Valori Normali della Glicemia negli Anziani: Cosa Sapere

L'invecchiamento è un processo individuale condizionato da fattori genetici, ambientali, dietetici e sociali. Per convenzione, si definisce anziana la persona di età ≥65 anni, ma l’età biologica deve essere valutata anche in funzione dello stato di salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce come anziani “attivi” coloro i quali nel progressivo invecchiamento mantengono capacità funzionale di condurre una vita autonoma e senza disabilità.

Non è possibile fare prevenzione nei confronti dell’invecchiamento, ma il decadimento funzionale è suscettibile di rallentamento se si interviene sui fattori di rischio modificabili e se si svolge operazione di prevenzione primaria nei confronti delle principali malattie cronico-degenerative.

Fattori che Influenzano la Vecchiaia Attiva

La vecchiaia attiva è la risultante di una realtà multifattoriale. Tra i fattori principali troviamo:

  • Adattabilità: La conservazione di relazioni sociali viene considerata dall’anziano fondamentale per la propria qualità di vita, anche indipendentemente dal proprio stato di salute e di autonomia.
  • Alimentazione: La dieta di tipo mediterraneo, assieme all’attività fisica, un moderato consumo di alcool e l’astensione dal fumo sono elementi che consentono di vedere aumentare significativamente l’aspettativa di vita.
  • Attività fisica: È oramai dimostrato che l'attività fisica è un mezzo efficace per ridurre gli eventi cardiovascolari, la disabilità, e la mortalità in soggetti di età fra i 50 e i 70 anni. Il Medico di Medicina Generale è colui il quale meglio può stimolare la persona anziana a mantenere costante un'attività fisica che, se pur modesta, è in grado di allungare la sopravvivenza anche dei soggetti fragili.
  • Fumo: L’abitudine tabagica determina una diminuzione dell’aspettativa di vita per i soggetti anziani e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e dei disturbi cerebrali compresa la malattia di Alzheimer.
  • Abuso di alcolici: È consentito un moderato uso di bevande alcoliche, mentre un maggiore consumo di alcool aumenta il rischio di morbilità e di mortalità.

Altri fattori importanti:

  • Prevenzione degli infortuni: La casa è il luogo in cui avvengono il maggior numero di incidenti a cui è soggetto l’anziano. Le cause più frequenti di tali incidenti sono state individuate nei disturbi visivi, nelle patologie croniche, come artrite e diabete, e nei disturbi cognitivi.
  • Lavoro: L’attività lavorativa, quando non è usurante, è elemento di benessere psico-fisico e incide positivamente sulla morbilità e mortalità.
  • Reddito: L’anziano, svantaggiato per ridotte risorse economiche, ha un rischio di morbilità e mortalità superiore a quella della restante popolazione.
  • Previdenza sociale: Lo stato di salute dell’anziano è positivamente condizionato dall’integrazione che egli ha nel contesto sociale dove può svolgere attività utili, tra l’atro, a creare un senso di appartenenza al gruppo e di identità individuale.
  • Promozione della salute: L’OMS definisce la promozione della salute come quella serie di strategie aventi come obiettivo principale il controllo e il miglioramento della salute della popolazione.
  • Assistenza continuativa: Per la popolazione anziana è necessaria un’assistenza che veda coordinati servizi sanitari e sociali.
  • Medicina di base: Le aumentate capacità diagnostico-terapeutiche della moderna medicina hanno contribuito al progressivo invecchiamento della popolazione e con esso la diffusione di patologie cronico-degenerative la cui gestione è possibile attraverso modelli assistenziali che adottano il “chronic care model” e che vedono il MMG quale reale gestore del processo di cura.

Il Diabete negli Anziani

L'incremento della popolazione anziana (maggiore di 65 anni) ed il contemporaneo aumento della prevalenza di diabete mellito rendono necessario un continuo confronto fra i diversi specialisti coinvolti nella gestione di questa patologia in questa fascia di età. Nel nostro paese il diabete colpisce fino all'8% delle persone sopra i 60 anni e fino al 10-12% dopo i 70 anni. Si ritiene che la prevalenza di diabete non diagnosticato sia compresa tra il 30 e il 50% e che la fase asintomatica della malattia sia di circa 7 anni per cui è giustificato porre in essere una strategia di medicina preventiva, cioè atta a ritardare la manifestazione patologica e a ridurne le complicanze invalidanti.

