Le transaminasi sono enzimi che si trovano in grande quantità all’interno delle cellule del fegato. Quando si verifica un danno epatico, e si ha la rottura delle cellule del fegato, si verifica la fuoriuscita di una quantità elevata di enzimi epatici che si riversano nel sangue. In presenza di livelli elevati di transaminasi si deve pensare alla necrosi epatica, neoplasia epatica, lipidosi epatica ed epatite.
Funzioni del Fegato e Importanza degli Esami
Il fegato è un organo particolarmente complesso con straordinarie funzioni. Fondamentale per il metabolismo dei nutrienti e non solo, può andare incontro a degenerazione per differenti motivi. Vediamo adesso quali sono gli altri esami ed i relativi valori che aiutano a farci capire lo stato funzionale dei diversi organi ed apparati del corpo dell’animale.
Infatti i risultati che si ottengono dal laboratorio di analisi di un gruppo di prove prescritte dal veterinario consentono al clinico non solo la possibilità di convalidare o di escludere con assoluta certezza la presunta diagnosi, ma allo stesso tempo possono dare l’opportunità di scoprire una malattia concomitante non sospettata e magari soltanto al suo esordio.
La valutazione della funzionalità epatica attraverso gli esami del sangue è particolarmente importante perché le malattie epatiche hanno un decorso caratterizzato da pochissimi sintomi fino a quando la malattia non è molto grave o in stadio terminale.
Valori Ematici Importanti
Dal punto di vista degli esami ematochimici sono da prendere in considerazione diversi parametri.
- Enzimi epatici - il loro aumento è considerato indicativo di patologia epatica. Ciononostante è da considerare che potrebbero aumentare anche per altre condizioni totalmente reversibili (come per assunzione di farmaci). Attenzione anche alla valutazione dello stadio della patologia epatica: in caso di cirrosi avanzata o shunt porto-sistemico il tessuto epatico non è sufficiente a produrre enzimi e quindi non si instaura una alterazione dei livelli, nonostante la gravità della condizione. Al contrario, la persistenza di valori alti di enzimi, senza alcuna alterazione, potrebbero essere significativi della presenza di immunocomplessi contro gli enzimi che non consentirebbero il loro smaltimento dal circolo dando quindi, un falso risultato alterato.
- ALT - primariamente prodotto dal fegato, ha una emivita corta. Aumenta soprattutto nelle condizioni acute; tuttavia, il suo incremento deve essere molto significativo per destare preoccupazione e, da solo, non ha alcun valore prognostico. Aumenta in modo significativo anche per assunzione di farmaci (es: glucocorticoidi) e per altre patologie come il diabete mellito o gastroenteriti.
- AST - prodotto dal fegato, ma anche in quantità importante dai muscoli scheletrici e muscolo cardiaco. Per questo, un suo innalzamento (senza altri sintomi) può essere significativo di danno muscolare, danno che provoca anche un aumento contestuale della CK (creatinchinasi). Aumenta anche in caso di emolisi.
- ALP - può essere alto in varie condizioni patologiche, mentre in alcune razze (Scottish terrier e Husky siberiano) valori elevati sono considerati normali. Essendo prodotti anche da altri organi il loro innalzamento è considerato indicativo di patologia epatica solo se concomitante con l’aumento dei due precedenti, presenti però anche in caso di colestasi. La Fosfatasi alcalina (ALP) viene invece utilizzata per la valutazione delle vie biliari. Non è un enzima così specifico come la ALT; questo enzima è infatti prodotto anche dalle ossa, dall’intestino e dalla placenta durante la gravidanza.
- GGT - è prodotta anche da altri organi oltre che dal fegato, ma la parte circolante nel siero è considerata primariamente epatica. Associato alle vie biliari, aumenta nel plasma in risposta a colestasi. Il suo aumento generalmente è parallelo a quello dell’ALP.
Altri parametri da valutare sono:
- Colesterolo - ha valore limitato come marker nelle patologie epatiche. La sua diminuzione è indicativa di cirrosi, insufficienza epatica o malassorbimento, mentre il suo aumento è indicativo di patologie che influiscono secondariamente sul fegato.
