Colesterolo Dopo Aver Mangiato: Cosa Succede e Come Gestirlo

Hai mai misurato il colesterolo dopo le abbuffate natalizie? Con un semplice prelievo, scoprirai che i livelli di colesterolo nel sangue risulteranno decisamente superiori a quelli registrati nel periodo estivo. Tutta colpa di dolciumi, cene a ripetizione, alcol ed eccessi di grassi saturi (quelli cattivi) che danneggiano arterie e cuore.

Una ricerca condotta dall’Università di Copenaghen ha misurato i valori di colesterolo Ldl in oltre 25 mila danesi di età superiore ai 20 anni. Lo studio ha evidenziato che i valori di colesterolo totale registrati a gennaio risultavano mediamente più alti del 15 per cento rispetto ai valori di fine estate, con punte del 20 per cento per il colesterolo Ldl.

Cos'è il Colesterolo?

Intanto facciamo chiarezza su che cosa è il colesterolo. Si tratta di un grasso prodotto dal fegato ed è presente in tutte le cellule dell’organismo. Serve per la sintesi di alcuni ormoni, gioca un ruolo fondamentale nella produzione della vitamina D, è un costituente delle membrane cellulari e di vari tessuti.

Se presente in eccesso, può essere molto dannoso: infatti tende ad accumularsi sulle pareti delle arterie e nel tempo può formare una placca che restringe l’arteria e riduce il flusso di sangue. Quando la placca si infiamma o si rompe, si forma un coagulo detto trombo che impedisce l’afflusso di sangue al cuore.

Tipi di Colesterolo

Esistono due tipi principali di colesterolo:

  1. LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, è contenuto nelle lipoproteine a bassa densità (LDL) che lo trasportano ai vari tessuti, favorendone l’accumulo sulla parete interna delle arterie.
  2. HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”, si lega alle HDL (lipoproteine ad alta densità) che lo trasportano fuori dai vasi verso il fegato, dove viene eliminato.

Il colesterolo è anche introdotto attraverso l’alimentazione, con alimenti ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo. Il colesterolo viene introdotto anche attraverso i grassi insaturi che si ottengono aggiungendo idrogeno agli oli vegetali, tipici di molte fritture, delle margarine vegetali e dei grassi usati in pasticceria.

Fattori che Influenzano i Livelli di Colesterolo

Alcuni altri fattori, a parte l’alimentazione, favoriscono l’aumento di colesterolo:

  1. Il sovrappeso.
  2. La sedentarietà: un regolare esercizio fisico non solo abbassa il “colesterolo cattivo”, ma è anche in grado di aumentare quello “buono”.
  3. Il fumo di sigaretta: fa diminuire il livello di colesterolo HDL.
  4. Età e sesso: il colesterolo aumenta naturalmente quando si invecchia.

Come Controllare i Livelli di Colesterolo

Per conoscere il livello del colesterolo LDL e sapere se rientra nei valori indicati, il medico prescrive il dosaggio del “profilo lipidico”, un semplice esame del sangue (Checkup Colesterolo) che comprende: LDL (“colesterolo cattivo”), HDL (“colesterolo buono”), trigliceridi e colesterolo totale.

Nelle persone sane il livello di colesterolo totale desiderabile dovrebbe essere inferiore a 200 mg/dl, mentre il colesterolo LDL non deve superare i 130 mg / dl. Chi ha avuto un evento coronarico acuto, come un infarto o un’angina (causata da un temporaneo scarso afflusso di sangue al cuore), ha un rischio molto più elevato di svilupparne un secondo. Uno dei più importanti fattori di rischio è rappresentato da elevati livelli di colesterolo, il grasso che circola nel sangue: più alto è il tuo colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”), maggiori sono le probabilità di un secondo evento acuto.

Dopo un infarto, è importante controllare periodicamente anche la pressione arteriosa, che deve essere tenuta sotto i 130 mmHg di massima e 90 mmHg di minima. Per le persone con diabete o con problemi renali i valori indicati devono mantenersi al di sotto dei 120 mmHg di massima e 80 mmHg di minima. Va tenuta sotto controllo anche la frequenza cardiaca, ovvero il numero di battiti che il cuore compie in un minuto.

Strategie per Mantenere Sotto Controllo il Colesterolo

Per tenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue è buona norma:

  • Correggere la dieta, consumando regolarmente frutta, verdura e legumi, limitando il consumo di grassi, dolci e alcol.
  • Tornare a svolgere attività fisica (almeno 30 minuti ogni giorno).
  • Evitare di fumare.

