Trigliceridi Alti: Cause, Sintomi e Rimedi

L'ipertrigliceridemia è una condizione tipica e diffusa, in cui i livelli di trigliceridi nel sangue sono piuttosto elevati. I trigliceridi sono la forma più comune di grasso nel corpo e rappresentano una essenziale fonte di energia per il nostro organismo. Nello specifico, si tratta di un tipo di grasso normalmente presente nel sangue che, quando la loro presenza è troppo elevata, è possibile assistere all’insorgenza di problemi di salute.

Cosa sono i Trigliceridi?

I trigliceridi sono i grassi più semplici e abbondanti presenti nel corpo umano. Essi rappresentano un fondamentale deposito energetico, fornendo a parità di peso più del doppio dell’energia fornita da carboidrati e proteine. La maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue deriva dall’alimentazione, trovandosi in abbondanza sia in grassi animali e vegetali. Tuttavia, qualora si assumano zuccheri e proteine in eccesso, il fegato è in grado di convertire questi macronutrienti in trigliceridi endogeni che possono poi essere depositati come riserva energetica.

Trigliceridi Alti: Cause

Le cause dell'ipertrigliceridemia possono essere molteplici. Una delle più comuni risiede nell’assunzione eccessiva di calorie rispetto al fabbisogno effettivo e a un conseguente aumento di grasso accumulato nel corpo. Le cause dei trigliceridi alti possono essere genetiche o primarie e secondarie associate allo stile di vita o da altre patologie.

Le dislipidemie primarie sono causate da mutazioni genetiche che portano ad una eccessiva produzione o un difetto di eliminazione di trigliceridi e colesterolo LDL o ancora produzione o un eccesso di eliminazione di HDL.

Tra le cause secondarie indubbiamente la più diffusa è una modificazione dello stile di vita che sempre di più è associato ad una alimentazione ipercalorica con un eccessivo apporto di grassi saturi ed in più aggravato da una vita sedentaria.

Altre cause possono essere: il diabete mellito, abuso di alcol, nefropatie croniche, ipotiroidismo, cirrosi biliare e altre patologie a carico del fegato che comportano la colestasi, utilizzo di farmaci, fumo di sigaretta, steroidi anabolizzanti, Hiv e sindrome nefrosica. Tra questi i pazienti più a rischio sono quelli che soffrono di diabete di tipo 2.

Fattori che Influenzano i Livelli di Trigliceridi

  • Alimentazione
  • Attività fisica
  • Condizioni mediche

Trigliceridi Alti: Sintomi

Le ipertrigliceridemie e più in generale le dislipidemie date dai trigliceridi alti sono asintomatiche, patologie silenti che molto spesso non danno dirette manifestazioni della loro presenza. Spesso, i trigliceridi alti non mostrano sintomi evidenti, il che rende difficile riconoscere il problema senza esami specifici. Molti li scoprono con un esame del sangue di routine.

Possono però a lungo andare manifestarsi con delle vere e proprie malattie cardiovascolari sintomatiche, come coronopatie, ictus e arteriopatie. I trigliceridi alti possono condurre alla pancratite acuta, ingrossamento di fegato e milza, formicolio agli arti e perdita della sensibilità, difficoltà respiratorie e confusione.

Possono presentarsi, nei casi di maggiore gravità, gli xantomi eruttivi sul busto, gomiti e ginocchia, glutei, mani e piedi. Può conferire alle arterie un aspetto bianco e cremoso ed al sangue aspetto lattescente.

Tuttavia, avere un livello elevato di trigliceridi nel sangue può aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, ictus e altre problematiche di salute. In generale, i sintomi dell’ipertrigliceridemia non sono facilmente rilevabili ma è dimostrato che espongono il soggetto al rischio di incorrere in malattie cardiovaloscari e di aterosclerosi (ateromi a livello vascolare). I trigliceridi alti possono influire sulla salute generale e sono spesso legati a una sensazione di stanchezza persistente.

