La glicemia, ovvero il livello di glucosio nel sangue, è un indicatore fondamentale per la salute. Il glucosio è essenziale per fornire energia alle cellule, in particolare al cervello e ai globuli rossi. Mantenere il livello di glicemia costante è importante per garantire il corretto apporto energetico al cervello: il glucosio ematico è infatti l’unico substrato energetico utilizzabile dal cervello stesso.
Che cos'è la Glicemia
Con il termine glicemia si indica il livello di glucosio presente all’interno del sangue. È fondamentale per l’organismo, essendo il nutriente essenziale per tutte le cellule che la prelevano direttamente dal sangue. La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue.
Questo valore è molto importante, perché il glucosio è un nutriente essenziale per le nostre cellule. Il glucosio in circolo nel sangue deriva dai carboidrati assunti con la dieta, che vengono scissi in singole molecole (monosaccaridi). Questi, a loro volta vengono immessi nel circolo sanguigno e nel fegato trasformati in glucosio.
Il nostro organismo possiede un sistema che regolarizza il livello di glicemia all’interno del sangue, mantenendola costante ed equilibrata nell’arco della giornata: questa infatti è soggetta ad alterazioni, ecco perché è importante controllare che la glicemia non risulti né troppo alta né troppo bassa.
Tutto questo meccanismo viene controllato dalla produzione di diversi ormoni, che entrano in azione in risposta al variare dei livelli di glicemia, per mantenerli sempre entro dei limiti ottimali per il funzionamento dell’organismo.
Insulina e Glucagone: Cosa Sono?
Il corpo possiede un sistema di regolarizzazione della glicemia che permette di mantenere costante il livello di glucosio nel sangue. Questo processo avviene tramite il lavoro di due ormoni:
- Insulina: ormone ipoglicemizzante, aiuta l’abbassamento del glucosio nel sangue
- Glucagone: ormone iperglicemizzante, promuove l’innalzamento del glucosio nel sangue
La principale fonte di glucosio per il sangue è data dall’alimentazione: dopo i pasti la glicemia tende a salire a causa dei livelli di glucosio che l’intestino riversa in circolo.
L’innalzamento dei livelli glicemici nel sangue porta l’organismo alla secrezione di insulina, che agisce al fine di abbassare la glicemia. Dopo qualche ora di digiuno invece, il livello di glicemia tende ad abbassarsi, a causa del passaggio del glucosio ai tessuti.
In questo caso l’organismo stimola la secrezione di glucagone, che riporta i valori del glucosio ad un livello di normalità.
Qual è il Valore Normale della Glicemia?
Il glucosio nel sangue si misura in mg/dL, e varia in base al momento della giornata, da quanto e cosa si è mangiato:
- La glicemia a stomaco vuoto si misura dopo 8 ore consecutive di digiuno, e dovrebbe assestarsi tra i 70 ed i 99 mg/dL.
- La glicemia a stomaco pieno si misura dopo 2 ore dall’assunzione di cibo, ed è ritenuta normale se non supera il valore di 140 mg/dL.
Durante l’arco della giornata la glicemia può variare moltissimo. Oscillazioni comprese tra 60 mg/dL (valore a digiuno) e 140 mg/dL (valore dopo pranzo) sono da considerarsi normali. I valori di riferimento per la glicemia, si riferiscono alla misurazione effettuata a digiuno. Sono considerati normali valori di glicemia a digiuno compresi tra 60 e 110 mg/dL.
In caso di pasti serali abbondanti la glicemia può essere ritenuta normale fino ad un valore massimo di 180 mg/dL. È importante notare che queste sono linee guida generali e che i livelli ottimali di glicemia possono variare da individuo a individuo. Dunque, è bene rivolgersi al medico per avere indicazioni specifiche sul proprio livello ottimale di glicemia.
Valori di riferimento della glicemia a digiuno
La soglia per considerare “normale” un valore di glicemia a digiuno è stata abbassata dall’ADA nel 2003, portando il valore di FPG da < 6,1 mmol/L (< 110 mg/dL) a <5,6 mmol/L (< 100 mg/dL), ma la modifica rimane controversa.
