Le piastrine, o trombociti, sono frammenti di cellule presenti nel sangue che svolgono un ruolo cruciale nella coagulazione, contribuendo a fermare la perdita di sangue in caso di ferite (emostasi). Dette anche trombociti, le piastrine derivano da cellule del midollo osseo molto grandi (chiamate megacariociti) e vengono rilasciate nel circolo sanguigno.
Le piastrine circolanti, nella loro forma inattiva, sono piccole strutture a forma di disco biconvesso, con un diametro di 2-3 µm. Le piastrine attive, invece, dispongono di proiezioni della membrana che ricoprono la loro superficie per il reclutamento di altri elementi e l’adesione ai vasi sanguigni.
Il fulcro del meccanismo di funzionamento di questi elementi è l’esposizione, nel vaso lesionato, di particolari proteine che mediano il processo di attivazione piastrinica: una volta individuata la soluzione di continuità, le piastrine si legano alla parete vascolare e si legano a loro volta con altre piastrine in modo da formare una prima struttura di contenimento. In contemporanea vengono rilasciate sostanze che favoriscono l’attivazione di altre piastrine e l’innesco del sistema coagulativo: quest’ultimo è un complesso meccanismo, indipendente dai trombociti, che consente la formazione di un coagulo in grado di fermare stabilmente il sanguinamento.
La loro produzione è legata ad un ormone, la trombopoietina, che a sua volta è secreto da fegato e rene.
Esame del Trombocrito: Cosa Misura?
L'ematocrito piastrinico (PCT) è un parametro analogo all'ematocrito, che indica il rapporto tra il volume totale delle piastrine e il volume totale del sangue. Nello specifico, PCT indica il rapporto tra il volume totale delle piastrine e il volume totale del sangue. L'ematocrito piastrinico (PCT) indica il volume del sangue occupato dalle piastrine. Questo parametro è dunque un efficace strumento di screening per rilevare le anomalie quantitative delle piastrine.
La determinazione dei parametri piastrinici è prescritta come parte dell'esame emocromocitometrico, che può essere eseguito durante un controllo generale dello stato di salute del paziente. Quest'analisi del sangue aiuta anche a diagnosticare una serie di condizioni associate a un numero di piastrine scarso o abbondante, come nel caso, ad esempio, di disfunzioni dell'emostasi, patologie del midollo osseo o disordini da ipercoagulabilità. La misura del piastrinocrito dev'essere effettuata insieme a volume medio (MPV), conta delle piastrine (PLT), ampiezza di distribuzione dei volumi piastrinici (PDW) e test di funzionalità piastrinica.
I parametri piastrinici sono calcolati mediante uno strumento automatizzato per l'analisi emocitometrica.
L’esame si svolge eseguendo un semplice prelievo di sangue che viene, poi, analizzato dal personale del laboratorio cui ci si è rivolti. Si tratta di una indagine che può essere eseguita sia a digiuno, sia dopo aver mangiato. Per sottoposi al prelievo di sangue, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore.
Valori Normali del Trombocrito (PCT)
L'ematocrito piastrinico (PCT) è un parametro riportato come percentuale (%). L'intervallo di riferimento è compreso tra 0,20 e 0,36%. Esempio: quando il valore di PCT risulta pari a 0,20%, significa che lo 0,20% del volume totale del sangue è costituito dalle piastrine.
La conta piastrinica è normalmente compresa tra 150.000 e 450.000 unità per µl di sangue.
I valori di riferimento dell’esame delle piastrine possono cambiare per la maggior parte degli analiti in funzione dell’età, del sesso e anche della strumentazione in uso nel singolo laboratorio. Tuttavia, occorre sempre considerare che questo range può cambiare in funzione della strumentazione in uso nel laboratorio analisi.
Nota: l'intervallo di riferimento dell'esame può cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.
Trombocitopenia: Quando le Piastrine Sono Basse
Quando la quantità di piastrine nel sangue è inferiore alla norma si parla di piastrinopenia (o trombocitopenia), una condizione che aumenta il rischio di emorragie. Le condizioni in cui la quota circolante di piastrine risulta ridotta sono dette trombocitopenie o piastrinopenie.
Da un punto di vista clinico, e quindi dei sintomi, è importante premettere che le carenze piastriniche lievi non sono da considerarsi strettamente dannose; il deficit diventa manifesto quando la conta piastrinica risulta inferiore alle 50.000 unità, con una certa variabilità interindividuale.
Una riduzione delle piastrine (piastrinopenia o trombocitopenia) può essere dovuta a svariati motivi.
Un basso valore di piastrine si può osservare nel corso di malattie infettive (es. epatite, rosolia, mononucleosi e infezione da HIV), patologie autoimmuni (es.), cirrosi epatica (con ipertensione portale e aumento di volume della milza), problemi di sanguinamento cronico (es. ulcere allo stomaco), ustioni e sepsi.
