Trigliceridi: Cosa Sono, Valori Normali e Come Gestirli

In un precedente articolo pubblicato sul nostro blog abbiamo parlato della differenza tra il “colesterolo buono” e il “colesterolo cattivo”, omettendo però un altro valore che, di solito, viene misurato quando si eseguono analisi cliniche per il controllo del colesterolo: i trigliceridi. In effetti, nei soggetti a rischio e/o affetti da patologie cardiovascolari o sindrome metabolica è di fondamentale importanza tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, la pressione sanguigna e, appunto, i trigliceridi nel sangue. Ma cosa sono i trigliceridi, perché è così importante controllarne i livelli e quali sono i valori di riferimento, che ci fanno capire quando sono alti o bassi? Approfondiamo insieme.

Cosa Sono i Trigliceridi?

I trigliceridi sono i grassi (lipidi) più semplici e più abbondanti presenti nel corpo umano. I trigliceridi sono lipidi (grassi) presenti nel sangue, i “più semplici presenti nel corpo umano” secondo la definizione fornita dal portale dell’Istituto Superiore di Sanità issalute.it. Il nome deriva dalla loro composizione. Infatti, i trigliceridi sono composti da tre catene di grassi legati ad una molecola di glicerolo.

Vengono accumulati all’interno del tessuto adiposo con funzione di riserva energetica e, come altri lipidi, costituiscono anche un importante ruolo nelle strutture cellulare. La maggior parte dei trigliceridi presenti nel nostro organismo viene introdotta attraverso l’alimentazione e trasportati nel sangue dalle lipoproteine, principalmente da quelle a densità molto bassa (VLDL, very low density lipoprotein). La maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue è introdotta con l’alimentazione e solo una minima parte è prodotta dal fegato. Anche il fegato ha la capacità di sintetizzare trigliceridi, a partire da altri nutrienti come il glucosio (ciò spiega come mai una dieta ricca di zuccheri semplici sia spesso correlata ad un aumento della trigliceridemia) e gli aminoacidi. I trigliceridi vengono traportati nel sistema linfatico e nel circolo sanguigno grazie a veicoli specifici chiamati lipoproteine.

Quando si mangia, il corpo converte in grassi tutte le calorie di cui non ha bisogno e li immagazzina nelle cellule adipose. Da queste poi vengono rilasciati durante l’arco della giornata per garantire il giusto apporto energetico per azione degli ormoni. I trigliceridi rappresentano la riserva energetica del nostro organismo, pronta ad essere utilizzata secondo le necessità. Per questo motivo, sono molto importanti per il mantenimento della salute.Senza i trigliceridi, quindi, non riusciremmo ad affrontare la nostra giornata. Dovremmo mangiare di continuo per immettere nuovo “carburante” nel nostro corpo.

Cosa succede, quindi, quando mangiamo? Il nostro corpo converte tutte le calorie assunte, delle quali non abbiamo bisogno immediatamente, in trigliceridi che vengono immagazzinati nel tessuto adiposo. Successivamente, gli ormoni rilasciano i trigliceridi per produrre energia tra i pasti, quando ne abbiamo bisogno.Di conseguenza, se mangiamo più calorie di quelle che bruciamo, in particolare da cibi ad alto contenuto di carboidrati, è possibile riscontrare valori alti di trigliceridi nel sangue (ecco perché, per perdere peso, è necessario bruciare calorie).

Differenza tra Trigliceridi e Colesterolo

Spesso si fa confusione tra il colesterolo e i trigliceridi, considerati come se fossero la stessa cosa. In realtà, anche se si tratta di due tipi di grassi, la differenza è sostanziale. Facciamo chiarezza: i trigliceridi immagazzinano le calorie inutilizzate e forniscono energia al corpo; il colesterolo è usato per costruire cellule e alcuni ormoni. Quindi, svolgono due ruoli differenti, entrambi fondamentali per la nostra salute. Ricordiamo, infatti, che il colesterolo e i trigliceridi non sono due patologie o due elementi dei quali liberarsi, quello che va evitato è l’aumento della concentrazione di entrambi nel sangue.

