Quando si eseguono esami del sangue completi, le transaminasi sono uno dei valori che attirano subito l’attenzione. Molte persone non sanno cosa siano le transaminasi. Le transaminasi sono un gruppo di enzimi presenti in vari tessuti e partecipano al metabolismo degli aminoacidi; appartengono alla classe delle transferasi e si concentrano soprattutto nelle cellule del fegato, ma sono presenti in quantità minori anche in tutto il resto dell’organismo.
Il valore delle transaminasi nel sangue è molto importante: se troppo alto può essere indice di un riversamento anomalo dell’enzima nel sangue che ne aumenta la concentrazione, e le cause di questo fenomeno possono essere diverse. L‘aumento dei valori di transaminasi nel sangue potrebbe evidenziare un’infiammazione o un danno alle cellule del fegato. Quando le cellule del fegato, o dei muscoli, cuore compreso, sono danneggiate, le transaminasi si riversano nel sangue in maniera eccessiva.
Anche i bambini, proprio come gli adulti, possono presentare valori delle transaminasi troppo elevati, ma questo non sempre è indice di malattie epatiche o altri disturbi. Quando valori alti di transaminasi si riscontrano nei bambini, le cause potrebbero essere le stesse che interessano gli adulti, e quindi soprattutto collegate a sofferenza epatica. La maggior parte dei casi di transaminasi alte è riconducibile a sofferenza epatica o altri danni e patologie a carico del fegato.
Cause di Transaminasi Alte nei Bambini
Le malattie epatiche rappresentano le cause più comuni dell’aumento dei livelli sanguigni di transaminasi:
- Infettiva: virus delle epatiti acute o croniche, ma anche mononucleosi.
- Autoimmune: più frequente con concomitanti patologie autoimmuni, es. tiroidite cronica, malattie del connettivo, ecc.
- Metabolica: in presenza di condizioni correlate alla sindrome metabolica e all’insulino-resistenza, come indice di massa corporea elevato, diabete, iperlipidemia (aumento patologico del colesterolo o dei grassi nel sangue), ipertensione, anche se la malattia può verificarsi anche in assenza di tali fattori.
- Alcolica: un consumo superiore a 40 g al giorno di alcool è associato a un alto rischio di epatopatia etilica e giustifica un’elevazione persistente delle transaminasi.
Particolarmente insidioso può essere il ruolo dei farmaci, perché molti di essi possono causare un’ipertransaminasemia. Andrebbe valutata, inoltre, l'opportunità di un danno epatico da farmaci quali l'isoniazide, il Paracetamolo, (in caso di iperdosaggio) ed il Valproato di sodio. Naturalmente ognuna delle patologie prima menzionate per l'incremento cospicuo delle transaminasi deve essere anche qui considerata ed esclusa.
Come si trasmettono gli Adenovirus? Gli Adenovirus causano generalmente un'infezione lieve delle vie respiratorie, che si accompagna talvolta a vomito, diarrea e febbre. Raramente sfociano in complicanze (l'epatite è tra queste), ma questi eventi in genere riguardano solo persone con un sistema immunitario indebolito.
La seconda causa potrebbe essere dovuta a un aumento tra i bambini della suscettibilità alle infezioni da Adenovirus, aumento dovuto alla minore circolazione negli ultimi due anni degli Adenovirus stessi, il tutto a causa della pandemia da COVID-19.
Come affermato in precedenza, attualmente, l'OMS sta elaborando una precisa definizione di caso clinico, che serva da supporto per la diagnosi e le analisi epidemiologiche; proprio per questo, sta incoraggiando fortemente le autorità sanitarie dei vari Paesi europei coinvolti a segnalare i casi clinici presunti tali, con tanto di una descrizione relativa all'anamnesi dei pazienti (così da favorire anche il percorso di identificazione delle cause e dei fattori di rischio dell'epatite).
Diagnosi
Il riscontro di un aumento delle transaminasi è spesso occasionale, in seguito a indagini di laboratorio eseguite nel corso di un check up di routine su indicazione del pediatra curante. In conclusione, l'approccio pratico ad una ipertransaminasemia isolata prevede un'accurata anamnesi ed un esame clinico preciso. Le indagini da effettuare sono, come visto, molte e diversificate, volte ad individuare le disparate condizioni che sottendono un aumento delle transaminasi.
La determinazione dei livelli delle transaminasi (ALT e AST) viene in genere richiesta insieme ad altri esami del sangue nei pazienti che hanno un rischio aumentato di danno al fegato. L'AST viene spesso confrontata con i risultati di altri esami, come la fosfatasi alcalina (un altro enzima), le proteine totali e la bilirubina per determinare quale forma di malattia del fegato sia presente.
