Ma cosa sono i trigliceridi? Sono lipidi che viaggiano nel nostro sangue, attraverso le cellule, e hanno la funzione di garantire una riserva di energia per l’organismo e un certo grado di isolamento termico dal freddo. I trigliceridi sono un tipo di grasso (lipide) presente nel sangue e rappresentano una delle principali riserve di energia del corpo, oltre a essere tra i più importanti costituenti del tessuto adiposo. Si formano dall’unione di una molecola di glicerolo a tre acidi grassi. Dopo un pasto il corpo converte le calorie in eccesso, soprattutto quelle provenienti da zuccheri e carboidrati, in trigliceridi.
Livelli di trigliceridi normali sono importanti per la salute cardiovascolare. I trigliceridi si misurano con un esame del sangue, spesso incluso nel profilo lipidico. I valori normali dei trigliceridi nel sangue in un adulto sano dovrebbero essere inferiori ai 150 milligrammi per decilitro. Un valore superiore ai 500 mg/dL è considerato, invece, molto alto.
Il Problema dei Trigliceridi Alti nei Bambini
Il problema del grasso viscerale non sembra riguardare solo gli adulti italiani. Anche i bambini che non hanno ancora iniziato a leggere e scrivere, dimostrano di avere già colesterolo alto e trigliceridi sballati, con il rischio di manifestare invecchiamento delle arterie prima di diventare maggiorenni, o addirittura di avere un infarto prima dei cinquant'anni.
Gli elevati livelli di grassi nel sangue nei bambini possono dipendere da una predisposizione genetica all'iperlipidemia, ancor più a seguito di uno stile di vita sbagliato. E non necessariamente si associano a sovrappeso od obesità.
Quando Controllare i Trigliceridi nei Bambini
Il primo consiglio degli esperti è perciò sottoporre i bambini già all’età di due anni a una semplice analisi del sangue per misurare colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi. “Sarebbe opportuno che lo facessero tutti, ma è una raccomandazione particolarmente necessaria per i bimbi con genitori a rischio, che hanno i valori dei grassi nel sangue a loro volta alterati o che hanno avuto angina, infarto o altri problemi cardiovascolari”, ha detto Bruno Trimarco, presidente Siprec.
“Sappiamo infatti che la tendenza ad accumulare grassi nel sangue è dannosa già nel bambino e nell’adolescente che possono presentare placche fibrose nelle coronarie o nell'aorta con un rischio aumentato una volta adulti di andare incontro ad infarti del miocardio ed eventi cardiovascolari in media almeno dieci anni prima rispetto ai loro coetanei”, ha continuato Trimarco.
I bambini in cui si sospetta un'iperlipidemia familiare, perché all'esame del sangue il colesterolo totale è superiore a 200 milligrammi per decilitro, possono avere la conferma della diagnosi di malattia familiare attraverso i test genetici; quindi, devono sottoporsi a controlli con le analisi del sangue almeno una volta l'anno (nei piccoli senza alterazioni può bastare un intervallo di 5 anni fra un test e l'altro).
Prevenzione e Stile di Vita Sano
Soprattutto, devono essere seguiti per prevenire le conseguenze dell'accumulo di grassi nel sangue, aiutandoli a seguire uno stile di vita sano fin dai primi anni di vita. “Le buone regole di prevenzione che elenchiamo nel nostro documento valgono in realtà per tutti i bambini e i ragazzi”, ha commentato Ornella Guardamagna, docente di Pediatria all’Università di Torino e coordinatrice del documento.
Secondo gli esperti, infatti, oltre l’80% dei bambini in età scolare commette errori nutrizionali sia quantitativi che qualitativi come il saltare spesso la prima colazione, seguire una dieta monotona, distribuire male l’apporto calorico durante la giornata, consumare pasti nutrizionalmente inadeguati, intervallati da numerosi spuntini. “Per questo è necessario che tutti imparino quanto prima come alimentarsi nel modo più corretto”, ha detto Guardamagna.
“Altrettanto essenziale il movimento: gli under 14 dovrebbero dedicare come minimo un'ora al giorno all'attività ludico-sportiva, ovvero al gioco all'aperto, a camminate o pedalate in bicicletta. Ma non solo. È altrettanto importante accertarsi che il bambino o l'adolescente non stiano mettendo su troppo peso: utile misurare il girovita e assicurarsi che il rapporto fra girovita e altezza non superi 0,5.
Oltre questa soglia infatti aumenta il rischio cardiovascolare associato all’obesità addominale, resistenza all'insulina, o aumento della pressione arteriosa. “In realtà la pressione difficilmente è alta nei ragazzini, anche la glicemia è alterata di fatto solo in alcuni bimbi obesi con resistenza all'insulina”, ha ripreso il presidente Siprec.