Diagnosi di Diabete:

  • HbA1c ≥6,5% - a condizione che il dosaggio dell’HbA1c sia standardizzato, allineato a IFCC (International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine) e che si tenga conto dei fattori che possono interferire con il dosaggio della glicata.
  • glicemia a digiuno ≥126 mg/dl.
  • glicemia casuale ≥200 mg/dl, indipendentemente dall’assunzione di cibo.

Il riscontro di questi parametri deve essere confermato in almeno due diverse occasioni.

Prevenzione del Diabete

  • Evitare il sovrappeso e svolgere un’attività fisica regolare (20-30 minuti al giorno o 150 minuti alla settimana).
  • Aumentare l’apporto di fibre vegetali (≥15 g/1000 kcal).

È da tener presente che la diagnosi di diabete mellito nel paziente anziano può essere posta con ritardo anche per il quadro clinico di presentazione che è spesso insidioso per la atipia dei sintomi (manca la polidipsia per l’alterata percezione della sete) o per la complessità del quadro clinico legato alla presenza di patologie multiple.

Fragilità nell'Anziano

Il 10% dei soggetti con più di 70 anni ha uno stato di salute instabile, è affetto da morbilità complesse e va incontro a un rapido deterioramento delle capacità fisiche e cognitive: questi soggetti vengono definiti “fragili”. Il 50% presenta morbilità croniche multiple, con conseguenti problemi di mobilità o difficoltà nello svolgimento delle attività della vita quotidiana in almeno il 40% dei casi.

A oggi l’unica certezza di efficacia si ha dall’attività fisica, da stimolare e/o implementare nell’anziano fragile.

Obiettivi Glicemici

Si dovrebbe raggiungere un compenso glicemico soddisfacente al fine di evitare sia la letargia iperglicemica che il rischio di ipoglicemia, conservando il massimo livello di funzione cognitiva e fisica. In pratica è appropriato un obiettivo glicemico non molto restrittivo, con valori di HbA1c compresi tra 7,5 e 8,5% negli anziani con complicanze, affetti da demenza, con pluripatologie, eventualmente ospiti in una residenza sanitaria assistenziale (RSA) nei quali il rischio di ipoglicemia è alto e nei quali i rischi di un controllo glicemico intensivo supererano i benefici attesi. Livelli di glicemia a digiuno compresi tra 130 e 160 mg/dl sono un buon compromesso tra rischio di ipoglicemia e scompenso metabolico. (Linee guida Europee - Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito).

Glicemia: Valori Normali e Monitoraggio

La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. È importante mantenere i livelli sotto controllo in quanto sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia (ovvero livelli rispettivamente troppo alti o troppo bassi di glucosio) possono determinare complicanze pericolose.

Valori Normali di Glicemia

I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:

  • 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno;
  • inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).

Quando i Valori della Glicemia Sono Preoccupanti?

  • Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl.
  • Si parla di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.
  • Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.
  • Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.

Fattori che Influenzano la Glicemia

La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.

Come Mantenere la Glicemia Entro i Valori Normali

  • Seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura.
  • Praticare attività fisica regolarmente.
  • In caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.

Tabella dei Valori Normali della Glicemia

Condizione Valore (mg/dL)
A digiuno 70 - 99
Iperglicemia a digiuno 100 - 125
Diabete (a digiuno) ≥ 126 (in due occasioni)
2 ore dopo il carico di glucosio < 140
Alterata tolleranza al glucosio (2 ore dopo) 140 - 199
Diabete (casuale) ≥ 200 (con sintomi)
Ipoglicemia (diabetici) < 70

È fondamentale rivolgersi al medico per avere indicazioni specifiche sul proprio livello ottimale di glicemia.

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