Valori Normali della Glicemia nei Bambini: Una Tabella di Riferimento

La glicemia indica i livelli di glucosio nel sangue. Questo parametro può variare in maniera sensibile nell’arco di una giornata, in base ad esempio a ciò che mangiamo o allo stato di salute. I livelli di glicemia sono indicati in milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dl).

Quando e Perché Misurare la Glicemia

La misurazione della glicemia si può rendere necessaria per monitorare l’efficacia della terapia messa in atto per un paziente diabetico. Prima di qualsiasi altra cosa, è bene fissare un punto. Per rilevare i valori di glicemia a digiuno, è necessario effettuare un prelievo venoso al mattino prima di fare colazione.

Glicemia a Digiuno e Post-Prandiale

Un’alterata glicemia a digiuno costituisce un campanello d’allarme. In tali casi è suggerito effettuare ulteriori indagini, come il test da carico orale di glucosio o OGTT. La glicemia post prandiale indica i livelli di glucosio nel sangue fatti registrare dopo circa due ore un pasto. È in queste fasi della giornata che la glicemia raggiunge i livelli più alti.

Negli individui sani, che non presentano problemi di diabete, i livelli di glicemia rientrano nella norma a distanza di qualche ora (circa 4) dopo la fine dei pasti.

L'Importanza di uno Stile di Vita Sano

Oltre a condurre uno stile di vita sano e a praticare sport, anche un corretto regime alimentare ci aiuta a prevenire un eccessivo innalzamento della glicemia. È importante consumare con parsimonia anche quella frutta troppo zuccherina (ad esempio i cachi, i fichi, la frutta sciroppata). Via libera invece a quegli alimenti a basso indice glicemico.

Test di Tolleranza al Glucosio e Glicemia in Gravidanza

Uno degli esami per diagnosticare l’eventuale presenza di diabete conclamato è la curva glicemica da carico. Tale test è eseguito anche nelle donne in gravidanza, per verificare la presenza di diabete gestazionale. Questo tipo di esame permette di comprendere in che modo l’organismo reagisce al glucosio. I valori di glicemia in gravidanza sono tendenzialmente più contenuti. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl. Al tempo 60 minuti non devono invece superare i 180 mg/dl. Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia. La tabella dei valori è evidentemente più restrittiva.

Valori di Glicemia e Età

I valori corretti della glicemia non cambiano in modo significativo con l’età: le soglie diagnostiche per diabete, prediabete e normoglicemia sono uguali per adulti di tutte le età, salvo casi particolari. Detto questo, a livello fisiologico, è vero che la glicemia potrebbe tendere a modificarsi lievemente con l’età, anche in soggetti sani e con uno stile di vita corretto.

Negli anziani, soprattutto se fragili, con demenza, polimedicati o a rischio di cadute, le linee guida (es. ADA, EASD, NICE) potrebbero raccomandare target meno severi, ma questo non significa affatto che valori alti di glicemia siano “normali” o “accettabili” in senso assoluto.

Ipoglicemia nei Bambini

Si tratta dell'abbassamento del livello di concentrazione di glucosio nel sangue. Secondo le raccomandazioni della Pediatric Endocrine Society pubblicate nel 2015, il valore normale della glicemia a digiuno è 70-100 mg/dl, dall’età neonatale all’età adulta. Una glicemia al di sotto di tale range si considera pertanto ipoglicemia spontanea, anche in assenza di sintomi. Al termine del test del digiuno viene invece considerato diagnostico per ipoglicemia un valore inferiore a 50 mg/dl.

Laddove possibile un “campione critico” per identificare la causa dell’ipoglicemia dovrebbe essere prelevato nel momento di una ipoglicemia spontanea. In assenza del “campione critico”, è necessario indurre l’ipoglicemia mediante un test del digiuno, la cui durata è calibrata in funzione dell’età del bambino.

Trattamento e Prevenzione dell'Ipoglicemia

I tessuti che utilizzano il glucosio come fonte principale di energia sono prevalentemente il cervello, il cuore e i muscoli. Terapie farmacologiche sono disponibili per alcuni disordini, come l’iperinsulinismo o i deficit ormonali. La terapia nutrizionale è fondamentale in alcune malattie, come le glicogenosi o l’intolleranza ereditaria al fruttosio. L’ipoglicemia si previene evitando il digiuno prolungato ed assumendo una dieta iperglucidica.

Prognosi dell'Ipoglicemia

La prognosi dell’ipoglicemia è molto variabile. Ipoglicemie che esordiscono in età neonatale, sia di grado severo, sia di grado lieve ma prolungate, possono provocare un danno neurologico permanente (epilessia, disabilità intellettiva). Le malattie con il rischio maggiore di presentare esiti neurologici sono l’iperinsulinismo congenito e i difetti di beta ossidazione. Nelle altre forme di ipoglicemia, in cui altre fonti energetiche alternative al glucosio (chetoni, lattato) possono essere utilizzate dal sistema nervoso centrale.

Monitoraggio Complementare: Glicosuria e Chetonuria

  • Glicosuria frazionata: andrebbe effettuata a scadenze fisse (ogni 7-15 giorni) sull’urina raccolta durante la giornata in frazioni temporali corrispondenti a colazione-pranzo, pranzo-cena, cena-colazione.

Il controllo della glicemia e quello della glicosuria sono da considerarsi complementari: il primo fornisce indicazioni sui valori della glicemia al momento del prelievo, il secondo indica se nelle ore precedenti si sono verificati episodi di iperglicemia. L’esame della chetonuria (chetoni nelle urine) va eseguito per valori di glicosuria > 20g/l. Le prove della glicosuria vanno integrate con quelle della glicemia.

  • In periodi di instabilità glicemica: 3 glicosurie con chetonuria giornaliere; 4 profili glicemici giornalieri al dito per una settimana con, se possibile, 2 misurazioni alle 02.00 del mattino; glicosuria sulle urine della notte.

Emoglobina Glicosilata (HbA1c)

Con questo termine si includono tutte le proteine sieriche glicosilate: la sua determinazione è un indice dell’equilibrio glicemico delle 2-3 settimane precedenti il dosaggio.

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