Valore Reni Analisi Sangue: Interpretazione Dettagliata

I reni sono organi escretori fondamentali che depurano il sangue dalle sostanze di scarto e bilanciano i fluidi corporei, mantenendo stabile la concentrazione degli elettroliti. La funzionalità renale, anche se ridotta, può non manifestarsi subito, rendendo cruciale la prevenzione attraverso esami del sangue specifici.

Anatomia e Funzione dei Reni

I reni, situati nelle vie urinarie superiori, sono fatti come spugne e grandi come un pugno chiuso. Al loro interno, i nefroni, con i glomeruli, filtrano il sangue. Le scorie passano poi agli ureteri, raggiungendo la vescica per essere eliminate attraverso l'uretra.

Questo sistema perfetto è suscettibile ad alterazioni, malattie e infezioni. Analizzare alcune sostanze nel sangue può rivelare se i reni non funzionano correttamente, anche in assenza di sintomi specifici.

Esami del Sangue per la Funzionalità Renale

Ecco alcuni esami fondamentali per valutare la funzionalità renale:

  • Creatinina: Prodotta dalla fosfocreatina, fornisce energia ai muscoli. La sua concentrazione nel sangue indica lo stato di salute dei reni.
  • Clearance della Creatinina: Misura la velocità di filtrazione glomerulare (GFR), essenziale per valutare la funzionalità renale.
  • Uricemia: Misura la quantità di acido urico nel plasma, utile per valutare la funzionalità renale.
  • Azotemia: Misura la concentrazione di urea nel sangue, un indicatore di insufficienza renale.
  • Albumina: Proteina prodotta dal fegato; bassi livelli nel sangue possono indicare malattie renali.
  • Elettroliti (Sodio, Potassio, Cloro, Bicarbonato): Uno squilibrio elettrolitico può segnalare anomalie nella concentrazione dei fluidi corporei.

Creatinina: Un Indicatore Chiave

La creatinina è una sostanza prodotta dalla fosfocreatina, che fornisce energia ai tessuti muscolari. La sua concentrazione nel sangue, o meglio nel plasma sanguigno, ci fornisce informazioni utili sullo stato di salute dei nostri reni. Tale sostanza è in parte prodotta dal nostro stesso organismo, e in parte desunta dall’alimentazione, in particolare dai cibi proteici come la carne.

La concentrazione di creatinina nel sangue può variare e ogni laboratorio di analisi ha parametri propri di riferimento. Per alcuni, ad esempio, i valori normali si situano tra 0,6 e 1,2 mg/dl di sangue. Livelli superiori a questi possono rivelare una funzionalità renale deficitaria.

La disidratazione fa aumentare i livelli di creatinina nel sangue e di conseguenza fa decrescere la velocità di filtrazione glomerulare (GFR). La prima e più importante bevanda per la salute renale è l’acqua, perché assumerla ci permette di bilanciare i fluidi presenti nel corpo.

Fattori che Influenzano i Livelli di Creatinina

  • Idratazione: Quando siamo perfettamente idratati e i nostri livelli di fluidi corporei sono bilanciati, la creatinina si diluisce.
  • Attività fisica: La produzione di creatinina può risultare superiore alla media negli atleti e in chi pratica attività fisica intensiva. Prima di sottoporsi all’esame sarebbe opportuno astenersi dalle pratiche sportive nelle otto ore che precedono il prelievo.
  • Farmaci: Assunzione di farmaci tossici per i reni, tra cui antinfiammatori FANS.
  • Malnutrizione: Una creatininemia inferiore alla media può segnalare stati di indebolimento e di malnutrizione.

Clearance della Creatinina e Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR)

La rilevazione della creatinina nel sangue va però associata ad un altro test, stavolta delle urine, definito clearance della creatinina. Abbiamo fatto riferimento ai glomeruli come parte dei nefroni, e nello specifico minuscole strutture presenti all’interno dei nostri reni e aventi lo scopo di filtrare il sangue depurandolo dai liquidi in eccesso e dalle scorie. Questo test si basa sul fatto che la creatinina riversata nel plasma sanguigno raddoppia quando la velocità di filtrazione glomerulare si dimezza.