Alti livelli di trigliceridi (ipertrigliceridemia) sono infatti considerati un fattore ad alto rischio per il restringimento delle arterie (aterosclerosi), che a sua volta può portare a ictus, infarto e malattia arteriosa periferica.

Quando i livelli di trigliceridi sono troppo elevati, il corpo ha difficoltà ad elaborare il grasso in eccesso, riducendo l'efficienza energetica. Un altro sintomo comune associato ai trigliceridi alti è la pancia gonfia. Alcune ricerche suggeriscono che i trigliceridi alti possano essere associati a dolori articolari, in particolare a causa dell'infiammazione. I trigliceridi alti possono avere numerosi effetti collaterali sulla salute, inclusi problemi cardiaci, digestivi e articolari.

Diagnosi

L’esame del sangue, con profilo lipidico o pannello lipidico, rappresenta il percorso diagnostico preferenziale. Il vostro medico deve richiedere il profilo lipidico sierico: colesterolo totale, trigliceridi, e colesterolo HDL misurati e colesterolo LDL e VLDL calcolati.

Si arriva al sospetto di una dislipidemia quando sono presenti anche reperti fisici o manifestazioni delle sue complicanze come l’aterosclerosi, Se i pazienti hanno:

  • Segni fisici di dislipidemia
  • Insorgenza di malattia aterosclerotica prematura (a < 60 anni)
  • Una storia familiare di disturbo aterosclerotico
  • Colesterolo sierico > 240 mg/dL (> 6,2 mmol/L)

In questi casi potremmo essere di fronte ad una dislipidemia primaria.

L’analisi della trigliceridemia è comunemente prescritta dal medico nell’ambito del pannello lipidico completo, assieme al dosaggio del colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL, al fine di determinare il rischio cardiovascolare complessivo del paziente e valutare l’effetto di eventuali trattamenti. L’esame si effettua su di un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. È necessario presentarsi al prelievo dopo un digiuno di almeno 12 ore, seguendo un pasto leggero, poiché un elevato apporto calorico può far aumentare i livelli di trigliceridi.

Preparazione all'Esame del Profilo Lipidico

Qualora ti trovassi a doverti preparare per il test del profilo lipidico, dovrai necessariamente seguire alcune indicazioni. Ad esempio, dovrai astenerti dal cibo e dalle bevande per almeno 12 ore prima dell'esame, ad esclusione dell'acqua.

Livelli Normali di Trigliceridi

I livelli normali di trigliceridi nel sangue sono inferiori a 150 milligrammi per decilitro (mg/dl). Tuttavia, questi valori possono variare durante il giorno e possono essere influenzati da fattori come il consumo di cibo, l'attività fisica e lo stress.

Trigliceridi Alti: Cosa Fare? Cura e Rimedi

Per prevenire l’innalzamento del livello dei trigliceridi ci sono diverse misure che possono essere adottate. Se i tuoi livelli di trigliceridi sono elevati, è importante agire per abbassarli. Se i vostri trigliceridi superano i 200 mg/dL, consultate il medico. Quando i livelli di trigliceridi sono superiori a 200 mg/dL, si consiglia di prendere misure per abbassarli. Ricorda, se i trigliceridi sono alti, non ignorare i segnali del corpo.

In prima istanza per cominciare a combattere i trigliceridi alti nel sangue bisogna modificare le cattive abitudini alimentari con una dieta equilibrata e l’attività fisica, ridurre l’apporto di zuccheri, alcol, perdere peso e smettere di fumare.

Strategie Utili per Ridurre i Trigliceridi Alti

Per ridurre in modo naturale i trigliceridi alti, possono essere implementate diverse strategie utilissime.