Gli intervalli di riferimento nei bambini vanno da 3,3 a 5,6 mmol/L (da 60 a 100 mg/dL), sono simili a quelli per gli adulti da 4,1 a 5,5 mmol/L (da 74 a 99 mg/dL) e non devono essere utilizzati per la diagnosi di diabete che invece fa riferimento ai criteri raccomandati dalle linee guida.
Glicemia e Età
I valori corretti della glicemia non cambiano in modo significativo con l’età: le soglie diagnostiche per diabete, prediabete e normoglicemia sono uguali per adulti di tutte le età, salvo casi particolari. Detto questo, a livello fisiologico, è vero che la glicemia potrebbe tendere a modificarsi lievemente con l’età, anche in soggetti sani e con uno stile di vita corretto.
Questi valori valgono come riferimento generale per gli adulti fino ai 59 anni, mentre per i più anziani potrebbero variare leggermente, considerando normali dei valori leggermente più alti:
- Tra 60 e 90 anni, un livello di glicemia a stomaco vuoto tra 80 e 110 mg/dL è generalmente considerato normale; dopo i pasti, un livello fino a 150 mg/dL può essere accettabile.
- Oltre i 90 anni, un livello di glicemia a stomaco vuoto tra 90 e 120 mg/dL e un livello fino a 160 mg/dL dopo i pasti sono generalmente considerati accettabili.
Negli anziani, soprattutto se fragili, con demenza, polimedicati o a rischio di cadute, le linee guida (es. ADA, EASD, NICE) potrebbero raccomandare target meno severi, ma questo non significa affatto che valori alti di glicemia siano “normali” o “accettabili” in senso assoluto.
Perché è Importante Tenere Sotto Controllo la Glicemia
Oltre a garantire il corretto apporto energetico al cervello, quando il livello di glucosio nel sangue non è costante, si verificano due condizioni:
- Ipoglicemia: si manifesta quando i valori della glicemia sono troppo bassi.
- Iperglicemia: si manifesta quando i valori della glicemia sono troppo alti.
Queste due condizioni sono potenzialmente pericolose per l’organismo e a lungo andare possono portare all’insorgere di malattie, come per esempio il diabete.
Episodi di iperglicemia o ipoglicemia lievi e sporadici non sono da ritenersi pericolosi, spesso tendono a risolversi nel giro di poche ore e in maniera autonoma. Diverso è il discorso se questi episodi sono ripetuti e continui: delle condizioni costanti di iperglicemia possono portare a lungo andare ad uno stato di chetoacidosi diabetica (le cellule, non potendo utilizzare il glucosio, utilizzano i depositi di grasso nei muscoli come fonte alternativa di energia) o al coma iperosmolare, una particolare condizione di disidratazione dovuta all’eliminazione del sangue in eccesso.
Condizioni costanti di ipoglicemia invece possono portare a complicazioni più rischiose, favorendo eventi cardiovascolari come infarto o ictus.
Glicemia Alta (Iperglicemia)
Un alto livello di glucosio nel sangue non si manifesta con particolari segni e sintomi nell’immediato, per questo il diabete è definito una malattia subdola. Se i valori della glicemia sono compresi tra 101 e 125 mg/dL, il paziente è in una condizione di prediabete, che deve monitorare al fine di non sfociare in una condizione di diabete vero e proprio, che si ha quando i valori della glicemia superano i 126 mg/dL.
Sintomi della Glicemia Alta
Nel caso in cui sia accertata la presenza di diabete, definita da una condizione di iperglicemia avanzata, si manifestano i seguenti sintomi:
- Stanchezza
- Aumento della sete
- Aumento della diuresi
- Malessere generale
- Mal di testa
- Visione offuscata
Come Abbassare la Glicemia Alta?
