Infarto: Cosa Mostra un Tracciato ECG e Come Intervenire

L'elettrocardiogramma (ECG) è uno strumento diagnostico fondamentale nella valutazione di un sospetto infarto miocardico. La sua rapidità di esecuzione e la ricchezza di informazioni che fornisce lo rendono un pilastro nella gestione delle sindromi coronariche acute (SCA). Questo articolo esplora in dettaglio come riconoscere i segnali vitali di un infarto attraverso l'ECG, analizzando le diverse presentazioni e le implicazioni cliniche.

Principi di Base dell'ECG

Prima di addentrarci nei segni specifici dell'infarto, è essenziale comprendere i principi di base dell'ECG. L'ECG registra l'attività elettrica del cuore attraverso elettrodi posizionati sulla superficie del corpo. Ogni ciclo cardiaco produce un tracciato caratteristico composto da onde (P, Q, R, S, T) e segmenti (PR, ST, QT) che rappresentano diverse fasi dell'attività elettrica del cuore.

  • Onda P: Depolarizzazione atriale.
  • Complesso QRS: Depolarizzazione ventricolare.
  • Onda T: Ripolarizzazione ventricolare.
  • Segmento ST: Periodo tra la fine della depolarizzazione ventricolare e l'inizio della ripolarizzazione ventricolare.

L'analisi dell'ECG richiede una valutazione sistematica della frequenza cardiaca, del ritmo, degli intervalli e dei segmenti, nonché della morfologia delle onde. Le variazioni da un tracciato normale possono indicare diverse patologie cardiache, incluso l'infarto.

Infarto Miocardico: Classificazione e Fisiopatologia

L'infarto miocardico è una condizione in cui una parte del muscolo cardiaco muore a causa di un'ischemia prolungata, ovvero una riduzione critica dell'apporto di sangue. Le SCA sono generalmente classificate in base alla presenza o assenza di sopraslivellamento del tratto ST all'ECG:

  • STEMI (Infarto Miocardico con Sopraslivellamento del Tratto ST): Caratterizzato da un'occlusione totale di un'arteria coronaria, che porta a un'ischemia transmurale (che interessa l'intero spessore della parete del ventricolo).
  • NSTEMI (Infarto Miocardico senza Sopraslivellamento del Tratto ST): Solitamente causato da un'occlusione parziale o da una grave stenosi coronarica. L'ischemia è in genere subendocardica (interessa la parte interna della parete ventricolare).

La diagnosi differenziale tra STEMI e NSTEMI è cruciale perché determina la strategia terapeutica. Lo STEMI richiede una riperfusione urgente, tramite angioplastica primaria (PCI) o, in mancanza di disponibilità immediata, trombolisi.

Segnali ECG di Infarto STEMI

Lo STEMI è caratterizzato da una serie di alterazioni ECG che si evolvono nel tempo. Riconoscere queste alterazioni in modo tempestivo è fondamentale per un intervento rapido e per ridurre il danno miocardico.

Sopraslivellamento del Tratto ST

Il sopraslivellamento del tratto ST è il segno distintivo dello STEMI. Si definisce sopraslivellamento un'elevazione del tratto ST di almeno 1 mm (0,1 mV) in almeno due derivazioni contigue, escluse V2-V3. In V2-V3, i criteri variano in base all'età e al sesso:

  • Uomini <; 40 anni: ≥ 2,5 mm
  • Uomini ≥ 40 anni: ≥ 2 mm
  • Donne: ≥ 1,5 mm

Il sopraslivellamento del tratto ST indica una lesione miocardica acuta e transmurale. La morfologia del sopraslivellamento può variare, potendo presentarsi come un'elevazione convessa (onda di Pardee) o concava.

Onde T Iperacute

In una fase molto precoce dello STEMI, prima del sopraslivellamento del tratto ST, possono comparire onde T iperacute. Queste sono onde T ampie, simmetriche e appuntite, che indicano un'ischemia miocardica in corso. Le onde T iperacute sono spesso transitorie e possono essere facilmente trascurate se non si esegue un ECG seriale.

Onde Q Patologiche

Le onde Q patologiche sono onde Q ampie e profonde che indicano la presenza di necrosi miocardica. Le onde Q patologiche si sviluppano in genere ore o giorni dopo l'inizio dello STEMI e possono persistere per tutta la vita, rappresentando una cicatrice miocardica. Per essere considerate patologiche, le onde Q devono avere una durata di almeno 0,04 secondi (40 ms) o un'ampiezza pari ad almeno un terzo dell'altezza del complesso QRS.