La piastrinopenia può essere anche la conseguenza dell'azione di varie sostanze tossiche (es. abuso di alcool o agenti chimici, come pesticidi, arsenico e benzene) e farmaci (chinino, agenti chemioterapici ecc.), che producono una mielosoppressione dose-dipendente o innescano una distruzione immuno-mediata delle piastrine.
Esiste una particolare situazione in cui l’esame può dare falsa piastrinopenia (definita pseudopiastrinopenia). In questi pazienti le piastrine reagiscono all’anticoagulante presente nella provetta normalmente utilizzata per eseguire l’emocromo e si aggregano risultando falsamente ridotte.
L'ITP può essere presente prima della gravidanza o insorgere in qualsiasi fase della gravidanza o del post-partum, e può essere associata a piastrinopenia nel neonato. Nell’ ITP, gli autoanticorpi causano la distruzione delle piastrine.
Piastrinopenia Immune (PTI)
La piastrinopenia immune (PTI) è la forma più comune tra le piastrinopenie o trombocitopenie dell'età pediatrica (condizioni in cui il numero di piastrine nel sangue è inferiore a 150.000/mm3), con la non trascurabile incidenza di 3-10 casi su 100.000 soggetti di età inferiore a 16 anni per anno. Nel 20% circa dei casi la piastrinopenia persiste dopo 6 mesi dall'esordio, e viene quindi definita piastrinopenia immune cronica. Le cause sono a tutt'oggi poco chiare.
Spesso il bambino ha avuto un'infezione virale qualche settimana prima di sviluppare la piastrinopenia immune e si ritiene che l'organismo, producendo anticorpi contro il virus possa produrre anche anticorpi diretti contro le piastrine che sono in grado di distruggerle. Osservando al microscopio il midollo osseo, che normalmente produce le cellule e gli elementi corpuscolati del sangue, si nota che produce un gran numero di nuove piastrine nel tentativo di sostituire quelle che mancano nel sangue. Tuttavia il numero di piastrine continua a rimanere basso. Questo significa che l'organismo sta distruggendo le nuove piastrine.
Nel bambino, come nell'adulto, i sintomi più frequenti della piastrinopenia immune acuta all'esordio sono rappresentati dalle emorragie a livello della cute che si manifestano con petecchie (piccole macchie a capocchia di spillo), ecchimosi (macchie più o meno circoscritte), e/o ematomi. Altre manifestazioni possibili sono le emorragie a carico delle mucose: nel cavo orale (ad es. emorragie gengivali), nel naso (epistassi), emorragie congiuntivali, nell'intestino (con comparsa di sangue nelle feci, la melena) o nelle vie urinarie (con comparsa di ematuria).
Le indagini principali sono l'esame emocromocitometrico completo con l'esame microscopico dello striscio di sangue periferico.
Quanto alla diagnosi della piastrinopenia immune cronica, analogamente ad altre malattie croniche, è possibile che si manifesti nel tempo il carattere secondario della piastrinopenia, pertanto sarà opportuno riconsiderare periodicamente le possibili cause, anche se già considerate in precedenza. Informazioni aggiuntive si potranno acquisire dalla storia clinica e dalla valutazione della risposta ai trattamenti precedenti.
Una strategia terapeutica, nei pazienti con scarsa sintomatologia emorragica e con piastrine >20.000/mm3, è la semplice osservazione periodica. In caso invece di sintomatologia emorragica importante a carico della cute (ematomi ed ecchimosi diffuse) o soprattutto a carico delle mucose si praticano infusioni di immunoglobuline.
Nelle forme resistenti ad almeno 2 linee terapeutiche trovano impiego farmaci come l'Eltrombopag che hanno una funzione simile a quella della trombopoietina, l'ormone che normalmente stimola la produzione di piastrine.
Trombocitosi: Quando le Piastrine Sono Alte
A differenza delle piastrinopenie, che hanno un quadro clinico correlato all’aumentato rischio di sanguinamento, l’eccessiva presenza di trombociti configura un quadro pro-trombotico che può avere conseguenze altrettanto gravi.
Quando il numero di piastrine (o trombociti) circolanti nel sangue supera la soglia normale si parla di trombocitosi. Se il loro valore aumenta, cosiddetta piastrinosi, significa che l’individuo sta correndo il rischio di andare incontro ad una trombosi, per cui è consigliabile rendere maggiormente fluido il sangue con farmaci anticoagulanti.
Un'alta conta piastrinica, nota anche come trombocitosi, indica che ci sono troppe piastrine o trombociti nel sangue.
