Con ipertensione o pressione alta, ovvero a partire da valori di 140/90 o più, si intende un’elevata pressione del sangue sulle pareti delle arterie che sottopone a sforzo e tensione vasi sanguigni, cuore, cervello e reni, confermandosi come la prima causa nel mondo di malattie cardiovascolari che possono condurre a infarto e ictus provocando la morte di 7,5 milioni di persone in tutto il pianeta ogni anno.
Cos'è la Pressione Arteriosa?
La pressione arteriosa è la forza che il sangue esercita contro le pareti dei vasi sanguigni, quando viene pompato dal cuore. La pressione massima si sviluppa quando il cuore si contrae (sistole) e dipende dall’efficienza della pompa cardiaca e dall’elasticità della parete dei vasi sanguigni arteriosi.
Misurata in millimetri di mercurio (mmHg), con il paziente in stato di riposo, la pressione sanguigna è solitamente definita attraverso i valori di pressione sistolica o "massima" (è la pressione arteriosa di quando il cuore si contrae) e di pressione diastolica o "minima" (è la pressione arteriosa di quando il cuore è in fase di rilassamento). Secondo la comunità medico-scientifica, la pressione arteriosa ottimale a riposo è pari a 120 (p. sistolica)/80 (p.
Una pressione minima alta è più frequente tra i giovani, perché più soggetti a sforzi fisici quali sport o divertimenti vari. Le cause che possono determinare un aumento della pressione minima non sono differenti da quelle che possono causare l'ipertensione arteriosa in generale.
L'Ipertensione: un Killer Silenzioso
In Italia, più di 10 milioni di persone soffrono di ipertensione, ma solo la metà circa di queste ne è consapevole. L'ipertensione è una condizione subdola, in quanto, a dispetto delle gravi complicanze a cui può dare luogo, è quasi sempre asintomatica, cioè priva di sintomi. In rarissime occasioni, l'ipertensione può dar luogo a sintomi, quali: mal di testa, dispnea e sangue da naso.
Tuttavia, una diagnosi accurata di pressione alta non può limitarsi alla semplice constatazione degli elevati livelli pressori a riposo, ma deve concentrarsi anche sulla ricerca delle cause scatenanti e sui connotati della problematica in corso.
In virtù delle possibili conseguenze dell'ipertensione e della sua natura subdola, i medici raccomandano la misurazione della pressione sanguigna arteriosa ogni due anni, a partire dai 18 anni di età, e ogni anno, a partire dai 40 anni. Tenere sotto controllo l'ipertensione attraverso un costante monitoraggio della pressione del sangue è una buona abitudine, dal momento che una vasta gamma di fattori incide sui suoi valori e che è importante verificare che non sia soggetta a sbalzi.
Complicazioni dell'Ipertensione
- Attacco di cuore e ictus.
- Formazione di aneurismi.
- Insufficienza cardiaca.
- L'ipertensione richiama il cuore a un maggiore lavoro. Questo maggiore lavoro da parte del cuore comporta l'ispessimento del miocardio (ipertrofia).
- Indebolimento e stenosi delle arterie che conducono il sangue ai reni (nefropatia ipertensiva).
- Restringimento dei vasi sanguigni che conducono il sangue agli occhi, retina in particolare (retinopatia ipertensiva).
- Gravi deficit di memoria e problemi cognitivi.
Monitoraggio della Pressione a Casa
Da diversi anni, sono molto diffusi i misuratori della pressione portatili, che è possibile tenere a portata di mano e pronti all'uso in caso si renda necessaria una misurazione. Tra i misuratori di pressione, ha particolare successo su Amazon OMRON X2 Basic, che offre un metodo oscillometrico di misurazione della pressione sanguigna con il supporto di un bracciale, che consente di controllare la pressione comodamente da casa. Facile da usare, permette il monitoraggio della pressione sanguigna a casa con risultati affidabili, precisi e con il rilevamento di battiti cardiaci irregolari.
Sanitas SBM 21 è un misuratore di pressione da braccio che classifica i risultati con una scala colorata, rileva il ritmo cardiaco e avverte in caso di possibile aritmia. E' dotato di ampio display LCD con data e ora, dispositivo di arresto automatico.
Il misuratore di pressione GPZON B26 è un dispositivo automatico, preciso e facile da usare, perfetto per monitorare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca a casa. Grazie al bracciale regolabile (22-42 cm) e al funzionamento one-touch, consente misurazioni rapide in soli 30 secondi. Dispone di memoria per 2 utenti (fino a 240 letture) e rileva anche eventuali aritmie cardiache.