Alterazioni Reciproche (Reciprocal Changes)

Le alterazioni reciproche sono sottoslivellamenti del tratto ST e inversioni dell'onda T che si osservano in derivazioni opposte a quelle in cui si verifica il sopraslivellamento del tratto ST. Queste alterazioni sono dovute alla propagazione dell'attività elettrica dall'area ischemica alle aree circostanti e possono aiutare a localizzare l'area dell'infarto.

Segnali ECG di Infarto NSTEMI

L'NSTEMI presenta un quadro ECG più variabile rispetto allo STEMI. Le alterazioni più comuni includono:

Sottoslivellamento del Tratto ST

Il sottoslivellamento del tratto ST è un'alterazione frequente nell'NSTEMI. Si definisce sottoslivellamento una depressione del tratto ST di almeno 0,5 mm (0,05 mV) in almeno due derivazioni contigue.

Inversione dell'Onda T

L'inversione dell'onda T è un altro segno comune nell'NSTEMI. Le onde T invertite sono onde T negative in derivazioni in cui normalmente dovrebbero essere positive. L'inversione dell'onda T può indicare ischemia miocardica o danno miocardico.

Assenza di Sopraslivellamento del Tratto ST Persistente

La caratteristica distintiva dell'NSTEMI è l'assenza di un sopraslivellamento del tratto ST persistente. Tuttavia, è importante notare che in alcuni casi può verificarsi un sopraslivellamento transitorio del tratto ST, che si risolve spontaneamente o dopo somministrazione di farmaci.

Localizzazione dell'Infarto in Base all'ECG

L'ECG può fornire informazioni preziose sulla localizzazione dell'infarto, ovvero sull'arteria coronaria coinvolta. Le derivazioni ECG che mostrano le alterazioni più significative indicano la regione del miocardio interessata:

  • Infarto Anteriore: Alterazioni in V1-V6 (arteria discendente anteriore sinistra - LAD).
  • Infarto Inferiore: Alterazioni in II, III, aVF (arteria coronaria destra - RCA o circonflessa - LCx).
  • Infarto Laterale: Alterazioni in I, aVL, V5-V6 (arteria circonflessa - LCx).
  • Infarto Posteriore: Difficile da diagnosticare direttamente con l'ECG standard. Si ricercano alterazioni reciproche, come sopraslivellamento del tratto ST in V1-V3 e onde R ampie in V1-V2.

È importante ricordare che la localizzazione dell'infarto basata sull'ECG è solo un'indicazione e deve essere confermata con altri esami, come l'angiografia coronarica.

Diagnosi Differenziale

È fondamentale distinguere i segni ECG dell'infarto da altre condizioni che possono simulare un quadro simile. Alcune delle principali diagnosi differenziali includono:

  • Pericardite: Può causare sopraslivellamento diffuso del tratto ST, ma di solito è concavo e accompagnato da sottoslivellamento del tratto PR.
  • Blocco di Branca Sinistro di Nuova Insorgenza (LBBB): Può rendere difficile l'interpretazione dell'ECG in caso di infarto. In questi casi, si possono utilizzare i criteri di Sgarbossa.
  • Ipertrofia Ventricolare Sinistra (LVH): Può causare alterazioni del tratto ST e dell'onda T che simulano ischemia.
  • Sindrome di Brugada: Può causare un pattern ECG simile a uno STEMI anteriore.
  • Ripolarizzazione Precoce: Variante normale che può simulare un sopraslivellamento del tratto ST.

Importanza dell'ECG Seriale

L'ECG è uno strumento dinamico e le alterazioni possono evolvere nel tempo. Pertanto, è fondamentale eseguire ECG seriali in pazienti con sospetto infarto, soprattutto se il primo ECG è normale o non diagnostico. ECG seriali possono rivelare l'evoluzione delle alterazioni, come la comparsa di sopraslivellamento del tratto ST o di onde Q patologiche, confermando la diagnosi di infarto.

L'ECG è uno strumento indispensabile per la diagnosi e la gestione dell'infarto miocardico. La capacità di riconoscere i segnali vitali dell'infarto, come il sopraslivellamento o il sottoslivellamento del tratto ST, le onde T iperacute e le onde Q patologiche, è fondamentale per un intervento tempestivo e per ridurre il danno miocardico. L'interpretazione accurata dell'ECG richiede una conoscenza approfondita dei principi di base, delle diverse presentazioni dell'infarto e delle possibili diagnosi differenziali. L'ECG seriale è essenziale per monitorare l'evoluzione delle alterazioni e confermare la diagnosi.

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