Il colesterolo è un tipo di lipide che il fegato produce naturalmente e che è vitale per la formazione delle membrane cellulari, di alcuni ormoni e della vitamina D. Dal punto di vista medico, il suo valore nel sangue prende il nome di “colesterolemia”. Il colesterolo totale regola la formazione di molti ormoni (compresi quelli sessuali) e rientra nella composizione di vari tessuti, tra cui le membrane cellulari di organi vitali quali cervello e fegato.
Poiché le molecole di colesterolo sono insolubili in acqua, vengono trasportate nell’organismo per mezzo di lipoproteine che, a seconda della densità, vengono classificate in LDL e HDL. Non si dissolve in acqua, quindi non può viaggiare da solo attraverso il sangue, motivo per cui il fegato produce le lipoproteine, cioè particelle costituite da grassi e proteine.
Per rilevare i valori di colesterolo totale, i medici di famiglia o gli specialisti consigliano esami del sangue specifici, come il profilo lipidico. Verrà dunque prelevato un campione ematico da una vena del braccio, sufficiente a riempire una piccola provetta. I campioni di sangue vengono inviati a un laboratorio per essere analizzati. Il prelievo viene effettuato a stomaco vuoto (almeno 8 ore di digiuno) e man mano che si va avanti con l’età, il medico può consigliare di controllare il colesterolo totale (così come altri importanti indicatori di salute, come la pressione sanguigna) ogni anno. L’esame prevede il prelievo di un piccolo campione di sangue venoso e i risultati sono solitamente disponibili dopo qualche giorno.
In generale, i medici raccomandano di cercare di mantenere il colesterolo totale al di sotto di 200 mg/dl. Livelli superiori possono indicare un rischio maggiore di malattie cardiovascolari.
Cos’è il colesterolo LDL e perché è importante
Il colesterolo diventa nostro “nemico” in caso di aumento del suo livello nel sangue, soprattutto se si tratta di lipoproteine LDL (colesterolo cattivo). Il controllo del colesterolo va fatto periodicamente almeno 1 - 2 volte l’anno. Tuttavia, quando i suoi livelli sono troppo alti, in particolare quelli del colesterolo LDL (Low-Density Lipoprotein), aumenta il rischio di formazione di placche nelle arterie, che aumentano notevolmente il rischio d’infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari. Il colesterolo LDL viene chiamato “cattivo” perché si accumula nei vasi sanguigni, mentre l’HDL viene detto “buono” perché aiuta a rimuoverlo. Spesso però quando ci consegnano gli esami del sangue guardiamo solo i valori del colesterolo totale, che fino a 200 mg/dl è considerato buono, tra 200 e 239 è considerato borderline-alto, cioè già piuttosto elevato, sopra i 240 decisamente alto.
Tuttavia ancora più importante è andare a vedere come è composto questo colesterolo totale, cioè quanto è quello HDL detto “buono” con azione protettiva, e ancor più importante i valori dell’LDL “cattivo”.
Le due principali forme di lipoproteine sono quelle a bassa densità (LDL) e quelle ad alta densità (HDL). Poiché la molecola non è solubile in acqua è possibile che viaggi all’interno della circolazione sanguigna sotto forma di due lipoproteine principali: HDL (anche detto “buono”) e LDL (“cattivo”). Queste denominazioni derivano dal fatto che mentre l’HDL si occupa di pulire le arterie trasportando i grassi dalla periferia verso il fegato, l’LDL viaggia in senso opposto. Al contrario di ciò che normalmente si crede, solo una piccola parte (circa il 20%) deriva dal cibo che ingeriamo.
Cause del colesterolo alto
Molto spesso, lo stile di vita è la causa principale dei livelli di colesterolo alto. Il nostro corpo produce naturalmente tutto l’LDL di cui ha bisogno e una dieta ricca di grassi saturi, insieme a scarsa attività fisica contribuiscono ad aumentare i livelli dei lipidi nel sangue. In alcuni casi, infine, l’ereditarietà può svolgere un ruolo importante tra le cause di dislipidemia e alcune persone ereditano geni dalla madre, dal padre o persino dai nonni.
Esiste una condizione, definita ipercolesterolemia famigliare, che determina concentrazioni elevate circolanti a prescindere dallo stile di vita per cause genetiche; secondo alcuni autori sarebbe questa la vera chiave per spiegare i valori elevati nella maggior parte dei pazienti.
Rischi del colesterolo alto
Il colesterolo totale alto di per sé non causa sintomi, però può aumentare il rischio di sviluppare alcune condizioni gravi. Valori alti nel profilo lipidico, se non trattati nel tempo, possono portare a gravi complicazioni come infarto e ictus.
Si raccomanda che gli uomini di età superiore ai 35 anni e le donne di età superiore ai 45 anni vengano sottoposti a screening annuali per le condizioni causate dai livelli di lipidi nel sangue. I problemi di colesterolo sono solitamente associati a valori alti. E’ una sostanza grassa che può ostruire le arterie e potenzialmente causare un infarto o un ictus interferendo con il flusso sanguigno attraverso il vaso interessato.