Trigliceridi: Cosa Sono e Qual è la loro Funzione
Quando si parla di trigliceridi si pensa subito alla loro accezione negativa. In realtà essi sono fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Sono un indicatore importante di salute che non deve essere né troppo alto ma nemmeno troppo basso: devono rimanere in equilibrio.
I trigliceridi sono lipidi (grassi) presenti normalmente nel nostro sangue che provengono per la maggior parte dalla dieta. Soltanto una minima parte, infatti, è prodotta dal fegato. Quando si mangia, il corpo converte in grassi tutte le calorie di cui non ha bisogno e li immagazzina nelle cellule adipose.
Da queste poi vengono rilasciati durante l’arco della giornata per garantire il giusto apporto energetico per azione degli ormoni. I trigliceridi rappresentano la riserva energetica del nostro organismo, pronta ad essere utilizzata secondo le necessità. Per questo motivo, sono molto importanti per il mantenimento della salute. Senza i trigliceridi, quindi, non riusciremmo ad affrontare la nostra giornata. Dovremmo mangiare di continuo per immettere nuovo “carburante” nel nostro corpo.
Quando però si assumono molte più calorie di quelle necessarie per funzionare, i livelli di trigliceridi nel sangue possono aumentare a dismisura. Ciò contribuisce all’insorgenza della condizione patologica nota come ipertrigliceridemia.
Valori Normali dei Trigliceridi
- Sopra i 200 mg/dl parliamo di ipertrigliceridemia.
- Tra i 120-150 mg/dl siamo nella situazione di normalità.
- Una fascia definita border-line tra i 150-199 mg/dl. Proprio in questa fascia è altrettanto importante intervenire per creare un’inversione di marcia e riportare i valori da una situazione di potenziale rischio a normali.
- Anche avere i trigliceridi bassi (sotto i 40 mg/dl) è da tenere presente come indice di anormalità e disequilibrio. Può infatti essere segnale di presenza di altri disturbi, come l’ipertiroidismo, malassorbimenti intestinali o problematiche a livello del fegato.
Cause e Rischi dei Trigliceridi Alti
Una delle cause principali di ipertrigliceridemia è la dieta disordinata e ricca in grassi e carboidrati. L’aumento dei trigliceridi nel sangue è legato all’introduzione di calorie in eccesso. In particolare dall’introduzione di grandi quantità di zuccheri semplici e all’assunzione di alcool, nutrienti che vengono convertiti dal fegato in trigliceridi. Anche la qualità dei grassi introdotta con l’alimentazione è importante. Infatti, i grassi saturi (carne, insaccati, salumi) aumentano i valori di trigliceridi mentre i grassi monoinsaturi e polinsaturi hanno l’effetto opposto.
La mancanza di attività fisica aggrava ulteriormente il quadro , portando anche a un accumulo di adipe a livello addominale e all’aumento del girovita. Anche l’assunzione di determinati farmaci (per esempio gli estrogeni, i glucocorticoidi, i betabloccanti e alcuni tipi di contraccettivi) può portare all’ipertrigliceridemia.
L’ipetrigliceridemia è ritenuta una delle cause principali dell’insorgenza di aterosclerosi e altre malattie cardiovascolari, come ictus, infarto e diabete. È associata spesso ad aumento dei valori di pressione arteriosa, aumento della glicemia a digiuno, steatosi epatica e aumento dei valori del colesterolo LDL.
Come Prevenire la Pressione Alta e Abbassare i Trigliceridi
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce alcune importanti linee-guida per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, tra cui:
- controllare il peso corporeo;
- contenere il consumo di alcol;
- evitare il fumo;
- limitare le condizioni di stress;
- ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati);
- contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo);
- non abusare di liquirizia;
- seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi);
- esercitare regolarmente un’attività fisica.
Per conseguire tale obiettivo, è fondamentale: ridurre il consumo di sale, praticare regolarmente l'attività fisica, seguire una dieta sana ed equilibrata, seguire una terapia farmacologica appropriata (se i rimedi precedenti non sono sufficienti) e curare in modo specifico la causa (se ce n'è una) dell'innalzamento patologico della pressione arteriosa.
Consigli Dietetici per Abbassare i Trigliceridi
- Ridotto apporto di sale.
- Ridotto apporto di grassi saturi.
- Mangiare pesce almeno un paio di volte a settimana.
- Rispettare il fabbisogno calorico giornaliero, senza sgarri e senza eccessi.