Per farci un’idea, dal momento che la GFR varia moltissimo da persona a persona, e nella stessa persona a seconda delle fasi della vita o dello stato di salute generale, si sono “tarati” i valori di riferimento su un ipotetico paziente/target che ha queste caratteristiche: adulto (uomo e donna non in gravidanza), la cui superficie corporea (BSA) misuri circa 1,73 mq. Chi rientra in tali caratteristiche, o ci rientra più o meno, può valutare con considerevole attendibilità i risultati della sua velocità di filtrazione glomerulare.

La velocità di filtrazione glomerulare si può rilevare facilmente con un algoritmo, il più affidabile è CKD-EPI. Rappresenta un valore affidabile di funzionalità renale per la maggior parte della popolazione. Il filtrato glomerulare si determina con maggiore precisione sulle urine delle 24 h ricavandolo dal rapporto creatinina urinaria, volume urinario/creatinina plasmatica e tempo.

Sebbene si tratti di un valore che varia moltissimo da persona a persona, in generale la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) considerata nella norma per un individuo adulto è di 90 (o più) ml/minuto (considerando una superficie corporea standard i 1,73 mq). Se la GFR si situa in un range compreso tra 60 e 98 può essere considerata normale per alcune persone, in particolare per gli over 60.

Va però specificato che questa tabella risulta necessariamente approssimativa, perché in realtà i parametri di riferimento variano moltissimo anche applicando la formula che abbiamo visto, e che peraltro, sebbene attualmente la più utilizzata, non è l’unica.

Abbiamo visto dalla tabella che il danno renale viene identificato da una cifra: si va dalla condizione 1 di salute, alla 5 di insufficienza conclamata. Anche in questo caso, però, dobbiamo incrociare il dato con altri rilevatori della salute dei nostri organi escretori principali, alcuni dei quali emergono dall’analisi delle urine e in particolare dal test della clearance della creatinina.

Cause di bassi valori di GFR possono essere malattie renali ma anche difetti cardiaci e disidratazione.

Tabella: Stadi di Danno Renale in Base alla GFR

Sebbene valido quanto detto, va però specificato che questa tabella risulta necessariamente approssimativa, perché in realtà i parametri di riferimento variano moltissimo anche applicando la formula che abbiamo visto, e che peraltro, sebbene attualmente la più utilizzata, non è l’unica.

Stadio Descrizione GFR (ml/min/1.73 m²)
1 Danno renale con GFR normale o aumentata ≥ 90
2 Danno renale con lieve riduzione della GFR 60-89
3 Moderata riduzione della GFR 30-59
4 Grave riduzione della GFR 15-29
5 Insufficienza renale terminale < 15 (o dialisi)

Elettroliti: Sodio, Potassio, Bicarbonato, Cloro

In generale uno squilibrio elettrolitico segnala un’anomalia nella concentrazione di fluidi corporei e può essere spia di condizioni patologiche diverse e di diverso grado di gravità. Ad esempio, anche diete sbagliate, disidratazione o eccessiva attività fisica, così come l’assunzione di certi farmaci possono contribuire ad alterare questi valori.

  • Sodio: 135-145 mEq/L
  • Potassio: 3,6-5,3 mEq/L
  • Bicarbonato: 22-30 mEq/L
  • Cloro: 96-106 mEq/L

Uricemia

L’uricemia è un test ematico che misura la quantità di acido urico presente nel nostro plasma. Ma un’uricemia sopra i livelli standard è anche segnale che qualcosa, a livello renale, non funziona come dovrebbe.

Il test ematico dell’uricemia si esegue a digiuno di almeno 10 ore, durante le quali è consentito solo bere un po’ d’acqua. Inoltre nella mezzora che precede il prelievo è consigliato stazionare in posizione eretta.

Azotemia

L’azotemia è un altro test ematico importante per la valutazione della funzionalità renale. In questo caso si misura la concentrazione di urea - azoto non proteico - nel sangue. Tutto parte dal fegato, nel quale si attua un processo metabolico di scissione delle proteine in sostanze più semplici. Ciò che resta è l’ammoniaca, sostanza tossica fatta di azoto, elemento chimico semplice che si lega con altri elementi quali carbonio, idrogeno e ossigeno e forma l’urea, la sostanza “terminale” dell’intero processo, che è innocua per l’organismo.