Essenziale in ogni caso è effettuare indagini rivolte a definire la funzione del fegato, e in particolare prove di coagulazione e dosaggio dei livelli di albumina nel sangue (albuminemia).
I valori di riferimento delle transaminasi possono cambiare in funzione dell'età, del sesso e della strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Normalmente le concentrazioni di AST e ALT nel sangue sono basse raggiungendo il valore di alcune decine di Unità Internazionali per litro (UI/l). Più i risultati sono lontani dalla normalità, più è probabile che il paziente soffra di disturbi significativi del fegato. Il medico userà i risultati per impostare eventuali terapie.
Di seguito, alcuni esami utili per valutare la funzionalità epatica:
- ALT (alanina amino transferasi). L’ALT (o GPT) è un enzima del fegato che aiuta l’organismo a metabolizzare le proteine. Si tratta di una proteina sintetizzata esclusivamente in quest’organo e in caso di lesioni viene riversata nel sangue aumentando quindi la concentrazione presente oltre i limiti normali.
- AST (aspartato transaminasi). L’AST è un enzima che, come l’ALT, quando non ci sono problemi si trova nel sangue in minime quantità. L’aumento dei livelli può indicare una patologia o una lesione al fegato.
- ALP (fosfatasi alcalina). L’ALP è un enzima del fegato, dei dotti biliari e delle ossa.
- Albumina e proteine totali. L’albumina è una delle proteine prodotte dal fegato ed usata, tra l’altro, per mantenere una corretta pressione dei fluidi corporei e funge da trasportatore nel sangue per moltissime molecole diverse (anche farmaci).
- Bilirubina. La bilirubina è una sostanza di colore giallo prodotta dalla normale disgregazione dei globuli rossi; passa nel fegato, dove viene incorporata nella bile e successivamente eliminata attraverso le feci.
- GGT (gamma glutamil transferasi). La GGT è un enzima contenuto nel sangue.
- LDH (l-lattato deidrogenasi). È un enzima che si trova nel fegato.
- Conta delle piastrine.
- Tempo di protrombina (PT). È il tempo che il sangue impiega per coagularsi e fa riferimento alla protrombina, una proteina prodotta dal fegato e coinvolta nel meccanismo di coagulazione.
Rimedi e Trattamento
I rimedi ad alte concertazioni di transaminasi sono, ovviamente, collegati alle cause che le hanno determinate. Il trattamento varia in relazione alla causa identificata che sarà diversa in relazione all'età del bambino. Non sempre è necessaria una terapia specifica e nella maggior parte dei casi si assiste alla risoluzione spontanea (soprattutto nelle forme causate da infezioni, da farmaci, etc).
Laddove possibile, si raccomanda la prevenzione soprattutto per le cause infettive ad esempio promuovendo le vaccinazioni (epatite A ed epatite B) e adottando le misure di prevenzione per evitare il contagio (epatite C).
Per i soggetti a cui sono state diagnosticate malattie o disfunzioni del fegato, una corretta alimentazione può contribuire a migliorare le cose. Di seguito alcuni consigli:
- Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per la salute dell’organismo.
- Frutta, per l’elevato contenuto di sali minerali, vitamine e antiossidanti. È meglio non superare le due porzioni al giorno, poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio).
- Carne, sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
- Pesce di tutti i tipi, almeno tre volte alla settimana. Privilegiare quello azzurro.
- Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme: soia, girasole, mais, arachidi, etc.
- Formaggi, una o due volte alla settimana in sostituzione del secondo piatto. Tra quelli freschi è bene preferire quelli a basso contenuto di grassi, mentre tra i formaggi stagionati quelli prodotti con latte che durante la lavorazione viene parzialmente decremato, come Grana Padano DOP.
Alimenti da evitare:
- Prodotti da forno.
- Uva, banane, fichi, cachi e mandarini, poiché sono i frutti più zuccherini.
- Affettati, consumare una o due volte alla settimana purché sgrassati.
In caso di sovrappeso od obesità, occorre eliminare i chili di troppo e normalizzare la circonferenza addominale, indicatrice della quantità di grasso depositata a livello viscerale, principalmente correlata al rischio cardiovascolare. Evitare le diete fai da te! Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana per almeno 150 minuti (ottimali 300).
Prognosi
La prognosi dipende dalla causa dell'ipertransaminasemia. Le forme di lieve entità, causate ad esempio da infezioni, si risolvono spontaneamente autonomamente nel tempo e non è necessaria nessuna terapia.
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