Alimenti Consigliati e da Evitare
- I carboidrati consigliati sono quelli dei legumi: fagioli, piselli, ceci, fave, lenticchie. Entrano meno velocemente nel sangue e quindi stimolano in misura minore la produzione di trigliceridi da parte del fegato.
- Quelli da consumare con moderazione (se integrali è meglio) sono invece: pasta, riso, pane, orzo, farro.
- Tra la frutta fresca, i fichi, le banane, le pesche, l’uva, i cachi, andrebbero evitati. Infatti il fruttosio, lo zucchero di cui sono ricchi, è un potente stimolo alla produzione di trigliceridi.
- Il kiwi, invece, è il frutto perfetto per abbassare i trigliceridi, dato che contiene molte fibre che eliminano i lipidi, ma anche Vitamina C e antiossidanti, che combattono l’accumulo di grassi in eccesso.
- È consigliabile mangiare pesce (meglio se 2-3 volte a settimana) e legumi.
- Dire invece no ad alcool e alimenti di produzione industriale e/o surgelati, che contengono dosi elevate di grassi idrogenati.
L'Importanza dell'Attività Fisica
La mancanza di attività fisica aggrava ulteriormente il quadro, portando anche a un accumulo di adipe a livello addominale e all’aumento del girovita.
RegoLipid: un Integratore per la Regolazione Glico-Lipidica
Alcuni principi vegetali e nutritivi hanno dimostrato di regolare l’attività metabolica del sangue. L’integratore alimentare RegoLipid è a base di 6 principi vegetali e nutritivi tra cui Banaba (Lagerstroemia speciosa), Berberis, cromo picolinato e acido alfa-lipoico, utili per la regolazione glico-lipidica in soggetti con rischio cardio-metabolico(*).
Questo integratore ha dimostrato in entrambi gli studi di:
- Ridurre i trigliceridi
- Aumentare il colesterolo “buono”
- Ridurre l’insulinemia e la glicemia a digiuno
Glicemia e Ipertensione: un Legame Pericoloso
Purtroppo l’iperglicemia è uno dei fattori scatenanti dell’ipertensione ed è in grado di aggravarla accelerando il danno che essa esercita sulle arterie. L’eccesso di zucchero non controllato altera continuamente l’omeostasi glicemica: i tessuti periferici non rispondono più all’insulina e lo zucchero rimane in circolo portando a iperglicemia e accumulo di tessuto adiposo.
L'Importanza della Prevenzione Precoce
L’ipertensione arteriosa e le sue gravi complicanze si combattono efficacemente solo iniziando prima che questa condizione abbia fatto danni a cuore e vasi arteriosi. Ciò significa anche iniziare ad occuparsi del problema già nei bambini e negli adolescenti, con maggiore attenzione allo stile di vita e alla necessità di iniziare a misurare la pressione arteriosa anche in questa fascia di età.
Fattori di Rischio Cardiovascolare: lo Studio di Framingham
Framingham è una tranquilla cittadina del New England non distante da Boston (USA), che è entrata nella storia della Medicina per una semplice ragione. La salute di tutti i suoi abitanti è tenuta sotto controllo da decenni in una sorta di Grande Fratello medico, in particolare sotto il profilo del rischio cardiovascolare. Seguendo per lungo tempo la popolazione in questa cittadina degli Usa, e in altre aree del mondo, è stato possibile calcolare quali fattori sono risultati associati a eventi cardiovascolari (ischemie, infarti e ictus) e la forza della loro correlazione.
Ciascuno dei fattori di rischio dà il suo contributo, direttamente o indirettamente, all’arteriosclerosi, ma nessuno è indispensabile. Una persona sovrappeso, con la pressione alta, qualche alterazione della glicemia e che fuma, ha un rischio cardiovascolare di parecchie volte superiore alla norma sia se è maschio, sia se femmina.
Fattori di Rischio Principali
- Pressione arteriosa alta: Più la pressione è bassa, meglio è.
- Iperglicemia: Incide in modi diversi su tutta la catena di eventi che porta dapprima all’irritazione dell’endotelio sino alla formazione della placca aterosclerotica e al suo distacco.
- Nicotina: Favorisce il processo di infiammazione dell’endotelio e tiene alta la pressione riducendo la flessibilità delle arterie stesse.
- Colesterolo LDL e Trigliceridi: La placca che si viene a formare nell’arteria è composta da colesterolo LDL e trigliceridi.