Come anticipato, livelli di azoto non proteico, ovvero di urea eccedenti rispetto ai valori che abbiamo indicato, sono spia di insufficienza renale acuta o cronica, mentre livelli troppo bassi possono segnalare disturbi epatici.

Albumina

L’albumina è una proteina prodotta dal fegato e rappresenta il 60% circa di tutte le molecole proteiche circolanti nel siero del sangue (plasma). I livelli di albumina nel sangue possono ridursi, lievemente o in modo più importante, quando si inceppi qualcosa nel processo di produzione di questa proteina a livello epatico.

Una albuminuria, ovvero valori di albumina inferiori a questi, soprattutto quando marcatamente inferiori, sono spesso spia di malattie ai reni. Consideriamo che uno dei compiti di questi organi è quello di conservare l’albumina presente nel plasma in modo che non si “confonda” con il resto delle scorie che devono essere eliminate in grandi quantità nelle urine. Infatti quando la funzionalità renale è ottimale, l’albumina permane in alte concentrazioni nel plasma sanguigno, mentre nelle urine non ve n’è praticamente traccia.

Tra le cause patologiche dell’albuminuria ci sono spesso malattia croniche come il diabete, che a lungo andare danneggia proprio i reni compromettendone la funzionalità. Altra condizione associata a bassi livelli di albumina è la sindrome nefrosica, caratterizzata appunto da una grande perdita di proteine attraverso le urine, che può colpire sia adulti che bambini e che può essere primaria oppure essere secondaria a malattie quali il già citato diabete mellito, il lupus eritematoso sistemico e la vasculite (malattie autoimmuni sistemiche), le epatiti, la cirrosi, i tumori, nonché l’assunzione di farmaci nefrotossici.

Esami delle Urine

Tra i test di laboratorio più comuni, l’esami delle urine è anche uno dei più completi: consente di valutare la salute dei reni, identificare infezioni e infiammazioni, rilevare eventuali alterazioni metaboliche e monitorare condizioni sistemiche.

Tipologie di Esami delle Urine

  • Esame delle urine completo: Analisi fisica, chimica e microscopica per una panoramica generale.
  • Urinocoltura: Identifica infezioni batteriche.
  • Raccolta delle urine nelle 24 ore: Monitora la quantità di sostanze eliminate e valuta la funzionalità renale.
  • Citologia urinaria: Ricerca anomalie cellulari.

Parametri Chiave nell'Analisi delle Urine

  • Proteine (Proteinuria): Elevate quantità possono indicare danno ai glomeruli renali.
  • Glucosio (Glicosuria): Segnale di diabete mellito non controllato.
  • Creatinina: Valori alterati possono segnalare insufficienza renale.
  • Urea: Valori alti indicano disidratazione o diete iperproteiche; valori bassi suggeriscono problemi renali.
  • Acido Urico: Escrezione anomala correlata a gotta o calcoli renali.
  • Elettroliti (Sodio, Potassio, Cloro): Alterazioni possono indicare ipertensione o disidratazione.
  • Fosforo: Livelli aumentati possono indicare iperparatiroidismo o malattie renali.

Marcatori di Infezione e Infiammazione

  • Globuli Bianchi (Leucociti): Presenza indica infezioni urinarie.
  • Globuli Rossi (Eritrociti): Presenza può indicare infezioni, traumi o tumori.
  • Emoglobina: Può indicare emolisi intravascolare.
  • Bilirubina: Possibile segno di malfunzionamento epatico.
  • Urobilinogeno: Aumento può indicare patologie epatiche.

Chetoni (Corpi Chetonici)

I chetoni sono prodotti del metabolismo dei grassi: la loro presenza nelle urine è comune in condizioni di digiuno prolungato, diete chetogeniche, vomito persistente o diabete mellito non controllato.

Parametri delle Vie Urinarie e Calcoli Renali

  • Ossalato di Calcio: Componente comune dei calcoli renali.
  • Cristalli: Eccesso può suggerire condizioni patologiche legate a calcoli renali.
  • Cistina: Accumulo può formare cristalli.
  • Cilindri: Aggregati proteici che indicano sofferenza renale.