Le malattie cardiache sono la principale causa di morte al mondo. Avere livelli elevati di colesterolo, in particolare LDL “cattivo”, è collegato a un aumento del rischio di malattie cardiache.
Il problema sorge quando le LDL trasportano più colesterolo di quanto sia necessario alle cellule periferiche, in questa situazione cellule speciali catturano le LDL e ne depositano il grasso contenuto sulle pareti dei vasi sanguigni: questo processo prende il nome di aterosclerosi. Il colesterolo così depositato provoca il restringimento dei vasi e ciò può condurre ad attacchi cardiaci e ictus.
Valori ottimali del colesterolo LDL
Non esiste un valore di colesterolo buono per tutti, perché ci sono spesso dei fattori di rischio cardiovascolare aggiuntivi che impongono un controllo ancora più stringente dei limiti considerati sicuri. Più fattori di rischio sono presenti maggiore è l’importanza di avere valori di colesterolo LDL sempre più bassi per compensare, almeno parzialmente, il maggior pericolo. Bisogna soprattutto lavorare sui punti 2. e 3. che sono fattori di rischio modificabili, che si possono cioé ridurre e anche azzerare con le cure opportune (punto 2.) o con l’adozione di uno stile di vita più sano e attento (punto 3.).
I valori di riferimento cambiano quindi in base alla presenza di altri fattori di rischio, e il pericolo aumenta quando ci sono più fattori insieme, ad esempio: fumo + ipertensione, familiarità + obesità, fumo + sedentarietà.
- ✅ Soggetti sani: LDL < 130 mg/dl
- ⚠️ Rischio cardiovascolare moderato: LDL < 100 mg/dl
- Alto rischio (ipertensione, diabete, fumo, storia familiare): LDL < 70 mg/dl
Un valore troppo alto, anche se si sta già seguendo una terapia, deve essere monitorato e, se il medico lo ritiene necessario, corretto. L’ LDL elevato è spesso sottovalutato nei giovani (30-50 anni), perché i sintomi sono assenti e si ritiene che le malattie cardiovascolari siano tipiche dell’età avanzata. Tuttavia, la formazione delle placche aterosclerotiche comincia in età precoce e il rischio di eventi gravi prima dei 55 anni è reale, in particolare nei fumatori abituali e nei portatori di ipercolesterolemia familiare, una forma genetica sottodiagnosticata.
Fattori di rischio cardiovascolare
Questi fattori di rischio possono essere:
- Familiarità: parenti stretti (padre, madre, fratelli) con problemi o malattie cardiovascolari
- Malattie già presenti: ipertensione, diabete, storia d’infarto o ictus pregressi, obesità
- Stile di vita: fumo (fattore di rischio grave), sedentarietà, alimentazione ricca di proteine e grassi animali
Rimedi per il colesterolo alto
Dato che il paziente con ipercolesterolemia è spesso sovraponderale, è molto importante liberarsi dei chilogrammi in più. Ovviamente le diete funzionano meglio se le persone che le seguono fanno anche attività fisica regolarmente, specialmente se in sovrappeso. Gli esperti raccomandano, nel limite della tolleranza, 30 minuti di camminata quasi tutti i giorni. Non è un segreto che smettere di fumare può ridurre molti rischi, tra cui le malattie cardiovascolari e il cancro ai polmoni.
Alcuni studi affermano anche che alcuni integratori a base di erbe possono aiutare a ridurre i livelli di colesterolo. La Monacolina K è una molecola che possiede un effetto ipocolesterolemizzante, che significa che è in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. La sua composizione è equivalente a quella di una statina (la Lovostatina) e, per quanto a basso dosaggio, il suo utilizzo nella formulazione di integratori ha generato molti debatti in merito alla sua sicurezza. A base di soia, sono molecole in grado di diminuire l’assorbimento del colesterolo a livello dell’intestino.
Per mantenere normali i livelli di colesterolo è fondamentale intraprendere un approccio di tipo preventivo fin dalla giovane età. In alcune condizioni, tuttavia, nonostante l'adozione di tutte le misure di cui sopra, potrebbe risultare difficile mantenere i livelli di colesterolo e trigliceridi entro i valori desiderabili.
Alimentazione e colesterolo
Alcuni alimenti di origine animale (fegato, uova, reni, …) contengono colesterolo, oltre ad altre forme di lipidi, ma questo ha in realtà un effetto del tutto trascurabile sulla salute umana (anche se l’argomento è tuttora oggetto di dibattito); quello che influisce in modo determinante è invece la quantità di grassi saturi presenti nell’alimento (è possibile valutarlo leggendo l’etichetta dell’alimento, ma in generale sono presenti soprattutto nei cibi di origine animale) che, quando eccessivi, diventano un vero killer della salute. Hanno invece effetto protettivo i grassi mono e polinsaturi (di cui sono ricchi gli alimenti di origine vegetale e il pesce, soprattutto quello azzurro e il salmone).