In caso di glicemia alta si può agire in maniera tempestiva diminuendo il quantitativo di zuccheri, principale causa del picco glicemico. Ne consegue dunque che bisogna prestare molta attenzione alla propria alimentazione. Ad un corretta alimentazione si uniscono una buona idratazione, necessaria per eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine, e lo svolgimento di attività fisica, che aiuta a bruciare grassi consumando gli zuccheri in eccesso. Completano il tutto il riposo, con il consiglio di dormire almeno 8 ore a notte se possibile, e l’evitare situazioni che possano essere fonte di stress.
Cosa Mangiare per Abbassare la Glicemia?
Il principale consiglio è quello di limitare quanto più possibile gli alimenti ricchi di zuccheri, come carboidrati raffinati, favorendo invece l’assunzione di alimenti ricchi di fibre naturali, come le verdure. Anche la frutta aiuta ad abbassare il livello della glicemia, ma è importante evitare i frutti ricchi di zuccheri, come ad esempio uva, banane e fichi o la frutta essiccata.
Andrebbe inoltre limitato sia il consumo di formaggi, assumendone di freschi come ricotta o primosale, e carne, privilegiando il consumo di carni bianche a quelle rosse. Via libera invece al consumo di pesce e di legumi, ricchi di proteine. Infine, per quanto riguarda i carboidrati, sono preferibili quelli a basso indice glicemico, quindi integrali e non raffinati.
Glicemia Bassa (Ipoglicemia)
Un livello basso di glucosio nel sangue può manifestarsi già dopo diverse ore di digiuno. La principale causa dell’abbassamento della glicemia è l’assunzione di farmaci per la cura del diabete, detti farmaci ipoglicemizzanti. Altre cause, più rare, possono essere patologie legate al fegato e/o al pancreas o interventi chirurgici allo stomaco.
Sintomi della Glicemia Bassa
I principali sintomi della glicemia bassa sono:
- Sudorazione
- Palpitazioni
- Tremori
- Debolezza
- Confusione mentale
- Perdita dei sensi
L’ipoglicemia è classificata in 3 gradi:
- Lieve: il grado si definisce lieve quando si manifestano appena sintomi quali tremori e sudorazione e il paziente è in grado di gestire il tutto in maniera autonoma.
- Moderato: in questo caso si aggiungono ulteriori sintomi a quelli già citati, come debolezza e confusione mentale, che tuttavia il paziente riesce comunque a gestire in maniera autonoma.
- Grave: il paziente accusa tutti i sintomi già citati, fino ad arrivare alla perdita dei sensi, rendendo quindi necessario l’intervento di altre persone.
Come Monitorare il Livello della Glicemia
Monitorare il livello della glicemia risulta essere un’azione molto importante se si è affetti da diabete o al contrario se si è soggetti con frequenza a episodi di ipoglicemia. Vengono in nostro soccorso quindi degli strumenti elettromedicali ideati per la misurazione della glicemia: parliamo nello specifico di misuratori di glicemia che, attraverso un piccolo prelievo di sangue, rilevano la quantità di glucosio in circolo nel sangue.
Se i più classici misuratori sono ormai di facile reperibilità, stanno prendendo sempre più piede i sistemi per il monitoraggio della glicemia di ultima generazione, la cui caratteristica principale è quella di misurare la glicemia senza punture.
È il caso per esempio del Glunovo Flash P3, un sistema in grado di fornire un quadro glicemico completo tale da migliorare le decisioni sul trattamento della patologia diabetica. Il dispositivo è destinato alla registrazione continua o periodica dei livelli di glucosio nel liquido interstiziale per i pazienti con diabete di età pari o superiore a 2 anni.
I risultati sono disponibili sull’applicazione integrata del prodotto.
Come Misurare la Glicemia: Scopri Come Usare il Glucometro
L’auto-misurazione della glicemia è semplicissima, grazie ai glucometri in commercio. Questi strumenti sono auto-calibranti e in grado di dare risultati attendibili nel giro di pochi secondi.
Per misurare la glicemia è necessario:
- Il glucometro, strumento che misura la glicemia.
- Le striscette reattive, che vengono inserite nel glucometro e sulle quali si deposita il sangue.
- La penna pungidito, strumento che permette di effettuare una piccola puntura.