Perché si misurano i trigliceridi

La quantità di trigliceridi nel sangue (trigliceridemia) viene misura, in combinazione solitamente ad altri valori quali il colesterolo HDL, il colesterolo LDL e il colesterolo Totale, per valutare il rischio di malattie cardiovascolari. L’eccesso di trigliceridi, infatti, aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari quali infarto, ictus e aterosclerosi, ma anche malattie del fegato e del pancreas. E' importante evitare valori alti di trigliceridi nel sangue. Ma perché?I trigliceridi alti possono contribuire all’indurimento delle arterie o all’ispessimento delle pareti delle arterie (arteriosclerosi), che aumenta il rischio di ictus, infarto e malattie cardiache. Inoltre, se i valori sono eccessivamente alti, si rischia di causare un’infiammazione acuta del pancreas (pancreatite). I trigliceridi alti sono spesso un sintomo di altre condizioni che aumentano il rischio di malattie cardiache e ictus, tra cui:

  • diabete di tipo 2 o prediabete;
  • sindrome metabolica, una condizione in cui ipertensione, obesità e glicemia alta si verificano insieme;
  • bassi livelli di ormoni tiroidei (ipotiroidismo);
  • alcune rare condizioni genetiche che influenzano il modo in cui il tuo corpo converte il grasso in energia.

Infine, a volte valori alti sono un effetto collaterale dell’assunzione di alcuni farmaci, come diuretici, estrogeni, steroidi, beta bloccanti.

Trigliceridi: Valori Normali, Bassi e Alti

Se parliamo di livelli alti di trigliceridi nel sangue vuol dire che lo sono rispetto a valori di riferimento considerati “normali”. Quali sono questi valori di riferimento? Li indica il portale issalute.it summenzionato, facendo una distinzione tra adulti e giovani al di sotto dei 18 anni.

In un soggetto sano il valore dei trigliceridi è inferiore a 150 mg/dL, diventa ottimale quando risulta inferiore a 100 mg/dL. I livelli ottimali di trigliceridi sono inferiori a 150 mg / dl. Sopra i 500 mg / dl sono molto elevati.Sopra i 200 mg/dl parliamo di ipertrigliceridemia, mentre tra i 120-150 mg/dl siamo nella situazione di normalità. Ci rendiamo conto che vi è una fascia definita border-line tra i 150-199 mg/dl. Proprio in questa fascia è altrettanto importante intervenire per creare un’inversione di marcia e riportare i valori da una situazione di potenziale rischio a normali.

Anche avere i trigliceridi bassi (sotto i 40 mg/dl) è da tenere presente come indice di anormalità e disequilbrio. Può infatti essere segnale di presenza di altri disturbi, come l’ipertiriodismo, malassorbimenti intestinali o problematiche a livello del fegato.

Valori di riferimento trigliceridi

Età Valore desiderabile (mg/dL) Valore ai limiti della norma (mg/dL) Valore elevato (mg/dL) Valore molto elevato (mg/dL)
Adulti Inferiore a 150 150-199 200-499 Superiore a 500
Ragazzi < 18 Inferiore a 90 90-129 Uguale o superiore a 130 N/A

Trigliceridi Alti: Cause e Rischi

I trigliceridi sono alti quando superano 180 mg/dL. Questo valore deve essere contestualizzato per permettere di intervenire in maniera corretta ed abbassarlo. Infatti, un valore alto di trigliceridi è riscontrabile in più occasioni e patologie. Si può riscontrare ipertrigliceridemia per, ad esempio:

  • Malattie cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi, infarto e ictus);
  • Diabete mellito;
  • Sindrome metabolica;
  • Malattie del pancreas;
  • Malattie renali;
  • Alcune rare condizioni genetiche.

A volte, i trigliceridi alti sono un effetto collaterale dell’assunzione di determinati farmaci.

In generale, a valori elevati di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) si associano anche quantità elevate di colesterolo totale e LDL. Ciò dipende dalla presenza concomitante di alcuni fattori di rischio o di stili di vita sbagliati quali, ad esempio:

  • Sovrappeso / Obesità
  • Sedentarietà
  • Alimentazione scorretta

Una delle cause principali di ipertrigliceridemia è la dieta disordinata e ricca in grassi e carboidrati. L’aumento dei trigliceridi nel sangue è legato all’introduzione di calorie in eccesso. In particolare dall’introduzione di grandi quantità di zuccheri semplici e all’assunzione di alcool, nutrienti che vengono convertiti dal fegato in trigliceridi. Anche la qualità dei grassi introdotta con l’alimentazione è importante. Infatti, i grassi saturi (carne, insaccati, salumi) aumentano i valori di trigliceridi mentre i grassi monoinsaturi e polinsaturi hanno l’effetto opposto.

