Trigliceridi: Valori Normali e Cosa Significa Avere 185 mg/dL

I trigliceridi sono grassi che si misurano a digiuno e sono normali tra i 50 e 150-200 mg/dl. Valori superiori (iper-) a questo intervallo sono da considerare negativi per lo stato di salute. I livelli ottimali di trigliceridi sono inferiori a 150 mg / dl. Sopra i 500 mg / dl sono molto elevati.

Cosa Sono i Trigliceridi?

I trigliceridi sono grassi. I trigliceridi, idrolizzati "enzimaticamente" in acidi grassi + glicerolo (da una lipasi), contengono uno dei tre substrati energetici più importanti dell'organismo. A produrre chilocalorie sono prevalentemente gli acidi grassi, che ne forniscono ben 9 per grammo, mentre il glicerolo viene recuperato dal fegato per la neoglucogenesi - sintesi di glucosio.

Il tessuto adiposo si divide in bianco e bruno. Il primo svolge funzioni di: riserva energetica - 1 kg di tessuto adiposo può erogare 7000 kcal - termoisolamento, ammortizzazione meccanica e endocrina (adiponectina, leptina, estradiolo, resistina e citochine, specialmente TNFα e interleuchina 6, ecc).

Come Vengono Trasportati i Trigliceridi?

Dopo i pasti, grassi contenuti negli alimenti (come gli oli da condimento, il grasso della carne e del pesce, quello del formaggio ecc) vengono aggrediti dall'azione combinata di lipasi salivare, bile e lipasi pancreatiche. I grassi, tuttavia, non si possono sciogliere in acqua; per questo motivo il loro trasporto nella circolazione è affidato a particolari "carrier bipolari", chiamati lipoproteine. Le prime, sintetizzate appunto dagli enterociti, sono i chilomicroni.

Questi hanno lo scopo di trasportare i trigliceridi, inizialmente attraverso la linfa e successivamente attraverso il sangue, dall'intestino fino ai tessuti - lo scambio tra le due circolazioni (dalla linfatica alla sanguigna) avviene nel dotto toracico. Nel sangue i chilomicroni interagiscono con altre lipoproteine (HDL e LDL), che gli permettono di assolvere totalmente le sue funzioni e completare il ciclo metabolico.

Giunti ai tessuti, i chilomicroni cedono trigliceridi che, per opera di specifici enzimi chiamati lipoprotein lipasi, vengono scissi nuovamente in glicerolo ed acidi grassi. Anche il fegato ha la capacità di sintetizzare trigliceridi, a partire da altri nutrienti come il glucosio (ciò spiega come mai una dieta ricca di zuccheri semplici sia spesso correlata ad un aumento della trigliceridemia) e gli aminoacidi.

I trigliceridi vengono traportati nel sistema linfatico e nel circolo sanguigno grazie a veicoli specifici chiamati lipoproteine.

Ipertrigliceridemia: Cosa Significa e Come Intervenire

Per ipertrigliceridemia si intende un quantitativo abnorme di trigliceridi nel circolo sanguigno. Gentile paziente, per ipertrigliceridemia si intende la presenza di trigliceridi (TG) in eccesso nel circolo sanguigno. Una concentrazione elevata di trigliceridi rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare.

È frequente che, ai trigliceridi alti, si associno gli altri elementi tipici della dislipidemia - come appunto il colesterolo totale e colesterolo LDL superiori alla norma. Inoltre il colesterolo è entro i limiti ma prevale l'LDL, che in associazione a ipertrigliceridemia indica potenziale rischio cardiaco.

Per correggere l’ipertrigliceridemia è necessario seguire uno stile di vita sano, una alimentazione equilibrata e correggere sovrappeso e obesità. Le consiglio di affidarsi ad un professionista che le consigli un piano nutrizionale personalizzato in modo da ridurre questa concentrazione di TG nel sangue. Intervenire ora vuol dire evitare un peggioramento degli altri valori come il colesterolo.

Cosa Fare in Caso di Trigliceridi Alti?

  • Aumentare l'attività fisica.
  • Migliorare l'alimentazione diminuendo i cibi grassi e i carboidrati raffinati (dolci, panificati con farine raffinate, salumi, formaggi soprattutto stagionati...).
  • Mangiare meglio e ripartire correttamente le calorie e i macronutrienti al fine di ridurli e di farli rientrare nei range.
  • Prediligere carni magre, pesce e cereali preferibilmente integrali come pasta, pane, riso ecc.
  • Per quando riguarda il consumo dei grassi preferire olio extravergine di oliva e frutta secca.
  • Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana.

Consigli Alimentari Dettagliati

Tra gli alimenti consigliati ci sono senza dubbio frutta e verdura, legumi, cereali integrali, carni magre e pesce ricco di omega 3. Dal punto di vista alimentare le accortezze da seguire sono quelle di ridurre il consumo di zuccheri semplici (l'eccesso di zucchero viene trasformato in grassi) e di grassi trans (presenti in insaccati, prodotti molto processati).

La regolazione in termini di calorie e nutrienti, un corretto consumo di fibra (verdura, frutta, legumi, cereali integrali), un maggior consumo di omega-3 (in olio d'oliva, pesce, frutta secca), un consumo di zuccheri controllato e la limitazione di alcol sono le indicazioni principali.

Al contrario del colesterolo i trigliceridi sono molto legati all'introduzione di grassi in particolare animali (non di pesce) ma non solo.

  • è consigliabile ridurre l'apporto di ZUCCHERI (come quelli presenti in dolci, biscotti, merendine, bevande zuccherate).
  • Aumentare il consumo di FIBRE, che sono presenti soprattutto in: frutta, verdura, legumi, cereali integrali.
  • Consumare grassi di origine vegetale, soprattutto olio extravergine di oliva e frutta secca, carne magra e in modeste quantità, pesce bianco ricco di omega 3, frutta e verdura di stagione in abbondanti quantità, cereali integrali e legumi.

Quando Preoccuparsi e Quali Esami Fare

Avere trigliceridi alti significa che la concentrazione di trigliceridi nel sangue (trigliceridemia) è superiore alla norma. In genere, la presenza di trigliceridi alti è asintomatica, ossia non causa sintomi. Per il controllo dei trigliceridi, bisogna presentarsi a digiuno. Si ricorda che i Piani Sanitari prevedono la copertura delle spese sostenute per eseguire un controllo dei livelli di trigliceridi.

Terapie Farmacologiche

Se, nonostante questi cambiamenti nello stile di vita, i trigliceridi rimangono elevati o l'HDL non aumenta, il medico potrebbe suggerire una terapia farmacologica, come le:

  • Fibrati: derivati dell’acido fibrico, possono abbassare efficacemente i livelli di trigliceridi troppo elevati.
  • Niacina: può aiutare non solo a ridurre i trigliceridi, ma anche il colesterolo LDL.
  • Olio di pesce: fonte di acidi grassi omega-3, si apprezza non soltanto per i suoi effetti positivi sull’ipertrigliceridemia, ma anche per le proprietà ipoglicemizzanti, cardioprotettive, antiossidanti e antinfiammatorie.
  • Statine: sono farmaci che nascono per abbassare il colesterolo LDL, ma che possono rivelarsi utili anche quando i trigliceridi sono alti.

È importante ricordare che è altamente sconsigliato seguire ricette fai da te per abbassare i trigliceridi.

Ipertrigliceridemia Familiare

L'ipertrigliceridemia genetica va trattata farmacologicamente. Bisognerebbe capire se è di natura familiare oppure di natura nutrizionale! Si rivolga ad un nutrizionista per approfondire la questione! A presto! Bisogna capire se si tratta di un problema genetico (quindi familiare) oppure di natura nutrizionale.

Importanza dello Stile di Vita

In caso di ipertrigliceridemia è opportuno intervenire su alimentazione (riduzione degli zuccheri semplici e dei grassi di tipo saturo) e sullo stile di vita, aumentando l'attività fisica. In questi casi è necessario intervenire prima di tutto modificando il proprio stile di vita. Per prima cosa è importante perdere peso se si è in una condizione di sovrappeso ed è necessario modificare la dieta, aumentando il consumo di fibre, grassi insaturi e alimenti ricchi di omega 3 e riducendo lo zucchero, i carboidrati raffinati e l’alcol. Infine, è fondamentale fare attività fisica o camminata almeno 3 volte a settimana.

Praticare attività fisica regolarmente: se il soggetto è sedentario da sempre, dovrebbe iniziare gradualmente qualcosa che trova piacevole, alla portata e che riesce a gestire nonostante le responsabilità giornaliere (lavoro, famiglia ecc.). Evitare la sedentarietà in tutte le sue forme.

A parità di condizioni causali, alcuni individui rispondono meglio di altri ai medesimi trattamenti.

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