Un’alimentazione sana può ridurre il colesterolo nel sangue fra il 5% e il 10%; una riduzione del 10% della colesterolemia riduce la probabilità di morire di una malattia cardiovascolare del 20%. I cardiologi suggeriscono di svolgere tra i 30 e i 45 minuti di attività fisica di media intensità 3-5 volte a settimana. Per esempio camminare a passo svelto; oppure scegliere un’attività che implica l’utilizzo di più gruppi muscolari e che migliora la resistenza (nuoto, bicicletta, ginnastica in acqua, ginnastica a corpo libero).

Come detto, per controllare il colesterolo è anche fondamentale tenere sotto controllo il peso e non fumare:

  1. Se si è in sovrappeso il rischio di avere il colesterolo alto è più elevato, così come il rischio di sviluppare ipertensione e diabete. Insieme, queste patologie aumentano il rischio di infarto.
  2. Il fumo danneggia le pareti delle arterie, formando placche che si accumulano nel tempo.

La prevenzione cardiologica è fondamentale. Per verificare i tuoi livelli di colesterolo, vieni a trovarci in uno dei nostri laboratori.

Esami del Sangue: Digiuno Sì o No?

Chi ha detto che per sottoporsi alle analisi del sangue è sempre necessario presentarsi a digiuno in laboratorio? Quella che è un’opinione abbastanza diffusa, in realtà non è sempre sostenuta da un fondamento scientifico. Ci sono esami ed esami e un’indicazione valida su larga scala non esiste.

A fare chiarezza è un documento firmato dalla Società Europea dell’Aterosclerosi e dalla Federazione Europea di Chimica Clinica e Medicina di Laboratorio, pubblicato sull’European Heart Journal. Le conclusioni sono chiare: se il motivo per cui si sottopone alle analisi è la necessità di dosare la quantità di grassi (trigliceridi e colesterolo) presenti nel sangue, non occorre presentarsi all’appuntamento a digiuno, come raccomandato in maniera diffusa in tutti i Paesi.

Fa eccezione la Danimarca, che dal 2009 «agevola» i propri connazionali, senza raccomandare che dall’ultimo pasto al prelievo siano trascorse almeno otto ore. Un’indicazione, scrivono adesso gli esperti, che potrebbe essere «rischiosa per bambini, anziani, diabetici e lavoratori».

Alla base del documento c’è la «mancanza di prove che supportino la necessità di presentarsi a digiuno alle analisi del sangue se l’obiettivo è valutare il rischio cardiovascolare», del cui aumento i grassi - soprattutto il colesterolo Ldl - è direttamente responsabile.

Nonostante l’invito al digiuno sia piuttosto frequente, il messaggio non coglie di sorpresa Marcello Ciaccio, direttore del dipartimento di biopatologia e biotecnologie mediche e forensi all’Università degli Studi di Palermo e presidente della Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare Clinica. «L’assunzione recente di grassi attraverso la dieta non è in grado di alterare i parametri lipidici. Non serve digiunare nemmeno se si ha intenzione di donare il sangue. L’indicazione cambia invece se l’obiettivo è misurare i valori di glicemia. In questo caso si consiglia di presentarsi all’appuntamento al mattino presto, a digiuno da almeno otto ore e il limite per gli zuccheri nel sangue è rappresentato da cento milligrammi per decilitro. Per chi si sottopone al prelievo nel corso della giornata, invece, teniamo in considerazione un valore uguale o inferiore a 180 milligrammi per decilitro».

Digiuno raccomandato anche per il dosaggio dell’insulina (nelle persone in cui si sospetta una diagnosi di diabete) e del peptide C (altro marcatore «sensibile» alle oscillazioni della glicemia). Come risulta già chiaro, non c’è un’unica indicazione valida su larga scala. E il digiuno non è l’unico parametro da considerare nella lettura della analisi del sangue.

Se per esempio il medico curante richiede gli esami per conoscere i livelli ematici di ormoni «sensibili» allo stress - adrenalina, noradrenalina, prolattina, cortisolo - «è importante che l’ambiente in cui viene effettuato il prelievo sia confortevole per il paziente e che lo stesso risulti sereno - prosegue Ciaccio -. Anche la semplice paura dell’ago può alterare i parametri di interesse». È infine necessario considerare anche se una persona ha svolto attività fisica la sera prima di sottoporsi alle analisi del sangue.

