La presenza di un tumore nell'organismo può essere rivelata attraverso il dosaggio di particolari sostanze presenti nel sangue.
Si tratta di analisi prescritte dal medico (oncologo generalmente) che possono essere utili per diagnosticare se la persona soffre di un tumore (ma si deve tenere presente che non sono analisi che indicano esclusivamente la presenza di un tumore) o per il monitoraggio della malattia, anzi, sono soprattutto utilizzate per questa finalità ed aiutano a valutare se il trattamento è efficace.
Se, infatti, dovessero risultare alterate, è opportuno modificare la cura per combattere la malattia.
Cosa sono i Marcatori Tumorali?
I marcatori tumorali, o biomarkers, sono sostanze, per lo più proteine, che circolano nel sangue e possono indicare la presenza o lo sviluppo di una neoplasia.
Sebbene possano essere prodotte anche da cellule non tumorali, le cellule cancerose ne rilasciano quantità maggiori a causa della loro moltiplicazione accelerata.
A cosa servono i marcatori tumorali?
Sono utilizzati principalmente per il monitoraggio della risposta ai trattamenti farmacologici, ma anche nella valutazione prognostica e, per alcuni tipi, nella diagnosi.
Possono anche supportare la diagnosi clinica e patologica, il controllo post-operatorio e il follow-up:
- supporto alla diagnosi clinica e patologica: pur non essendo test diagnostici definitivi da soli, possono indirizzare il medico verso esami più approfonditi, come la biopsia o l’imaging diagnostico.
- monitoraggio della terapia: permettono di valutare l’efficacia di un trattamento, osservando le variazioni nei livelli del marcatore nel tempo.
- controllo post-operatorio e follow-up: sono utilizzati per individuare precocemente eventuali recidive dopo un intervento o un trattamento, fungendo da campanello d’allarme per una ripresa della malattia.
CA 19-9: Un Marcatore Importante per il Tumore al Pancreas
CA 19-9 è la sigla con la quale si identifica un marker tumorale, utile soprattutto per monitorare l'estensione del tumore pancreatico, la sua evoluzione nel tempo e la risposta terapeutica alle cure intraprese.
L'Antigene Carboidrato 19-9 appartiene alla categoria dei cosiddetti “markers” tumorali (sostanze che si possono trovare in quantità aumentate, nel sangue, nelle urine o in altri liquidi corporei, in presenza di determinate neoplasie).
Il CA 19-9 può essere utilizzato come marker tumorale soltanto nel caso in cui il tessuto tumorale ne produca quantità rilevanti.
In circa il 70-95% dei pazienti con tumore pancreatico in stadio avanzato, si riscontrano concentrazioni elevate di CA 19-9.
Elevati valori di CA 19-9 sono un indicatore della presenza di un tumore del pancreas.
Di conseguenza, il dosaggio di questo marcatore viene utilizzato per la tipizzazione iniziale della neoplasia, per monitorare il decorso della patologia e per valutare la risposta terapeutica.
L'Antigene Carboidrato 19-9 è ritenuto attendibile sia per valutare l'estensione del tumore, sia per monitorare l'andamento post-operatorio.
In altre parole, il livello di CA19-9 non può essere impiegato come marker assoluto della presenza o assenza di una patologia maligna a carico del pancreas.
CA 19.9 (GICA) Antigene carboidratico 19.9: è il marcatore di riferimento per il tumore del pancreas e delle vie biliari.
Il suo utilizzo principale è nel monitoraggio della risposta alla terapia e nell’individuazione di recidive.
L’insorgenza di una recidiva è probabile quando un paziente già trattato per questa neoplasia presenta un aumento di CA 19-9 associato a quello dell’antigene carcino-embrionario (CEA).
Spesso come in molti casi di neoplasia, si osserva uno stato anemico normocronico associato a trombocitosi.
Quando viene richiesto l’antigene carboidratico 19.9?
Talvolta, la misura dell'Antigene Carboidrato 19-9 può essere richiesta nel caso in cui il medico sospetti un cancro epatobiliare o l'ostruzione dei dotti biliari.
Il campione necessario per effettuare l’esame del sangue per il marcatore 19.9 è quello venoso.