“I bambini sovrappeso od obesi, che in Italia purtroppo sono ormai il 30 per cento del totale, devono essere sottoposti a esami del sangue per controllare la glicemia e le eventuali iperlipidemie; tuttavia la reale esistenza della sindrome metabolica nei giovanissimi è molto discussa e sono anche incerte le conseguenze e i danni vascolari che essa potrebbe avere”.
Trigliceridi Alti: Cosa Fare?
Per prevenire e trattare l’ipertrigliceridemia occorre intervenire innanzitutto sulla nostra alimentazione. La soluzione ideale è formulare una dieta per ridurre il colesterolo e trigliceridi alti che deve comprendere diversi accorgimenti. Preferire sempre cibi ricchi di vitamina c, omega-3 e fibre.
Integratori a base di omega-3 e riso rosso fermentato (fonte di monacolina K) aiutano a tenere a bada il colesterolo nel sangue e il livello di trigliceridi.
Cause dell'Ipertrigliceridemia
L’ipertrigliceridemia può essere causata da diversi fattori. Le ipertrigliceridemie possono dividersi in familiari e non familiari. Le forme familiari di ipertrigliceridemia sono relativamente rare, e derivano da mutazioni genetiche che alterano il metabolismo dei grassi.
Non tutti i grassi assunti con la dieta hanno gli stessi effetti sull’omeostasi lipidica. In particolare, i grassi saturi, presenti in abbondanza in carni rosse, burro, margarina, formaggi e insaccati, causano l’incremento dei trigliceridi, del colesterolo “cattivo” LDL e la riduzione del colesterolo “buono” HDL.
Rischi Associati ai Trigliceridi Alti
Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato un’associazione significativa tra elevati livelli di trigliceridi e il rischio di sviluppare depositi (“placche”) di colesterolo nelle pareti dei vasi sanguigni, un processo noto come aterosclerosi.
La formazione, infiammazione e rottura di queste placche provoca gravi malattie cardio-cerebro-vascolari come l’infarto del miocardio, l’arteriopatia periferica e l’ictus ischemico. Sebbene gli elevati livelli di trigliceridi non causino direttamente l’aterosclerosi, essi favoriscono l’infiammazione dei vasi arteriosi, rendendoli così più suscettibili alle infiltrazioni di colesterolo e alla rottura delle placche aterosclerotiche. Inoltre, i trigliceridi in eccesso, depositandosi nel fegato e nel grasso addominale, determinano la steatosi epatica (il “fegato grasso”) e l’obesità viscerale.
L’ipertrigliceridemia tipicamente non causa sintomi evidenti, ma rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
Diagnosi
L’analisi della trigliceridemia è comunemente prescritta dal medico nell’ambito del pannello lipidico completo, assieme al dosaggio del colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL, al fine di determinare il rischio cardiovascolare complessivo del paziente e valutare l’effetto di eventuali trattamenti. La diagnosi dei trigliceridi alti viene effettuata attraverso un esame del sangue definito come lipidogramma. In questo modo è possibile ottenere una diagnosi completa del profilo lipidico del paziente.
L’esame si effettua su di un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. È necessario presentarsi al prelievo dopo un digiuno di almeno 12 ore, seguendo un pasto leggero, poiché un elevato apporto calorico può far aumentare i livelli di trigliceridi.
Trattamento dell’Ipertrigliceridemia
Trattare l’ipertrigliceridemia richiede prima di tutto un’attenta diagnosi da parte del proprio medico. La terapia può variare in base al paziente e alle cause dei trigliceridi alti. Il trattamento dell’ipertrigliceridemia richiede anzitutto una scrupolosa valutazione da parte del cardiologo.
La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari. Nel caso in cui l’adozione di uno stile di vita sano non porti a risultati sufficienti, il medico potrebbe aggiungere alla terapia un trattamento farmacologico.
In persone con elevati livelli di trigliceridi associati a ipercolesterolemia, condizione nota come dislipidemia combinata, farmaci come le statine hanno dimostrato in numerosi studi un soddisfacente profilo di efficacia e sicurezza, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori quali l’ictus ischemico e l’infarto del miocardio.
Nelle persone con ipertrigliceridemia isolata non controllata da sole abitudini alimentari e stile di vita, o con persistenza di elevati livelli di trigliceridi nonostante terapia con statina, gli acidi grassi omega-3 sono ben tollerati e risultano efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridi.
Mantenere un valore funzionale dei trigliceridi è un obiettivo che si raggiunge attraverso una combinazione di scelte alimentari e abitudini di vita. I trigliceridi alti rappresentano un importante fattore di rischio per la salute dell’individuo.
Tabella dei Valori Normali dei Trigliceridi
| Valore | Livello di Trigliceridi (mg/dL) |
|---|---|
| Normale | Inferiore a 150 |
| Limite | 150-199 |
| Alto | 200-499 |
| Molto Alto | Superiore a 500 |
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