Esame Chimico delle Urine: Valori Normali e Interpretazione

L'esame delle urine è uno strumento diagnostico versatile, utile non solo per valutare lo stato di salute generale del paziente, ma anche per individuare precocemente possibili patologie. L’esame completo delle urine è spesso solo il primo passo per approfondire la salute renale e metabolica. Funzione renale, profilo lipidico e ad altri esami del sangue correlati, permette di costruire una panoramica completa dello stato di salute e del rischio cardiovascolare.

Perché si fa l'esame delle urine?

Può essere prescritto in numerose situazioni, ad esempio per:

  • Valutare la funzionalità renale ed escludere eventuali patologie a carico dei reni.
  • Individuare disordini metabolici che possono alterare la composizione delle urine.
  • Diagnosticare infezioni delle vie urinarie attraverso l’analisi di eventuali agenti patogeni o segni infiammatori.
  • Rilevare valori correlati a malattie croniche, come il diabete, che influenzano la composizione delle urine.
  • Confermare una gravidanza, in associazione con test specifici.
  • A completamento di un'accurata valutazione medica.
  • Prima di un intervento chirurgico.

Tipi di Esami delle Urine

Esistono diverse tipologie di esami delle urine, ciascuno con finalità specifiche:

  • Esame delle urine completo: è il più comune, utile per avere una panoramica generale della salute dell’apparato urinario e dell’organismo. Si compone di tre sezioni: analisi fisica delle urine (colore, odore, aspetto e peso specifico), analisi chimica delle urine (rileva sostanze come glucosio, proteine, sangue o chetoni) e analisi microscopica del sedimento (individua elementi cellulari, cristalli o batteri presenti).
  • Urinocoltura: richiesto per indagare una sospetta infezione batterica, è un test microbiologico che permette di isolare ed identificare eventuali agenti patogeni, affiancato spesso da un antibiogramma per stabilire l’antibiotico più efficace.
  • Raccolta delle urine nelle 24 ore: indicato per monitorare la quantità di sostanze eliminate con le urine nell’arco di una giornata (ad esempio proteine, calcio o creatinina) e per valutare la funzionalità renale in maniera più puntuale.
  • Citologia urinaria: in caso di tumori sospetti o anomalie cellulari, l’analisi permette di studiare le cellule presenti nell’urina alla ricerca di alterazioni morfologiche.

Preparazione all'Esame

La raccolta delle urine deve essere effettuata preferibilmente al mattino, poiché risultano più concentrate e quindi ideali per un’analisi accurata. Le prime urine emesse appena ci si è svegliati, infatti, sono solitamente più concentrate. La modalità di raccolta per questo test prevede che venga preso il secondo getto dell’urina.

A carico esclusivo del paziente, la raccolta del campione può avvenire a casa oppure nel centro medico-ospedaliero dove si terranno le future valutazioni di laboratorio. In altre parole, di una minzione per un'urinocoltura occorre conservare soltanto la sua parte centrale. A cosa serve lo scarto del mitto iniziale? Segnare l'orario della prima minzione del giorno.

È importante evitare contaminazione, pena il rischio di dover ripetere l’esame e/o non ricevere risultati inaffidabili.Suggeriamo quindi di:

  • Evitare di toccare il contenitore ed il campione durante la raccolta con la pelle;
  • Fare attenzione a non inquinarlo con i batteri presenti nella normale flora genitale. Per evitare che ciò accada è consigliabile lavare bene la zona genitale con sapone, risciacquare e asciugare con una salvietta pulita prima della raccolta. Senza appoggiare il contenitore alla pelle. Alterare i risultati o rendere necessario ripetere l’esame.
  • Le mestruazioni.

Il campione di urina deve essere prelevato preferibilmente di primo mattino, anche se non ci sono controindicazioni al fatto che venga prelevato in altri orari, a digiuno oppure dopo aver mangiato, le urine, infatti, non sono influenzate dal cibo.

Anche i farmaci non influiscono sull’esito dell’esame, ma se si sta seguendo una terapia con antibiotici o disinfettanti, è opportuno avvisare il medico che deve analizzare il campione perché questi farmaci influiscono sul colore delle urine: con gli antibiotici le urine diventano blu, mentre con i disinfettanti diventano arancioni.

Evitare di mangiare cibi che potrebbero alterare il colore delle urine. Occorre ricordare, infatti, che anche i cibi possono alterare il colore delle urine.

Esame Visivo delle Urine

L’esame visivo valuta colore, trasparenza e concentrazione.

Colore

Colore: il colore normale delle urine è “giallo paglierino”. Questo colore è dovuto ad un pigmento chiamato “urocromo” presente nelle urine.

Se il colore è diverso dal “giallo paglierino” e diventa giallo carico può essere dovuto a stati febbrili oppure al fatto che le urine sono fortemente concentrate perché si beve poco.

Se il colore è “marsala” potrebbe essere causato da malattie del fegato per la presenza di pigmenti biliari.

