Esame Audiometrico Neonati: Come Funziona e Perché è Importante

Dopo aver portato in grembo il tuo bambino per nove mesi, i medici e le infermiere lo sottoporranno a una miriade di esami per assicurarsi che sia perfettamente in salute. Tra questi, rientra un test dell’udito per neonati.

Perché è Importante Eseguire uno Screening Audiologico Neonatale?

Lo screening audiologico neonatale è fondamentale per individuare precocemente un deficit uditivo o una sordità congenita. Questo esame permette di identificare una gran parte dei bambini con ipoacusia preverbale, di confermare la diagnosi entro il terzo mese di vita e di avviare un percorso terapeutico e riabilitativo entro il sesto mese di vita, così come raccomandato dall’OMS.

I bambini di età compresa tra 0 e 5 anni si trovano in un momento importante per lo sviluppo della parola e delle capacità comunicative. Se durante questo periodo di tempo si saltano le tappe significative dello sviluppo del linguaggio, negli anni successivi il bambino rischia difficoltà linguistiche, sviluppo sociale anormale e difficoltà di apprendimento. L'incapacità di un bambino di udire, sia essa permanente o transitoria, comporta l’invio di stimoli linguistici incoerenti al cervello, ostacolando quindi la capacità di consolidare i corretti percorsi neurali indispensabili per garantire un normale sviluppo del linguaggio.

Grazie ai provvedimenti nazionali e regionali in materia di screening audiologico neonatale, la percentuale di neonati dimessi sottoposti a screening audiologico è tendenzialmente del 100%.

Quali Sono i Test dell’Udito per Neonati?

I neonati non sono in grado di reagire ai suoni trasmessi in cuffia come gli adulti, pertanto sono state messe a punto tecniche oggettive volte a valutare la salute del sistema uditivo dei più piccoli. I due strumenti oggettivi di base a disposizione degli specialisti al Punto Nascita sono le emissioni otoacustiche transienti (TEOAE) e i potenziali evocati uditivi automatici del tronco encefalo (AABR).

Come si Svolgono Questi Esami di Screening Audiologico e Cosa Possono Rivelare?

La valutazione delle emissioni otoacustiche è la metodica elettiva dello screening neonatale universale grazie alla sua semplicità e rapidità di esecuzione. L’esame serve a valutare la funzionalità cocleare confermando o meno la presenza delle emissioni otoacustiche, ovvero dei suoni di debole intensità emessi dalle cellule ciliate esterne della coclea in modo spontaneo (SOAE) o evocato (TEOAE e DPOAE).

Entrando più nel dettaglio, le TEOAE sono emissioni otoacustiche da stimoli transienti mentre le DPOAE sono emissioni otoacustiche di intermodulazione o prodotti di distorsione otoacustici. La presenza di TEOAE e DPOAE in un orecchio sano può escludere un’ipoacusia di grado lieve, anche se le DPOAE presentano una specificità frequenziale superiore. Entrambe le emissioni otoacustiche sono purtroppo assenti in ipoacusie di entità superiore a 40-50dB HL, rendendole quindi non ideali nel rilevare ipoacusie di media entità.

Il test dei potenziali evocati uditivi automatici del tronco encefalico (AABR) è una valutazione fisiologica del nervo uditivo e delle strutture uditive all'interno del tronco encefalico. Questo screening può favorire la diagnosi differenziale di cisti o tumori a carico del nervo acustico. È anche in grado di evidenziare la soglia uditiva in pazienti non affidabili o difficili da esaminare. I potenziali evocati uditivi sono monitorati attraverso elettrodi superficiali posti sulla pelle e sulle orecchie, grazie ai quali è possibile escludere perdite di udito anche di livello lieve nei neonati.

Cosa Succede Se un Neonato Non Passa il Test dell’Udito?