- Le lancette sterili, che vengono messe nella penna per effettuare la puntura.
Le operazioni da compiere per misurare autonomamente la glicemia sono:
- Lavare le mani con acqua e sapone, risciacquare ed asciugare accuratamente.
- Inserire la lancetta sterile nella penna pungidito e caricarla (molti dispositivi pungidito permettono di regolare la profondità dell’iniezione, che è da aggiustare in base alle caratteristiche personali).
- Inserire la striscetta nel glucometro.
- Pungere un polpastrello delle due dita centrali, preferibilmente sul lato, zona meno sensibile e con maggiore irrorazione (è importante ruotare sempre il punto di iniezione, evitando di utilizzare due volte di seguito lo stesso punto per non traumatizzare la parte).
- Far fuoriuscire una goccia di sangue e depositarla sulla striscetta reattiva.
- Attendere ed effettuare la lettura del risultato.
- Gettare via striscetta e lancetta utilizzate (non riutilizzare mai le lancette, perché c’è rischio di infezione e la perdita dell’affilatura dell’ago può aumentare il dolore).
Quasi tutti i misuratori moderni hanno la possibilità di memorizzare un gran numero di risultati ed alcuni permettono l’analisi dell’andamento tramite delle app su smartphone, al quale si collegano. Se non si è abbastanza tecnologici poco importa, basterà utilizzare un normale misuratore glicemia e segnare il risultato su un diario delle misurazioni.
Hai Mai Sentito Parlare di “Curva Glicemica”?
La curva glicemica è un test utilizzato ai fini della diagnosi del diabete: attraverso questo esame è infatti possibile stabilire la quantità di glucosio tollerata dall’individuo. Tale esame si svolge misurando i valori della glicemia nel sangue in un determinato intervallo di tempo, ovvero 2 ore: il primo prelievo si effettua a digiuno, il secondo dopo 2 ore dall’assunzione di una soluzione glucosata per via orale.
La curva glicemica è inoltre un esame che si effettua in gravidanza: serve a stabilire la presenza o meno del diabete gestazionale e in questo caso i prelievi si effettuano a digiuno, dopo 1 ora e dopo 2 ore dall’assunzione della soluzione glucosata.
Uno degli esami per diagnosticare l’eventuale presenza di diabete conclamato è la curva glicemica da carico. Tale test è eseguito anche nelle donne in gravidanza, per verificare la presenza di diabete gestazionale. Questo tipo di esame permette di comprendere in che modo l’organismo reagisce al glucosio.
Valori di Glicemia in Gravidanza
I valori di glicemia in gravidanza sono tendenzialmente più contenuti. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl. Al tempo 60 minuti non devono invece superare i 180 mg/dl.
Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia. La tabella dei valori è evidentemente più restrittiva.
Come Mantenere Stabile il Livello della Glicemia
È possibile mantenere stabile il livello del glucosio nel sangue attraverso l’uso di integratori alimentari che favoriscono il normale metabolismo del glucosio, aiutando le cellule all’assorbimento, favorendo la trasformazione degli zuccheri in energia e lavorando allo stesso tempo sulla stimolazione del senso di sazietà, come ad esempio:
- IMOPRO GLYCEQUIL: un integratore alimentare disponibile nel formato di 30 compresse, con ingredienti di origine naturale utili a mantenere i normali livelli di glucosio nel sangue, contribuendo a modulare la glicemia. Agisce sul livello del glucosio nel sangue grazie alla presenza di cromo ed è utile al metabolismo dei carboidrati, grazie alla presenza di gymnema e zinco.
- SOLGAR PICOCROMO SUPER CONCENTRATO: un complemento alimentare utile per il controllo dei livelli della glicemia. A base di cromo picolinato, Picocromo Super Concentrato di Solgar contribuisce al fisiologico metabolismo dei macronutrienti, aiutando a trasformare carboidrati, proteine e grassi in energia. Se ne consiglia l’assunzione di 1 capsula al giorno.