L'aumento del numero di piastrine circolanti rispetto alla norma (trombocitosi) si può osservare in corso di sindromi mieloproliferative (policitemia vera e trombocitopenia essenziale) e varie patologie ematologiche (tra cui leucemia mieloide cronica, anemia sideropenica e mielodisplasia).
La trombocitosi può essere riscontrata anche in presenza di neoplasie (come linfomi, mesoteliomi e carcinomi del polmone, dello stomaco, della mammella e dell'ovaio) e disordini infiammatori acuti (es.). La trombocitosi si può riscontrare anche in certi stati fisiopatologici, come ipossia, esercizio fisico intenso, stress post-operatorio, gravidanza e puerperio.
«Nella maggior parte dei casi l’aumento dei livelli di piastrine nel sangue riguarda la presenza nell’organismo di uno stimolo (transitorio o cronico) che induce il midollo osseo ad un’aumentata produzione di questi elementi. Questi stimoli includono una grandissima varietà di cause, da condizioni fisiologiche (ad esempio uno sforzo fisico intenso), fino a patologie anche serie come infezioni, carenza di ferro, malattie infiammatorie acute e croniche e, in alcuni casi, anche tumori.
«La diagnosi di trombocitemia in generale non è semplice anche perché la maggior parte dei casi sono asintomatici e vengono scoperti in maniera casuale o con un esame del sangue fatto per altri motivi. La diagnosi parte generalmente da un emocromo che evidenzia una conta piastrinica superiore ai valori fisiologici.
L’evidenza di una conta elevata di piastrine va però confermata con emocromi successivi ripetuti a distanza di settimane per escludere il caso di una trombocitosi transitoria. Se le analisi ripetute confermano un trend di piastrine alte allora sarà necessario rivolgersi ad uno specialista ematologo», conclude il professor Della Porta.
Sono varie le cause che provocano l'innalzamento dei valori delle piastrine. La trombocitosi può essere di diverse tipologie: primaria e secondaria. La trombocitosi primaria si origina da modificazioni della cellula staminale emipoietica.
Trombocitosi nei bambini
Aumento benigno: fino al 13% dei bambini soffre di trombocitosi. Un aumento del numero di piastrine non sempre indica una malattia di base. Se è benigno, potrebbe essere un risultato temporaneo dovuto all'assunzione di farmaci, perdita di sangue o intervento chirurgico.
Malattie: un numero elevato di piastrine può essere un segno di gravi condizioni mediche, come malattie del tessuto connettivo, malattie renali, tumori al fegato, alcune anemie, policitemia vera, malattia infiammatoria dell'intestino o leucemia.
Trombocitosi primitiva e secondaria: la maggior parte dei casi di trombocitosi nei bambini è di natura secondaria, il che significa che un aumento delle piastrine avviene come risultato di un'altra condizione, benigna o meno.
Infiammazione: una delle molte cause di una maggiore conta piastrinica nei bambini è l'infiammazione. Le piastrine sono anche conosciute come "reattivi di fase acuta", il che significa semplicemente che aumentano di numero ogni volta che c'è un'infiammazione (come un'infezione).
Disidratazione: non è raro che molti bambini presentino un numero elevato di piastrine quando sono leggermente disidratati.
Trombocitosi reattiva: è un processo secondario o reattivo a causa di un'infezione in atto, carenza di ferro, farmaci, infiammazione cronica, cancro, danno tissutale e splenectomia chirurgica o funzionale. Se la condizione persiste, sarà necessario un consulto con un ematologo pediatrico.
Trombocitosi essenziale: nella maggior parte dei bambini non richiede alcun trattamento. La trombocitemia essenziale è una malattia rara in cui il corpo crea troppe piastrine (trombociti). È anche nota come trombocitemia primaria.
Porpora trombocitopenica idiopatica: per i bambini, la porpora trombocitopenica idiopatica di solito fa il suo corso senza richiedere cure.
È normale che i bambini abbiano questa condizione. Un alto numero di piastrine nei bambini dovrebbe essere monitorato, ma probabilmente non c'è nulla di cui preoccuparsi. Prima di andare nel panico, aspettare e vedere se il conteggio delle piastrine si regola da solo.
Trombocito e Gravidanza
In alcune fasi della vita della donna è normale una lieve riduzione delle piastrine circolanti, come a ridosso del ciclo mestruale, o in gravidanza. Per misurare e monitorare i livelli normali delle piastrine è necessario l’emocromo, un esame del sangue importante in gravidanza.
«Per trombocitopenia si intende una quantità di piastrine circolanti nel sangue inferiore a valori normali compresi tra 150.000 e 450.000/microLitro - spiega la dottoressa Sarina -. Nella maggior parte delle gravidanze singole non complicate, è normale che la conta delle piastrine si riduca del 15-20%, un po’ più bassa in quelle gemellari.