Tabella: Esami del Sangue e Digiuno

Esame Digiuno Richiesto? Note
Glicemia Almeno 8-12 ore
Colesterolo totale, HDL, LDL, Trigliceridi Generalmente No Consultare il medico
Test di Funzionalità Epatica A volte Consultare il medico
Emocromo Completo No
Elettroliti No
Creatinina e Azotemia No
Ormoni Tiroidei (TSH, FT3, FT4) No

Arrivare a digiuno al prelievo per la misura del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue non è più un requisito stringente, suggerisce un recente studio su più di 300 mila persone condotto in Danimarca, Canada e Stati Uniti. Secondo i dati pubblicati sullo European Heart Journal, i livelli di colesterolo e trigliceridi sarebbero risultati simili nelle persone che si sono sottoposte al prelievo senza prima aver assunto alimenti da almeno 8 ore rispetto a chi ha mangiato. In particolare, il joint consensus statement raccomanda il prelievo a stomaco pieno per la maggioranza dei pazienti, soprattutto per i bambini, gli anziani, i pazienti con terapia stabile e quelli con sindrome coronarica acuta. Le persone diabetiche possono in questo modo ridurre il rischio di ipoglicemia e evitare il mascheramento di alti livelli di trigliceridi che potrebbe derivare dal digiuno. Un’analisi a digiuno potrebbe essere richiesta qualora quella a stomaco pieno abbia rilevato livelli di trigliceridi maggiori di 5 mmol/L (440 mg/dL), o per pazienti con ipertrigliceridemia nota.

La Danimarca è l’unico paese che in cui, già dal 2009, non è più necessario rimanere a digiuno prima delle analisi; il prelievo può aver luogo a qualsiasi ora del giorno: una procedura semplificata che ha permesso di ottenere benefici sia per i pazienti che per i laboratori e i medici che li hanno in cura.

Colesterolo: Un Componente Essenziale

Il colesterolo è un componente essenziale del nostro organismo, fondamentale per regolarizzare gli scambi di sostanze utili per la vita delle cellule, e quindi del nostro corpo. Il colesterolo ha anche un’importante funzione digestiva: il fegato lo converte infatti in sali biliari, sostanze indispensabili per una corretta digestione. In parte prodotto dal fegato e in parte introdotto con gli alimenti, il nostro organismo tende a mantenerlo ad un livello costante. Il colesterolo in realtà è uno solo, ma cambiano le proteine che lo trasportano nel sangue.

Un elevato livello di colesterolo nel sangue, soprattutto di tipo LDL, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, che sono la principale causa di mortalità al mondo. Fino a qualche tempo fa si faceva riferimento solo al colesterolo totale. Il livello accettato era di 250 mg/dl. Sugli esami del sangue normalmente si trova la misura del colesterolo totale HDL e dei trigliceridi, ma spesso non compare il colesterolo LDL. I valori ottimali di LDL sono diversi a seconda delle patologie associate, generalmente da 160 a 130 mg/dl.

Dieta e Colesterolo

La dietoterapia ha scopo di normalizzare il peso e di diminuire l’apporto di colesterolo introdotto con l’alimentazione. La cosa più importante è ridurre la quantità di grassi di provenienza animale (insaccati, carni rosse, formaggi, uova), che andranno sostituiti da proteine di origine vegetale (legumi). È inoltre raccomandabile l’assunzione di carne di pesce, ricca di grassi che possiamo definire buoni e che esercitano un’azione protettiva soprattutto a carico del sistema cardiovascolare. La quantità di lipidi (grassi) deve corrispondere (e, all’occorrenza, essere ridotta) a circa un terzo della razione calorica totale quotidiana. Si tratta però di limitare i grassi saturi (i “grassi cattivi”), i quali favoriscono l’aumento del colesterolo (in particolare, c-LDL), in favore dei grassi insaturi, dei quali fanno parte gli omega 3. Anche il metodo di cottura dei cibi può fare la differenza nel tenere sotto controllo il colesterolo.

Come abbiamo visto, si può intervenire sui livelli di colesterolo per tentare di abbassarli attraverso un regime alimentare sano ed equilibrato. Non tutti gli alimenti sono tabù per contrastare il colesterolo alto. Un modello di alimentazione particolarmente funzionale non solo per contrastare i livelli alti di colesterolo è sicuramente la dieta Mediterranea, dichiarata Patrimonio Unesco nel 2010.

Fare sport e smettere di fumare. Tutti questi provvedimenti sono di per sé in grado di migliorare il profilo lipidico.

Nutrizione e Salute

La nutrizione esercita un ruolo primario nel condizionare la salute e nel prevenire patologie degenerative e di decadenza anatomica, funzionale ed estetica. Non si mangia solo per dimagrire e gran parte della salute sta nel piatto quotidiano. Due persone possono scegliere di mangiare un piatto di pasta o una porzione di formaggio. Questi alimenti possono fornire 400 calorie, ma ciascuna persona pur mangiando lo stesso numero di calorie avrà la composizione del proprio sangue diversa. La composizione del sangue genera un diverso profilo ormonale e metabolico che incide su tutte le cellule costituenti il nostro corpo!