- ERBA VITA GLICEM STOP COMPLETE PER L'EQUILIBRIO GLICEMIA E IL METABOLISMO DEI CARBOIDRATI: integratore alimentare a base di Gelso bianco, Gymnema, Bitter melon e Cannella utili per favorire il metabolismo dei carboidrati, mentre il Cromo contribuisce al mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue. Senza glutine e senza lattosio, se ne consiglia l’assunzione di 2/2 capsule al giorno, 15 minuti prima dei pasti principali.
- ESI NO GLIC: integratore per la glicemia in grado di mantenere in equilibrio i livelli di glucosio nel sangue. Stimola il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi, grazie anche alla presenza di cannella, che funge da antiossidante e favorisce il processo metabolico degli zuccheri.
Linee Guida AACC/ADA 2023 per la Diagnosi e Gestione del Diabete
Le linee guida 2023 dell’American Association for Clinical Chemistry (AACC) e l’American Diabetes Association (ADA) hanno pubblicato un documento congiunto in cui sono state aggiornate le raccomandazioni per le analisi di laboratorio nella diagnosi e gestione del diabete (1). Di seguito sono evidenziati gli aspetti relativi ai criteri di metodo, modalità d’impiego e interpretazione della glicemia (1).
Glicemia per la Diagnosi
La glicemia a digiuno deve essere misurata nel plasma venoso quando viene utilizzata per stabilire la diagnosi di diabete, con un valore ≥ 7,0 mmol/L (≥ 126 mg/dL) diagnostico di diabete.
La dimostrazione diretta dell'iperglicemia misurando l'aumento delle concentrazioni di glucosio nel plasma è stata per molti anni l'unico metodo raccomandato per la diagnosi di diabete (2). Nel 1997 vennero rivisti i criteri per la diagnosi e comprendevano:
- Glicemia a digiuno (FPG) ≥ 7,0 mmol/L (126 mg/dL)
- Glicemia a 2 ore post-carico > 11,1 mmol/L (200 mg/dL) durante un test di tolleranza al glucosio orale (OGTT)
- Sintomi di diabete e glicemia casuale (cioè, indipendentemente dall'ora del pasto precedente) ≥ 11,1 mmol/L (200 mg/dL) (3)
Nel 2009 un comitato internazionale di esperti ha raccomandato che il diabete potesse essere diagnosticato anche mediante un quarto criterio, la misurazione dell'emoglobina glicata (HbA1c) che riflette le concentrazioni di glucosio nel sangue a lungo termine (4).
Se uno di questi criteri è soddisfatto, è necessaria la conferma della diagnosi con una delle seguenti procedure:
- Ripetendo lo stesso test (glicemia o HbA1c) su un campione di sangue diverso prelevato il giorno successivo.
- In alternativa, con il test di conferma diverso dal test iniziale (misurazione iniziale - glicemia, test di conferma HbA1c nel campione successivo o viceversa).
La terza opzione consiste nel misurare glicemia e HbA1c nello stesso giorno. Il test di conferma non serve nei soggetti sintomatici che presentano un'iperglicemia inequivocabile, ovvero > 11,1 mmol/L (200 mg/dL).
Glicemia per lo Screening
Lo screening mediante FPG, o OGTT a 2 ore, o HbA1c è raccomandato per i soggetti ad alto rischio di diabete. Se l'FPG è < 5,6 mmol/L (< 100 mg/dL) e/o la glicemia a 2 ore è < 7,8 mmol/L (<140 mg/dL ), o l'HbA1c è < 5,7% (< 39 mmol/mol), i test devono essere ripetuti a intervalli di 3 anni.
La glicemia deve essere misurata nel plasma venoso quando il dato viene utilizzato per lo screening di soggetti ad alto rischio. L’American Diabetes Association (ADA) propone lo screening per tutte le persone di età >35 anni e suggerisce che venga preso in considerazione in giovane età o effettuato più frequentemente nei soggetti in sovrappeso o obesi (BMI ≥ 25 kg/m 2) e che presentano uno o più altri fattori di rischio per il diabete (5).