- Trigliceridi - alterazioni sovrapponibili a quelli del colesterolo
- Glucosio - è l’ipoglicemia che si sviluppa in caso di danno epatico fulminante o cronico con oltre il 70% del danno tissutale
- Albumine - proteine prodotte solo dal fegato, diminuiscono se c’è un danno epatico importante (oltre il 70%) ma non sono indicative esclusivamente di epatite, essendo maggiormente significative in altre patologie proteino-disperdeti come le nefropatie o le enteropatie. Le Albumine sono le proteine più importanti prodotte dal fegato; anche se sono numerosi i fattori in grado di interferire con la quantità presente in circolo, una malattia cronica epatica può essere causa di una progressiva e persistente diminuzione della quantità presente nel sangue.
- Urea e creatinina - il fegato converte l’ammoniaca in urea. Una sua bassa concentrazione può quindi essere associata a insufficienza epatica severa
- Bilirubina - è la proteina che colora i tessuti di giallo in caso di ittero. Un suo aumento non è indicativo di patologia epatica, l’ittero, infatti, va distinto in:
- pre-epatico, per anemia emolitica
- epatico, per epatite acuta o cronica
- post-epatico, per pancreatite, neoplasia ecc.
I valori normali di riferimento di questi parametri sono diversi nelle diverse specie e a volte anche fra razze diverse all’interno della stessa specie; è quindi molto importante che vengano interpretati in modo corretto facendo riferimento al singolo paziente.
Tutte le volte che i valori di questi parametri risultano alterati si dovrà poi procedere ad approfondimenti sia attraverso altri parametri ematici sia attraverso opportune indagini strumentali (ad esempio ecografia).
Esami Dinamici di Funzionalità Epatica
Per avere una diagnosi più accurata è bene effettuare quindi dei test dinamici di funzionalità epatica come:
- Ammoniemia - per comprendere la capacità del fegato di degradare l’ammoniaca in urea
- Test di stimolazione degli acidi biliari - sintetizzati solo dal fegato a partire dal colesterolo, vengono concentrati nella cistifellea da dove vengono liberati direttamente nell’intestino per la digestione dei grassi. Dall’intestino passano direttamente in circolo dove vengono misurati. Il prelievo (pre e post prandiale) è indicativo della funzionalità epatica.
La diagnosi dovrà poi essere suffragata anche dalla diagnostica per immagini, in cui si potranno valutare le dimensioni dell’organo; saranno soprattutto i referti bioptici a dare la certezza diagnostica e a suggerire il protocollo terapeutico più indicato.
Epatite nel Cane
Le epatopatie (malattie del fegato) spesso sono di difficile interpretazione e complicate da riconoscere. Il fegato è un organo che ha una grande capacità di compensazione delle sue funzioni. Questa adattabilità porta a non mostrare sintomi se non quando la sua attività non è già altamente compromessa (un po’ come accade in caso di insufficienza renale cronica). Anche la sua manifestazione clinica non è sempre univoca, rappresentando dunque una vera sfida per il clinico che si trova a doverla diagnosticare.
Le patologie epatiche possono essere di tipo:
- infiammatorio
- metabolico
- degenerativo
- neoplastico
- vascolare
- traumatico
- per anomalie congenite
- idiopatico
Le forme più frequenti sono quelle associate a tossicosi e cause dismetaboliche che si presentano di solito in forma acuta, mentre le forme croniche sono soprattutto legate a patologie degenerative e/o infiammatorie.
Cause di Malattia Epatica Acuta
Molte sono le condizioni che possono portare a malattia acuta. Tra le più frequenti possiamo ricordare le cause tossiche:
- intossicazione da farmaci - diversi antibiotici, antinfiammatori, antimicotici, anestetici ecc.
- metalli pesanti - Ferro, Rame, Zinco, Piombo
- insetticidi
- erbicidi
- piante - alcaloidi pirrolizidinici, Lantana Camara, Tribolus Terrestris
- funghi - Amanita Falloides
- micotossine - aflatossine, ocratossine ecc.
Tra le forme infettive troviamo:
- Herpesvirus
- Epatite infettiva da CAV-1
- Clostridiosi ecc.
Esistono poi malattie sistemiche che possono estendersi al fegato, quali:
- pancreatiti
- peritoniti
- IBD
- ma anche malattie endocrine, infettive e infestive
- ipertiroidismo
- ipercorticosurrenalismo
- diabete
- ipotiroidismo
- leishmaniosi
- leptospirosi
- toxoplasmosi e altre.
Epatiti Croniche
Le epatiti croniche sono un gruppo di malattie epatiche caratterizzate dalla persistenza delle condizioni scatenanti da almeno 6 mesi. Queste provocano danni a livello del parenchima epatico sottoforma di cirrosi e fibrosi epatica.
Le cellule del fegato si modificano sia in qualità che in quantità perdendo la loro funzione. La fibrosi epatica è caratterizzata dall’aumento di tessuto collagene e acido ialuronico all’interno del fegato che provoca una alterazione delle funzioni metaboliche e di sintesi degli epatociti. La modificazione tessutale che avviene è, comunque, ancora reversibile, mentre una sua ulteriore evoluzione esita in cirrosi.
La cirrosi rappresenta lo stadio finale irreversibile del danno epatico cronico. La morte dell’epatocita (per le diverse cause possibili) è ciò che dà l’avvio al processo di fibrogenesi che danneggia ulteriormente gli epatociti adiacenti normali, il flusso ematico intraepatico e quello biliare. La cirrosi raggiunge dunque un punto oltre il quale diventa autoperpetuante.
Cause di Epatiti Croniche nel Cane
Moltissime possono essere le cause che possono portare a epatite cronica, compresa una predisposizione familiare, per cui è stata riconosciuta una maggior possibilità di incontrare la malattia in alcune razze:
- Dobermann - in particolare femmina
- Labrador retriever
- Cocker - in particolare nel maschio
- Dalmata
- Pastore tedesco
- Beagle
- Scottish Terrier
Oltre a queste ritroviamo le cause che abbiamo già definito per le forme acute.
Sintomi e Segni Clinici
I segni che si possono osservare sono di diversa natura:
- depressione
- ridotto appetito
- letargia
- perdita di peso
- mancata crescita
- vomito
- diarrea
- feci acoliche
- ascite
- PU/PD
- ittero
- problemi di coagulazione
- dolore addominale (raramente)
- encefalopatia
Alla visita si può osservare:
- ittero
- epatomegalia
- condizioni fisiche scadenti
- presenza di versamento addominale
- segni di malattia sistemica.
In generale non si è in grado di fare una diagnosi certa di malattia epatica senza analisi ematiche approfondite e soprattutto senza biopsia per capire la condizione in cui si trova il tessuto (se in fibrosi o cirrosi).
Terapia delle Epatiti nel Cane
Le terapia delle epatiti risulta quindi particolarmente complessa e necessita, prima di tutto, di un quadro diagnostico sufficientemente chiaro al fine di approntare protocolli multitarget che dovrebbero essere volti a:
- controllo del danno del parenchima epatico
- controllo del danno biliare
- controllo della flogosi (infiammazione)
- controllo della fibrosi
- controllo delle alterazioni al di fuori del fegato
La terapia dipenderà anche dalla capacità o meno di individuare la reale causa, dovrà cercare di supportare la remissione della patologia e limitare i sintomi provocati dal danno epatico.
Terapia per il Controllo del Danno Parenchimale
- Sibilina
- effetto stabilizzante sulla membrana epatocitaria
- azione antiossidante
- effetto antinfiammatorio
- antifibrotico
- S-Adenosil Metionina (SAMe)
- aumenta il poter antiossidante negli epatociti del cane
- riduce l’infiammazione attraverso un riduzione del rilascio di citochine infiammatorie
- azione detossificante
- Acetilcisteina
- antiossidante
- può essere somministrato per via ev
- Carnitina
- antiossidante
- incrementa l’ossidazione lipidica; importante nelle forme di accumulo lipidico.
- La Vitamina E e la Vitamina C sembrano essere degli ottimi antiossidanti, quest’ultima ha anche un importante effetto nello stimolare l’escrezione renale di rame.
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