Valori Normali e Interpretazione
Essendo il Ca 19.9 un marcatore tumorale aspecifico, i suoi valori di riferimento sono solamente indicativi e non andrebbero interpretati dando loro un significato diagnostico.
Anche in caso di tumore al pancreas esocrino, ossia quello che colpisce i tessuti adibiti alla produzione di enzimi digestivi e i dotti biliari che li trasportano all’intestino tenue, sono riscontrabili valori piuttosto alti di Ca 19.9 nel sangue.
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
Limitazioni del CA 19-9
Tuttavia, occorre segnalare che i malati di tumore del pancreas non sempre hanno un innalzamento dei livelli di CA-19-9.
Inoltre, questo parametro può risultare elevato anche in presenza di infiammazione delle vie biliari o di altre malattie.
Per questo, quando si rileva un valore anomalo di CA-19-9, è bene approfondire le indagini con la determinazione dell'antigene carcinoembrionale (CEA), della bilirubina, e/o del pannello epatico, in presenza di sintomi suggestivi di tumore del pancreas.
Il CA 19-9 non è un marcatore abbastanza sensibile e specifico da essere considerato uno strumento utile per lo screening tumorale.
Queste condizioni non cancerose possono incrementare notevolmente le concentrazioni di CA 19-9, con una diminuzione piuttosto veloce dopo la risoluzione dell'ostruzione.
Alti livelli di questo marcatore possono essere presenti anche in altri tipi di neoplasie (intestino, polmoni, cistifellea ecc.) e in patologie come calcolosi biliare, pancreatite, fibrosi cistica e malattie epatiche.
Un aumento di CA 19-9 può indicare la presenza di processi neoplastici a carico di pancreas, vie biliari, stomaco e colon.
Incrementi del CA 19-9 sono stati segnalati anche nel corso di patologie epatiche non neoplastiche, tra cui la cirrosi epatica; in quest'ultimo caso, i valori del marcatore sembrano essere correlati con il grado di fibrosi e la severità della malattia.
Solitamente, l'antigene viene usato per il cancro al pancreas, ma anche per altre tipologie di processi neoplastici, come quelle delle vie biliari, dello stomaco e del colon-retto.
In quest'ultimo caso, il dosaggio di CA 19-9 è associato all'analisi di un altro marcatore, il CEA (antigene carcinoembrionario).
CA19-9 è legato al tumore all'intestino (e ad altre malattie non tumorali come la pancreatite, la fibrosi cistica, la colite ulcerosa), ma soprattutto è associato al tumore del pancreas.
Anche questa analisi non è di tipo precoce.
Altri Marcatori Tumorali e Esami del Sangue Rilevanti
Oltre al CA 19-9, esistono altri marcatori tumorali che possono essere utilizzati nella diagnosi e nel monitoraggio del tumore al pancreas:
- CEA (Antigene Carcinoembrionario): uno dei marcatori più “storici”, associato principalmente al tumore del colon-retto. Viene utilizzato per valutare la prognosi, monitorare l’efficacia delle cure per il cancro e individuare precocemente le recidive.
L'antigene carcinoembriogenetico (CEA) è una glicoproteina ad alto peso molecolare, che si trova normalmente nei tessuti fetali.
È stato comunemente usato come marcatore tumorale in altre neoplasie gastrointestinali.
Solo il 40-45% dei pazienti con carcinoma pancreatico ha valori elevati di CEA.
CEA (antigene carcino-embrionario) è una proteina che in passato si pensava fosse associata solo alla diagnosi di tumore dell'intestino, oggi, invece, si è scoperto che è associata anche ad altri tipi di tumori come quello della mammella, del polmone, dell'ovaio, dell'utero e del pancreas.
Una sua alterazione, però, può essere causata anche da altre malattie non tumorali come la bronchite cronica, la tubercolosi, la cirrosi epatica, la colite ulcerosa e la pancreatite e anche in alcune persone sane, ma che fumano molto.
Altri Marcatori Tumorali Circolanti
Tra i marcatori tumorali circolanti più noti ci sono l’Alfafetoproteina (AFP), l’Antigene carboidrato 15-3 (CA 15-3), l’Antigene carboidrato 19-9 (CA 19-9), l’Antigene carboidrato 125 (CA 125), l’Antigene carcinoembrionario (CEA) e l’Antigene prostatico specifico (PSA).
