La creatinina è una sostanza che deriva dalla creatina. Viene liberata nel sangue a seguito di lavoro muscolare o di un danno muscolare e il suo valore è un indicatore del funzionamento della filtrazione renale.
La creatina è una proteina presente in abbondanza nei muscoli che ha il compito di conservare l’energia chimica delle cellule muscolari. In realtà la creatina viene eliminata solo in parte con le urine, in quanto parte di quella filtrata a livello del glomerulo renale, viene poi riassorbita dal tubulo.
La creatininemia è la quantità di creatinina contenuta nel siero ematico. Il valore normale è tra 0,8 e 1,2 mg/dl e quando vengono riscontrati valori superiori significa che il rene non è stato in grado di depurare adeguatamente il sangue dalla creatinina.
La creatinuria è invece la quantità di creatinina presente nelle urine. Una riduzione della creatinuria si associa, di norma, con un aumento della creatininemia.
La clearance della creatinina è un valore che si calcola tenendo conto del volume di urina emesso per minuto e i valori della creatininemia. La velocità di filtrazione glomerulare è il parametro utilizzato per valutare la gravità dell’insufficienza renale.
È il valore che valuta la velocità con cui il sangue viene filtrato e ripulito da creatinina e altre scorie. Sono presenti numerose formule per calcolare il GFR e sono disponibili calcolatori online e applicazioni.
Per insufficienza renale terminale si intende un rene che ha esaurito completamente la sua funzionalità e la sua capacità di filtrare e depurare il sangue.
L’azotemia è un valore che si associa frequentemente a quello della creatinina. Per azotemia si intende il valore di azoto presente nel sangue. Queste scorie vengono immesse nel circolo ematico fino a che non vengono eliminate dal rene sotto forma di urea.
I valori normali di azotemia sono tra 15 e 50 mg/dl, anche se ogni laboratorio utilizza parametri che possono differire fra loro.
Il valore normale per la creatinina nel sangue può essere compreso tra 0,84 a 1,21 milligrammi per decilitro (mg/dl). Gli uomini, di solito, presentano livelli più elevati rispetto alle donne perché la quantità di creatinina nel sangue aumenta con l'ampiezza della massa muscolare.
Quantità superiori a quelle individuate come normali (valori di riferimento) indicano che la creatinina è alta. Le persone muscolose possono avere livelli più elevati di creatinina nel sangue rispetto al normale senza che essi indichino la presenza di una malattia. Gli anziani, invece, possono avere valori più bassi della norma.
Qualsiasi condizione che compromette la funzionalità renale è in grado di aumentare il livello di creatinina nel sangue. Quindi, se risulta un aumento di creatinina nel sangue al di sopra dei valori medi indicati, occorre accertarne (diagnosticare) il motivo. In particolare, per prima cosa, bisogna capire se la causa sia un’insufficienza renale e, in caso affermativo, se sia presente da tempo o si sia verificata di recente.
Anche la pressione alta e il diabete mellito possono portare ad un valore elevato di creatinina (ipercreatininemia). In questo caso i reni potrebbero non svolgere bene il loro lavoro e non far “passare” nelle urine la creatinina presente nel sangue. Il medico, probabilmente, proporrà di eseguire un altro esame per confermare, o meno, il risultato.
Se si sospetta un danno ai reni, infatti, è importante eliminare tutti i fattori che potrebbero aggravarlo poiché le alterazioni del funzionamento dei reni sono permanenti e irreversibili.
Anche alcuni antibiotici alterano i livelli di creatinina nel sangue: gli aminoglicosidi, ad esempio, possono aumentarla e produrre danni renali, mentre le cefalosporine ne aumentano i livelli nel sangue senza però causare alcun danno renale.
Considerata la variabilità dei fattori che possono influenzare i livelli di creatinina, prima di trarre conclusioni affrettate sulla valutazione dei risultati delle proprie analisi è opportuno sottoporli al proprio medico e informarlo delle proprie abitudini e dell'eventuale impiego di farmaci concomitante alla misurazione della creatinina.
Livelli bassi di creatinina (ipocreatininemia) non sono comuni e di solito non sono motivo di preoccupazione. Comunemente si registra un leggero abbassamento di creatinina durante la gravidanza, quando il feto inizia a svilupparsi nel grembo materno e i nutrienti vengono trasportati dalla madre al bambino tramite il cordone ombelicale.
La creatinina è un prodotto di scarto del metabolismo muscolare che viene eliminato dal corpo attraverso i reni. Il suo valore nel sangue è un indicatore importante della funzionalità renale e viene spesso misurato prima di procedure mediche come la Tomografia Assiale Computerizzata (Tac) con mezzo di contrasto. Quest’ultimo, infatti, può essere tossico per i reni, soprattutto se questi non sono in perfetta salute.
