuttosto semplice: basta disinfettarsi la punta del dito, pungerlo e far assorbire una goccia di sangue sulla striscia reattiva, che poi viene letta dal glucometro.

Trattandosi di glicemia a digiuno, l’esame va eseguito la mattina, prima di consumare qualsiasi cibo. Ai pazienti diabetici, può essere richiesto di eseguire l’esame in auto misurazione anche due ore dopo i pasti e prima di andare a dormire.

Quando i valori della glicemia a digiuno risultano troppo alti o quando sussistono particolari circostanze (come la gravidanza), il medico curante può prescrivere l’esecuzione della cosiddetta curva glicemica, cioè un test della glicemia che viene eseguito dopo la somministrazione di un carico di glucosio. Questo esame, però, può essere effettuato solo presso laboratorio di analisi e non in autonomia.

Valori Normali di Riferimento della Glicemia

È considerato normale un valore della glicemia a digiuno compreso tra 70 e 99 mg/dl. Sotto questo livello, quindi, si può parlare di ipoglicemia, sopra di iperglicemia. Per una diagnosi di diabete, però, la glicemia deve superare i 126 mg/dl in due diverse misurazioni.

Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.

Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.

Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.

Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.

Cosa Influenza la Glicemia?

La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.

Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:

  • seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura;
  • praticare attività fisica regolarmente;
  • in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.

Alimentazione e Indice Glicemico

L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.

Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.

Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.

Cause di Iperglicemia e Ipoglicemia

Glicemia Alta: le cause

Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:

  • scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1);
  • incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2);
  • uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.

In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come:

  • acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita);
  • sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue);
  • pancreatite;
  • tumori del pancreas;
  • eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus);
  • episodi infettivi acuti.

Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da:

  • scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta;
  • vita sedentaria;
  • inefficacia dei farmaci.

Glicemia Bassa: le cause

L’ipoglicemia può avere diverse cause, tra cui le più comuni sono:

  • eccessivo consumo di alcol in periodi di digiuno;
  • terapia con sulfaniluree;
  • sovradosaggio della terapia insulinica nei pazienti affetti da diabete.

In casi più rari l’ipoglicemia può essere causata da:

  • patologie epatiche (cirrosi, per esempio) in condizioni di digiuno;
  • tumori pancreatici;
  • morbo di Addison, una malattia rara che colpisce le ghiandole surrenali.

Sintomi di Iperglicemia e Ipoglicemia

Glicemia Alta: i sintomi

I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti. I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione.

Glicemia Bassa: i sintomi

I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere:

  • pallore;
  • sensazione di stanchezza;
  • sudorazione ingiustificata;
  • nausea o fame;
  • vertigini;
  • tremore;
  • battito cardiaco accelerato (tachicardia) o martellante (palpitazioni);
  • irritabilità, ansia, sbalzi d’umore;
  • mal di testa.

Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come:

  • visione offuscata;
  • debolezza e sonnolenza;
  • difficoltà di concentrazione e stati confusionali;
  • crisi epilettiche;
  • collasso o svenimento.

Tabella dei Valori di Glicemia

Di seguito è riportata una tabella riassuntiva dei valori di glicemia:

Condizione Glicemia a digiuno (mg/dl) Glicemia 2 ore dopo pasto (mg/dl)
Normale 70 - 99 Inferiore a 140
Alterata glicemia a digiuno 100 - 125 N/A
Ridotta tolleranza ai carboidrati N/A 141 - 199
Diabete mellito Superiore o uguale a 126 (in due misurazioni) Superiore a 200

È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.

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