La piastrinopenia in gravidanza, chiamata piastrinopenia gestazionale, in genere è una condizione che non mette a rischio la salute della donna o del feto. Raramente si può verificare durante il primo trimestre di gravidanza, mentre è più frequente con l’avanzare della gestazione e in particolare dopo il secondo trimestre, e si risolve spontaneamente dopo il parto, al massimo entro 7 settimane circa. Normalmente la conta piastrinica si mantiene intorno a 80.000\microlitro.
Il meccanismo (o i meccanismi) della piastrinopenia gestazionale non è noto, ma si può supporre che sia legato all’aumento del volume plasmatico durante la gravidanza, come anche al sequestro di piastrine nella placenta, o nella milza. La trombocitopenia gestazionale non aumenta il rischio di sanguinamento e quindi non è necessario alcun trattamento specifico durante il parto.
«Utile prima del concepimento, ma non sempre disponibile, in gravidanza la conta delle piastrine si effettua con un emocromo da prelievo di sangue venoso - continua l’esperta -. In particolare, dovrebbero sottoporsi all’esame del sangue per la conta delle piastrine, le donne che hanno avuto anche una lieve trombocitopenia durante una precedente gravidanza, perché questo aumenta di 14 volte il rischio di piastrinopenia in una successiva gravidanza.
La trombocitopenia gestazionale può causare, seppur raramente, modesti ma ripetuti sanguinamenti (come ad esempio le epistassi, il sanguinamento dal naso), che possono contribuire all’anemia da carenza di ferro. Nei casi di piastrinopenia severa, con conta delle piastrine inferiore a 80.000/microL, è possibile un aumento del rischio di emorragie specie al momento del parto.
Quando invece la piastrinopenia severa si manifesta nel terzo trimestre di gravidanza, la causa più frequente è la preeclampsia, che nelle forme più gravi prende il nome di sindrome HELLP. La preeclampsia è una condizione che si presenta con ipertensione, proteinuria e, nelle forme più severe, si associa a piastrinopenia grave.
Un numero anormalmente alto di piastrine in gravidanza è molto meno comune di un numero basso di livelli piastrinici.
- Perdita della gravidanza: si verifica frequentemente nelle donne con trombocitosi essenziale. Le donne affette da questa malattia hanno un tasso di aborto del 43%, 36% nei primi 3 mesi di gravidanza.
- Ritardo della crescita intrauterina: complica circa il 4% delle gravidanze nelle donne con trombocitosi essenziale. I bambini appaiono magri e pallidi.
- Parto pretermine: o prima di 37 settimane di gravidanza, si verifica nell'8% dei casi di trombocitosi in gravidanza. Le possibili cause di parto pretermine comprendono la preeclampsia, una complicanza della gravidanza caratterizzata da ipertensione materna, proteine nelle urine e ritenzione di liquidi, che colpisce il 4% delle donne con trombocitosi.
Cosa fare in caso di anomalie
In ogni caso, i risultati anomali richiedono ulteriori accertamenti, che andranno discussi e interpretati con il proprio medico curante. L’assetto piastrinico nella maggior parte dei casi viene richiesto come parte integrante dell’emocromo completo. La gamma di patologie della coagulazione sospettabili in soggetti sintomatici è vasta.
Rimedi Naturali per Regolare le Piastrine
- Ginkgo biloba: Le foglie dell'albero del ginkgo contengono terpenoidi, che possono ridurre la viscosità delle piastrine nel sangue. Ciò può diminuire il rischio di coaguli di sangue interni e può consentire al corpo di rimuovere in modo più efficiente le piastrine in eccesso.
- Aglio: l'alchina, un composto chimico che si trova negli spicchi d'aglio appena tritati o schiacciati, può ridurre la capacità del corpo di produrre piastrine.
- Ginseng: Come il ginkgo biloba, il ginseng può aiutare a ridurre la tendenza delle piastrine del sangue ad aggregarsi o aderire alle pareti cellulari.
- Melograni: composti antiossidanti nel succo di melograno, noti come polifenoli, hanno la capacità di ridurre il rischio di incidenti cardiovascolari, in parte grazie al loro effetto antipiastrinico.
- Pesce: Gli acidi grassi omega-3 contribuiscono alla flessibilità delle membrane cellulari, rendendole più scivolose e, nel caso delle piastrine, meno appiccicose e con meno probabilità di aggregarsi nel sangue.
- Vino rosso: il vino rosso inibisce una molecola proteica nota come fattore di crescita derivata dalle piastrine, la quale contribuisce alla formazione della placca arteriosa, stimolando la rapida crescita delle cellule nei rivestimenti delle arterie.
Evitare l'uso di erbe per il trattamento della conta piastrinica elevata, se si prendono farmaci anticoagulanti.
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