In caso di esito positivo o risposta dubbia, di norma si adottano le seguenti procedure:

  • Ulteriore screening prima delle dimissioni: L’ospedale utilizzerà la medesima tecnica di analisi o procederà adottando un metodo diverso, così da verificare eventuali esiti differenti.
  • Convocazione dei genitori: Se il bambino continua a non superare i test dell’udito prima della dimissione, il personale sanitario convocherà i genitori al fine di illustrare loro le possibili cause di tale esito. Spesso i neonati non superano lo screening audiologico a causa della presenza fisiologica di vernice caseosa nel condotto uditivo.
  • Consulto esterno: I genitori vengono rinviati a un Centro Audiologico con competenze pediatriche, in modo da effettuare un ulteriore screening approfondito entro un mese dalle dimissioni.
  • Follow up: I genitori sono invitati a monitorare attentamente la salute uditiva del proprio neonato, nonché a seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dagli specialisti e dal pediatra.
  • Sorveglianza ambulatoriale dopo la dimissione: Il pediatra di libera scelta monitora la salute del neonato e invia al Centro Audiologico competente eventuali anomalie riscontrate nell’osservazione clinica o riferite dai genitori.

Cosa Succede Se un Neonato Continua a Non Superare i Vari Test dell’Udito?

In tal caso è necessario procedere a uno screening neonatale acustico ogni 2-4 settimane e in caso di esito positivo o dubbio, procedere effettuando una valutazione audiologica completa con attenta anamnesi.

Cosa Significa Valutazione Audiologica Completa?

A differenza di bambini e adulti, i neonati non sono in grado di fornire risposte soggettive a un test dell’udito, pertanto è necessario adottare metodiche oggettive. Le due tecniche per misurare l'udito dei bambini sono il test dei potenziali evocati uditivi automatici del tronco encefalico (AABR) o il test dei potenziali evocati di stato stazionario (ASSR), il quale valuta le soglie uditive a 0,5, 1,2 e 4 kHz simultaneamente. Queste valutazioni sono misurazioni oggettive del nervo acustico da tradurre in soglie uditive su un audiogramma.

Quali Sono le Cause di Ipoacusia Neonatale?

Una perdita di udito nei neonati può avere diverse cause, le quali possono variare in termini di grado, configurazione ed eziologia. Le più comuni sono la presenza di fluido nel condotto uditivo (ipoacusia temporanea) o una forma di ipoacusia congenita, di norma permanente. Altre cause comprendono una perdita di udito secondaria in seguito a una malattia della madre o a causa di medicinali ototossici assunti dalla madre a sua insaputa.

Quali Sono le Soluzioni?

I test dell’udito per neonati sono cruciali al fine di prevenire o trattare tempestivamente qualsiasi forma di ipoacusia neonatale. L’OMS raccomanda di effettuare ulteriori screening neonatali neurosensoriali a un mese, di confermare eventuali diagnosi entro il terzo mese e di iniziare un intervento terapeutico e riabilitativo entro il sesto mese di vita.

In alcuni casi la perdita dell'udito può essere trattata con farmaci o interventi chirurgici, mentre a volte i bambini hanno bisogno di apparecchi acustici e di una terapia logopedica per ottenere buoni risultati in materia di sviluppo del discorso e del linguaggio.

Di norma i neonati identificati come portatori di sordità vengono presi in carico dal Centro Audiologico di competenza per il completamento diagnostico multidisciplinare e per impostare la terapia protesica o chirurgica e la riabilitazione. Esistono inoltre molte risorse per i genitori di bambini affetti da ipoacusia, tra cui gruppi di supporto e servizi a pagamento.

Come Devono Comportarsi i Professionisti Sanitari

Per un professionista audiologo è importante essere in grado di gestire le reazioni dei genitori alla diagnosi di ipoacusia infantile. Il percorso emotivo di un genitore di un bambino affetto da ipoacusia prevede di norma le seguenti fasi:

  1. Shock: Rabbia, panico, perdita
  2. Consapevolezza: Comprensione della irreversibilità della situazione. Causa ansietà, perdita di sonno, depressione, mancato attenersi alle raccomandazioni
  3. Ritirata: Desiderio di scappare dalla situazione. Mancato rispetto degli obiettivi della terapia
  4. Riconoscimento: Accettazione della disabilità. Disabilità spesso considerata come una punizione divina (accezione negativa) o una sfida per elevarsi (accezione positiva)
  5. Colpa: I genitori possono sentirsi responsabili della disabilità del proprio bambino. Conseguente amore eccessivo e/o iperprotezione. Abbandono

Qual è l’Obiettivo dei Test dell’Udito per Neonati?