Verdura, cereali e legumi: sono gli amici del cuore. La colesterolemia è influenzata dal tipo di grassi presenti nella dieta: quelli saturi, di origine animale, provocano l’aumento del colesterolo-LDL, mentre quelli insaturi, di origine vegetale, possono abbassarlo e contribuire ad innalzare quello buono. In particolare sono da evitare burro, lardo, strutto a favore di oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, primo fra tutti l’olio extravergine di oliva, ma anche quelli di semi (soia, girasole, mais, arachidi).
Le fibre costituiscono un aiuto importante. La fibra vegetale riduce l’assorbimento intestinale dei grassi. Un motivo in più per riservare ai già ricordati legumi e verdure un posto d’onore nei menù, queste ultime possibilmente consumandole crude in insalata. Anche il pane sarà preferibilmente integrale, proprio per il suo maggior contenuto di fibra, così come la pasta e il riso. Il pesce, per la particolare composizione del suo grasso, può essere consumato anche da chi ha problemi di colesterolo.
La carne può fare parte della dieta, con preferenza alla carne bianca, ma deve provenire da un taglio magro e privato del grasso visibile. Frattaglie (fegato, cervello, reni), insaccati ad elevato tenore in grassi saturi. Gli insaccati e le carni conservate in generale andrebbero consumate il meno possibile non solo in ottica di prevenzione cardiovascolare ma anche per la prevenzione dei tumori.
Alimenti da consumare con prudenza
- Carne di manzo
- Carne di agnello
- Carne di maiale
- Carne di pollo (con la pelle)
- Lardo di maiale
- Formaggi e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi
- Oli vegetali ricchi di grassi saturi (palma, cocco, palmisto)
- Snack salati
- Prodotti da forno
- Alimenti fritti (in particolar modo fuori casa)
- Bevande alcoliche
Prevenzione: cinque regole da seguire
Ecco cinque punti per una prevenzione efficace:
- Alimentazione sana: riduci grassi saturi, insaccati, formaggi stagionati, aumenta fibre, legumi, verdure, pesce.
- Attività fisica regolare: almeno 30 minuti al giorno di camminata veloce o sport aerobico.
- Controllo del peso: anche pochi chili in meno aiutano a ridurre il rischio cardiovascolare.
- Stop al fumo: uno dei principali nemici del cuore, aumenta il pericolo più degli altri fattori.
- Controlli regolari: anche se stai bene, misura il colesterolo almeno una volta l’anno.
Colesterolo Totale Normale? Attenzione al vero rischio: l’LDL
Molti nostri clienti quando parliamo di prevenzione cardiovascolare pensano che basti tenere sotto controllo il colesterolo totale, ma la verità è che questo valore, da solo, dice molto poco. Si può avere un colesterolo totale nei limiti e comunque correre un rischio elevato se l’LDL - il cosiddetto colesterolo “cattivo” - è troppo alto. Inoltre colesterolo LDL si accumula nelle pareti delle arterie fin da giovani, ed è fondamentale iniziare a controllarlo già prima dei 40 anni, soprattutto in presenza di familiarità per malattie cardiache, ipertensione, diabete o sovrappeso.
FAQ - Colesterolo LDL e prevenzione cardiovascolare
- ✅ È possibile avere colesterolo totale normale ma LDL alto? Sì, in molti casi il colesterolo totale resta sotto il valore limite di 200 mg/dl, ma la frazione LDL è comunque elevata. Per questo non basta controllare solo il colesterolo totale: bisogna sempre verificare i valori di LDL.
- ✅ Perché il colesterolo LDL è più pericoloso del colesterolo totale? Anche con un valore di colesterolo totale giusto se la quota di LDL è elevata il rischio cardiovascolare rimane alto perché l’LDL è il principale responsabile della formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie.
- ✅ I giovani sotto i 40 anni devono preoccuparsi del colesterolo LDL? Sì perché l’aterosclerosi inizia a svilupparsi già in giovane età. Nei fumatori o in chi ha familiarità per malattie cardiache, il colesterolo LDL alto è un fattore di rischio importante anche prima dei 40 anni.
- ✅ Quali sono i valori normali del colesterolo LDL? Dipende dal rischio cardiovascolare individuale: ecco i valori desiderabili. Nei soggetti sani LDL < 130 mg/dl , rischio moderato LDL < 100 mg/dl , alto rischio (ipertensione, diabete, fumo, familiarità) LDL < 70 mg/dl
- ✅ Come incidono gli altri fattori di rischio cardiovascolare? Il colesterolo LDL elevato diventa ancora più pericoloso quando si somma ad altri fattori di rischio come ipertensione, diabete, fumo, obesità o familiarità per malattie cardiache. La presenza di più fattori contemporaneamente moltiplica il rischio cardiovascolare, e per questo nelle persone ad alto rischio i valori ideali di LDL devono essere più bassi (anche <70 mg/dl).
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