Se le urine sono color “lavatura di carne”, cioè quasi marrone, significa che nelle urine è presente del sangue, la cosiddetta ematuria, e potrebbe essere in corso una emorragia lungo il decorso delle vie urinarie.

Se l’urina è incolore o “giallo citrino”, significa che sono stati assunti molti liquidi ed è un colore normale.

Aspetto

Aspetto: l’aspetto normale delle urine è limpido.

Se diventa torbido, può essere dovuto a presenza di sangue nelle urine (cosiddetta ematuria) o di globuli bianchi (cosiddetta piuria). Il tutto può far supporre la presenza di una malattia renale. Un’alterazione della trasparenza non rappresenta necessariamente un segnale di malattia, ma è comunque un elemento che, se associato ad altri valori fuori norma, merita approfondimento clinico.

Tabella riassuntiva del colore delle urine e possibili cause

Colore Possibili Cause
Trasparente Possibile eccesso di idratazione (rischio iponatriemia)
Giallo chiaro / paglierino Normale, indice di corretta idratazione
Giallo scuro / ambra Possibile disidratazione
Birra scura Potrebbe indicare disidratazione grave o patologie epatiche
Rosa / rosso Possibile presenza di sangue, condizioni serie o effetto di farmaci/alimenti
Arancione Disidratazione o disturbi al fegato/vie biliari
Blu / verde Spesso legato ad alimenti/farmaci, talvolta infezioni o ipercalcemia
Schiumosa Possibile presenza di proteine (proteinuria) e patologie renali

pH delle Urine

Acidità (pH): il valore normale del pH delle urine è 6, cioè le urine, nella normalità, sono lievemente acide. Il pH delle urine riflette l’abilità renale nel mantenere una normale concentrazione di ioni idrogeno nel plasma e nei liquidi extracellulari. Il pH va sempre interpretato insieme agli altri parametri dell’esame urine e al quadro clinico del paziente, poiché può subire variazioni temporanee legate anche all’alimentazione o a particolari farmaci.

Una dieta di tipo vegetariano può provocare un aumento dell’alcalinità, cioè diminuisce l’acidità delle urine, e i valori si attestano su 7-8 di pH, che rimane comunque un valore normale. Se, però, l’alcalinità si innalza ancora, allora può essere indicativo di una infezione delle vie urinarie.

Una dieta ricca di proteine (per esempio se si mangia molta carne) si accompagna ad una maggior acidità delle urine, cioè il valore del pH si attesta su 5, che rimane comunque un valore normale.

Una persona sana avrà un pH nelle urine compreso tra 5,0 e 7,5.

Peso Specifico delle Urine

Peso specifico: indica la capacità del rene di concentrare l’urina. Il peso specifico urinario misura la concentrazione delle sostanze disciolte nelle urine e fornisce informazioni preziose sulla capacità dei reni di concentrare o diluire l’urina. I valori normali del peso specifico delle urine sono compresi tra 1,005 e 1,030 g/mL. Poiché può variare in base a idratazione, dieta e farmaci assunti, il peso specifico va sempre interpretato insieme agli altri parametri dell’esame completo delle urine e al quadro clinico complessivo del paziente.

È raro che il valore del peso specifico sia maggiore o minore del valore normale. Quando accade significa che il rene ha perso la sua capacità ed è quindi legato ad una disfunzione renale oppure, ancora più raro, a diabete insipido.

Sostanze Chimiche nelle Urine

Sostanze chimiche sono sostanze che possono essere presenti nelle urine

Proteine

Proteine: il rene ha il compito di mantenere nell’organismo le proteine, quindi non dovrebbero venire eliminate nelle urine. Nelle urine non dovrebbe essere presente alcuna proteina. Generalmente le proteine nelle urine (proteinuria) modificano anche l’aspetto delle stesse rendendole più schiumose. La presenza di proteine nelle urine è espressione di un danno renale.

Se, al contrario, le analisi indicano una loro presenza e il fatto è isolato, potrebbe essere dovuto a infezioni delle vie urinarie. Se, invece, la presenza di proteine nelle urine è costante, potrebbe trattarsi di una malattia renale come, per esempio, la glomerulonefrite acuta e/o cronica. È molto importante che in gravidanza si controlli costantemente l’urina perché la comparsa di proteine potrebbe essere la spia di una malattia feto placentare piuttosto preoccupante, la cosiddetta gestosi. La presenza di proteine nelle urine non solo rappresentano un sintomo, ma anche la causa del successivo danno renale in quanto tossiche per questo organo.

Glucosio

Glucosio: è lo zucchero presente nel sangue che, di norma, non dovrebbe essere presente nelle urine. Il glucosio non dovrebbe trovarsi nelle urine. La sua presenza è uno dei sintomi del diabete mellito dovuto alla glicemia troppo alta. Ciò non dovrebbe accadere con il glucosio, poiché normalmente viene anzi riassorbito dai reni.