Indicatori Chimico-Fisici

  • Colore: Anomalie possono indicare condizioni specifiche.
  • Aspetto: Torbidità può indicare infezioni o infiammazioni.
  • Odore: Può segnalare chetonuria o infezioni urinarie.
  • Peso Specifico: Indica la capacità dei reni di concentrare o diluire l’urina.
  • pH: Influenzato da numerosi fattori; pH acido può favorire la formazione di calcoli.

eGFR (Velocità di Filtrazione Glomerulare Stimata)

L’Estimated Glomerular Filtration Rate, o eGFR, è un calcolo che stima quanto efficacemente i reni stanno filtrando il sangue. È una misura cruciale per valutare la funzionalità renale e per diagnosticare e monitorare le malattie renali.

Il calcolo dell’eGFR è effettuato attraverso un semplice esame del sangue che misura i livelli di creatinina, un prodotto di scarto del metabolismo muscolare. Questo dato viene poi inserito in una formula che considera anche età, sesso, razza e altri fattori, per fornire una stima accurata della funzionalità renale.

Come si Calcola l'eGFR

Il calcolo dell’eGFR (Estimated Glomerular Filtration Rate) viene effettuato utilizzando specifiche formule matematiche che prendono in considerazione vari fattori insieme ai livelli di creatinina nel sangue. Le formule più comuni sono:

  • Formula MDRD: Considera creatinina sierica, età, sesso e razza.
  • Formula CKD-EPI: Fornisce risultati più accurati in persone con funzione renale normale o leggermente ridotta.
  • Formula Cockcroft-Gault: Stima la clearance della creatinina.

Valori di eGFR: Valutazione e Gestione

Un valore di eGFR alto superiore a 90 ml/min/1.73 m² è generalmente considerato normale se non accompagnato da altri segni di danno renale. Valori tra 60 e 89 possono suggerire una lieve perdita di funzionalità renale, specialmente se presenti altri sintomi o condizioni. Un valore inferiore a 60, che persiste per più di tre mesi, è indicativo di malattia renale cronica. Un valore inferiore a 15 è un segnale di allarme che indica una funzione renale gravemente compromessa, necessitando di interventi medici immediati.

Strategie per Migliorare la Velocità di Filtrazione Glomerulare

Aumentare i valori dell’eGFR è possibile attraverso interventi mirati sullo stile di vita e la gestione di condizioni di salute preesistenti. È essenziale controllare e gestire le malattie che possono influenzare la salute renale, come il diabete e l’ipertensione. Mantenere livelli ottimali di glucosio nel sangue e la pressione arteriosa può prevenire danni ai reni che potrebbero ridurre l’eGFR.

Un’alimentazione sana gioca un ruolo cruciale, con una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e povera di sale, grassi saturi e proteine animali. L’idratazione è altrettanto importante, aiutando i reni a filtrare i rifiuti dal sangue più efficacemente. L’attività fisica regolare contribuisce a mantenere una buona salute renale, riducendo il rischio di malattie croniche che potrebbero abbassare l’eGFR. Evitare sostanze tossiche come il fumo di tabacco e limitare l’alcool sono passaggi essenziali per proteggere i reni.

Quando Dovrebbero Essere Svolti gli Esami?

Gli esami del sangue dei reni dovrebbero essere svolti nei giovani con malattie renali note. Esistono poi altre categorie di persone il cui corretto funzionamento renale dovrebbe essere indagato attraverso questi esami.

Un’altra categoria di persone è data dai portatori di ipertensione arteriosa, diabete mellito, cardiopatia ischemica o tutti coloro che, per vari motivi, vengono trattati con farmaci che possono alterare la funzione renale.

Come Capire se i Reni Non Funzionano Bene?

I sintomi possono essere del tutto assenti. È importante, in simili circostanze, svolgere inoltre un’ecografia dell’apparato urinario.

Il valore alterato della creatinina plasmatica è preoccupante qualora, sebbene rapportato all’età ed alla massa muscolare, è in continua crescita.

Farmaci che Danneggiano i Reni

I reni possono risentire dell’assunzione di numerosi farmaci. Si consideri infine che in un contesto di insufficienza renale, tutti i farmaci ad escrezione renale vanno ridotti sulla scorta del valore di filtrato glomerulare.

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