Il valore che cambia con rapidità dopo aver mangiato e’ la glicemia. Entro una ora dall’inizio del pasto si raggiunge il picco glicemico, accompagnato dal picco della insulina, ormone del dopo pasto, dell’accumulo di grasso, della sensazione di fame. Consiglio di dotarsi di un glucometro e di eseguire la ricerca della glicemia post prandiale mediante digito puntura entro una ora dall’inizio del pasto. Indicazione: stare sempre sotto 130 mg/ 100 ml.

I trigliceridi sono molecole composte con acidi grassi alimentari. I trigliceridi sono trasportati nel sangue attraverso una lipoproteina detta VLDL che parte dal fegato e va verso tutte le nostre cellule. Quindi più grassi mangiamo, più insulina dopo il pasto produciamo e più VLDL abbiamo nel nostro sangue! Più VLDL abbiamo e più LDL-colesterolo aumenta nel nostro sangue. Consiglio di eseguire la ricerca dei trigliceridi dopo tre ore dall’inizio del pasto mediante digito puntura. Esistono strumenti per eseguire questa preziosa indagine, da acquistare in farmacia.

Il metodo molecolare è articolato su quattro giorni “a pasti proteici” caratterizzarti da una maggiore dose giornaliera di proteine e da una dose contenuta di carboidrati, giusta per non cadere in chetosi. I giorni “proteici” hanno il fine di scaricare il fegato di glicogeno e di trigliceridi, condizione primaria per una riattivazione metabolica dell’intero organismo e per “bruciare - ossidare” l’eccesso di massa grassa corporea. Il quinto giorno è caratterizzato da una riduzione della dose di proteine con un aumento della dose giornaliera di carboidrati. Il modulo dieta molecolare articolato in quattro giorni proteici ed un giorno glucidico è ripetibile nel tempo. In cinque settimane questo modulo alimentare si completa.

Si, certo, sono quelli ricchi di vitamina A, acido retinoico, vitamina D, acidi grassi polinsaturi omega 3, polifenoli e modulatori epigenetici. La vitamina A, la vitamina D e gli omega 3 svolgono una precisa azione nutrigenomica all’interno degli adipociti. La stimolazione del DNA prodotto dalla vitamina A (acido retinoico), vitamina D e dagli omega 3 modifica il metabolismo energetico degli adipociti favorendo la lipolisi, cioè il rilascio del grasso accumulato sotto forma di trigliceridi.

Studio sui Livelli Lipidici e Digiuno

I prelievi per le analisi del sangue vengono effettuati a digiuno, almeno quando si devono controllare i livelli di colesterolo. Tuttavia, per la qualità dell'esame potrebbe non essere necessario l'aver digiunato. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine. La ricerca ha destato un certo interesse per un paio di motivi. Prima di tutto, poiché digiunare è spesso un fastidio, porre questa condizione può scoraggiare l'aderenza ai controlli di routine dei pazienti. Inoltre, la richiesta del digiuno crea spesso lunghe attese ai punti di prelievo, scoraggiando ulteriormente i pazienti.

Attualmente le linee guida suggeriscono che il prelievo sia effettuato ad almeno otto ore dall'ultimo pasto. Ma recenti studi indicano che i livelli lipidici cambiano poco rispetto all'apporto alimentare. Gli autori dello studio hanno quindi voluto valutare l'associazione tra i livelli lipidici e la durata del digiuno. Lo studio, che è durato sei mesi, si è svolto a Calgary, in Canada. Sono stati analizzati i livelli di colesterolo HDL, colesterolo LDL, colesterolo totale, e trigliceridi per intervalli di digiuno da un’ora a più di 16 ore. Sono state incluse nello studio 209.180 persone, di cui 111.048 di sesso femminile e 98.132 di sesso maschile. I livelli medi di colesterolo totale e di colesterolo HDL variavano poco al variare del periodo di digiuno. La media dei livelli di colesterolo LDL variava fino al 10% e la media dei livelli di trigliceridi fino al 20%.

I ricercatori hanno concluso che la durata del digiuno ha una debole associazione con alcuni livelli lipidici e quindi per la maggior parte degli esami di routine il digiuno potrebbe non essere necessario. Solo in individui con un livello iniziale di trigliceridi superiori ai 400 mg/dl si renderebbe necessaria la valutazione dei livelli lipemici a digiuno e/o la misurazione diretta dei valori di colesterolo LDL.

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