Ci sono casi, però, come nei diabetici non compensati, in cui il valore del glucosio nel sangue è molto elevato e il rene non riesce a trattenerlo del tutto, pertanto viene lasciato passare nelle urine e si ha la cosiddetta glicosuria. Solo nel momento in cui questo sia in quantità eccessiva e superi la “soglia renale”, che cambia da soggetto a soggetto e varia con l’età, viene eliminato come fosse uno scarto. La presenza di glucosio nelle urine è un sintomo di diabete non controllato.

Pigmenti Biliari o Bilirubina

Pigmenti biliari o bilirubina: la bilirubina è una sostanza che generalmente viene espulsa dal fegato nella bile e che solitamente non si trova nelle urine. Nei pazienti sani le urine non contengono bilirubina. La bilirubina è una sostanza di scarto prodotta dal fegato a seguito del processo di smaltimento dei globuli rossi giunti a fine vita. Se, però, dovesse essere presente, è indicativa di una epatopatia, cioè di una malattia legato al fegato. Se la bilirubina è misurabile nell’urina, di solito significa che il fegato o i dotti biliari sono ostruiti, o che il paziente è affetto da epatite o altre forme di danno epatico.

Emoglobina

Emoglobina: è un pigmento presente nei globuli rossi che non dovrebbe trovarsi nelle urine. Generalmente non presente nelle urine, l’emoglobina è una proteina fondamentale per il trasporto dell’ossigeno e dell’anidride carbonica in tutto l’organismo. Se, invece, è presente, è l’espressione di micro o macro emorragie lungo le vie urinarie. La sua presenza nelle urine (emoglobinuria), a meno che non si tratti di una contaminazione (come capita per le donne in fase successiva le mestruazioni), può dipendere da diverse cause. La presenza di emoglobina non è un reperto normale, è sempre necessario un approfondimento medico per individuarne la causa e definire l’eventuale percorso diagnostico o terapeutico.

Corpi Chetonici

Corpi chetonici: sono sostanze che se dovessero essere presenti, sono espressione di una alterazione dovuta al metabolismo (la presenza di chetoni nelle urine compare spesso nei bambini con la febbre). La presenza di corpi chetonici nelle urine è solitamente sintomo di diabete: l’organismo non disporrebbe della giusta quantità di insulina. Questa situazione comporta un eccesso di acidi tossici e viene definita acidosi, chetoacidosi o chetosi, e può condurre fino al coma diabetico, una condizione che può mettere a serio rischio la vita. La chetonuria non è esclusiva del diabete.

Nitriti

Nitriti: sono sostanze che vengono eliminate con le urine in presenza di batteri, se, quindi, dovessero rilevarsi tracce nelle urine, è ipotizzabile una infezione delle vie urinarie. La presenza di nitriti nelle urine indica nella maggior parte dei casi un’infezione ai reni, all’uretra, agli ureteri o alla vescica, in corso, ma questo valore non è sufficiente per effettuare una diagnosi certa. Il riscontro di nitriti nelle urine richiede quindi un’interpretazione medica per stabilirne l’origine e, se necessario, procedere con ulteriori indagini diagnostiche.

Sedimento Urinario

Sedimento: l’urina viene è in centrifuga e la sua parte corpuscolata, cioè le cellule presenti nell’urina, sedimentano e vengono osservate al microscopio. Normalmentel’urina contiene una piccola quantità di cellule e di altri residui derivanti dall’interno delle vie urinarie. Si vanno a ricercare e quantificare, a seconda delle necessità, la presenza di cellule ematiche (globuli rossi e bianchi), di cellule epiteliali, di microrganismi, ecc.

Nell’esame microscopico, si identificano e quantificano i tipi cellulari, i cilindri, i cristalli e altri componenti, come microrganismi e muco, che possono essere presenti nelle urine. Queste componenti forniscono informazioni utili per la diagnosi e il monitoraggio di diverse condizioni cliniche.

  • Calchi: I "calchi" sono piccoli ammassi di globuli rossi, globuli bianchi, sostanze grasse e/o proteine.
  • Globuli rossi e/o globuli bianchi: Nelle urine delle persone sane, i globuli rossi e i globuli bianchi sono assenti.
  • Cellule squamose: Il ritrovamento di cellule squamose potrebbe voler significare che il campione di urine raccolto non è puro.

Interpretazione dei Risultati

L’esame delle urine valuta diversi indicatori che vengono elaborati in automatico grazie ad attrezzature specifiche e successivamente l’analisi viene completata con l’esame al microscopio. L’esame delle urine è uno strumento diagnostico versatile, utile non solo per valutare lo stato di salute generale del paziente, ma anche per individuare precocemente possibili patologie. Le informazioni hanno scopo puramente divulgativo: la corretta interpretazione dei risultati deve sempre essere effettuata dal medico, che li contestualizzerà nel quadro clinico del paziente.

Domande Frequenti

  1. A cosa serve l’esame delle urine? Permette di rilevare infezioni, malattie renali, diabete e valutare la salute generale.
  2. Quali sono i valori normali nelle urine? Non devono esserci glucosio, proteine, sangue, nitriti o corpi chetonici.
  3. Serve il digiuno per l’esame delle urine? No, ma è preferibile raccogliere il primo campione del mattino.

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