Chi ha la pressione massima a 140 mm/Hg e la porta a 135 riduce di qualche punto il suo rischio, se la porta a 130 ancora meglio e così via. Lo stesso vale in particolare per il colesterolo LDL, ma anche per i trigliceridi e per il colesterolo HDL, per l’iperglicemia e per il sovrappeso. Per il fumo a ogni anno in più senza fumo corrisponde un po’ di rischio in meno.
L'ipertensione è una condizione che merita un trattamento immediato e appropriato. Pertanto, il suo eventuale riscontro deve suonare come un campanello d'allarme e indurre il diretto interessato a contattare al più presto il proprio medico curante e a seguire scrupolosamente tutte le cure del caso.
È quindi consigliato misurare la pressione al mattino, quando presenta il picco più alto (e quindi più a rischio per la salute) e controllarla eventualmente in altri momenti della giornata, ad esempio tra un pasto e l'altro, e alla sera.
Al centro di questo sistema ci sono sostanze che - in caso di necessità - sviluppano la capacità di far aderire alcuni elementi del sangue, come le piastrine, non solo l’una all’altra ma anche con altre sostanze formando degli strati che fermano una emorragia. In alcune persone queste sostanze mantengono la capacità adesiva anche in assenza di ferite. Non è ancora chiaro con precisione per quali ragioni ma essere sovrappeso, soprattutto avere del grasso sull’addome, è correlato alla presenza di molti fra questi fattori di rischio.
Alziamo le atenne qualora riscontrassimo di rientrare nella categoria “a rischio”. Nessun allarmismo, ma l’occasione per rassettare il nostro stile di vita e iniziare subito la riprogrammazione di tutti quei fattori, come i trigliceridi alti, che ci riconducono ad uno stato di salute ottimale.
Esami Diagnostici
- Esami del sangue, per analizzare i livelli di glucosio, di certi ormoni, dei trigliceridi ecc.
- auscultazione del cuore e dei battiti cardiaci, alla ricerca di eventuali suoni anomali.
- analisi del sangue per valutare eventuali danni ai reni, diabete, infezioni batteriche o da virus, disturbi metabolici.
- se si è in sovrappeso o obesi rivolgersi ad un nutrizionista o dietologo per perdere peso.
Farmaci e Terapie
Questa classe di farmaci agisce occupando e bloccando il recettore dell’angiotensina II, un ormone regolatore della pressione arteriosa che ha l’effetto di restringere i vasi sanguigni aumentando la pressione al loro interno.
Trigliceridemia: Misurazione e Fattori Influenzanti
Trigliceridemia è un termine medico che descrive la presenza di trigliceridi nel sangue. I trigliceridi sono grassi che circolano nel sangue, sintetizzati dalle cellule intestinali e trasportati nel torrente ematico dalle lipoproteine (principalmente chilomicroni e VLDL, Very Low Density Lipoprotein). I chilomicroni cedono i trigliceridi principalmente a muscoli, cuore e fegato per soddisfare i bisogni energetici di questi tessuti. La trigliceridemia viene generalmente misurata per valutare il rischio cardiovascolare del paziente.
La trigliceridemia viene eseguita come esame di controllo, allo scopo valutare il metabolismo lipidico del paziente, in quanto l'aumento dei trigliceridi rappresenta un importante fattore di rischio per l'aterosclerosi e incide sulle malattie del cuore e sul diabete. Associata all'esame dei trigliceridi, il medico può consigliare di eseguire anche la determinazione di parametri strettamente connessi, quali colesterolo totale, HDL e LDL. Il prelievo dev'essere effettuato al mattino, a digiuno da almeno 12 ore (è concessa soltanto l'acqua). I trigliceridi, infatti, vengono sintetizzati in parte dall'organismo e in parte assunti con la normale alimentazione.
Rimanere a digiuno per almeno 12-14 ore (dopo un pasto la trigliceridemia può aumentare anche di 5-10 volte rispetto ai valori basali). L'alcol e certi farmaci possono alterare la trigliceridemia. L'effetto opposto (ipotrigliceridemia) è prodotto da farmaci come l'acido ascorbico, i fibrati, le statine, l'acido nicotinico e, tra gli integratori, l'olio di pesce e le fibre alimentari (inclusi i prebiotici). Variazioni possono essere causate anche alla differente postura all'atto del prelievo (il volume plasmatico può diminuire fino al 12% passando dal clino- all'ortostatismo).
Ipertrigliceridemia: un valore dei trigliceridi nel sangue superiore rispetto alla norma potrebbe dipendere da una dieta non bilanciata, ricca di zuccheri e grassi (come, per esempio, burro, olio, grasso dei salumi e della carne, dolci ecc.).
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