I livelli di creatinina possono essere influenzati da vari fattori. Tra questi, l’età, il sesso, la massa muscolare e l’assunzione di determinati farmaci. Ad esempio, le persone con una massa muscolare maggiore tendono ad avere livelli di creatinina più alti. Allo stesso modo, alcuni farmaci, come quelli per il trattamento dell’HIV, possono aumentare i livelli di creatinina.
I valori di creatinina ideali per una Tac con contrasto variano in base all’età, al sesso e alla massa muscolare del paziente. Tuttavia, in generale, un livello di creatinina nel sangue inferiore a 1,2 mg/dL nelle donne e 1,4 mg/dL negli uomini è considerato normale. Prima di una Tac con contrasto, è preferibile che i livelli di creatinina siano il più possibile vicini a questi valori.
Livelli elevati di creatinina possono indicare una funzionalità renale compromessa. In questo caso, l’uso di un mezzo di contrasto per la Tac potrebbe aumentare il rischio di nefropatia da mezzo di contrasto, una condizione che può portare a insufficienza renale acuta.
Se i livelli di creatinina sono elevati, ci sono alcune misure che possono essere prese per abbassarli prima della Tac. Queste possono includere l’assunzione di liquidi, l’evitare l’uso di farmaci nefrotossici e l’adattamento della dieta.
Il rischio più importante di un esame durante il quale si somministra mezzo di contrasto (MDC) per via intra-arteriosa (risonanza magnetica, TAC, angiografie periferiche, coronarografia, angioplastica percutanea, ecc) è la conseguenza che il mezzo di contrasto potrebbe avere sulla funzione renale cioè un peggioramento acuto della funzione renale. Ciò accade in una percentuale variabile di pazienti, dall’1% al 15-20% secondo il tipo di radiografia, la quantità di mezzo di contrasto, il tipo di mezzo di contrasto utilizzato e le condizioni del paziente.
Il danno renale indotto dal mezzo di contrasto crea un quadro patologico che si chiama nefropatia indotta dal mezzo di contrasto (NIM). Nella maggior parte dei casi il peggioramento è transitorio e la creatininemia, il test del sangue che misura la funzione renale, scende e torna ai valori basali in pochi giorni.
Prevenzione della nefropatia da mezzo di contrasto
Per prevenire il danno renale da mezzo di contrasto è importante identificare i fattori di rischio che sono sia legati al paziente sia legati al mezzo di contrasto e alla procedura di indagine.
Fattori di rischio
- Creatinina ≥ a 1,8 mg/dl per i maschi e ≥ a 1,4 mg/dl per le femmine. Tali valori sono pari ad una clearance della creatinina di circa 40 ml/min.
- Diabete mellito
- Scompenso cardiaco congestizio
- Paraproteinemia lieve o dubbia
Criteri di esclusione
- Paraproteinemia grave con paraproteinemia ≥ 1 g/dl e/o paraproteinuria ≥ 100 mg/dl o ≥ 1 g/24 ore
- Diabete mellito scompensato
- Disidratazione non correggibile
Prevenzione nei casi a rischio
Un’adeguata idratazione è fondamentale per prevenire la nefrotossicità. E’ necessario pertanto:
- Raccomandare al paziente di rinviare l’esame qualora insorgessero condizioni favorenti la disidratazione (diarrea, vomito, recenti esami richiedenti una preparazione intestinale).
- Valutare l’opportunità di ridurre/sospendere i diuretici.
- Informare il paziente di non assumere lassativi nei 3 giorni precedenti l’esame (nei casi in cui questi siano espressamente richiesti dal protocollo della Radiologia un’idratazione per os o e.v. è particolarmente importante).
- Raccomandare al paziente una dieta con contenuto idrico ≥ 2 l/die (N. B.: nei pazienti cardiopatici il medico valuta caso per caso tale indicazione).
Inoltre:
- Evitare i FANS nei 3 giorni precedenti l’esame.
- Prescrivere N-acetilcisteina (es. Fluimucil 600; N-aceticisteina EG) 600 mg al giorno il giorno precedente e successivo all’esame.
Pronto riconoscimento di una nefrotossicità
- Controllo della diuresi nei due giorni successivi all’esame.
- Controllo della creatinina al 3-4 giorno dopo l’esame.
- Il modulo è stato compilato e inviato correttamente.
Il dosaggio della creatinina si può fare presso il laboratorio Suzzi tutti i giorni feriali dal lunedì al sabato presentandosi a digiuno dalle 7.30 alle 10.30 senza necessità di prenotare nè di avere la prescrizione del medico.
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