I soggetti con prediabete (cioè con concentrazioni glicemiche che non soddisfano i criteri per il diabete, ma sono superiori alla norma) dovrebbero testare la glicemia ogni anno.
Preliminari all’Esecuzione del Test
Il prelievo di sangue per l'analisi della glicemia a digiuno deve essere eseguito al mattino dopo che il soggetto ha digiunato durante la notte (almeno 8 ore).
La diminuzione della concentrazione di glucosio dovuta alla glicolisi nel campione è un problema serio e spesso sottovalutato. Le concentrazioni di glucosio diminuiscono ex vivo nel sangue intero per il consumo di glucosio prevalentemente da parte di globuli rossi e globuli bianchi. Il tasso di glicolisi varia in media dal 5% al 7% (circa 0,6 mmol/L; 10 mg/dL) all'ora.
Per ridurre al minimo la glicolisi, è necessario utilizzare una provetta contenente un inibitore glicolitico a rapida efficacia, come il tampone citrato granulato. Se ciò non fosse disponibile, la provetta va immediatamente posta in un impasto di acqua e ghiaccio e, entro 15-30 minuti, centrifugata per rimuovere le cellule.
Ipoglicemia: Livelli e Classificazione ADA
Per la diagnosi di ipoglicemia non esiste un consenso generale rispetto al valore soglia. Tuttavia, nel diabete l'ADA classifica l'ipoglicemia in 3 livelli:
- Livello 1: glucosio < 70 mg/dL (3,9 mmol/L) e ≥ 54 mg/dL (3,0 mmol/L)
- Livello 2: glucosio < 54 mg/dL (3,0 mmol/L)
- Livello 3: evento grave con stato mentale/fisico alterato che richiede assistenza per il trattamento dell'ipoglicemia
Strumenti di Misurazione della Glicemia
Nel diabete di tipo 1, così come nel diabete di tipo 2 trattato con insulina, sono necessarie valutazioni frequenti delle concentrazioni di glucosio nel sangue per regolare l’insulina e rilevare iper- o ipo-glicemia imminente o attuale. Oggi sono disponibili diversi dispositivi per il monitoraggio che si possono ricondurre a due tipologie: glucometri per il monitoraggio frequente della glicemia (BGM) e glucometri per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM).
- I misuratori BGM sono adatti per l'automonitoraggio della glicemia in momenti specifici.
- Gli strumenti CGM misurano i livelli di glucosio in continuo e forniscono i dati o in tempo reale (CGM real time) o a scansione intermittente (CGM flash), visualizzando le letture della glicemia solo quando l'utente passa un lettore o uno smartphone sul sensore/trasmettitore.
Tabella Valori Glicemia: Riferimenti Utili
Per una rapida consultazione, ecco una tabella riassuntiva dei valori di glicemia:
| Condizione | Valore (mg/dL) | Note |
|---|---|---|
| Glicemia a digiuno normale | 70-100 | Misurata dopo almeno 8 ore di digiuno |
| Glicemia post-prandiale normale | Inferiore a 140 | Misurata 2 ore dopo un pasto |
| Prediabete (glicemia a digiuno) | 101-125 | Richiede monitoraggio e correzione dello stile di vita |
| Diabete (glicemia a digiuno) | Superiore a 126 | Confermata in almeno due rilevazioni |
| Ipoglicemia | Inferiore a 70 | Richiede intervento immediato |
Fattori che Possono Alterare la Glicemia a Digiuno
- Assunzione di alcuni farmaci (es. cortisone)
- È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
Cosa Fare se la Glicemia a Digiuno è Alta
- Alimentazione equilibrata
- Attività fisica regolare
- Controllo del peso
- Gestione dello stress
- L’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina e favorisce la riduzione della glicemia.
- Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
Mentre la glicemia misura quanto glucosio c’è nel sangue, l’insulinemia misura quanta insulina viene prodotta dal pancreas per tenere sotto controllo quel glucosio. Un valore di glicemia normale può nascondere un’insulinemia elevata, segno precoce di resistenza insulinica.
La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico.
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