La mancanza di attività fisica aggrava ulteriormente il quadro , portando anche a un accumulo di adipe a livello addominale e all’aumento del girovita.

Anche l’assunzione di determinati farmaci (per esempio gli estrogeni, i glucocorticoidi, i betabloccanti e alcuni tipi di contraccettivi) può portare all’ipertrigliceridemia.Tutti in concerto diventano fattori di rischio. L’ipetrigliceridemia è ritenuta una delle cause principali dell’insorgenza di aterosclerosi e altre malattie cardiovascolari, come ictus, infarto e diabete. È associata spesso ad aumento dei valori di pressione arteriosa, aumento della glicemia a digiuno, steatosi epatica e aumento dei valori del colesterolo LDL.

Cosa Fare in caso di Trigliceridi Alti o Border-Line

L’atteggiamento migliore da seguire è sicuramente una dieta sana ed equilibrata, accompagnata da una costante attività fisica per mantenere un buon livello di trigliceridi.

Gli zuccheri non sono presenti solo nei dolci: la frutta disidratata è molto zuccherina. Tra la frutta fresca, i fichi, le banane, le pesche, l’uva, i cachi, andrebbero evitati. Infatti il fruttosio, lo zucchero di cui sono ricchi, è un potente stimolo alla produzione di trigliceridi. Il kiwi, invece, è il frutto perfetto per abbassare i trigliceridi, dato che contiene molte fibre che eliminano i lipidi, ma anche Vitamina C e antiossidanti, che combattono l’accumulo di grassi in eccesso.

È consigliabile mangiare pesce (meglio se 2-3 volte a settimana) e legumi. Dire invece no ad alcool e alimenti di produzione industriale e/o surgelati, che contengono dosi elevate di grassi idrogenati.

In sintesi, i carboidrati consigliati sono quelli dei legumi: fagioli, piselli, ceci, fave, lenticchie. Entrano meno velocemente nel sangue e quindi stimolano in misura minore la produzione di trigliceridi da parte del fegato.Quelli da consumare con moderazione (se integrali è meglio) sono invece: pasta, riso, pane, orzo, farro.

Ridurre i Trigliceridi col giusto Integratore

Alcuni principi vegetali e nutritivi hanno dimostrato di regolare l’attività metabolica del sangue. L’integratore alimentare RegoLipid è a base di 6 principi vegetali e nutritivi tra cui Banaba (Lagerstroemia speciosa), Berberis, cromo picolinato e acido alfa-lipoico, utili per la regolazione glico-lipidica in soggetti con rischio cardio-metabolico(*). È stato oggetto di due studi clinici in doppio cieco randomizzato contro placebo condotti presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. In questi studi sono stati verificati i parametri ematici di 40 soggetti ciascuno per un totale di 80 soggetti coinvolti (nel secondo donne in menopausa), con valori border-line e in sindrome metabolica.

Questo integratore ha dimostrato in entrambi gli studi di:

  • Ridurre i trigliceridi
  • Aumentare il colesterolo “buono”
  • Ridurre l’insulinemia e la glicemia a digiuno

Alziamo le atenne qualora riscontrassimo di rientrare nella categoria “a rischio”. Nessun allarmismo, ma l’occasione per rassettare il nostro stile di vita e iniziare subito la riprogrammazione di tutti quei fattori, come i trigliceridi alti, che ci riconducono ad uno stato di salute ottimale.

Esame del sangue trigliceridi

Basta un semplice esame del sangue per misurare il livello di trigliceridi nel sangue. Il dosaggio dei trigliceridi viene effettuato attraverso un semplice prelievo ematico, attraverso cui si dosa la trigliceridemia. Il dosaggio dei trigliceridi deve essere effettuato a digiuno da almeno 8-10 ore. Per il controllo dei trigliceridi, bisogna presentarsi a digiuno. Al di sopra del valore massimo identificato si parla di ipertrigliceridemia, condizione che può essere secondaria ad abitudini alimentari e di vita scorrette o a patologie preesistenti e favorenti.

ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.

leggi anche: