Le moderne tecnologie permettono di osservare il feto sin nei dettagli che ne caratterizzano la fisionomia. Generalmente alla prima ecografia della gravidanza si associano sensazioni che rimangono indelebili nel cuore di ogni neomamma.
L’ecografia in gravidanza non fa male: quello che rappresenta il timore più comune per tutte le future mamme è in realtà un timore da sfatare. L'ecografia è uno degli esami più importanti da fare durante la gravidanza, perché consente di ottenere numerose informazioni, come il calcolo delle settimane di gestazione - e quindi anche il calcolo della data del parto -, di verificare la corretta crescita del feto, di visualizzare buona parte delle malformazioni maggiori, e anche di scoprire il sesso del bambino e la sua posizione all’interno dell’utero.
Ormai da alcuni decenni, l’ecografia viene impiegata per lo studio dell’anatomia e del benessere del feto, ma con modalità diverse nei vari paesi del mondo e con sensibili differenze nell’ambito dello stesso paese. Esistono infatti paesi in cui questa tecnologia viene usata abitualmente per sofisticate indagini diagnostiche e altri in cui la sanità pubblica non è in grado di gestire tutte le richieste dei cittadini e per ragioni economiche si devono utilizzare apparecchiature meno sofisticate, e per indagini più essenziali.
L’Italia è sicuramente tra quelle fortunate realtà in cui i criteri di impiego dell’ecografia in gravidanza sono regolamentati da accreditate società scientifiche che, periodicamente, divulgano le linee guida a cui gli operatori devono attenersi. Questo permette di garantire degli standard qualitativi che riguardano non solo la formazione degli operatori e la qualità degli ecografi, ma anche la tipologia di indagine ecografica e il periodo ottimale in cui effettuarla.
Cos'è l'ecografia ostetrica del terzo trimestre?
L’ultima ecografia della gravidanza viene svolta intorno alla 32° settimana di gestazione ed è nota come ‘’eco di accrescimento’’. L’ecografia ostetrica terzo trimestre è la terza ecografia a cui di prassi devono sottoporsi le donne in gravidanza. Per la paziente in gravidanza effettuare l’ecografia ostetrica terzo trimestre a Torino, presso il Poliambulatorio Specialistico MeD è sinonimo di sicurezza e garanzia per il benessere del proprio bambino: MeD vanta un team di specialisti in ginecologia ed ostetricia fra i migliori che operano sul territorio. Le pazienti possono prenotare l’ecografia ostetrica del terzo trimestre in modo semplice e senza tempi d’attesa.
L’ecografia ostetrica del terzo trimestre è una normale ecografia, non è dunque un esame invasivo o pericoloso. In alcuni casi specifici potrebbe essere condotta per via endovaginale, in questo caso lo specialista dovrà posizionare la sonda all’interno del collo dell’utero della paziente.
Obiettivi dell'ecografia nel terzo trimestre
Lo scopo specifico di questo accertamento è quello di stabilire se l’accrescimento fetale abbia seguito un corso regolare e di misurare i diametri biparietale ed addominale trasverso, le circonferenze cefalica ed addominale e la lunghezza di femori ed omeri. L’obiettivo specifico di questa ecografia è valutare la crescita del feto, oltre che riconfermare il regolare sviluppo di alcuni organi e apparati.
Si tratta di un test di screening che quindi calcola l’aumento o la diminuzione della probabilità del rischio di malattie cromosomiche attraverso un programma computerizzato.L’ecografia del terzo trimestre, da effettuare tra le 30^ e la 32^ settimana di gravidanza, serve a verificare lo sviluppo e la crescita del feto, visualizzare i suoi organi e apparati, controllare il liquido amniotico e le caratteristiche della placenta.
Nel terzo trimestre, l’ecografia serve a valutare l’accrescimento fetale, ricontrollare l’anatomia fetale, la quantità di liquido amniotico, il cordone ombelicale, la localizzazione placentare e la presentazione fetale.
Questa ecografia, detta anche ecografia biometrica, ha la funzione di valutare la crescita complessiva del feto e la sua posizione (in vista del parto). Ma non solo. Si misurano alcuni parametri ( diametro biparietale, circonferenza cranica e addominale, lunghezza del femore) che vengono confrontati con i valori rilevati nelle precedenti ecografie e con i parametri di riferimento della settimana di gestazione (valutazione del percentile). In tal modo sarà possibile riconoscere un accrescimento fetale inferiore o superiore a quello atteso.
Quando il feto presenta un rallentamento nella crescita rispetto all’età gestazionale, è possibile utilizzare un’altra tecnica: la flussimetria.
La terza ecografia permette anche di vedere com’è posizionato il feto: se non è in posizione cefalica (a testa in giù), la mamma viene informata dell’esistenza di alcune procedure che possono modificare il suo orientamento, con lo scopo di evitare il taglio cesareo altrimenti necessario.
Limitazioni dell'ecografia nel rilevare anomalie fetali
L’ Ecografia Ostetrica può rilevare anomalie fetali maggiori ? La possibilità di rilevare un’anomalia maggiore dipende dalla sua entità, dalla posizione del feto in utero, dalla quantità di liquido amniotico e dallo spessore della parete addominale materna. Perciò è possibile che talune anomalie fetali non siano rilevate all’esame ecografico.
Inoltre alcune malformazioni si manifestano tardivamente (al 7°-9° mese) e perciò non sono visualizzabili in esami precoci. L’esperienza finora acquisita suggerisce che un esame ecografico routinario, non mirato, consente di identificare dal 30 al 70% delle malformazioni maggiori.
Non è infatti compito dell’ecografia la rilevazione delle cosiddette anomalie minori e/o di difetti funzionali degli organi. L’ obesità è correlata ad una difficoltà maggiore di studio delle strutture anatomiche fetali e di conseguenza ci si deve attendere una minore possibilità di individuazione delle patologie fetali.
Informazioni importanti per il paziente
Al momento dell’ecografia, il Paziente deve recare in visione al Medico Ecografista gli esami effettuati in precedenza (ecografie, altri referti, ecc.) utili per la valutazione del caso in esame anche in termini di evoluzione nel tempo. Inoltre, per permettere una valutazione ecografica esaustiva, è fondamentale che sia chiaro ed indicato al Medico Ecografista il cosiddetto “Quesito Clinico”.
Con tale termine si indica la diagnosi già accertata o sospettata, oppure il sintomo prevalente identificati dal Medico Curante del Paziente o dallo specialista che richiede l’effettuazione dell’esame ecografico.
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