AFP (Alfa-fetoproteina): proteina prodotta principalmente dal fegato fetale. Nell’adulto, un suo aumento può essere associato a tumori del fegato (epatocarcinoma) o a tumori a cellule germinali (testicolo e ovaio).
CA 15.3 (Antigene carboidratico 15.3): utilizzato principalmente per monitorare il carcinoma della mammella, in particolare nelle fasi avanzate e per controllare l’efficacia delle terapie o l’insorgenza di recidive.
CA 125 (Antigene carboidratico 125): è il marcatore più noto per il tumore dell’ovaio, usato soprattutto per monitorare la risposta al trattamento e per rilevare le recidive.
CA 72.4 (TAG 72): impiegato principalmente per i tumori dello stomaco e, in misura minore, per quelli dell’ovaio (spesso in associazione con il CA 125).
CgA (Cromogranina A): è il marcatore più importante per i tumori neuroendocrini (NET), che possono sorgere in vari organi come pancreas, intestino e polmoni. Viene usata per la diagnosi, la valutazione del carico tumorale e il monitoraggio.
Cyfra 21-1 (Cytokeratin 19 fragment): frammento di una proteina (citocheratina 19) utile principalmente come marcatore per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).
LDH (Lattato deidrogenasi): enzima presente in molte cellule del corpo. È un marcatore tumorale aspecifico, ma i suoi livelli possono essere molto elevati in tumori a rapida crescita come linfomi, leucemie e tumori del testicolo (seminoma).
Mesotelina (SMRP - Soluble Mesothelin-Related Peptide): proteina i cui livelli possono essere elevati in pazienti con mesotelioma pleurico (tumore associato all’esposizione all’amianto), carcinoma pancreatico e ovarico.
NSE (Enolasi neurone specifica): enzima prodotto da cellule neuronali e neuroendocrine.
PSA (Antigene prostatico specifico): proteina prodotta dalla prostata.
Considerazioni Importanti
Mancanza di specificità: nessun marcatore tumorale è specifico al 100% per il cancro.
Molti marcatori possono aumentare anche in presenza di condizioni benigne o infiammatorie, come infezioni, malattie croniche, o eventi fisiologici.
Falsi negativi: un valore normale non esclude completamente la presenza della malattia, specialmente se il tumore è di piccole dimensioni, o se per quel tipo di cancro non sono stati ancora identificati marcatori specifici.
Utilità limitata nello screening di massa: per la maggior parte dei tumori, i marcatori non sono raccomandati come test di screening per la popolazione generale, soprattutto in assenza di sintomi.
Interpretazione complessa: la lettura dei valori può essere complessa, poiché un marcatore ha un valore “soglia” che può variare leggermente tra laboratori.
Ruolo del medico: il dosaggio dei marcatori tumorali deve essere sempre richiesto e interpretato da un medico specialista nell’ambito di un processo diagnostico più ampio che includa esami strumentali e valutazione clinica.
Un valore elevato può indicare la presenza di un tumore, ma anche condizioni benigne come infiammazioni o infezioni.
Non è quindi un indicatore specifico e deve essere valutato da un medico.
La preoccupazione è giustificata quando i valori sono significativamente elevati e l’aumento è persistente nel tempo, ma la valutazione deve sempre essere fatta da uno specialista.
Un singolo valore alto non è sufficiente per una diagnosi.
No. È possibile avere un tumore senza che il marcatore corrispondente risulti elevato.
Per questo i marcatori non sono considerati infallibili.
Da soli non sono sufficienti per fare una diagnosi di cancro.
Forniscono informazioni che devono essere integrate con altri esami clinici e strumentali (biopsie, TAC, etc.).
L’uso diffuso dei marcatori in persone sane per lo screening può portare a un elevato numero di falsi positivi, data la bassa prevalenza del cancro nella popolazione generale.
Questo può generare sovra-diagnosi, spreco di risorse e la necessità di ulteriori accertamenti invasivi non necessari.
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.
Preparazione all'Esame
Per l'analisi del CA 19-9, è richiesto il digiuno di almeno 8 ore, per evitare che il cibo interferisca con il risultato.
