Tritordeum: Indice Glicemico e Valori Nutrizionali di un Cereale Innovativo

Il Tritordeum® è un nuovo cereale naturale nato dalla combinazione del grano duro (Triticum durum) e di un orzo selvatico (Hordeum chilense). Il Tritordeum è una nuova varietà di grano sviluppata attraverso metodi di selezione naturale. Questo cereale è particolarmente apprezzato per il suo alto contenuto di fibre, proteine e antiossidanti, che lo rendono un alimento altamente nutriente.

Caratteristiche e Benefici del Tritordeum

Le caserecce di Tritordeum molito a pietra rappresentano una pasta secca di eccellenza, realizzata con una varietà innovativa e sostenibile di cereale: il Tritordeum. La molitura a pietra del Tritordeum è un processo tradizionale che preserva il germe e le fibre del chicco, garantendo un prodotto genuino e di alta qualità. Contiene glutine.

Valori Nutrizionali e Salute

  • Acidi grassi mono-insaturi: Il Tritordeum é una fonte di acidi grassi mono-insaturi.
  • Luteina: Il Tritordeum contiene fino a 10 volte piú luteina di un frumento comune. La luteina é un antiossidante che protegge i nostri occhi dal sole e riduce il rischio di malattie oftalmologiche.
  • Digeribilità del glutine: Il glutine di Tritordeum si digerisce meglio. Rispetto al frumento, ha un contenuto del 60-70% in meno di proteine del glutine responsabili dell’intolleranza celiaca. Per questo, il Tritordeum ti fa stare meglio. Un’alternativa per persone con intolleranza alimentare non celiache.
  • Fibra dietetica: Il Tritordeum ha il 30% in piú di fibra dietetica del frumento.

Tritordeum vs. Frumento: Un Confronto

Grani e farine (italiani e non solo) sono da tempo oggetto di frequenti mistificazioni, false credenze e immotivate demonizzazioni favorite per scopi commerciali e - talvolta - politici, che hanno un effetto diretto sull’opinione pubblica e - sempre più spesso - ricadute sulle preferenze di acquisto e sulle abitudini alimentari dei consumatori, nonché sulla loro salute. Un primo errore di fondo è quello di credere che sia vantaggioso per l’essere umano ridurre o eliminare del tutto l’assunzione di glutine. In assenza di patologie o intolleranze alimentari diagnosticate, il glutine, la proteina contenuta nel frumento, non è dannoso ed eliminarlo dalla dieta senza motivo non comporta benefici nutrizionali. Il glutine è una proteina presente in tutti i tipi di frumento, in quantità variabili legate al terreno di crescita (in particolare alla quantità di azoto). Le paste italiane presentano un contenuto di proteine che va dal 12 al 15%. Eppure il glutine è oggi al centro di un’ingiustificata demonizzazione che ha portato a scelte discutibili in fatto di consumo alimentare di frumento e a un revival dei grani antichi, basato sulla fallace attribuzione di caratteristiche nutrizionali positive (quali appunto il minor contenuto di glutine) che -nell’immaginario collettivo - li renderebbero più sani e digeribili rispetto ai frumenti moderni.

“In realtà - spiega Cattivelli - è esattamente il contrario: rispetto ai frumenti antichi, quelli moderni hanno meno proteine e quindi anche meno glutine, ma si tratta di un glutine con una composizione e proprietà tecnologiche diverse che ne assicurano una maggiore ‘forza’, coerentemente con la crescente predilezione dei consumatori per pani soffici e paste con elevata tenuta alla cottura”.

Un altro errore fondamentale consiste nel considerare i frumenti come se fossero tutti uguali, limitandosi a distinguere e contrapporre grani moderni e grani antichi. Bisogna riconoscere che sia tra i grani antichi sia tra i grani moderni esistono specie e sottospecie coltivate o selvatiche, geneticamente diverse e dotate di caratteristiche specifiche, tra cui un diverso contenuto di glutine, sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista qualitativo. In più si deve considerare che non esiste alcuna evidenza scientifica che consenta di attribuire ai grani antichi caratteristiche positive così conclamate da renderli superiori alle varietà moderne.

Di fatto l’unica caratteristica che differenza tutti i frumenti duri e teneri antichi (selezionati fino agli anni ’50) da quelli moderni (selezionati a partire dagli anni ’60) è l’altezza della pianta che impatta direttamente sulla capacità produttiva. I frumenti moderni sono più bassi di quelli antichi (70-80 cm contro i 140-180 cm di un tempo), molto più produttivi, più resistenti alle intemperie e più facili da raccogliere. I grani antichi sono come le auto d’epoca: secondo Cattivelli “rappresentano la storia dell’agricoltura e hanno un valore culturale. Non vanno abbandonati ma neppure mistificati né utilizzati come termini di paragone da preferire alle varietà di grano moderne. Piuttosto, alla luce delle recenti scoperte scientifiche, andrebbero preferite le versioni integrali dei grani, tanto antichi quanto moderni”.

Tritordeum: Un'Alternativa Sostenibile

Il Tritordeum è un cereale di origine spagnola nato dall’ibridazione tra un grano duro e un orzo selvatico, e deve la sua nascita alle sperimentazioni effettuate dall’Università degli studi di Bari. Presenta, inoltre, più proteine e meno carboidrati rispetto ad altri cereali. Minore contenuto di glutine, vuol dire maggiore digeribilità. Su questo la farina al Tritordeum è una garanzia, infatti anche a livello di sapori, i prodotti da forno a base di farina Tritordeum risultano molto più leggeri. In generale i cereali integrali sono una fonte essenziale di questi minerali, essenziali per l’organismo.

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