  • Dieta sana ed equilibrata: È consigliabile seguire una dieta sana ed equilibrata che includa una varietà di alimenti nutrienti, come frutta, verdura, cereali integrali, pesce e proteine magre. Inoltre, è importante evitare cibi ad alto contenuto di grassi saturi e zuccheri raffinati, come dolci, bevande zuccherate, carne rossa e formaggi grassi.
  • Mantenere un peso sano: Mantenere un peso sano è un altro fattore importante per la riduzione dei trigliceridi. Dimagrimento. Poiché le calorie extra vengono convertite in trigliceridi e immagazzinate come grasso, se si riducono le calorie, si riducono anche i trigliceridi. Perdere peso, anche solo il 5-10%, può avere un impatto significativo.
  • Esercizio fisico: Si raccomanda un minimo di 150 minuti di esercizio aerobico di moderata intensità alla settimana.
  • Omega-3: Gli omega-3 sono acidi grassi essenziali che si trovano in alimenti come il pesce, le noci e i semi di lino. Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana. L’assunzione con la dieta degli omega-3 può essere utile.
  • Dieta: Per individuare l’alimentazione corretta è necessario prima di tutto fare un’analisi lipidomica per elaborare la giusta strategia. In generale, è necessario evitare i carboidrati semplici, come lo zucchero e gli alimenti fatti con farina bianca o fruttosio, i grassi trans e gli alimenti con oli o grassi idrogenati. Invece del grasso che si trova nelle carni, è meglio scegliere i grassi di origine vegetale, come l'olio d'oliva e l'olio di colza.

Altre Misure per Abbassare i Trigliceridi

  • È opportuno tenere sotto controllo la glicemia nei pazienti diabetici.
  • Limita zuccheri aggiunti, carboidrati raffinati, grassi saturi e trans.
  • Adottare uno stile di vita sano è il modo migliore per prevenire i trigliceridi alti.
  • Mantenere un peso sano, seguire una dieta equilibrata, fare esercizio fisico regolarmente e limitare l’alcol sono misure preventive efficaci.

Terapia Farmacologica

Se queste da sole non dovessero bastare e dovessero sopraggiungere anche complicanze cardiovascolari, allora si inizia la terapia farmacologica con gli ipolipemizzanti con fibrati, statine ed omega-3 ad alte dosi.

Nel caso di pazienti con livelli estremi di trigliceridi alti (> 1000 mg/dL) possono aver bisogno di iniziare una terapia farmacologica al momento della diagnosi per ridurre rapidamente il rischio di pancreatite acuta.

Una volta iniziata la terapia, i livelli di lipidi devono essere monitorati periodicamente due o tre mesi dopo l’inizio della farmacoterapia, e poi una o due volte l’anno se i lipidi si sono stabilizzati.

Rimedi Naturali e Integratori

In ottica di prevenzione, può essere indicato il test DNA Cardiolipidomica, effettuabile in farmacia. Il test, che coniuga un’analisi del sangue e un’analisi genetica, consente di ottenere un profilo del singolo paziente e attuare una strategia di prevenzione. L’esame del sangue offre informazioni in merito alle condizioni dei globuli rossi, in particolare sulla composizione lipidica della loro membrana.

Integratori a base di omega-3 e riso rosso fermentato (fonte di monacolina K) aiutano a tenere a bada il colesterolo nel sangue e il livello di trigliceridi. Un integratore a base di Berberi indiano, monacolina k e coenzima Q10 come CardioQten può rappresentare un alleato prezioso per combattere livelli alti di colesterolo e trigliceridi e per affiancare una terapia a base di farmaci ipolipemizzanti, come quelli del gruppo delle statine, che spesso possono avere diversi effetti collaterali, o rappresentarne un’alternativa naturale. Vuoi conoscere tutte le proprietà di CardioQten contro colesterolo e ipertrigliceridemia?

La Terapia più Efficace

Il trattamento dell’ipertrigliceridemia richiede anzitutto una scrupolosa valutazione da parte del cardiologo. La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari. In persone con elevati livelli di trigliceridi associati a ipercolesterolemia, condizione nota come dislipidemia combinata, farmaci come le statine hanno dimostrato in numerosi studi un soddisfacente profilo di efficacia e sicurezza, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori quali l’ictus ischemico e l’infarto del miocardio.

Nelle persone con ipertrigliceridemia isolata non controllata da sole abitudini alimentari e stile di vita, o con persistenza di elevati livelli di trigliceridi nonostante terapia con statina, gli acidi grassi omega-3 sono ben tollerati e risultano efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridi.

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