L'obiettivo è spingere la famiglia ad elaborare le emozioni in modo da consentire al loro bambino di ricevere aiuto nel più breve tempo possibile. L’età neonatale è un periodo critico per lo sviluppo del linguaggio e della parola. Fornire supporto, risorse e informazioni ai genitori li aiuterà a elaborare le loro emozioni e ad assicurare al loro bebè le cure neonatali di cui avrà bisogno.

Esami audiometrici bambini: perché e quando farli?

I genitori e i nonni rappresentano le figure di sorveglianza più importanti e devono innanzitutto conoscere i principali sintomi che potrebbero richiedere attenzione ed eventualmente necessitare di un approfondimento di esami per l’udito. I sintomi più diffusi riguardano l’incapacità di rispondere agli stimoli sonori non presenti nel raggio visivo del bambino fin dai primi mesi di vita, successivamente seguiti da un’eccessiva attenzione al volto di chi parla, un’eccessiva vicinanza alla televisione con volume normale oppure un utilizzo del volume particolarmente elevato, una scarsa reazione ai rumori forti.

Il sintomo più importante è rappresentato da un ritardo nel naturale sviluppo del linguaggio, per il quale è necessaria l’integrità della funzione uditiva, condizione che potrebbe richiedere approfondimenti diagnostici specifici come un esame audiometrico nei bambini. È importante considerare l’importanza di un esame audiometrico tonale e vocale, dato che i deficit uditivi in età infantile non causano solo ritardi nel linguaggio e nella comunicazione ma influenzano anche la sfera cognitiva, sociale ed emotivo-affettiva.

Esame audiometrico nei bambini e altri esami per l’udito

Gli esami audiometrici bambini sono esami non invasivi e privi di complicazioni che vengono eseguiti in fase di sonno o in forma di gioco, differenziati in base all’età e al livello di interazione con il paziente. Vediamo quali sono gli esami per la valutazione dell’udito, l’analisi delle cause e l’eventuale individuazione di una terapia:

  • Esame audiometrico tonale, condotto attraverso l’uso di cuffie che emettono segnali sonori all’interno di una cabina insonorizzata: si tratta di un esame diagnostico in grado di fornire varie informazioni riguardo alla salute e alla funzionalità dell’orecchio medio e interno, valutando la percezione del suono per via aerea;
  • Esame impedenzometrico, eseguito inserendo all’interno del condotto uditivo un cono sonoro, capace di emettere un’onda di intensità variabile e di mettere in movimento il timpano e la relativa catena ossiculare. Si tratta di un esame utile per valutare l’elasticità del timpano e l’eventuale presenza di un’ipoacusia nei bambini più piccoli e non collaboranti, quando un esame audiometrico tonale e vocale potrebbe non risultare efficace;
  • Esame audiometrico vocale, eseguito in una cabina silente e capace di valutare il grado di comprensione delle parole del paziente, il quale ascolta attraverso un paio di cuffie diverse parole di varia frequenza che dovrà poi ripetere. Il livello di sordità rilevato dall’esame audiometrico tonale può anche risultare lieve, pur essendoci scarsa percezione delle parole. L’esame audiometrico vocale permette invece di stabilire la sede della lesione uditiva e di quantificarne la gravità;
  • Test di funzionalità tubarica, per identificare precocemente le eventuali alterazioni del meccanismo di ventilazione e drenaggio della cassa del timpano;
  • Esame funzionale completo, eseguito con prove termiche vestibolari tramite videonystagmografia, per ottenere importanti informazioni sui disturbi legati all’equilibrio.

In linea generale, l’obiettivo degli esami per l’udito come l’esame audiometrico tonale e vocale è quello di determinare il grado e il tipo di perdita uditiva. Possono essere eseguiti a qualunque età, con tecniche differenti in base alle capacità e al grado di collaborazione del paziente.

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