No, non è richiesta alcuna preparazione particolare per l’esame.
Il prelievo di sangue provoca solo un lieve disagio e non comporta rischi immediati o a lungo termine.
Puoi riprendere immediatamente le tue normali attività dopo il prelievo.
Il prelievo di sangue è molto rapido, durando pochi secondi se non ci sono difficoltà a trovare la vena.
L’analisi in laboratorio può richiedere alcuni giorni per essere completata.
Diagnosi del Tumore al Pancreas
Se il medico sospetta un tumore del pancreas, in genere si prescrivono esami del sangue con l’analisi di alcuni marcatori tumorali, ecografia, TC o risonanza magnetica.
Nei casi di tumore pancreatico si osserva spesso l’innalzamento nel sangue di un marcatore tumorale, una proteina chiamata CA 19.9 (o GICA).
Il suo aumento non è necessariamente associato alla presenza di una neoplasia, ma può contribuire a interpretare la diagnosi o a monitorare l’evoluzione del tumore.
A causa della sua onnipresente disponibilità e della sua capacità di immaginare l'intero addome e la pelvi, la TAC addominale continua a essere il cardine della diagnostica utilizzata per valutare i pazienti con il sospetto di un tumore al pancreas.
Alla TAC i tumori maligni appaiono come lesioni a bassa densità rispetto alla struttura circostante e sono spesso associati all'ostruzione del dotto pancreatico e/o biliare.
Sebbene sia meno costosa e generalmente più facilmente disponibile della TAC, l’ecografia transcutanea risulta meno utile nel tumore al pancreas rispetto alla TAC, poiché il pancreas è spesso oscurato dalla presenza di gas sovrastante dallo stomaco, dal duodeno e dal colon trasverso.
La CPRE è più invasiva rispetto alle altre modalità diagnostiche strumentali disponibili per il carcinoma pancreatico e ha un rischio di complicanze di tipo pancreatitico di circa il 5-10%.
Per questo motivo questa indagine è al giorno d’oggi solitamente riservata come procedura terapeutica per risolvere l'ostruzione biliare e consentire la palliazione terapeutica dell'ittero ostruttivo mediante il posizionamento di una protesi biliare in materia plastica o metallica o per definire la diagnosi di neoplasie pancreatiche insolite, come le neoplasie mucinose intraduttali del pancreas (IPMN).
La RM dinamica, potenziata con gadolinio, 3D, può offrire una maggiore sensibilità nella rilevazione di piccole lesioni pancreatiche oltreché per la valutazione iconografica dell'albero biliare e del dotto pancreatico.
La scansione PET utilizza il 18-F-fluorodeossiglucosio (FDG) per l'immagine del tumore primario e della malattia metastatica.
L'aspirazione con ago fine sotto guida ecografica o ecoendoscopica ha dimostrato di essere il mezzo più efficace per effettuare una diagnosi citologica definitiva del carcinoma pancreatico in oltre l’85-95% dei pazienti.
Prognosi e Ricerca
Il tumore del pancreas spesso è diagnosticato in fase già avanzata ed è ancora oggi complesso da curare.
Solo il 20% dei pazienti può essere sottoposto a chirurgia.
La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è dell’11-12 per cento, se si considera chi ha superato il primo anno il dato sale fino al 30 per cento.
Le possibilità di sopravvivenza e guarigione dipendono dalla diagnosi precoce, dallo stadio e dalle caratteristiche della malattia e dalla possibilità di operare con un intento curativo.
Tabella riassuntiva dei principali marcatori tumorali:
| Marcatore Tumorale | Tumore Associato | Utilizzo Principale |
|---|---|---|
| AFP (Alfa-fetoproteina) | Tumore del fegato, Tumori a cellule germinali | Monitoraggio |
| CA 15-3 | Carcinoma della mammella | Monitoraggio, Recidive |
| CA 19-9 | Tumore del pancreas, Vie biliari | Monitoraggio, Risposta alla terapia, Recidive |
| CA 125 | Tumore dell’ovaio | Monitoraggio, Risposta al trattamento, Recidive |
| CEA (Antigene carcinoembrionario) | Tumore del colon-retto | Prognosi, Efficacia delle cure, Recidive |
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